Salutamassòreta

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Lacrime e sangue

E a chi dovrebbero prendere qualcosa, se non sempre ai soliti?

"Caro mio, in giro c'è un mangia-mangia generale! E il guaio è che hanno sempre fame!"
Una frase ancora oggi tristemente in voga che sentivo dire spesso al babbo, quando col suo stipendio da impiegato mandava avanti una famiglia di quattro persone: la nostra.
E riusciva a farlo più che degnamente, ricorrendo a equilibrismi contabili nei quali era imbattibile, pagando le mie ripetizioni di latino e anche le vacanze estive al mare a me, alla mamma e al mio fratello maggiore, mentre lui continuava a lavorare, a luglio e agosto, senza aria condizionata o ventilatori, e ci veniva a trovare solo per i fine settimana.
A quei tempi le camicie non si buttavano perché avevano collo e polsini di ricambio; i pantaloni si "rivoltavano" e passavano di padre in figlio (come altri capi d'abbigliamento); al massimo avevi due paia di scarpe (uno estivo e l'altro invernale); la carne si mangiava la domenica o i giorni di festa e a letto ci si scaldava con lo "scaldino" a carbonella, o al massimo con qualche scoreggia del minestrone di fagioli o della pasta e ceci che la mamma  ci ammanniva un giorno sì e l'altro pure. 
Non avevamo lo scaldabagno e l'acqua per lavarci la scaldavamo sulla cucina economica, né avevamo la televisione o il digitale terrestre. Non avevamo neppure il frigorifero. 
Al massimo una ghiacciaia, coi pani di ghiaccio che arrivavano dalla vicina montagna pistoiese, dove d'estate c'infilavamo il burro (che d'inverno si conservava in un vasetto di vetro pieno d'acqua, sul davanzale della finestra), e qualche altro alimento facilmente deperibile. Solo molti anni più tardi fece la sua comparsa a casa nostra il frigorifero: un Fiat grosso e pesante come un autotreno, dentro al quale il babbo, che in casa era l'unico ad avere la "patente" da frigorifero, oltre alla "pomarola" settimanale della mamma e i "deperibili", ci metteva anche le supposte e lo sciroppo per la tosse. 
Erano tempi in cui non si sprecava nulla. E noi, quelli a "reddito fisso", li battevamo tutti! 
E stavamo anche meglio in salute!
Ma quelli a reddito "variabile", con tutti quegli altri che già da allora avevano le mani in... casta, di sprechi ne hanno sempre fatti. Eccome!
Non hanno mai smesso, e pare che non abbiano alcuna intenzione di smettere.
Così, di "manovra" in "manovrina", decurtando la spesa pubblica (sempre la nostra) con gli aumenti dei ticket sanitari, l'introduzione di nuove tasse scolastiche, gli aumenti di Iva, Irpef, Irap, Ici, Tarsu, Tosap e altre diaboliche sigle che alla fine gravano sempre sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, chiedendo pure i soldi dei nostri risparmi in prestito alle banche per pagarsi i debiti, i vari governi si sono succeduti al grido-mantra di "nuove lacrime e nuovo sangue".
Credete che prima o poi la smetteranno? Io dico di no.

4 commenti:

Tomaso ha detto...

Hai detto bene caro Francesco, il male è già cronico.
Bella la vignetta, buona giornata.
Tomaso

CeccoDotti ha detto...

Ciao Tomaso,
grazie e buona giornata anche a te!
Francesco

alfredo ha detto...

Oramai hanno l'abitudine di tagliare i poveri dipendenti e pensionati, dei quali hanno la certezza dei recuperi economici, però di dare l'esempio tagliando i loro extra-plus-large introiti non se ne parla proprio. Forse l'educazione dei loro padri non ha funzionato!!! Mi è stato insegnato che se vuoi far fare qualcosa a chiunque, per convincerlo che è un'ottima idea la devi fare tu per primo. Ma forse si credeva in un'utopia che è defunta nel tempo.
Buona la vignetta e buone passeggiate al fresco. Fa caldo, ricorda di portare sempre il berretto per non farti scappare le idee (oppure puoi usare la maglietta gialla, bella bionda).
Ciao Alfredo.

CeccoDotti ha detto...

Ciao Alfredo, e grazie per la consueta e graditissima visita!
Parole sante, le tue, che però non fanno breccia nelle coscienze dei nostri "Amici". E anche le mie vignette, accompagnate più o meno dai miei amari e sarcastici commenti, servono a ben poco. Se non a nulla.
Ora mi aspetto di leggere la finanziaria nella sua interezza, una volta resa esecutiva dal voto della Camera, per sapere quali altre ingiustizie ci attendono, in attesa che un salvifico colpo di sole mi porti via per sempre prima che mi tolgano anche la pensione.
Con tristezza e simpatia,
Francesco