Salutamassòreta

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Buon Anno



Buon Anno, cari Amici. Ve lo dico in tutte le lingue: Good Year, Michelin, Dunlop, Firestone e Toyo (per chi conosce il giapponese). Che il 2009 sia davvero un anno pieno di pace e di serenità. Soprattutto per quei popoli che hanno la guerra in casa, per chi ha ancora il mutuo da pagare, per i precari perpetui, per i disoccupandi e per tutti gli altri che, come me, soffrono da anni di... bassa pensione. E... che San Silvio ci aiuti!
Con affetto, francesco

Stragi del sabato sera

Saturday evening carnage

Sbarchi e immigrati


Continue landings of immigrants

Continuano, inarrestabili, gli sbarchi dei migranti che le "carrette del mare" (le famose "carretta-carretta", una specie protetta) scodellano ormai quotidianamente lungo le coste italiane, soprattutto quelle delle isole più a sud, sollevando fiumane, ma che dico fiumane, addirittura ondate, tsunami, alluvioni e maremoti di riprovazione pubblica e privatizzata.
Lampedusa scoppia e i centri di raccolta ormai non ce la fanno più.
Anche nella piccola Linosa di questi sciagurati ne sono sbarcati talmente tanti da superare quasi la stessa popolazione dell'isola. Per questo motivo gli abitanti stanno pensando di migrare da un'altra parte, forse nella vicina Tunisia con la quale è in atto un programma transfrontaliero di cooperazione per l'occupazione e il movimento di lavoratori del settore capperi e lenticchie. Intanto il governo è alla ricerca di qualche rimedio per mettere un freno a questa situazione, ormai fuori controllo. Uno di questi, per esempio - come propose per la lira il governo Craxi nel 1986 -, potrebbe essere l'applicazione di una sorta di "immigrazione pesante".
In questo caso, se l'escamotage venisse attuato, mille immigrati varrebbero quanto un solo immigrato. Secondo un elementare calcolo matematico, infatti, se mille immigrati ne valgono uno, diecimila ne valgono dieci, centomila ne valgono cento e via di seguito, continuando a piacere e mescolando per mezz'ora. Con il vantaggio che il conteggio risulterebbe semplificato e più semplice risulterebbe anche la sistemazione dei migranti, diciamo, "pesanti" nelle camerate dei vari centri di accoglienza che, così, si "alleggerirebbero" notevolmente.

Coniato, per l'occasione, dalla Presidenza del Consilvio, anche un simpatico slogan:
"Migrazione Pesante = Sistemazione Leggera"
.
Una bella pensata, non c'è che dire.
La seconda soluzione, più articolata e complessa, riguarderebbe un nuovo tipo d'indulto che, in pratica, sarà concesso a tutti quelli che sbarcheranno in numero inferiore alle trecento (cinquemila) unità nell'arco dei tre mesi successivi al primo spiaggiamento, e che non avranno partecipato ad azioni sovversive e/o/di/in/con/su/per/tra/fra finalizzate al terrorismo internazionale, alla raccolta dei pomodori in Irpinia o ai maltrattamenti sulle orate di cui le coste lampedusiane (o lampedusiche) sono ricche (artt. 606 e 607 quater, quinquies, comma 2, 3, 5 bis o fate voi). Previste pene severe anche per chi fa uso di supefacenti, compresa la forfora, e poi si stupisce (o stupefà) se, una volta sbarcato, si macchia di reati di estorsione dopo le ore 21.
Sono in costante aumento, infatti, gli immigrati che allo sbarco si procurano pericolose estorsioni alle caviglie saltando sugli scogli.

Vorrei scrivervi testé molte altre cose interessanti anzichenò, ma devo proprio andare. Mi scappa la pipì.
Francesco Dotti (buontempone)

Riforma giustizia



Mentre continua il chiacchiericcio sui "codici etici", sulla "morale", sui "comportamenti" dei poli e dei partiti che li compongono, sulle inchieste della magistratura - spesso accusata di essere usata come arma politica - e sulla liceità, o meno, delle intercettazioni telefoniche, ci fanno sapere che a gennaio dovrebbe decollare il tanto atteso pacchetto sulla riforma della giustizia. Speriamo che sia un "pacchetto", e non un nuovo... pacco.
Fatto sta che la giustizia, in Italia, sta funzionando male. E questo tutti noi lo sospettiamo.
Francesco Dotti

Alcolismo e tabagismo



Impazzano ormai dovunque campagne sull'influenza negativa che l'alcol ha sulla guida di autoveicoli (e, immagino, anche di motoveicoli e cicloveicoli, o velocipedi che dir si voglia), e sui rischi per la salute di chi fa uso abituale di sostanze alcoliche.Tutto ciò, scomodando metabolismi, differenze fisiologiche tra maschi e femmine, studi tossicologici, riflessi rallentati e tante altre belle cose. Insomma, a questo punto è chiaro che chi beve deve farlo con responsabile moderazione.
E questo è giusto. Anzi, giustissimo.

Ma allora come mai per lustri ci hanno rotto i coglioni sui danni prodotti dal fumo di tabacco, al punto da mettere fuori legge qualsiasi tabaccosa voluttuosità arrivando quasi - come si faceva con gli appestati allontanati dalla comunità - a segnalare la presenza del reietto suonando un campanello, mentre invece ancora tutti tacciono sugli alcolici i cui "benefici" influssi sono ampiamente e legalmente propagandati nei quotidiani consigli televisivi per gli acquisti?
Perché la Polizia non fa il fumo-test agli automobilisti, invece dell'alcol-test? Ci sarà un motivo? Qualcuno me lo vuole dire?

Oggi, dunque, se sei un uomo con le palle e vuoi recuperare con l'aeroplano amici in difficoltà, brocche antiche in mezzo alle montagne oppure, senza idrovolante ma col fax, creare adatte atmosfere per trombarti qualche bella topina davanti al caminetto dopo aver ballato il tango, è inutile che pensi ad altre cose. Se vuoi tutto questo, se davvero vuoi essere, come si dice, "trendy", allora caro mio devi bere alcolici. Almeno dalla birra in su. Altrimenti resti quella mezza sega che sei e nella vita non conterai mai un cazzo. E non importa se a trent'anni ti viene la cirrosi o un più generico tumore a piacere, se per i fumi dell'alcol accoltelli qualcuno o finisci arrotolato con la macchina su qualche palo della luce (meglio se l'esperimento lo fai da solo, senza coinvolgere chi non c'entra). Oggigiorno, quello che conta è essere alla moda.
Conclusione: il fumo fa male, è vero, ma se mi fumo - esagerando - due pacchetti di sigarette, lontano dagli altri, e poi guido la macchina, al massimo faccio del male solo a me stesso. Voi subito obietterete che il mio esecrabile viziaccio, nel tempo, comporta anche un certo costo sociale per i danni sanitari che ne derivano.
E' vero anche questo. Però sarò solo un portatore sano d'enfisema o di bronchite cronica, e magari spaccerò catarro in quantità industriali, ma niente a che vedere con la pericolosità sociale e la perdita di controllo. Se mi scolo una bottiglia di liquore, invece, e poi mi metto a guidare, non solo faccio del male a me stesso ma anche agli altri. E il costo sociale? Non esiste lo stesso anche per gli alcolisti? Oppure, solo perché è ammessa la pubblicità "beona", con tutti gli interessi che le ruotano attorno, si lascia correre e chi s'è visto s'è visto? Magari... doppio.
Francesco Dotti (esimio fumatore astemio)

Natale in galera?



Dopo le tempeste meteorologiche che hanno colpito il nostro Paese, ora tocca a quelle... giudiziarie. Perciò, aspettiamo che le inchieste avviate dalla magistratura seguano il loro corso, e poi vedremo che tipo di vacanze di Natale toccheranno agli indagati.
Saranno vacanze in crociera, o vacanze in... galera?
Francesco Dotti

Scarpe da lancio


Che volete che vi dica, sarà anche un tormentone, ma a me... me piace!

Pensierino della sera




La funzione propria dell'Uomo è di vivere, non di esistere.
Io non sprecherò mai i miei giorni a tentare di prolungare la mia vita.
Voglio bruciare tutto il mio tempo
(Jack London)

Giovedì mattina ho un appuntamento importante. Non con una bella donna. Con il dentista.
Perciò, se è vero che quando si diventa vecchi si torna ad essere un po' bambini, allora spero che mi ricrescano i denti...
Francesco Dotti

Shoes for Bush


Meno male che quello che ha tirato le scarpe a Bush era un giornalista.
E... se fosse stato un soldato e gli avesse tirato gli scarponi?
Anch'io, per non essere da meno, ho preparato il mio campionario di shoes-da-lancio-ex-presidenziale.
Caso mai, per i perfezionisti del lancio, il numero è il 41. Dopo, passiamo alle valige e agli zainetti. Se qualcuno volesse approfittarne...
Prezzi modici e spedizioni contrassegno.
Francesco Dotti (thrower of shoes part time)

Freccia rossa



Finalmente le Ferrovie Italiane si rinnovano. Con l'alta velocità, presto si potrà sfrecciare a 300 km all'ora coprendo la distanza che separa Milano da Bologna in soli 65 minutini.
Il nuovo "miracolo" tecnologico si chiama "Freccia Rossa", e non è un Capo indiano.
E in Sardegna, invece, dove le ferrovie sono ferme all'invenzione di James Watt, cosa accadrà?
Ce lo daranno qualche treno più veloce, oppure ci lasceranno con quelli che abbiamo?
Che anche se non sono a vapore, poco ci manca.

Social networking


L'altra sera, spinto da una irrefrenabile curiosità, alimentata dal desiderio di "connessioni universali" - oltre alla possibilità di poter sviluppare nuove conoscenze in ambito professionale e personale che mi avrebbero assicurato maggiore visibilità -, mi sono iscritto su Facebook.
Dicono che sia la più importante tra le "reti sociali" esistenti, dopo Myspace, con un centinaio di milioni abbondante di iscritti. Troppi, per i mei gusti, ma buon per loro! Nel senso che mi fa piacere che le persone si divertano così e trascorrano il loro tempo a raccontarsi emozioni, interessi e passioni di ogni tipo davanti a uno schermo. D'altra parte anch'io, col mio blog, non faccio forse la stessa cosa?
Così mi sono chiesto il perché della mia corsa ad iscrivermi su Facebook, quando, facendolo, avrei solo replicato le mie pubblicazioni da un'altra parte. E' pur vero che mi avrebbe dato la possibilità di incontrare amici, vecchi e nuovi, e magari anche qualcuno di cui non ho più notizie da anni... Ma poi, mi sono chiesto: "Cui prodest?". A chi prude? A me no, per ora. E, se mi prudesse, vi assicuro che mi gratterei da solo.
Perciò io sono soddisfatto del mio blog: mi ci diverto, è facile da gestire, molti lo visitano, qualcuno mi scrive, altri lo criticano. Tutto ciò senza che io mi affanni a rispondere a lettere di "amici" che mi hanno aggiunto alle liste di altri "amici" ai quali devo rispondere più o meno subito sennò chissà che potrebbero pensare; senza dovermi scervellare per decifrare incomprensibili sigle, tipo ":); :P prrrr; XDVX; :-D; TKS" che imperversano tra i giovani moderni. Preferisco di gran lunga una... "facondazione assistita", magari da un paio di buoni dizionari d'italiano, alle amenità in lingua inglese di cui certi siti sovrabbondano.
Per farvi un esempio, quando un "amico" già iscritto ha saputo che anch'io ero entrato a far parte della comunità di Facebook, mi ha inviato subito una lettera avvisandomi: "... ricordati che il «Wall to Wall» è pubblico, ovvero che tutti possono leggerlo, «so please» non scrivere cose...". Che vuol dire "Wall to Wall"? Letteralmente significherebbe "da muro a muro", oppure "che copre tutto il pavimento". Non bastava che mi dicesse soltanto che "è pubblico e che tutti possono leggerlo"? E, invece di "so please", non poteva scrivermi "perciò, per favore"? E' così bello l'italiano, perché dobbiamo far di tutto per dimenticarcelo?
Così, dopo aver preso una decisione neppure tanto sofferta, sono tornato su Facebook, ho cancellato la mia iscrizione e,"Wall to Wall", mi sono... "suicidato"!
Absit iniuria verbo.
Francesco Dotti (blog lover)

Omissis



Senza peli sulla lingua


In una recente intervista televisiva dell'ottobre scorso sono emersi alcuni inquietanti particolari circa le probabili collusioni tra (omissis...) e i poteri occulti che gestiscono le (omissis...) in (omissis...), ma anche in (omissis...).
A questo punto, è chiarissimo che organizzazioni come (omissis...) e (omissis...) non possono, secondo le inchieste condotte finora da (omissis...), essere considerate estranee ad un sistema criminale che mina costantemente le (omissis...) e rappresenta un messaggio negativo e destabilizzante in tutta la (omissis...) soprattutto nei confronti di un territorio come la (omissis...) che, invece, avrebbe necessità di tutt'altri segnali da parte delle (omissis...).
Francesco (omissis...)

Burocrazia


Molti di voi avranno avuto modo di leggere la "Dichiarazione dei dati catastali identificativi presso cui è attivata la fornitura di energia elettrica (art. 1, comma 333, Legge 311 del 30.12.2004)", ricevuta dall'Enel con la bolletta dello scorso novembre, e da reindirizzare entro 30 gg. dall'avvenuta ricezione, sempre all'Enel, una volta compilata. Sul retro del foglio, oltre alle utili istruzioni per la compilescion, un terrorifico richiamo alle sanzioni amministrative da € 103 a € 2.065 (art. 13 del D.P.R. 29.09.1973 n. 605) qualora essa dichiarazione non fosse rispedita, correttamente compilata in tutte le sue parti, entro i termini prescritti.
Detto questo, incazzatura iniziale a parte, viene quasi da ridere a pensare che per "sfoltire" l'apparato normativo italiano sia stato creato un apposito ministero, chiamato "Ministero per le Semplificazioni", a capo del quale, se ho capito bene, c'è l'onorevole senatore Roberto Calderoli. Ma la mia ilarità, badate bene, non è dovuta al fatto che ci sia Calderoli. Lui non c'entra nulla.
"Mi vien che ridere" (come diceva Lando Buzzanca interpretando un suo simpatico personaggio televisivo di molti anni fa), invece, se penso che tale ministero è stato creato per "eliminare leggi e regolamenti inutili che risulterebbero di ostacolo allo sviluppo economico, sociale e culturale del nostro Paese". Perché, nonostante i numerosi "sportelli amici", le "linee amiche" e tutto quanto di "amichevole" potrebbe indurci a pensare che davvero stanno "lavorando per noi" per renderci più vivibile la permanenza nell'italico stivale, ogni tanto qualche ufficio ci richiede assurde documentazioni delle quali dovrebbe essere già in possesso e, proprio per questo, sono definibili "assurde". Con il risultato, quando ci dovesse andare bene, di dover contattare al più presto un esperto consulente o, alla peggio, un avvocato che, dietro pagamento di regolari parcelle, ci evitino spiacevoli sanzioni e ci "semplifichino" le semplificazioni.
Così oggi ho colto l'ozio al volo (non avevo un tubo da fare) e mi sono preso la briga di andare a vedere la pagina che mi riguarda sul sito dell'Agenzia delle Entrate (ahi, quanto sono dolorose, queste entrate!...) http://servizi.agenziaterritorio.it/servlet/NWCZ00SJ
Poi, ho digitato il mio codice fiscale nell'apposita casella, ho inserito i dati relativi a "mappali, particelle e sub vari" e... meraviglia! la mia modesta casetta risultava già catalogata per benino al posto suo.
Allora, maledizione, perché mandarmi l'assurda richiesta di comunicare questi maledettissimi dati, sventolandomi sul muso sanzioni, multe, penali e altre simili "coercizioni psicologiche", se avevano già tutto? Non sarebbe stato sufficiente che l'impiegato addetto a quell'ufficio avesse fatto il proprio lavoro, magari cercando lui stesso i miei dati, visto che da anni li spedisco dappertutto? Mi sfugge forse qualche cosa?
Che dobbiamo inventarci per evitare le "complicazioni" derivanti dalle promesse "semplificazioni"?
Francesco Dotti (preoccupato e per niente... semplificato)


Pretura cercasi

Guerra tra Procure



Non mi sbilancio e non faccio alcuna affermazione, per due semplici motivi:
il primo è che ancora è troppo presto per sbilanciarsi e fare affermazioni; il secondo è che non lo faccio perché quello che penso me lo tengo per me e non lo vengo di certo a dire a voi.
Comunque, scava scava, qualche teschio prima o poi verrà fuori. E non sarà quello di Yorick.
Ma... se c'è del marcio in Danimarca, in Italia la situazione qual è? E io che ne so? Ma vi sembrano domande da fare? Con tutta l'aria di manette che c'è in giro...
Però... la cosa (si può dire?) un po' mi puzza...

Social card


Non è la prima volta che la Guardia di Finanza scova e... fa "le bucce" ai falsi poveri. Per intenderci, i soliti furbi che, con autocertificazioni fasulle ed altri simili trucchetti, hanno spesso intascato le agevolazioni per i veri poveri e sono riusciti a farla franca. Almeno fino a quando non li beccano. E siccome siamo in Italia, e siamo italiani, probabilmente succederà la stessa cosa anche questa volta. Qualcuno piangerà ulteriore miseria, intascherà la vertiginosa somma di quaranta-euri-quaranta al mese (l'anglofonica "social card") con la quale avrà diritto di spesa agevolata al supermercato e, forse, anche bonus per figli magari inesistenti o "intestati" ad altri. Ma al di là dell'italica passione per l'imbroglio e il raggiro, per godere di questi 40 euri mensili di "anonimosina" (ovvero un'elemosina anonima) non bisogna superare il reddito di 6 mila euri all'anno!
Che è davvero un reddito da invidiare. E che, una volta "arricchito" della social card, arriverà nientepopodimenoché a 6.480 euri. All'anno. Così, dopo aver lavorato una vita, per continuare a vivere di stenti aggiungeranno anche questa umiliazione.
E pensare che senatori, deputati e altri "imperatori" di Stato questa cifra la raggiungono in una decina di giorni o forse anche meno.
E allora mi chiedo: senatori, deputati ed altri simil-ricchi non potevano togliersi un po' di soldi dalle tasche, diciamo una media di 15-20 mila euri all'anno, tutti quanti, per darli a chi non li ha? Non credo che per ciascuno di loro un paio di migliaia di euri in meno ogni mese avrebbe fatto una grossa differenza. Mi direte che è la solita goccia nel mare, è vero, ma rappresenterebbe comunque un gesto di buona volontà. Possibile che quando fanno proposte simili non provino un po' di vergogna? Hanno presente cosa si può comprare con 40 euri al mese? Perché non ci provano loro a campare con 6.480 euri all'anno?
Nessuna meraviglia: da un governo dei "consigli per gli acquisti", ci potevamo solo aspettare una... "carta per gli acquisti".
Francesco Dotti

Recessione

La vecchia cantina



Questa è la vecchia cantina della casa di un amico. Vecchio anche lui.
Fotografata in luce naturale con una Pentax K1000, pellicola FP4 sovresposta e sviluppata in Patterson con Microphen a 20°C, diluito 1:30 per 4", martedì 18 novembre 1998 alle 17.30, nei pressi del bagno di casa mia (leggero viraggio seppia, o calamaro se vi piace di più), usando la posa B e con l'ausilio di un cavalletto.

Consumatori



E' vero, se lo dice Berlusconi ci dovete credere. Uno come lui difficilmente si sbaglia. Ma anche se dovesse succedere, niente paura: partirebbero subito le smentite. Perciò, cari i miei sesquiàlteri consumatori, vi dovete dare una smossa.
Siate più fiduciosi, sorridete, non mettete i soldi (o quello che gli assomiglia) sotto al mattone e, dopo una profonda inspirazione a narici alterne assumendo la posizione del loto (o, a piacere, del caco), correte a fare acquisti.

Dovunque si venda qualcosa
. Alla cassa, poi, potrete sempre dire: "Mi manda Silvio!"
Francesco Dotti

Cuneo fiscale



Si legge dappertutto che per rilanciare l'economia bisogna consumare.
E' vero. Ma è altrettanto vero che se non ci sono i soldi come si fa a comprare?
Sono affermazioni talmente banali, che mi vergogno anche a scriverle. Ma poi, perché mi devo indebitare, rischiando anche d'impoverirmi, solo per arricchire chi produce, chi vende e chi mi crea dei bisogni dei quali posso benissimo fare a meno?
Per fare un esempio che mi tocca direttamente, un paio d'anni fa acquistai un paio di scarpe di ottima marca - in saldo, perché sennò non me le sarei mai potute permettere - e poi, all'interno, lessi che erano state fatte in Romania. Dice che la legge consente alle imprese di "delocalizzarsi" nei paesi in via di sviluppo, attribuendo diverse motivazioni di tipo commerciale ed economico che non conosco, e che non vi dico per non scrivere fesserie. Ma uno dei vantaggi di questa operazione che mi salta subito all'occhio - oltre probabilmente alle agevolazioni finanziarie e fiscali di cui gode chi "delocalizza" -, è senza dubbio il minor costo della manodopera. In breve, dunque, le "mie" scarpe fatte in Romania sono costate meno a chi le ha prodotte rispetto a quanto gli sarebbero costate se le avesse prodotte in Italia. E voi credete che per questo motivo, anche se erano in "saldo", le abbia pagate poco? No. Forse - saldi a parte - le ho pagate lo stesso prezzo di un paio di scarpe "made in Italy", con la differenza che chi ha fatto quelle scarpe alla fine ha solo guadagnato di più. Tra l'altro, dopo alcuni mesi mi si sono anche scucite e ho dovuto buttarle. Non solo basso costo della manodopera locale, dunque, ma anche basso livello di specializzazione. Perciò, per quale motivo dovrei contribuire all'arricchimento di imprenditori di questo genere? Non compro nulla, neppure per Natale, e mi tengo ben stretti i pochi soldi che ho, tredicesima compresa.
Con la speranza che quest'anno la diano a me e non serva per risanare l'Alitalia.

Francesco Dotti

Un anno di blog



E così, ridendo e scherzando, è già passato un anno. Dodici mesi, nei quali, grazie a mia figlia Roberta che mi convinse a mettere in rete (neanche fossi un pescatore...) i miei lavoretti, e grazie anche a voi che mi avete dato la soddisfazione di guardarli e commentarli, in questi mesi mi sono divertito un sacco e una sporta! Sono commosso. Non credevo che ce l'avrei fatta, nonostante il colapasta e il naso finto per non farmi riconoscere.
Tuttavia, a essere sincero, qualche volta mi è venuta anche la tentazione di mollare. Un po' perché, guardando altri blog più belli e più "impegnati" del mio, ho sempre il dubbio di non essere all'altezza della situazione, e un po' per il timore di vivere questa bellissima esperienza a metà tra il patetico e il ridicolo. Per questo, ve lo chiedo dal più profondo del cuore, se dovessi apparire patetico e ridicolo, colapasta e naso finto a parte, ditemelo. Senza tanti complimenti. D'altra parte le critiche, se costruttive, servono a proprio a questo: a migliorare.
Ora basta, sennò mi metto a piangere. Grazie per l'attenzione e distinti saluti a voi e famiglia,
Francesco Dotti

P.S.
Mi ero dimenticato del mio povero cognato, al quale ho letteralmente sfrittellato i genitali, e senza il cui aiuto sarei ancora fermo al... primo "post".
Ogni giorno - specialmente all'inizio - lo chiamavo al telefono e gli chiedevo "Gianni, come faccio per vedere i commenti? E per moderarli? E per cambiare i colori del testo? E cosa vuol dire modifica post? Ma se devo inserire delle foto, come faccio? E se metto un filmato, come si fa a vederlo? Cos'è il layout?..."
Insomma, poverino, se l'anno scorso aveva le mutande di taglia "quarta", quest'anno ho saputo che è passato alla "sesta XXL".
Sua moglie dice che è colpa mia. Però è contenta, perché al mare, in costume da bagno, ora il marito fa un figurone!
Ciao Gianni, e tante grazie. Poi ti chiamo, perché non mi ricordo più come si cambia la data sui post!

Mirto


Questo è un rametto di mirto, disegnato per una etichetta pubblicitaria.
Il famoso liquore sardo è ottenuto dalla macerazione alcolica delle sue bacche mature.

Il nonno


Un vecchio ritratto a matita di nonno Francesco,
il nonno di mia moglie, disegnato nel lontano 1983

Pioggia



Oggi, tanto per cambiare, piove...
Non sono nel "pineto" o "su le soglie del bosco", ma a casa, mentre la mia Ermione, accanto a me, sta facendo le parole crociate.
Così, senza particolari entusiasmi, per vincere la noia sonnolenta di questa giornata umida e uggiosa, ho preso la penna stilografica e ho buttato giù di getto il solito disegnuccio. Tanto per tenermi allenato e non perdere quella "mano" che, a forza di usare il compiutero, mi si sta atrofizzando giorno dopo giorno...


E siccome piove e sono triste, ho ricercato il testo di una delle poesie più belle che Gabriele D'Annunzio scrisse, nell'estate del 1902, per l'amata Eleonora Duse.
Non so se a voi fa la stessa impressione, ma a me pare proprio d'essere lì, nell'immenso parco della Versiliana, nella mia amata Toscana, dove il Poeta e la sua donna passeggiano còlti da un improvviso temporale estivo.


La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.




Chat e sesso


Oggi ho letto di una signora inglese la quale ha scoperto che il proprio marito la tradiva, a quanto pare solo virtualmente, su Internet. Non ho capito la storia dell'avatar e come funzionino queste diavolerie virtuali nonostante, forse, io le stia utilizzando anche in questo momento. Ancora oggi, infatti, a 62 anni suonati, mi chiedo come sia possibile che uno parli dentro un filo, qui, e dall'altro capo si senta la voce, là. Anche a migliaia di chilometri di distanza.
Così, quando leggo queste notizie, o a tarda notte, con mia moglie, saltellando insonni da un canale tivvù all'altro prima di andare a letto, ci capita di vedere procaci ragazzotte che si strusciano sulle puppe il filo del telefono, mi chiedo se davvero possa esistere gente capace di eccitarsi a distanza, e magari per telefono, davanti a spettacoli simili. E se in certe occasioni mi è capitato di sentire una certa animazione nelle mutande, alla fine scoprivo che si era solo spostato il pannolone.
Perciò, non perché sono un ipocrita puritano, moralista falso, bugiardo e bacchettone, ma più semplicemente perché, scusate tanto, sarò anche all'antica, ma io preferisco di gran lunga la vecchia maniera.
Anche se in questi anni, ahimè, mi è calata un po' la ram e non ho più il modem di una volta.
Vuoi mettere?

Francesco Dotti

Pensando a Kandinsky



L'altra notte, pensando al caro Vassily, ho elaborato questa foto. Il risultato è quello che vedete.
Modesto, in confronto al grande Artista, ma credo abbastanza suggestivo. Voi, che ne dite?
Francesky Dottily

La madre dell'ucciso



Disegno a penna biro de "La madre dell'ucciso", una delle più belle opere dello scultore sardo Francesco Ciusa (nato a Nuoro nel 1883 e morto a Cagliari nel 1949), con la quale nel 1907 vinse il primo premio alla Biennale di Venezia

Camorra


Commercianti e "magliari" i camorristi nel napoletano, mafiosi-imprenditori nel casertano, dove si costruiscono interi quartieri.
Ora, se a comprare da qualche guappo un paio di pantaloni e una maglietta di marca contraffatta invero si rischia pochino - e magari è anche roba buona -, non dovrebbe essere la stessa cosa per l'acquisto di un appartamento, soprattutto se tirato su coi proventi della vendita di armi e di droga, oppure sfruttando la prostituzione, la monnezza e il gioco clandestino.
Ciò che è emerso nel corso della interessante puntata di "Porta a porta" andata in onda ieri sera, è ancora una volta il quadro desolante di una Campania oltraggiata dal malaffare, ma soprattutto da carenze sociali e politiche di dimensione storica.
Un fenomeno a tutti noto da anni che, nonostante gli sforzi di Polizia e Carabinieri - sostenuti oggi anche dalla provvidenziale presenza dell'esercito -, oltre all'impegno di qualche prete coraggioso, sembra impossibile arginare. Di più: sostituendosi allo Stato, ora la camorra diviene società stessa. Complici coloro che la subiscono e che ne condividono i valori negativi.

Così, ascoltando le testimonianze in studio e guardando i filmati, ingenuamente mi sono chiesto se tra le tante iniziative intraprese, oltre alle tonnellate di analisi minuziose e ricorrenti sull'argomento, peraltro incontestabili, siano stati osservati con attenzione quei soggetti sospettati di attività illecite e criminali e come queste persone, senza arte né parte, abbiano potuto accumulare sì tanta ricchezza da poter costruire palazzi e quartieri. In fondo, conoscendo già le "famiglie" malavitose, basterebbe tenerne d'occhio qualche componente seguendone l'evoluzione economica nel tempo. Se non aveva né soldi né un lavoro a venti-venticinque anni, com'è possibile che dopo una decina d'anni sia diventato ricco e potente e abiti in ville lussuose e viaggi in Ferrari?
E poi, nel caso dei costruttori, per ottenere permessi e concessioni non bisogna avere determinati requisiti "certificati" per legge? Verrebbe da pensare, allora, che tutto questo non dovrebbe essere possibile se non vi fosse, probabilmente, la complicità di qualche "ufficio" che conta. Che, anche se non vi partecipa attivamente, è comunque responsabile. O no?
Credo che siano più o meno queste le domande che l'uomo della strada si fa.
E poi, ancora, com'è possibile che le stesse forze dell'ordine, per avventurarsi nei quartieri più a rischio, tra scugnizzi, "muschilli" e qualche guappo da strapazzo, debbano farlo come i marines in Iraq? Degrado urbano, scarsa prevenzione e mancanza assoluta di mezzi di dissuasione di massa = degrado sociale e delinquenza. In premio, però, a chi delinque e senza aver compiuto alcun percorso rieducativo, lo Stato magnanimo concede l'indulto: qualsiasi reato uno abbia commesso ha diritto a tre anni di sconto. Come al supermercato. Un bel messaggio davvero!
Nessuno, per carità, chiede di ricorrere al napalm o ai carrarmati, però anche sentirsi costretti a cedere le armi non mi sembra giusto. Soprattutto per chi i delinquenti è chiamato a combatterli, ma anche per quella gente perbene che, in questi quartieri, ha la sventura di viverci. Perché non siamo nelle favelas brasiliane, ma in Italia.
Si parla anche di scuola e di strutture parallele che possano in qualche modo ricostruire il tessuto sociale. Li chiamano "centri per la legalità". Ma se molti ragazzi, con la complicità delle loro stesse
famiglie, non frequentano neppure la scuola dell'obbligo, figuriamoci se andrebbero all'oratorio, a teatro o al cineforum! Ve l'immaginate i camorristi e gli aspiranti guappi che giocano a dama in parrocchia, o discutono tra di loro dei capolavori di Billy Wilder?
Certo che, anche qualora si riuscisse a compiere questa difficilissima opera
moralizzatrice, se oggi non c'è lavoro neppure per le persone oneste e per chi ha studiato, come camperebbero i nuovi "legalizzati"? Quali speranze, in cambio della recuperata onestà?
Arrendersi e capitolare, allora? Spero proprio di no. Che fare? Mi dispiace, ma non lo so. Io faccio solo retorica da quattro soldi.
E poi, non pretenderete mica che vi risolva io tutti i problemi? Eccheccazz!!...
Francesco Dotti

Great success for Obama



Buona fortuna Signor Obama, sono felice che sia stato eletto. Finalmente il "cespuglio" se ne va! Ed è stato un cespuglio di spine, uno di quei grossi rovi spinosi che rotolano spinti dal vento e che, secondo me, in questi lunghi anni di "regno" ha combinato anche un sacco di guai. Grossi guai. Poi, non so se lo avete notato, Bush ha gli occhi "vicini". Intendo dire che sono troppo vicini tra loro. E io ho sempre diffidato delle persone che hanno gli occhi vicini.
Lei, invece, Signor Obama, ha gli occhi lontani e uno sguardo pulito da bravo ragazzo, e sono certo che tutti quei buchi che dovrà rappezzare in questo mondaccio schifo riuscirà a ricucirli solo se sarà affiancato dalle persone giuste.
Se non per il bene nostro - perché ormai è tardi -, almeno per il bene delle generazioni future. Le guerre servono solamente agli speculatori.
Noi ci accontentiamo solo di pace e di un po' più di giustizia. Per tutti. Grazie.
Francesco Dotti
Good luck, Obama!

Aumenti pane e pasta


 


Il pane, dice che si è fermato. La pasta, invece, no. In un anno, il suo prezzo è triplicato.
Ora non ci resta che aspettare che almeno ci raddoppino gli stipendi...

Olbia



Olbia: il suggestivo faro, situato sull'isola della Bocca e in attività dal 1887, fotografato a primavera

Chiaramonti


Il castello dei Doria, a Chiaramonti (SS). Edificato tra il XII e il XIII sec.

Il chiattino



L'immagine di un vecchio "chiattino" da pesca

Bonus bebè



Lo Stato come... finanziaria? Finalmente, grazie a queste pazzesche agevolazioni, ora anche da noi le mogli dei tanti "Joe l'idraulico" potranno meglio sopportare i costi legati a una nuova maternità.

Acqua alta...


A Olbia, quando piove... piove!

Italiani medi

Stamani ho provato a chiedere a degli amici insegnanti, scesi in piazza insieme agli studenti, quali fossero i motivi delle proteste contro il decreto del ministro Gelmini. Poi ho provato a chiedere a degli amici studenti perché scioperassero insieme agli insegnanti contro il decreto del ministro Gelmini. Avrei voluto chiedere al ministro Gelmini perché ha fatto quel decreto che ha fatto scendere in piazza i miei amici insegnanti e i loro studenti, ma in piazza il ministro Gelmini non l'ho trovata.
Francesco Dotti 

P.S. 
Per caso, qualcuno ha visto in piazza il ministro Gelmini?

Arrivano i saldi

Arrivano i saldi!
Peccato che manchino i soldi...

Italiano medio



 

Manifestazioni di piazza

Diciamolo (anzi... "digiamolo", come direbbe La Russa) gli studenti sono stati bravissimi e la protesta di piazza organizzata da Veltroni è andata nel migliore dei modi. Nessuno scontro violento, né tra i manifestanti, né con le forze dell'ordine che questa volta sono rimaste a guardare. Meglio così. Però, numeri a parte, se io fossi Berlusconi - oltre a stare meglio finanziariamente - mi preoccuperei. Soprattutto perché alcune promesse, come per esempio quella di eliminare le Province e altri simili carrozzoni di Stato, non sono state ancora mantenute. Forse anche per questo - studenti a parte - la gente era davvero tanta, al Circo Massimo, e siccome sappiamo quanto siamo bravi noi italiani a cambiare bandiera - anche se, come si dice, il vento non soffia mai dalla parte giusta per chi non sa dove andare - l'attuale governo dovrebbe prestare maggiore attenzione a questi segnali. 
Di contro si potrebbe dire, molto semplicisticamente, che fare opposizione, specialmente quando le cose vanno male, è facilissimo. Basta dire quello che la gente vuole sentirsi dire, cavalcando l'onda della protesta e aggiungendo qualche slogan qua e là. Ché ci piacciono tanto, a noi, gli slogan. 
Avrei voluto vedere che cosa avrebbero fatto, Veltroni e tutto il resto del Partito Democratico Di Pietro compreso, se al governo ci fossero stati loro. Magari con Visco ancora alle finanze. Non sarebbe più bello, oltre che più giusto per tutti quelli che li hanno votati, se anziché farsi i dispetti come i bambini tirassero fuori, tutti insieme, quello che di buono ancora gli è rimasto per tentare di salvare il Paese e non farci fare la fine dell'Argentina? Oppure è troppo difficile? 
Francesco Dotti 

Salva l'Italia


Dopo la scoperta dell'acqua calda, della terra che gira e delle emorroidi, il leader all'ombra del Pd Walter Veltroni - per gli amici W Valter - ora scopre che nel nostro Paese qualcosa non va. L'economia arranca, ci sono mafia e camorra e, con buona pace di Arnaldo Fusinato, mentre "il morbo infuria il pan ci manca", come se non bastasse sul ponte sventola anche la bandiera bianca. Così, per evitare guai peggiori, il 25 ottobre, a Roma, nella più grande manifestazione che Storia ricordi, dopo quella sulle "Scarpe strette" del '58, Lui si proporrà per "Salvare l'Italia"
La pirotecnica protesta sociale, ripresa per l'occasione da televisioni pubbliche e virtuali avrà luogo, anche se dovesse piovere e se la diarrea ci sorprendesse, via cavo, via etere e via col vento.
(dal n.c. Fransisco De Dottis)