Salutamassòreta

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Quartu S. Elena

Stasera, di ritorno dalla lezione d'inglese settimanale, m'è venuta voglia di pasticciare su un foglietto questa tecnica "mista". Infatti, ci ho messo dentro davvero un po' di tutto: matita grassa, sudore, pastelli a cera, pastelli di creta, cretelli con pasta, cerelli, cereali, acquerello annacquato con acqua e così via... 
Se non l'aveste riconosciuta, trattasi della bella chiesa parrocchiale di Sant'Elena, a Quartu (sempre Sant'Elena).
Poi, non contento, memore di quanto appreso this afternoon alla english lesson, ho voluto superare me stesso e l'ho tradotto in inglese. Intendo dire l'acquerello. E, credetemi, non è facile. Soprattutto per chi, come me, in inglese è ancora alle prime armi.
Così mi è uscito questo waterell of St. Elena church, with mixture of pastel colour, wax pastel, water, sweat, cereals, grease pastel, palk chastel, pencil, strained gum, chewing gum, e... direi di fermarmi qui.
Don't you like it? Me too.
Cerea...

Locomotiva 744-003


Ancora alcune immagini della locomotiva a vapore 744-003, del 1927-28, a riposo nella stazione di Cagliari.
Naturalmente sperando di farvi cosa gradita. Ah, quella specie di... alambicco, pieno di tubicini e serpentine, sulla sinistra del "muso", è la pompa dei freni Westinghouse. Se si chiama così che colpa ne ho? 
D'altra parte, chi non ha mai avuto in casa, o presso qualche parente lontano, una pompa dei freni Westinghouse?


 

  

 



 E, naturalmente, alcuni particolari del "rodiggio" (carrello, ruote motrici ecc.)
 

Nuovo Ulivo... 2

Se continuano di questo passo, al partito del Cav. gli faranno solo un piacere...

Alleanze Democratiche

Alleanze di qua, ammucchiate di là, casini di sopra e casini di sotto... a mettersi tutti d'accordo ce ne vorrà!
Con tutta questa gente, più che alleanze democratiche mi sembrano alleanze... demografiche.
Intanto, Bobby aspetta un bobbyno, mentre, a casa di Brooke, Rick, che ha vissuto a Parigi e si sente più un Forrester che un Logan, anche se sconvolto dalla notizia del probabile ingresso dei Popolari, si dichiara disponibile a frequentare il figlio, che è in giardino con Ridge e discute con Bridget, mentre Katie telefona a Hope e assicura che Bill è sinceramente pentito e aggiunge che Steffy sarebbe stato meglio se quel ciondolo se lo fosse tolto perché non sono cose che si fanno e che tanto lui con Fioroni e il Nuovo Ulivo non ha niente da spartire. Lo ha detto anche Donna. E se lo dice lei bisogna crederci...   

Nuovo Ulivo...

Eh sì, con tutte queste correnti prima o poi qualcuno si prenderà un colpo d'aria...

Vittorio Feltri


Vittorio Feltri: una delle "penne", secondo me, più caustiche del giornalismo italiano. E qui si ferma il significato della mia vignetta. 
Inoltre, Feltri ha anche un volto "interessante". Intendo sotto il profilo artistico, e per questo motivo mi è parso di ritrarlo in questa caricatura che, spero, se la vedrà, sia di suo gradimento.
Più in generale, invece, mi preme parlare della causticità di alcuni giornali, e di alcuni giornalisti, di destra, di sinistra, di centro, di sopra o di sotto, quando tirano fuori dal cilindro delle notizie informazioni che attengono più alla sfera privata che a quella pubblica di alcuni personaggi. Siano essi anche pubblici, e quindi a torto? a ragione? date in pasto all'avidità dell'utenza. 
Credo, e voglio sperare, che il giornalismo, in assoluto, non sia al servizio degli editori e/o dei padroni. Ma credo anche, e voglio sperarlo, che non sia neppure al servizio delle chiacchiere e della maldicenza.
Anche se talvolta avviene che, mascherandosi da "informazione", le penne-freccia vengano intinte nel calamaio dei veleni. E quando questo accade, non c'è antidoto che tenga.
Francesco Dotti 

Case campidanesi

Et voilà, oilì oilé, un acquerello dipinto al volo - con un occhio chiuso e una mano in tasca - l'altra mattina (o sera, non ricordo) mentre giro e poi vagavo per le straduzze di Quartu S. Elena alla ricerca di un posto per parcheggiare la bici. 
Spero che vi piaccia, perché a me fa proprio schifo!

Poetto

Stamani, cari Amici & Amiche, mi dispiace deludervi ma mi sono perso l'alba. Forse ero stanco... la camminata di ieri s'è fatta sentire e così sono rimasto a letto. Ma non fino a tardi. Eh, no.
Alle 8 zompo in piedi, fresco come un mazzo di scarola, e decido che anche oggi devo andare al mare. Ma questa volta con la macchina. 
Così prendo la mia Panda color "giallo ottimista", e mi fiondo tosto verso la spiaggia del Poetto. Dopo cinque minuti passeggio allegramente in riva al mare.


In primo piano, vicino a un mazz... un gregg... uno sciam... , insomma, vicino a un gruppo di pini che ci fanno ombra gratis, la doccia, anch'essa gratis, che il Comune di Quartu (o Cagliari?) da anni lascia a disposizione dei numerosi bagnanti. 


 Me la ricordo, questa doccia. Posso dire di averla conosciuta da sempre. 
E' rimasta lì, imperterrita, dagli anni Settanta, quando, novello scopritore di questi meravigliosi lidi, ne calpestavo sabbie e litorali da mane a sera. Quante docce! Che acqua meravigliosa! Che potente getto ristoratore! E per giunta, lo ripeto, gratis! Senza chiedere permessi a bagnini, bagnanti, gestori e gestanti. Come tutti quelli che qui hanno la fortuna di trovare chilometri e chilometri di spiaggia veramente libera, per la quale non devono, finalmente, pagare una lira a nessuno.  
Ma se vuoi pagare, il giusto, per un ombrellone e una sdraio, qui trovi  diversi stabilimenti attrezzati di tutto, dove puoi anche mangiare con poche lire. E tutta roba buona!
Intanto il sole è già alto all'orizzonte, e comincia anche a scaldare. La giornata è meravigliosa, e il mare, liscio come un biliardo senza birilli e senza palle, è invitante e l'acqua piacevolmente fredda. 
Mmmm... penso, vuoi vedere che mi faccio anche un bel bagno?

 Detto fatto! Dopo essermi immerso fino alla vita in quell'acqua limpida, regalo del maestrale dei giorni scorsi, mi tuffo tra tutti i flutti saltando felice come un bambino che vede il mare per la prima volta.
Perché sarà bella anche la montagna, ma il mare, almeno per me, è ancora più bello. E poi sono quasi solo. Chilometri e chilometri di spiaggia tutta per me. C'è solo un omino, che passeggia, senza alterigia, sulla battigia, dorata e non grigia, quasi con ingordigia. Un bagno così non l'ho fatto neppure in certe mattinate sfortunate di piena estate, che dovevi fare a gomitate e a unghiate per un paio di nuotate! 
Ora, però, basta con la rima. Sembra un'artificiosa pantomima, uno stilema a tema, quasi da patema. 
Meglio la crema, del poema in rima.

 Sullo sfondo, la Sella del Diavolo e Marina Piccola, il porticciolo turistico di Cagliari.  
Mentre, in primo piano, umane impronte si mischiano a quelle dei gabbiani, più numerose, quasi vogliano dimostrare che loro sono, e malgrado tutti i guai che combiniamo restano, i padroni assoluti di questi regali che la Natura ci dà.
A presto, e buona giornata a todos!

 
Ah, mi ero dimenticato del gelataio, mi ero! 
Perché un bel cono a pedali, quando fa caldo, è proprio quello che ci vuole.

Ri-ah, mi ero ri-dimenticato di aggiungere un'altro particolare, mi ero...
Al Poetto - e se non lo sapevate ve lo dico io -, c'è una bella pista ciclabile (vedi foto sotto) frequentata anche da molti pedoni (come la ragazza di spalle nella foto del gelataio a pedali) che la utilizzano per farvi del sano footing.

Questi temerari atleti dal "piede leggero", spesso scampati alla morte sulle strisce pedonali cittadine, oltre ad abbassare il livello di colesterolo & trigliceridi, ora potranno sperare di essere finalmente investiti da ecologiche biciclette pilotate da griffatissimi e coloratissimi ciclisti abbigliati alla "Giro d'Italia", che questa pista di rullaggio percorrono ininterrottamente, su e giù, a tutte le ore del giorno. E a tutte le velocità...
Vuoi mettere?

Quartu S. Elena

Stamani mi sono alzato prestissimo. Oddìo, a essere sinceri è un fatto che, per motivi... idraulici, mi capita sempre più spesso. Ma oggi, a differenza di altre mattine in cui di solito mi gingillo per casa fino alle 10, mi sono anche lavato, vestito e sono uscito quasi di corsa, come se temessi di perdere l'autobus.
Non ho neppure fatto colazione, tanto ero determinato nella mia decisione. Naturalmente mi sono portato dietro la macchina fotografica. Sì, proprio quel vecchio catorcio che conoscete anche voi. Quella a pellets, da 1/2 megapixel, ingombrante come una cassapanca turca(?), ma con delle ottiche da far paura. 
Comunque, cassepanche a parte, quando sono uscito era ancora buio. Anche se, in lontananza, a Est, verso il massiccio dei Sette Fratelli (questo è il nome del monte), s'intravvedeva appena il chiarore dell'aurora.

   Ed eccola, l'aurora, in tutta la sua magica bellezza. Descrizione banale, è vero. Ma è tardi, ho sonno e continuo domani. Aggiungo ancora una foto e vado a letto. Domani mi tocca un'altra aurora. 

Tiè, godetevi questo svolazzamento di un gabbiano controsole, e un paio di fenicotteri al pascolo nello stagno-salina di Quartu S. Elena (prov. di Cagliari, con oltre 70 mila abitanti e terza città della Sardegna, dove fanno il pane più buono che si possa mai aver mangiato)

Eccone qui uno, di fenicotteri, mentre col suo becco a spatola razzola sul fondo dello stagno, tra il fango, alla ricerca di piccoli crostacei e molluschi di cui questi uccelli sono ghiotti. 
Beato lui, che sta facendo colazione! Io, invece, sono a digiuno e la camminata che devo ancora fare è lunga e l'appetito comincia a farsi sentire... 


Eccone un altro. Acc... è mai possibile che non riesca a fotografargli anche la testa?  Ma che cos'hai, amico Feny, paura di farti riconoscere?

Ah! Questa volta t'ho beccato! 
Lo vedi? A forza di stare con la testa sott'acqua, Feny caro, ti sono venuti anche gli occhi rossi! 
Perciò, siccome devo arrivare fino alla spiaggia del Poetto e camminare in riva al mare perché mi fa bene alla caviglia, che ogni tanto mi si gonfia (ricordate l'incidente con la bici dell'anno scorso? la rotatoria? la gamba ingessata nonostante non fosse rotta... ecc. ecc.), lascio perdere i fenicotteri acefali part time e continuo il mio viaggio... 
Ci vediamo domani. Che poi sarebbe oggi, perché ho fatto un po' di casini coi post. 
Li ho tagliati, spostati, corretti, rifatti... insomma, li ho tolti e ne ho messo uno nuovo che li contiene tutti.
Però, che fatica! Ufff!!

Fiori

Stamani sono tornato tra i fiori del Macaone. Come cos'è il Macaone? Quella bella farfalla colorata che avete visto alcuni post or sono, perbacco! Non ditemi che l'avete già dimenticata.

Ebbene, stamani il Macaone non c'era. L'ho cercato (o cercata?), ma a parte qualche altro insetto, a dire il vero anche un po' bruttino, del Macaone nessuna traccia. 
Siccome vola fino ad agosto, e l'altra mattina si è fatto fotografare proprio per farmi un piacere, si vede che è già partito (o partita?). 
A proposito di partita: il 5-0 dell'Italia dell'altra sera ci voleva proprio. 
E Cassano ha segnato un gol da manuale. Hai visto, Lippi, che ti sei perso?

Però i fiori sono rimasti lì dov'erano, e così l'ho fotografati con la mia macchinetta da soli due megapixel. 
Per gli appassionati di fotocamere digitali, trattasi di una vecchia Olympus Camedia 2100 Ultra Zoom da 2,1 megapixel, ma con delle ottiche favolose!  
Se vi piacciono, ne aggiungo altre. Altrimenti vado a pescare.

Sakineh libera! - 2

Da qualche giorno sentiamo notizie più confortanti sulla sorte di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata per adulterio e per il suo coinvolgimento nella morte del marito. Pare, cioè, che il Tribunale iraniano abbia momentaneamente sospeso la sentenza di morte per lapidazione. Merito delle pressioni internazionali? Può darsi. In ogni caso, oltre a Sakineh, ci sono altri "dead men-women walking", meno strategicamente importanti(?), in attesa di subire la stessa sorte della Signora Ashtiani, dei quali però si parla poco.
Perciò, se così fosse, tireremmo tutti un sospiro di sollievo per Sakineh. E non perché vogliamo che uno Stato sovrano amministri la giustizia a modo nostro. Ci mancherebbe! 
D'altro canto mi pare che in qualche Stato americano ci sia ancora la pena di morte, e anche se ci sono delle moratorie per la sua soppressione alla fine ognuno fa quello che vuole e non glielo può impedire nessuno. Soprattutto perché sono americani... Che poi quel tale Terry Jones, pastore battista in Florida, lanci la provocazione di bruciare il Corano per commemorare a modo suo l'11 settembre, se non fosse solo una provocazione direi che sarebbe davvero un gesto idiota. Non si offendono le religioni altrui, caro Jones. E tu che sei prete queste cose le dovresti sapere.
Perciò, tornando a Sakineh, se anche in Iran vogliono applicarla, questa pena di morte, che facciano pure. Anche se non mi piace per niente. Se la Signora Ashtiani merita la condanna capitale, che Dio (chiunque Egli sia) abbia pietà di lei. 
Il fatto grave, secondo me (perché è chiaro che parlo solo per me), è invece il tipo di pena applicata: cioè la lapidazione. Fatta come ce l'hanno mostrata in molti filmati, o descritta da chi vi ha assistito e ce l'ha raccontata. Un'orda selvaggia, urlante, assatanata, e per questo non più "umana", che prende a sassate e a calci le/i poverette/i e smette solo quando le/li vede morte/i. 
Non sarebbe meglio allora, se pena di morte dev'essere, farlo con metodi più tradizionali, più sbrigativi e "meno disumani"? Per esempio l'impiccagione, la fucilazione, l'iniezione letale o la sedia elettrica? 
E infine, se lapidazione dev'essere, non sarebbe meglio allora una... lapidazione "a macchina"? Una sorta di "lanciasassi" meccanica, caricata a sanpietrini da 70 mm e manovrata da un boia-cannoniere, che mitragli senza scampo la condannata (o il condannato?) fin quando morte non sopravvenga? Non fraintendetemi, però. 
Il fatto è di una tale gravità che non voglio scherzarci sopra, per carità. Ma è il vedere l'orda selvaggia, assatanata e disumana che mi fa schifo. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
Con osservanza,
Francesco Dotti 

Ospedali e risse



Sembra che in questo periodo se ne sentano di tutti i colori. Che sia il tempo?...
Ora, oltre alle risse per la fila alla Asl e una TAC in tempi brevi, ci mancavano anche quelle tra i medici, in ospedale.
Ve l'immaginate se, dopo la laurea in medicina e la successiva specializzazione, ne fosse necessaria una ulteriore, per esempio, in arti marziali?

Farfalla macaone


Stamani mi è capitata a tiro di obiettivo una bella farfalla. Cercando sul web, alla voce "farfalle", subito dopo le cambiali, ho trovato il nome di quella che ho immortalato in questi scatti. Si chiama "Macaone". 
Poi, stasera, con calma, cerco altre informazioni e ve le do. Intanto accontentatevi di queste.
Eccomi di ritorno (ero a scuola d'inglese: non si finisce mai d'imparare...), pronto a soddisfare le Vs Spett. Curiosità. 
La farfalla "Macaone", vi dicevo, secondo quello che ho trovato frugando vieppiù sul web, appartiene alla famiglia dei Papilionidi i quali, pur essendo diffusi in tutto il mondo con circa 600 specie, in Italia ne contano solo 9. Che ci vuoi fare, noi italiani ci facciamo sempre riconoscere...
Vola da maggio ad agosto (io l'ho fotografata a settembre perché mi ha fatto un favore: "Guardi, signore, lo faccio solo per lei - mi ha detto - perché avevo già i bagagli pronti dalla fine di agosto e stavo proprio andando via...") e lo fa con un'apertura alare di circa 80 mm. Caspiterina!
Nasce dalle larve, come le altre farfalle, e la sua è un bruco verde con delle striature verticali scure e pieno di verruche, che fa quasi schifo a vederlo. Se lo volete vedere. Sennò guardate solo la farfalla dopo che è nata.

Sakineh libera!

 Anch'io, benché le mie parole contino meno di niente, mi unisco allo sdegno planetario per le atrocità alle quali la povera Sakineh Mohammadi Ashtiani - e chissà quante altre come lei -, sono costrette a subire in un Paese che si definisce "civile".
Ho trovato un video orribile, stasera su Internet, che credo di potervi mostrare avvisandovi che si tratta di immagini cruente e molto forti. Un vero cazzotto nello stomaco che testimonia la crudeltà inutile di certi invasati. 
E mi chiedo come si possa infierire a tal punto sul corpo inerme di un essere umano. 
VERGOGNATEVI!!

http://sarbazevatan.multiply.com/video/item/54

Fischiato Schifani

Pur essendo da anni un simpatizzante di Beppe Grillo - il comico -, non ho apprezzato affatto il comportamento dei "grillini" che l'altro giorno, a Torino, hanno contestato a suon di fischi il presidente del Senato Schifani. D'altra parte, se può parlare Rutelli non vedo perché non possa farlo Schifani.
Per carità, la contestazione è sacrosanta e non si tocca. Ma quando essa soverchia e impedisce al contestato di replicare e, liberamente, argomentare le proprie idee e convinzioni, pur se non condivise, sovrastandolo con grida & fischi, allora si trasforma in violenza e, soprattutto, cattivo esempio. E noi, di cattivi esempi, non ne abbiamo bisogno. Perché il passo dai grillini ai grilletti potrebbe essere breve.
Quindi, se la piazzata di Torino anticipasse la beatificazione politica di Beppe Grillo in vista delle ventilate elezioni, a questo proposito devo dire che preferisco di gran lunga il Grillo-comico al Grillo-politico, e se dovessi scegliere tra un'Italia guidata da un imprenditore "chiacchierato" e quella guidata dalle chiacchiere di un comico, preferirei senz'altro la prima.
Non vi sembra che abbiamo già fatto ridere abbastanza?
Francesco Dotti
  (aspirante comico)

Casa campidanese




Forse non tutti voi sapete che in Sardegna esistono ancora molte vecchie case, meglio conosciute come "campidanesi", costruite con mattoni di "fango" (in dialetto "làdiri").
 Caratteristici delle antiche costruzioni rurali del Campidano  e del suo hinterland, i "làdiri" - di grosse dimensioni, perché costituivano l'elemento portante della costruzione, edificata anche su più piani fuori terra - venivano realizzati impastando terra (argilla), acqua e paglia (per dare più consistenza al prodotto), poi messi dentro una cassaforma di legno o di ferro e lasciati ad essiccare al sole.
Usati nell'antichità da molte popolazioni del bacino mediterraneo, forse sono giunti nell'isola importati dai Cartaginesi.










Si dice anche - e lo confermo per sperimentazione diretta - che le abitazioni costruite con questo tipo di muratura abbiano un'ottima coibentazione termica: d'estate mantengono la casa fresca, e d'inverno, viceversa, calda. In barba a stufe e condizionatori. Si può volere di più?
Perciò, l'altra mattina, mentre aspettavo che mi riparassero la ruota della bicicletta perché avevo bucato, me ne sono andato in giro per Quartu S. Elena a fotografare un po' di queste case.
Se ne ho trovate poche, e magari non molto interessanti, è colpa mia perché non le ho sapute cercare. Ma vi assicuro che ce ne sono ancora parecchie, molto ben conservate o addirittura sapientemente ristrutturate, che non hanno niente da invidiare a case più recenti. Anzi.



























 Dovete sapere, infatti, che le case campidanesi, oltre alle citate qualità "termiche", sono anche piuttosto spaziose. Al loro interno hanno un bel loggiato che si affaccia sul cortile, quasi sempre ornato di alberi - in genere da frutta -, di aiuole fiorite e pergolati carichi d'uva.




E anche se dall'esterno non sempre si vede perché nascosto da un alto muro perimetrale, statene certi, il cortile-giardino c'è, eccome!
Talvolta capita di vederlo quando vi si passa davanti e c'è il portone d'ingresso aperto: così si butta dentro una timida occhiata, magari di traverso per non essere sfacciati, e lo si ammira in tutta la sua bellezza.













Caso mai, nei prossimi giorni, se mi capita di fotografarne qualcuna davvero bella, la aggiungo al "campionario".
Io stesso, tempo fa, di queste case ne acquistai una nella quale trascorsi diversi annetti sempre col timore che le piogge me la sciogliessero addosso. Invece oggi è ancora lì, e chissà per quanto tempo vi resterà ancora.
Perciò, se avete intenzione di trasferirvi da queste parti e vedete qualche casa campidanese in vendita, se fossi in voi ci farei un pensierino...
Dimenticavo i portoni. Ma li avete visti? Ce ne sono alcuni intagliati, in legno massiccio, che sono davvero splendidi!