Salutamassòreta

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Credito al consumo


A quale... "pantalone" si riferirà la cassiera: a quello che il nostro amico ha acquistato e che pagherà con la sua bella carta di credito; o all'altro che... "tanto, qualcuno pagherà..."?
Lo vedremo, quando anche da noi esploderà la "bolla" del credito al consumo.
E allora, come si dice... saranno cazzi!
Francesco Dotti

Il volo


Questa immagine, che onestamente a me sembra bella, l'ho scattata a Golfo Aranci.
Fa parte di una serie di scatti in sequenza, forse una trentina, nei quali cercavo disperatamente quello "buono".
Voi che dite: è buono?

Gallura in fumo


23 luglio 2009, pomeriggio inoltrato - Strada verso Trudda-Montelittu-La Castagna.
Le fiamme, alte alcuni metri, sospinte dal vento di scirocco, si propagano velocemente alla vegetazione circostante.

Io, in moto, cerco inutilmente un varco per raggiungere la casa di mio figlio. Che da qualche tempo ha scelto di vivere in campagna perché "si sta più tranquilli..."


Strada per Trudda-Montelittu-Azzanì.
Provo ad avvicinarmi, ma trovo subito un posto di blocco dei Carabinieri che m'impediscono di passare. "È pericoloso, dicono, perché il fuoco cambia continuamente direzione e il fumo rende l'aria irrespirabile".
Anche se insisto e dico che devo raggiungere mio figlio, non si passa. Capisco che hanno ragione e mi metto l'animo in pace...
C'è un grande dispiegamento di forze: ogni angolo, bivio, incrocio, stradina sono presidiati. Edella Polizia Municipale, dei Carabinieri, della Polizia, della Protezione Civile, dei Volontari dell'antincendio, ai quali si sono uniti quelli del soccorso medico del 118 e tanti altri che non sono in grado di riconoscere e che farebbero diventare l'elenco addirittura infinito.
Questo,
naturalmente, è il personale "a terra". Al quale bisogna aggiungere gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri antincendi, che dal cielo hanno lavorato instancabilmente, anche a costo di rimetterci la pelle (come è già successo in passato per molti di loro), e ancora in questo momento lo stanno facendo.


23 luglio 2009 - strada Loiri-Azzanì ore 18:43
Il fumo ha oscurato il sole. È dalle prime ore del mattino che la Gallura - e buona parte della Sardegna - stanno bruciando.
Un paesaggio "lunare" e "infernale" al tempo stesso. Anche se io non sono mai stato né sulla luna, né all'inferno. Ma sono gli unici due luoghi che mi vengono in mente, ai quali poter accostare questa immagine irreale



23 luglio 2009 - Strada Loiri-Azzanì - il pomeriggio dell'incendio
Un palo telefonico ridotto a un tizzone ardente


I collegamenti telefonici sono pressoché inesistenti. Anche la corrente elettrica, va e viene. Manca anche l'acqua. Certe volte, spostandomi col telefonino in una zona più aperta, riesco a collegarmi con mio figlio. Ma dura poco. "Papà vieni. Abbiamo paura. Le fiamme sono vicino a casa!"
Riprovo ad andare al posto di blocco dove mi avevano fermato, ma niente da fare: la strada è interrotta dalle fiamme.
La situazione è grave. Alle 17:30 tutti gli abitanti del paese di Azzanì, uno dei più colpiti, sono stati fatti allontanare e hanno trovato rifugio all'interno del Centro sociale di Padru.
Finalmente, dopo un giro lunghissimo attraverso le montagne, riesco a trovare un varco e raggiungo Padru, il paese che sta proprio sopra a dove abita mio figlio. Ma anche lì la strada è bloccata dalla Polizia. Intanto s'è radunata una gran folla, attorno a quel posto di blocco: contadini che hanno ancora il bestiame in campagna, persone che fanno rientro a casa e non sanno se la ritroveranno ancora intera. La tensione sale, vola qualche parola grossa, ma poi vince la ragione. Finalmente arriva l'ordine che "si può passare", e anche io passo. Quando raggiungo mio figlio e già buio. Le fiamme, per fortuna, si sono fermate ad alcuni metri dalla casa. In quel punto gli alberi sono radi e il proprietario del terreno confinante da poco ha falciato l'erba. Qualche albero brucia ancora ma lo spegniamo con dei secchi d'acqua.
L'aria è quasi irrespirabile e il vento, che ora viene da maestrale, spinge il fumo verso di noi.


Sentiamo il crepitare delle fiamme che rosse e sinistre avvolgono la collina di fronte a noi.
Non resta che attendere. E guardare. Anche se è uno spettacolo tremendo, in fondo sappiamo che non siamo soli e che in paese, Azzanì, c'è un tale dispiegamento di Vigili del Fuoco e Forestale, più tutti gli altri, che in caso di pericolo non ci abbandonerebbero di certo.
Le luci di quei fari alla base della collina in fiamme, in quella notte di fuoco, ci rassicurano.
Alle 2:30 lasciamo mio figlio e torniamo a casa nostra. Che notte!!


24 luglio 2009 ore 09:40 - Strada Loiri-Azzanì.
L'inferno, del giorno dopo l'inferno...
Mi ricorda una vecchia foto in bianco e nero scattata da mio padre - combattente della Grande Guerra - sui monti dell'altopiano del Carso.
Gli stessi colori, la stessa desolazione... Ve la mostrerò, un giorno, quella foto, e poi mi direte...


24 luglio 2009 - periferia di Loiri Porto San Paolo.
Il giorno dopo. Ettari ed ettari di territorio, a perdita d'occhio, completamente inceneriti


24 luglio 2009 - Strada Loiri-Azzanì.
Il giorno dopo. E pensare che solo due giorni prima le colline sullo sfondo erano coperte di vegetazione


24 luglio 2009 - Strada Loiri-Azzanì.
Il giorno dopo. Non c'è molto da dire e lascio che siano le immagini a parlare...


24 luglio 2009 - Strada Loiri-Azzanì.
Il giorno dopo il fuoco non è ancora stato domato del tutto


Il giorno dopo uno dei più terribili incendi che ha distrutto migliaia di ettari di macchia mediterranea in Gallura. Un povero albero, o quel poco che ne è rimasto, protende i suoi rami scheletriti verso il cielo quasi a voler gridare tutta la sua disperazione


Questo sembra addirittura un fantasma...


Cammino, in mezzo a tanta desolazione, mentre l'odore acre del fumo ancora si leva da quello che il giorno prima era un verde bosco di lecci e querce.
Mi piacerebbe incontrarlo, quel grandissimo bastardo che ha causato tutto questo inferno!!


È difficile riuscire a trasmettere solo con delle fotografie le sensazioni che si provano a stare qui in mezzo. Oltre alla rabbia, che grida vendetta, c'è molta tristezza.
Una sorta di sofferenza fisica e di angoscia che ti prende la gola e ti chiude lo stomaco, nel vedere
come hanno ridotto in cenere, i bastardi, alcuni degli angoli più belli e suggestivi della Gallura.


Una macchina bruciata...


Ma anche gli animali, ai quali spesso capita impropriamente di paragonare gli autori di simili misfatti, sono vittime innocenti di questi atti sciagurati.
Questa povera mucca, per esempio...



... anch'essa vittima dei bastardi che appiccano il fuoco.
Perché
, è inutile che ce la raccontiamo, qualche criminale che dà fuoco ai boschi ci deve essere. Non si può dare la colpa solo al caldo torrido e al vento che possono essere, sì, la concausa. Ma non la causa. Questi sono atti di guerra contro lo Stato e contro la società civile, ai quali lo Stato e tutta la società civile dovrebbero rispondere con altrettanti atti di guerra.
Certo che, agli incendiari, non gli si può far fare la fine di questa mucca - anche se mi piacerebbe tanto - ma, oltre alla galera a vita, li userei unicamente per spegnere gli incendi. Davanti a tutti, soli, e con una frasca in mano.

Francesco Dotti

P.S.
Ora, mentre sono qui che scrivo, sento i Canadair passare sopra casa mia. L'incendio sì è spostato verso la costa e sta bruciando Budoni. Non è ancora finita?

Yacht Club Porto Rotondo



Una bandiera bianca con la rossa croce di San Giorgio. Al centro il leone di San Marco, simbolo di Venezia, che al posto del libro ha tra le zampe - quasi a proteggerla e a sancire l'unione tra Venezia e la Sardegna - la bandiera sarda dei Quattro Mori.
Una bandiera in fiamme, e un leone piangente per un simbolo che non c'è più, ma che sarà presto ricostruito.

Papa: non scoraggiarsi!


Dopo il discorso "Ai Ciclisti" (enciclica "Pedalate Fratres") e quello "Ai Pizzaioli" ("Subvenire Alecǔlas"), il Santo Papa consiglia di non scoraggiarsi e di rivolgersi presso gli Uffici adatti

Olbia



Olbia: Chiesa parrocchiale di San Paolo (sec. XVIII)

Ancora un paio di foto di questa bella città della quale ogni tanto vi mostro, con l'unico scopo di scuotere qualche coscienza, alcune "schifezze" che la deturpano.
Purtuttavia ci sono angoli suggestivi che, quando sono valorizzati, ne possono esprimere appieno la cultura e le bellezze.
Ma non dobbiamo andarli a cercare col lanternino...


Olbia: veduta d'insieme della Chiesa parrocchiale di San Paolo

Per raggiungerla, dal Municipio si percorre il Corso Umberto in direzione di Piazza Regina Margherita, e dopo un centinaio di metri si svolta a destra, in Via Cagliari.
Francesco Dotti

Strage di Via d'Amelio


Sono passati 17 anni dall'uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: due Eroi italiani che con gli agenti che li scortavano stavano facendo il loro dovere per traghettarci dal Paese della Vergogna a uno migliore.
Diciassette lunghi anni di bugie e di misteri, sui quali anziché far luce per colpire i mandanti di quelle stragi è stata stesa una cappa di piombo.

Ho trovato, quasi per caso, questa interessante intervista rilasciata dal Dott. Gioacchino Genchi anche lui, come Falcone e Borsellino, lasciato solo e duramente attaccato da chi non vuole che la verità venga finalmente a galla.
Ve la propongo, questa intervista, la cui visione invita a riflettere.

http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw
Francesco Dotti (la mafia, la camorra, le organizzazioni criminali, gli intrallazzoni di Stato e tutti coloro che con il crimine sono collusi - e scusate se ho dimenticato qualcuno - mi fanno schifo e spero che finiscano i loro anni in galera)

Primarie PD



Febbre suina

Incantatori di... serpenti


Quanto sto per scrivere non c'entra un fico secco con la vignetta degl'incantatori di serpenti. Forse, col turbante... o col tappeto...
Ma siccome oggi ho ricevuto questa simpatica storiella da un caro amico malese (di religione musulmana) - scritta in un inglese facile facile che, nonostante la mia ignoranza, aggiustando qualcosina, sono riuscito a tradurre senza grosse difficoltà -, dato che mi è piaciuta ve ne faccio dono.
Chiedo scusa agli amici musulmani, che non voglio assolutamente offendere, ma l'ho messa così, tanto per farci due risate tutti insieme.
A volte fa bene, ridere insieme. Anche se spararsi addosso o tagliarsi la gola può sembrare più facile...
Ecco la storiella.

Primo giorno di scuola. Un bambino, di nome Mohammed, entra in classe.

"Come ti chiami?" gli chiede l'insegnante.
"Mohammed" risponde il bambino.
"Vedi, siccome qui siamo in Australia, non ci sono Mohammed. D'ora in poi il tuo nome sarà Bruce!" gli risponde l'insegnante.
Il pomeriggio Mohammed torna a casa.
"Com'è andata la tua giornata, Mohammed?" gli chiede la mamma.
"Il mio none non è Mohammed. Io sono in Australia e il mio nome è Bruce" risponde il bambino.
"Ah, ti vergogni del tuo nome, cerchi di rinnegare i tuoi genitori, le tue origini, la tua religione? Vergognati!!" e lo picchia.
Poi chiama il babbo, gli racconta tutto, e anche lui lo picchia selvaggiamente.
Il giorno seguente Mohammed torna a scuola e, quando la maestra lo vede pieno di lividi, gli chiede:
"Che ti è successo, piccolo Bruce?"
"Ebbene, non ci crederà Signora Maestra, ma appena due ore dopo essere diventato Australiano sono stato attaccato da due fottutissimi Arabi!"

Versione originale:

For the first time, Mohammed entered his new classroom.

"What is your name?" asked the teacher.
"Mohammed"..... answered the kid.
"But we are in Australia and there is no Mohammed. From now on your name will be Bruce!" replied the teacher.
In the evening, Mohammed returned home.
"How was your day, Mohammed?" asked his mother.
"My name is not Mohammed. I am in Australia and now my name is Bruce."
"Ah, are you ashamed of your name, are you trying to disown your parents, your heritage, your religion? Shame on you!!" and she beat him. Then she called his father and he too beat him savagely.
The next day Mohammed returned to school.
When the teacher saw him with all the bruises she asked:
"What happened to you little Bruce?"
"Well, Miss, just 2 hours after becoming Australian, I was attacked by two fuckin' Arabs!...."


Questa era la versione originale. Grazie per le risate, che spero grasse e numerose, e un devoto saluto dal vostro fottutissimo Francesco Dotti



Papi

Scuola e bocciature



Ho letto, o visto, da qualche parte (mi pare si trattasse del sito YouReporter.it) un servizio su alcuni studenti di Scienze Politiche ai quali l'intervistatore chiedeva, ottenendo le risposte più fantasiose e improbabili, chi fosse Enrico Berlinguer. Ce ne fosse stato uno che avesse azzeccato quella giusta!
Ancora in televisione, credo in un telegiornale, l'annunciatrice leggeva "asfìssia" (con l'accento sulla prima "i") invece di "asfissìa". Ancora in televisione, qualche sera fa veniva presentato un servizio scrivendo "illeicità", al posto di "illiceità". Lapsus calami, senza dubbio.
E se me le fossi segnate tutte chissà quante ancora ve ne avrei raccontate...

La lenta demolizione culturale che a partire dal fatidico Sessantotto è stata compiuta nella scuola (cominciando dall'abolizione del latino e di molte altre cose utili come l'alzarsi in piedi quando entra l'insegnante), ha prodotto i risultati che oggi vediamo.
Così la vignetta che vi propongo stasera è di stupidità pari, quasi, a quella dimostrata in questi lustri da chi aveva in mano le redini della scuola e non ha mai fatto nulla per rimediare. Prosit.
Francesco Dotti (ignorante patentato)

Sole pericoloso


Abbronzati, o... incazzati neri?

Anticicloni e caldo africano in agguato, temperature torride dappertutto, Protezione Civile allertata e umidità con valori da bagno turco che più turco non si può.
Se poi ci aggiungiamo le meduse-killer, il caro-spiaggia e le file sull'autostrada, il quadretto è completo.

Questi gli interrogativi che assilleranno nei prossimi giorni tutti coloro che si metteranno in viaggio verso le tanto agognate vacanze marine.
Francesco Dotti (bagnino part time, ma sudato full)

Licenziamenti e crisi

Accattonaggio e minori


Scattata a Cagliari, in Via Dante, l'8 maggio scorso alle ore 11:37

Si è scritto tantissimo, e si continua a farlo, per tentare di eliminare lo sfruttamento dei minori e tutelarli contro qualsiasi forma di schiavitù, ma se alle parole non seguono le azioni tutto resta aria fritta. Ed è anche inutile stabilire sanzioni - penali, amministrative o di altra natura - se poi non si fanno i controlli adeguati e queste sanzioni non si applicano.
Un bambino non si sfrutta solo sessualmente o facendogli fare lavori che per età non gli competono. Non è forse sfruttamento costringerlo a rimanere per molte ore al giorno in zone di intenso traffico, esposto all'inalazione di gas nocivi?
Eppure anche il Codice penale, all'art. 671 (Impiego di minori nell`accattonaggio), dice chiaramente che:
"Chiunque si vale, per mendicare, di una persona minore degli anni quattordici o comunque, non imputabile (c.p.85), la quale sia sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, ovvero permette che tale persona mendichi, o che altri se ne valga per mendicare, è punito con l`arresto da tre mesi a un anno.
Qualora il fatto sia commesso dal genitore o dal tutore, la condanna importa la sospensione dall`esercizio della potestà dei genitori (c.p.34) o dall`ufficio di tutore"
E il codice, credo, non giustifica gli aspetti e gli stili di vita della cultura del paese d'origine, o le difficoltà d'inserimento nella società ospitante e le reali opportunità che essa può offrire. Invece, credo, aspetta solo che qualcuno applichi quello che sancisce.
O no?

Francesco Dotti

Yacht Club di Porto Rotondo


Qualche giorno fa, nel corso di alcuni lavori di manutenzione, è andata completamente distrutta la sede storica dello Yacht Club di Porto Rotondo. Per fortuna i danni si sono limitati solo alla struttura e non hanno causato feriti tra gli operai che vi lavoravano.

Ora, dell'elegante edificio in legno bianco e celeste costruito nel 1985 e simbolo dello yachting mondiale, sono rimasti solo dei tristi mozziconi anneriti dal fuoco.

Francesco Dotti

A few days ago, during some maintenance works, the Yacht Club in Porto Rotondo was totally destroyed because of a fire. Luckily the damages were only at the building and none was hurt.
Built in 1985 in a very elegant and typical colonial style it was the symbol of yachting all over the world, now it’s only a heap of ash.
Roberta Dotti




Lo Yacht Club, com'era prima in tutto il suo splendore


Nelle immagini che seguono lo vediamo com'è oggi, dopo l'incendio che lo ha devastato