Salutamassòreta

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Cuneo fiscale



Si legge dappertutto che per rilanciare l'economia bisogna consumare.
E' vero. Ma è altrettanto vero che se non ci sono i soldi come si fa a comprare?
Sono affermazioni talmente banali, che mi vergogno anche a scriverle. Ma poi, perché mi devo indebitare, rischiando anche d'impoverirmi, solo per arricchire chi produce, chi vende e chi mi crea dei bisogni dei quali posso benissimo fare a meno?
Per fare un esempio che mi tocca direttamente, un paio d'anni fa acquistai un paio di scarpe di ottima marca - in saldo, perché sennò non me le sarei mai potute permettere - e poi, all'interno, lessi che erano state fatte in Romania. Dice che la legge consente alle imprese di "delocalizzarsi" nei paesi in via di sviluppo, attribuendo diverse motivazioni di tipo commerciale ed economico che non conosco, e che non vi dico per non scrivere fesserie. Ma uno dei vantaggi di questa operazione che mi salta subito all'occhio - oltre probabilmente alle agevolazioni finanziarie e fiscali di cui gode chi "delocalizza" -, è senza dubbio il minor costo della manodopera. In breve, dunque, le "mie" scarpe fatte in Romania sono costate meno a chi le ha prodotte rispetto a quanto gli sarebbero costate se le avesse prodotte in Italia. E voi credete che per questo motivo, anche se erano in "saldo", le abbia pagate poco? No. Forse - saldi a parte - le ho pagate lo stesso prezzo di un paio di scarpe "made in Italy", con la differenza che chi ha fatto quelle scarpe alla fine ha solo guadagnato di più. Tra l'altro, dopo alcuni mesi mi si sono anche scucite e ho dovuto buttarle. Non solo basso costo della manodopera locale, dunque, ma anche basso livello di specializzazione. Perciò, per quale motivo dovrei contribuire all'arricchimento di imprenditori di questo genere? Non compro nulla, neppure per Natale, e mi tengo ben stretti i pochi soldi che ho, tredicesima compresa.
Con la speranza che quest'anno la diano a me e non serva per risanare l'Alitalia.

Francesco Dotti

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