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Finanziaria 2010


Sono anni che intascano soldi, oltre al resto dei benefits dei quali hanno goduto, loro e i loro predecessori, però ora son tutti pronti a stracciarsi le vesti in nome di quella giustizia sociale che hanno ignorato e calpestato. Bravi, sette più!
Hanno accumulato, oltre ai soldi, appartamenti prestigiosi, ville al mare e/o in montagna e/o ai laghi, barche & barchette, trombato escort & soubrette, investito in società, sistemato parenti & amici. Ho dimenticato qualcosa?
Bel mestiere la politica! Se la sai fare e sei bravo ti apre un sacco di porte.

A loro, i politici, si aggiunge la folta schiera dei boiardi di stato, dei lacché ministeriali, regionali, provinciali, degli amministratori più o meno delegati, dei direttori generali, dei banchieri. Tutti con redditi da capogiro, con pensioni da nababbi e liquidazioni miliardarie. Se ne ho dimenticato qualcuno, perdonatemi, non l'ho fatto apposta.
Così mi chiedo: c'era bisogno della "crisi" per capire che la coperta era diventata troppo corta e che anche la corda, a forza di tirarla, prima o poi si sarebbe strappata?
L'avete vista la puntata de "L'ultima parola", il format di Gianluigi Paragone, andata in onda alcune sere fa su Rai 2? Avete visto il servizio sui portaborse pagati "in nero" e senza contributi previdenziali, fenomeno che pare ormai essere molto diffuso e trasversale a quasi tutta la classe politica? Io l'ho vista, e anche se non era una novità mi sono vergognato per loro.
Buon appetito!

Eolico sardo


S'indaga, in Sardegna. A finire sotto la lente di alcune procure ci sono imprenditori lusinghieri, condottieri sinceri(?) e faccendieri ciarlieri. Qualcuno, pare porti anche la "coppola".
Misteri? Può darsi. Intanto, però, s'indaga.
Questa volta sulle energie rinnovabili.
Ovvero il "parco eolico sardo", che non è il sobrio e frugale abitante dell'Isola da tempo avvezzo ai vènti che spirano lungo le sue coste e che da questi attende novello vigore, ma una sorta di sbarramento costiero a base di vorticosi giramenti di pale che dovrebbero assicurare a Ichnussa una vieppiù gagliarda autonomia operativa.

Ammazza... che discorsone che ho fatto!!

Sardegna - invasione Romana


Questa, invece, è l'illustrazione per l'invasione Romana della Sardegna che ho disegnato per il mio libretto "Alla scoperta della Sardegna".
Ancora oggi l'invasione continua, soprattutto d'estate, e non è solo "romana".

Enas - campagna


In questa bucolica raffigurazione - una tempera su carta di poco conto di modeste dimensioni: m. 2,50 x 6,30 -, potete ammirare il pascolaggio del gregge di un mio prozio arciprete nelle campagne vicine a Enas.
Questo zio, autore, tra l'altro, di simpatici scherzi (i famosi "scherzi da arciprete", appunto, ancora più mancini e birboni di quelli da "prete"),
prima di trasmigrare ad altra diòcesi, si divertì per anni a spaventare il pecorame travestendosi da maremmano, e addentando i garretti dei poveri ovini soleva farsi delle grasse risate alle loro spalle.
Fin quando non si trovò di fronte un vero maremmano...

Sardegna - campagna


Tempo fa, forse l'estate scorsa, passeggiando per una stradina dietro casa dove il paesaggio gallurese, e quindi sardo, si manifesta in tutta la sua bellezza non solo d'estate, mi capitò di osservare questo scorcio di campagna.
Voi direte: "Ma che c'è di tanto bello in un muretto di sassi, un albero, uno spicchio di cielo e qualche ettaro d'erbacce?" Probabilmente nulla, vi rispondo. Ma quel giorno, a quell'ora del pomeriggio, quella luce particolare dava all'insieme un aspetto talmente magico e poetico che appena arrivai a casa volli fissarne i tratti, almeno quelli che mi erani rimasti più impressi, con questo acquerello.

Quartu S. Elena


Anche questa straordinaria panoramica è stata da me medesimo realizzata a bordo del mio deltaplano a fiato, senza curarmi delle perigliose correnti ascensionali che mi sbatacchiavano qua e là, su e giù, a dx e a sn.
Ad un certo punto (visibile dall'inclinazione dell'ala destra a destra, appunto) stavo quasi per piquer du nez verso la Piazza del Mercato (dove peraltro se non hai comprato il "grattino" per la sosta gli ausiliari del traffico ti battezzano a dovere), ma un salvifico starnuto - sapientemente indirizzato nei pressi dei flap - mi ha riportato su scongiurando una rovinosa caduta.
Cari miei: piloti si nasce! E io - come disse Totò - modestamente lo nacqui.

Quartu S. Elena


Questa è una foto panoramica di Quartu S. Elena, vista dal mio deltaplano a fiato.
Per arrivare fin quassù mi ci sono voluti tutti e due i polmoni.
E pensare che fumo...

Ninnì


Eccolo qua! Ne ho trovato uno senza vetro. Sto parlando del ritratto che feci a mio suocero (affettuosamente chiamato "Ninnì") alcuni anni or sono.
È un olio su faesite (o masonite), di piccole dimensioni, nel quale, se avete conosciuto mio suocero, vi ravviserete una straordinaria somiglianza. Anche la cornice è molto somigliante ad altre cornici.
Che volete: quando uno è bravo...

Tramonto romano


Dopo aver lavorato tutta la domenica nell'apertura dello scatolame, al cui interno sono custoditi i reperti più importanti della mia vita (mi riferisco a quelli artistici, perché le magliette e i calzini possono attendere), in uno di questi involucri ondulati di colore marrone, riciclabili e utilissimi, ho trovato degli acquerelli, alcuni dei quali già incorniciati, che avevo preparato per una esposizione che non ho mai fatto.
Questo, per esempio, è una fantasiosa interpretazione di un tramonto "romano" visto da un "mezzanino" davanti al Colosseo. Che non ho disegnato per paura che mi indagassero sui mezzanini davanti ai colossei. Anche sette, se il fatto costituisce reato. Altrimenti non c'è trippa per gatti.
Ve ne propongo taluni, con fastidiosi riflessi causati dal vetro della cornice, & talaltri s.v. (cioè senza vetro). Se li trovo. Sennò ve li dovete beccare coi riflessi.

Vista Colosseo



"... Magari un mezzanino...
Se, poi, si vede il Colosseo è anche meglio..."

Da qualche parte devo aver letto che la "tangente" - oltre ad essere quella indigestissima funzione trigonometrica che mi fece ripetere l'anno all'esame di geometra - è anche una forma di corruzione, da noi molto in voga, nella quale il pubblico ufficiale riceve, per sé o per conto terzi, soldi o altre cose utili che pur non essendogli dovute gli risolvono però parecchi problemi.
Ora, siccome la "tempesta", al contrario di quanto ha scritto il Poeta, non è ancora passata e tantomeno si odono augelli far festa, siamo tuttavia impazienti di udire - non importa da quanto lontano - tintinnìo di sonagli...

Un appiccicoso saluto a tutti, e scusatemi se appaio di radissimo ma sono ancora impegnato nella ricerca delle mie cose all'interno degli scatoloni traslocheschi.
Dovrò forse comprarmi un... "navigatore scatolitare"? :-) :-)

La finestra


Questa è una vecchia finestra che ho fotografato nel centro storico di Olbia, prima di partire.
Mi hanno colpito il legno scrostato delle imposte
e gli allisi intonaci che la circondano.
E le tendine? Anche quelle non scherzano...

Cagliari


Oggi, frugando nei molti scatoloni ancora da aprire (quando mai finirò di aprirli tutti?), ho trovato questo vecchio acquerello di Cagliari vista da Monte Urpinu.
Salendo a Monte Urpinu - che non è un vero e proprio monte ma una collinetta che si erge, credo, a un centinaio di metri sul livello del mare - e percorrendo fino in cima la bella strada panoramica che l'attraversa interamente, si gode di una splendida vista sul Golfo degli Angeli (il golfo di Cagliari), sulla città e, se la giornata è limpida, si vedono anche i paesi vicini, le montagne e un sacco di altre cose interessanti. Sempre che siate interessati.
Altrimenti andate ai grandi magazzini.

Da Olbia a Quartu S. Elena

Eccomi qua, di nuovo, per servirVi!
Dopo un lungo silenzio, al quale, spero di no - dipende da alcuni responsi medici sulle precarie condizioni della mia malandatissima prostata, ma a riguardo sono piuttosto pessimista -, ne potrebbe seguire un altro ben più lungo e doloroso, torno a Voi, Spett. Amiche e Amici, per aggiornarvi sulle mie ultime avventure.

Abbandonata Olbia, dopo ventun anni di sudata sopravvivenza, come ormai tutti avrete capito mi sono trovato un'altra città nella quale spero di poter condurre una vita, intendo come qualità, senz'altro migliore. E, finalmente, col mare a portata di... bagno e senza fare le file ai semafori del Padrongiano. D'ora in poi ci andrò a piedi, al mare, o tuttalpiù in bicicletta, tanto è vicino. Ma questo mi pare di avervelo già detto.

La nuova casa è quasi sistemata, anche se mi restano ancora da aprire un sacco di scatoloni il cui contenuto, pur avendolo inizialmente scritto con diligenza all'esterno, per la fretta di concludere l'impacchettamento ho mischiato con altre cose delle quali ho imprudentemente omesso di prendere nota. Perciò, dentro alle "maglie estive di Elisa - maglioni miei - cravatte - giacca marrone con le toppe", è probabile che siano finiti quei "calzini blu" che sto cercando da quindici giorni o, peggio, gli "ultimi ticket medici" da allegare alla prossima dichiarazione dei redditi (trovati proprio stamattina! Almeno questi...).

Che ci volete fare: i traslochi iniziano bene, ma poi vanno sempre a finire in vacca. E anche il mio non fa eccezione.

Trasportati adunque i mobili, le suppellettili e la bici (caricata sul camion all'ultimo momento, insieme ai mobili e alle suppellettili), mancava all'appello il mio amato scooter che un amico si era offerto di parcheggiarmi nel giardino di casa sua, a Olbia.
Così il 1° maggio, festa dei lavoratori, approfittando della visita di mio figlio disoccupato che festeggiava la ricorrenza con la fidanzata in cassa integrazione, mi sono fatto dare un passaggio fino a Olbia per riprendere possesso del mio motomezzo.
Dopo una breve sosta dai disoccupati, l'indomani (oggi, per chi legge, o ieri, a seconda dell'orario), in barba alle previsioni del tempo che minacciavano piogge e temporali soprattutto su quelli con lo scooter, sono ripartito per tornare a casa.
E così, dopo un viaggio quasi di merda, 300 chilometroni passati per la maggior parte sotto i cavalcavia della 131 (ovvero la famigerata "Carlo Felice": la superstrada sarda iniziata nel 1823 e mai terminata) aspettando che spiovesse, dopo sei ore di travaglio a cavalcioni del mio possente motomezzo nipponico tutto di plastica e acciaio, fra terrificanti spifferi che s'insinuavano infìdi tra il casco e il giubbotto raggelandomi la collottola, scroscioni improvvisi d'acqua le cui gocce sembravano punture di spillo sulle guance gelate, qualche fulmine in lontanaza e otto atmosfere in vescica, sono arrivato a casa.

Se lo rifarei? Può darsi. Quando sarò di nuovo in grado di muovermi e mi saranno passati i dolori alle spalle e alla schiena, è probabile che un altro viaggetto in scooter, cervicale permettendo, lo rifaccia. Magari per andare a comprare il giornale in piazza, o i pomodori dall'ortolano all'angolo di fronte a casa. Però, malgrado tutto, è stato davvero bello.

Come pensare di avere di nuovo vent'anni, e accorgerti che invece ne hai sessantaquattro...



In questa istantanea, l'anzianotto, avvizzito, canuto e temerario scooterista, mentre sosta brevemente nei pressi di Siniscola, dopo aver appena svuotato il catetere.
Sullo sfondo è visibile una scultura rupestre tipo "Cava", che artisti, forse locali, hanno sapientemente modellato sul fianco del Monte Albo.


Eccola qua, la "scultura". Ehh... quando si dice l'Arte!


Sulle "balze" in quel del nuorese, coi capelli (scusate il termine) al vento!


Questa invece è un'area protetta lungo la superstrada 131 DCN (che dovrebbe significare "Direzione-Centro-Nord"), nei pressi di Nuoro. Anzi, no. Ci troviamo nei pressi di Nuoro, ma la sigla DCN - come mi suggerisce mio cognato, che sa tutto perché lo cerca su Wikipedia - significa "Diramazione-Centrale-Nuorese". Grazie Big John. Correzione fatta.
Detto questo, mi corre l'obbligo di annotare:
"Ma perché, brutti maiali, l'immondizia non ve la scaricate nel salotto di casa vostra?
E' probabile che ci stia anche bene, e quando verranno a trovarvi gli amici farete un figurone!"

Ciao a tutti e a presto