Salutamassòreta

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Olbia: le giostre e il Museo



L'altra mattina, stanco di girare per gl'immondezzai, ho fatto una capatina in centro, di fronte al Comune. Lì, a pochi passi dal Palazzo, alcuni scavi effettuati nell'ottobre del 2006, durante il rifacimento delle rete idrica cittadina, portarono alla luce i ruderi della pavimentazione di una piazza romana, risalenti al I sec. d.C. Per mantenerli visibili e renderli accessibili ai visitatori, tutt'intorno furono anche costruiti una ringhiera metallica e alcuni scalini.
Nessuno, però, né allora né di recente ha pensato di apporvi un cartello che desse questo tipo d'informazioni, o aggiungerne delle altre che io non conosco. Per inciso, la stessa cosa va detta di altri scavi, anch'essi presumo di epoca romana, eseguiti nel grande parcheggio automobilistico - questo, sì, indicato a chiare lettere - della Via Nanni.
Mentre ero lì davanti al Comune con la mia macchinetta fotografica digitale da soli 3 megapixel, si avvicinarono a me due turisti dall'inequivocabile accento piemontese.
Li riconobbi subito che erano piemontesi, perché parlavano proprio come Fassino.
Mi chiesero cosa fossero quei "sassi" e risposi loro quel poco che sapevo, e che avete appena letto innanzi al mio scritto. Poi, girando il coltello nella piaga, mi domandarono informazioni anche sul Museo Archeologico: dove fosse e se fosse turisticamente visitabile.
Risposi che il Museo era là, sul mare, e lo si poteva benissimo visitare. Però solo dall'esterno, perché da quanto ne sapevo il Museo, ahimè, era chiuso da tempo. O meglio, a dire il vero è stato aperto qualche volta, ma solo per occasionali esposizioni di quadri e fotografie.
Peccato, perché vi sono custoditi molti reperti che testimoniano le antiche origini di Olbia: la testa di un Ercole, risalente al II sec. a.C, i resti di alcune navi romane bruciate e affondate dai Vandali nel V sec. d.C., numerose monete, vasellame e altri oggetti di notevole interesse storico. Comunque, dissi, nel caso lo avessero trovato chiuso anche quella mattina, non si dovevano perdere d'animo. Qualcuno, previdentemente, aveva sistemato nella piazza antistante il nulla delle divertentissime giostre, e un giro sull'ottovolante o sulle macchinette avrebbe senz'altro placato le loro turistiche curiosità.
Così li osservai da lontano, palliducci e sandaluti - lei con la paglietta, lui anche coi calzini -, mentre sconsolati gironzolavano davanti alle grigie transenne e al ferrigno cancellone chiuso, nella speranza, vana, di trovare qualche vandalo che li facesse entrare.
Francesco Dotti
ANCORA SUL MUSEO DI OLBIA(aggiunto il 14 settembre 2008, alle ore 22.13)
Finalmente oggi ho letto sul quotidiano "La Nuova Sardegna" che il Museo di Olbia riaprirà i battenti. Questa volta in maniera regolare e definitiva.
Una struttura del genere, sia per la bellezza della sua architettura, sia per l'alto contenuto storico che attiene alla città di Olbia, non poteva assolutamente restare chiusa. Soprattutto in periodi di intensa attività turistica.
Grazie all'Assessore alla Cultura Giovanni Cassitta e a tutti coloro che, dimostrando attenzione e sensibilità, renderanno possibile questo risultato.

Francesco Dotti

2 commenti:

Anonimo ha detto...

non solo i piemontesi, che ne dici di chi fidandosi della conferenza stampa e del sito ufficiale del comune trova il museo chiuso, almeno fino alle 19.00, di domenica 14/9/2008.Ma non doveva essere aperto dalle 18.00 alle 24.00 fino a domenica 21 settembre?
grazie per chi è venuto appositamente

CeccoDotti ha detto...

Caro Amico, hai perfettamente ragione. Figurati che anch'io, come "ideatore" della Rassegna e comandato "di turno" stamani (domenica 14 settembre) dalle ore 10 alle 13, quando sono andato lì per fare il mio dovere ho trovato chiuso. Ti chiedo scusa, di cuore, anche per coloro che invece avrebbero dovuto tenerlo aperto. In ogni caso, se dovessi tornare, sappi che dalle ore 10 alle ore 13, da lunedì a sabato compreso, io sarò lì. Nel pomeriggio, invece, sempre dal lunedì al sabato e dalle ore 18 fino alle 21, sarà presente un altro degli organizzatori. Infine, domenica 21 ci sarà la premiazione dei vincitori e la cerimonia di chiusura della Rassegna (sempre che, essendo domenica, il Museo non resti ancora una volta chiuso al pubblico, come dagli orari esposti sul cancello d'ingresso). In effetti, proprio a causa di questi orari, forse derivanti da particolari convenzioni stipulate tra il Comune e la vigilanza incaricata, si sarebbero dovuti prendere accordi precisi e specifici per quanto concerneva OlbiaHumour. Perciò è probabile - ma è una mia supposizione - che trovandosi la sala destinata ad OlbiaHumour all'interno del Museo e comunicante con il "reparto" archeologico, i visitatori di OlbiaHumour potrebbero accedere, non visti, a zone non "protette".
Questo potrebbe giustificare, solo in parte però, la spiacevole situazione nella quale sei incappato stamani insieme al sottoscritto.
Grazie e spero di vederti alla mostra.
Francesco Dotti