Salutamassòreta

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Gheddafi show































Davvero una bella pensata, quella del folcloristico colonnello-beduino, di farci convertire tutti all'Islam!
Quasi quasi ci faccio un pensierino... Oggi no, però, perché c'è vento e mi volerebbe il chador, ma domani è probabile. Soprattutto se mi trovano tre o quattrocento ragazze da convertire al mio blog!
Ciao, allegroni

Locomotiva 744-003


Oggi vi presento un vecchio treno, sul quale mi vanto di essere stato anch'io quando ero ragazzo (qualche annetto fa...). 
Si tratta della gloriosa locomotiva a vapore del gruppo "744", costruita nel 1927-'28 in cinquanta esemplari dalle Officine Meccaniche Ansaldo Breda.
Il numero "003" - che segue a quello del gruppo "744"-, indica il tipo di distribuzione (in questo caso a valvole Walshaerts, dal nome del suo inventore che la brevettò nel 1844). 
Entrata in servizio in Sardegna nel 1964, ora si trova esposta alla stazione ferroviaria di Cagliari.

  
Ha un asse portante anteriore, non motorizzato, e quattro assi motore accoppiati da bielle che fanno muovere le ruote, ed era alimentata a carbone.


 Un altro esemplare della "744", il "118" (distribuzione Caprotti, la cui numerazione è stata aumentata di 100), è esposto presso il Deposito Rotabili Storici di Pistoia.
Dei cinquanta esemplari costruiti, 25 erano a valvole Walshaerts, e 25 a valvole Caprotti. 
Una interessantissima dimostrazione animata della distribuzione Walshaerts, la trovate su:

Allora, vi è piaciuta la locomotiva?
Poi, quando mi ricapita, scatto altre foto migliori e ve le mostro. Oggi avevo fretta perché era tardi e mia moglie mi aspettava per andare a pranzo. 
Se le avessi detto che facevo tardi perché stavo fotografando una locomotiva, non mi avrebbe creduto e mi avrebbe fatto le solite domande, tipo: 
"Con chi eri, dov'eri, cosa stavi facendo... Sììì... con una locomotiva... Figurati!... Ma a chi la vuoi dare a bere? Eh?!" 

Campi nomadi abusivi

Pastori e Proteste


 
 
La Sardegna, specialmente coi "pacchetti-vacanza" scontati, si avvicina solo d'estate, ma poi, per il resto dell'anno, quel mare che richiama milioni di turisti e qualche vip (ma ce ne sono ancora ?) rischia di diventare una barriera insormontabile. Soprattutto per chi, in Sardegna, vive e lavora. 
Quando riesce a lavorare, e quando addirittura non è costretto a sopravviverci.
A questo proposito, il testo della vignetta, scritto in sardo - credo logudorese e suggerito da un amico di Bressanone -, tradotto in italiano, più o meno dovrebbe suonare così:
"Staccare la Sardegna dall'Italia (secondo un antico desiderio indipendentista, ndr)... Perché, non è staccata abbastanza?" 
Intendendo, con questa frase, non solo la distanza geografica, ma soprattutto l'isolamento e il divario sociale ed economico che ne deriva, al quale da secoli il popolo Sardo deve sottostare.
Ne sanno qualcosa i pastori, sempre Sardi, in questi giorni al vertice di una protesta - con occupazione di strade e aeroporti - per una crisi che nell'Isola ormai coinvolge molte aziende, anche quelle a conduzione familiare.
L'economia isolana, è bene ricordarlo, si basa (o si dovrebbe basare) principalmente sul turismo, sull'artigianato e sul comparto agro-alimentare; mentre le fabbriche e le industrie, portate nell'Isola a dispetto dei veri sentimenti e delle radici profonde del popolo Sardo, e nelle mani delle solite "cricche", alla lunga si sono rivelate un fallimento. E la prova è sotto gli occhi di tutti, basta leggere un po'.
Mi fermo qui, perché è arcinoto che sono un ignorante e non sono all'altezza di certi argomenti, ma avrei piacere se qualcuno che ne sa più di me intervenisse e magari commentasse queste mie fesserie.
Distinti saluti,
Francesco Dotti  

Nuovo Codice della Strada

E' il 18 agosto di quest'anno, più o meno verso mezzogiorno, e mi trovo sulla litoranea che da Quartu S. Elena mena a Cagliari - e viceversa -, chiamata Lungomare Poetto. 
Sono con la bicicletta e, come si vede nella foto, sono circondato dalle macchine: in sosta e in transito. Il particolare che sia contromano c'entra poco, perché sono a piedi e la bici è "parcheggiata". Lo scopo è solo quello di mostrare quanto poco spazio a disposizione abbia un "povero" ciclista che si trovi a percorrere questo lungomare, specialmente nelle ore di punta, ma soprattutto di stimolare ad una riflessione sull'ultimo Codice della Strada recentemente approvato, e in vigore da qualche giorno, che parla anche di biciclette.
Già, proprio della vecchia, cara due-ruote (alla quale sono particolarmente affezionato) che da anni ci toglie dagli impicci del traffico cittadino e del caro-benzina il cui uso costante, è utile ricordare, ci mantiene attivi e quindi più sani. Con minori spese per la Sanità pubblica. 
Pare, quindi, secondo quanto ho letto a riguardo del novello Codice, che d'ora in poi non si potrà più parcheggiare la nostra "dueruote" sui marciapiedi (destinati invece ai venditori ambulanti e alle merde dei cani), ma solo ed esclusivamente negli appositi spazi ad essa riservati. Quando ci sono, e quando riesci a trovarli. Altrimenti, come si dice, "sono cazzi"! 
Sia per la multa, sia perché mettiamo il caso che devi pagare l'assicurazione e l'agenzia è al terzo piano, ti devi sciroppare, velocipede a tracolla, almeno sei rampe di scale. Sempre che ce la fai a entrare in ufficio in bicicletta. Non sei mica Vittorio Brumotti!
Le piste ciclabili sono poche e bisogna farne di nuove: con quali soldi? Le rastrelliere per le bici costano ma soldi non ce n'è?  Semplice: intanto si tira su qualche lira con le multe ai ciclisti, e poi qualche capitolato oscuro su cui investire il denaro prima o poi si trova.
Ma qui, è utile ricordarlo, siamo in Italia e le cose vanno così. Se, invece, abitassimo in Svezia o in Danimarca, avremmo anche il parcheggio per la... pompa. 
Un'altra osservazione, se mi è concesso e sempre a proposito del nuovo Codice della Strada, vorrei farla su quanto prevede per l'uso di alcol e/o droghe. 
Se è giustissimo punire severamente chi guida ubriaco e/o... "stupefatto" (contrazione linguistica di stupido e "fatto"), trovo profondamente ingiusto che per i limiti alcolemici non sia più prevista una soglia minima, e che venga quindi catalogato come "ubriaco" anche chi ha bevuto un bicchiere di vino dopo cena o una "birretta" dopo la pizza. 
Al contrario, per chi assume droghe non ci dovrebbero essere "soglie" alcune. Né minime, né massime.
Su un punto, poi, non transigerei affatto: quando ci "scappa il morto" e il responsabile viene trovato ubriaco e/o stupefatto. In questo caso l'imputazione dovrebbe essere di omicidio volontario, e non colposo solo perché "in quel momento non si era pienamente coscienti". 
Prima di diventare ciucco e fatto di droga, dovresti immaginarlo che se ti metti alla guida di un'auto in quelle condizioni, prima di arrivare a casa - se ci arrivi - qualche danno lo fai di sicuro.  
Perciò, cari miei telesbronzi e/o telefatti, prima di abbandonarci alle blandizie gastronomiche che numerosi programmi televisivi - alternati alle rubriche fanta-culinarie dei tiggì - giornalmente ci propinano, stiamo attenti. 
Perché da "Mezzogiorno di cuoco" a "Mezzanotte in Questura" il passo sarà brevissimo.
Cin cin a tutti 


Addio, Picconatore



   
E così anche il "Picconatore" se n'è andato. Forse, portando seco nella tomba alcuni tra i più inquietanti "misteri" d'Italia.

Detto questo - e scusate se è poco, perché trattandosi sempre di una persona che è morta, per rispetto non voglio aggiungere altro - vi sarete accorti che in questi giorni sto avendo un gran daffare con la formattazione del testo nei miei post. In pratica, non riesco più a sistemare il testo proprio sotto all'immagine, come facevo prima, mentre il programma continua a metterlo dove vuole lui e cioè di fianco; oppure sotto, ma troppo distante dall'immagine.  
Evidentemente blogger ha cambiato qualcosa che ancora devo capire. Ma va bene anche così. 
Anzi, forse è pure meglio perché ora lo scritto mi riempie quell'inutile spazio vuoto che prima mi restava a destra... 

Italia politica


Se ancora c'è qualcuno che si meraviglia - e io, purtroppo sono tra questi - è un povero illuso.
Ogni giorno si apre un coperchio, ma il contenuto del pentolone, ahimè, sembra essere sempre lo stesso.
Forza e coraggio, ché il peggio deve ancora venire...

Vacanze a Montecarlo


Eh sì, in estate se ne vedono proprio di tutti i colori! E non mi riferisco solo agli ombrelloni...
Qui siamo dalle parti di Monte Petrosu (vicino a San Teodoro), dove i proprietari della villetta che si affaccia sulle amate sponde di questo bellissimo e tanto decantato mare sardo hanno pensato bene di "privatizzarsi" la spiaggetta antistante l'abituro estivo.


Ah, il muretto che si "snòcciola" lungo la scogliera non fa parte della... Sardegna, ma è stato messo lì molto più tardi. Lo stesso discorso vale per il moletto d'attracco per barcarizzi, sullo sfondo.
E se uno, mettiamo il caso, prima di pranzo - o anche dopo,
fa li stèss -, per stimolare i succhi gastrici e sgranchirsi un po' lo stomaco, volesse fare una passeggiata lungo la costa?
Che ci volete fare, così vanno le cose. In attesa di un peggioramento...

In ogni caso, buone vacanze a tutti e divertitevi!!

Cagliari

Vi ho già parlato di Cagliari e di quanto sia felice di essere tornato a vivere da queste parti.
Sarà anche perché ci sono stato quasi vent'anni - dal 1970 al 1989 - e perché qui ho "messo su famiglia" e mi sono fatto molti amici sinceri, ma il poter di nuovo passeggiare lungo le sue strade e ammirare i panorami che vi mostro, cari Amici videospettatori, mi dà delle emozioni fortissime.
Perciò, stamani, approfittando della bella giornata di sole e del fresco vento di maestrale che mi accarezzava le vesti e mi arruffava quei pochi capelli rimasti in capo, accompagnato da colei che con me condivide tali bellezze da quarant'anni, mi sono goduto di nuovo Cagliari. 


Il Bastione di St. Remy, con il restaurato Palazzo Boyl, preso d'assalto da frotte di turisti...
Informazioni su questo bel palazzo le trovate qui:
http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=21600&v=2&c=2488&c1=2123&visb=&t=1


Sempre il Bastione, visto dalla scalinata che scende verso Piazza Costituzione...

In basso, Piazza Costituzione, tra i quartieri di Castello e la Marina, con Viale Regina Elena (a sn, tra gli alberi), Via Garibaldi (al centro), Viale Regina Margherita (a dx di Via Garibaldi) e l'inizio di Via Giuseppe Manno (1796-1868), politico, storico e letterato sardo, che con le sue opere "Storia di Sardegna" e la più celebrata "Storia moderna della Sardegna" dette impulso alla moderna storiografia sarda.

(tra un po' devo uscire e non ce la faccio, ma quando torno cercherò di aggiungere qualche informazione in più. Promesso!)


Eccomi qua! Rientrato da un invito a cena (ma senza... delitto), ricevuto proprio da quegli amici sinceri dei quali vi ho accennato in apertura di post.
Li ho trovati un po' più... maturi, coi figli grandi, qualche capello in meno e qualche chilo in più, ma sempre con il solito spirito di quando, ventuno anni fa, li
abbandonai per tentare l'avventura olbiese.

Perciò, tornando alle foto che vedete, l'immagine di sopra, come le altre due di sotto, sono scattate sempre nei pressi del Bastione, sulla terrazza dell'Università e della Biblioteca Universitaria, dalla quale si domina il Porto e il centro della città



Ancora una panoramica sulla città, con la cupola della chiesa del Santo Sepolcro (nel quartiere della Marina), il Porto e, in fondo a dx, dove c'è quel viale alberato (Largo Carlo Felice), s'intravedono le due "torri" bianche del Municipio.

 
Al centro, la cupola della chiesa del Santo Sepolcro, il Porto, il Municipio e tutto il resto...
Se poi volete informazioni storiche più dettagliate su alcuni tra i principali monumenti cittadini, potete trovarle anche su questi siti:
Ci siamo tornati l'altra sera dopo cena, al Bastione, per prenderci un gelato con gli amici e fare due passi tra le bancarelle affollate di curiosi visitors, e non potevo non scattare qualche foto.

Di notte è ancora più bello e suggestivo...

... illuminato dai lampioni e sotto un cielo pieno di stelle.
 


E siccome anche domani sarà una bella giornata, ci sarà il sole e anche la pressione (la mia) finalmente è tornata "normale", interrompo questo tour calaritanus e me ne torno a casa a far progetti per andare al mare.
A presto, e buon fine settimana!

Il tavolo dell'Artista



... che poi sarei io. Intendo dire, modestamente, l'Artista.
Questo è un vecchio quadro a olio, di dimensioni ragguardevoli (cm. 90x80), che ritrae appunto il mio deschetto davanti al quale, molti lustri or sono, ero solito intrugliare miscele di colori & solventi. Lo dipinsi nel "lontano" 1985, quando ancora pasticciavo con l'olio, prima di transitare all'aglio e al peperoncino, senza dubbio meno descrittivi ma di gran lunga molto più gustosi.
Peccato che nella foto la luce ha creato un disdicevole riflesso sul lato sinistro, che non fa apprezzare appieno le qualità di codesto mirabile dipinto ecc. ecc....
Con stjma & sympatia

P.S. la firma e la data sono in basso, a dx

Campagna


Una brevissima apparizione, corredata di annesso acquerello dipinto chissà-dove-e-chissà-quando, dopo una pausa lunghina & soffertuccia causata da ripetuti abbassamenti di pressione arteriosa.
Ieri, per esempio, alle 12.30, il mio medico-gommista mi ha rilevato 85 mm di Hg (la massima) e 70 (la minima),
e praticamente mi reggevo in piedi perché avevo le scarpe a pianta larga e non tirava vento...