Salutamassòreta

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DIVIDE ET IMPĔRA

in risposta al commento dell'amico Marco, da Dublino

Caro Marco, rispondo al tuo commento con un po' di ritardo perché desideravo farlo in maniera ponderata, partendo anche da alcune considerazioni che forse ti appariranno poco condivisibili.

La prima, riguarda le reazioni, sanguigne, che passano dal pensiero all'azione, della gente - tutta, ma quella di Napoli in particolare - che ha pagato e che continua a pagare (e non parlo solo della spazzatura) tasse e balzelli con la speranza, vana, di riceverne in cambio adeguati servizi e perciò si ribella. Infatti le si chiede di essere "solidale". Ma con chi? Con gli sperperatori del denaro pubblico? È dura da digerire, lo capisco. Grida allo scandalo, alla vergogna, ma non giustifica in alcun modo il vandalismo e le reazioni violente di alcune decine d'imbecilli dai quali la politica, e soprattutto i partiti, dovrebbero pubblicamente prendere le distanze.
La seconda considerazione è che il governatore Soru, prima di accettare la spazzatura napoletana, avrebbe dovuto informarsi se nell'isola esistono siti dove questi rifiuti possano essere riversati e smaltiti in sicurezza, senza danno per le popolazioni e il territorio. Se lo abbia fatto o no, è un fatto che riguarda la sua coscienza e la sua posizione politica. Allo stesso modo, prima ancora di assumere questa gravosa responsabilità, avrebbe dovuto consultare la giunta che presiede e sentire il parere delle comunità locali interessate da questo problema, ai quali, prima o poi, dovrà rispondere oggettivamente.
La terza, infine, riguarda i napoletani. Colpevoli, perché a torto o a ragione, per amore o per forza, per anni sono stati a guardare, spesso collusi coi responsabili di questa "emergenza" che ormai dura da troppo tempo. Salvando, naturalmente, quei napoletani onesti, nobili e perbene che usano l'arma della parola e del dissenso civile per ribellarsi. Ma che non bruciano i cassonetti e non tirano le pietre ai poliziotti e ai pompieri che fanno il loro dovere.
Vedi, caro Marco, sarà perché ho i capelli bianchi e qualcosa credo di averla imparata, ma credo che prima di tutto il nostro dovere sia quello di sentirci un solo popolo, senza distinzioni odiose di nord o di sud, di meridiani o paralleli. Ed è proprio in nome di questo senso dell'unità e della comune appartenenza, che i militari chiamano "spirito di corpo", che non ci possiamo tirare indietro. Napoli non è solo dei napoletani e basta. Napoli è anche nostra, di tutti quegli italiani onesti che, malgrado i governi e i loro politicanti, continuano a guardare ad un futuro migliore. O vogliamo essere sempre italiani "spaghetti, chitarra e mandolino"?
A questo proposito mi sento di aggiungere che è proprio la politica, nell'accezione più deteriore, che ci divide. Sono le stupide ideologie che vengono propalate per proselitismo e le loro strumentalizzazioni che vogliono queste differenze e queste divisioni. Per tenerci in pugno più facilmente e manovrarci come tanti burattini. "Divide et impĕra", te lo ricordi? Dividi e comanda. Quale mezzo migliore, infatti, per evitare che il popolo unisca le proprie energie e le proprie intelligenze contro chi lo governa, se non quello di seminare zizzania? Un esempio per tutti: la scuola. Guarda come l'hanno ridotta. Ci sono voluti degli anni, ma ce l'hanno fatta! Sono riusciti a creare, finalmente, una nuova genìa d'imbelli ignoranti, di "bamboccioni" teledipendenti e di aspiranti veline, pochi dei quali, stanne certo, al momento opportuno saranno capaci di tener loro testa. Con affetto
Francesco Dotti

1 commento:

GiGhi ha detto...

Caro Francesco, leggo con attenzione il tuo articolo e non posso fare a meno, a quest'ora tarda della notte e/o primigenia della mattina, di scriverti che sono completamente daccordo con te, sia per la questione "spazzatura", che per quanto attiene la Scuola. Sia da militante politico di sinistra, impegnato nel sociale e nel culturale, che da insegnante a non molti anni dalla pensione (almeno credo ...), condivido le tesi che hai esposto nel bel "pezzo" pubblicato sul tuo libero blog. Se me lo consenti, lo pubblicherò, citando integralmente la fonte, sul sito dell'Associazione di cui mi onoro di far parte. Continua così: quella che hai fatto, è un'analisi da ... artista della politica! A presto. Forza paris. Ciao!
Gianfranco Ghironi
http://nildejottinp.altervista.org