Salutamassòreta

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Apertura della caccia

Caccia, che passione! Soprattutto per chi è cacciato...
Ogni anno la solita solfa: caccia sì, caccia no; la caccia c'è sempre stata - d'accordo, ma prima si faceva con la fionda o con l'arco e le frecce, non con gli "automatici" a 8 colpi(?) -; i cacciatori sono i primi a rispettare le regole... e via discorrendo. 
Io sono toscano, quindi appartengo a una regione nella quale la caccia c'è sempre stata, e a parte il mi' babbo e la mi' mamma a casa mia eran tutti cacciatori da intere generazioni.  
Erano i tempi in cui le cartucce ce le facevamo da soli: col bilancino di precisione, i misurini per la polvere e i pallini, le borre, il calibro per i fondelli, le capsule e l'orlatore, e la sera prima della battuta anch'io davo una mano. Perché, anche se non ho mai avuto il porto d'armi, quando ero ragazzo qualche fucilata di straforo l'ho tirata anch'io.  
Ma non l'ho più fatto. E non lo rifarei mai più. Mi sono rimasti troppo impressi due occhietti lucidi e lacrimosi di un uccellino - forse un'allodola - quando da sotto un albero dove eravamo appostati le tirai una fucilata. La vidi venir giù, avvitandosi su se stessa con le ali spalancate, e mi cadde quasi davanti rimbalzando leggermente sulle stoppie del campo. Quando la raccolsi era ancora viva e tremava.
"Per non farli soffrire - mi avevano spiegato -, se sono ancora vivi, o gli sbatti il capo sul calcio del fucile, oppure col pollice e l'indice gli strizzi il collo".
Io non feci né l'una né l'altra cosa. Stetti immobile a guardare quel corpicino morente, mentre una piccola macchia di sangue tra le piume spettinate mi sporcava la mano. 
Ma quegli occhietti, lucidi e lacrimosi, non li dimenticherò mai. Sembrava che mi dicessero: "Perché mi hai sparato? Che t'avevo fatto? Me ne stavo andando per i fatti mei, e tu..."
Restituii il fucile a chi me l'aveva dato, insieme all'uccellino, e mi allontanai di corsa con le lacrime agli occhi per non farmi vedere.
Questa è la mia storiella, senz'altro inutile perché non smuoverà alcuna coscienza, ma ve l'ho voluta raccontare lo stesso.







4 commenti:

Giada ha detto...

Ieri stavo dipingendo, per un'estemporanea, in un luogo in cui da oggi è aperta la caccia.
C'era tempo anche oggi per terminare il quadro ma, nel dubbio, l'ho finito ieri... non si sa mai!! Comunque nemmeno a me sta simpatica la caccia.
Ciao!!

CeccoDotti ha detto...

Saggia decisione, Giada!
Siccome sei molto brava soprattutto a dipingere animali, a seconda del soggetto potevano prenderti a fucilate anche il quadro!! :-) :-)
Ciao!!

Lubumba ha detto...

ti capisco e ti condivido, cognatone, io ancora oggi rivivo con orrore il mio primo e unico lancio di fionda contro una incolpevole lucertola ... che per sua sfortuna (e mia immensa sorpresa) capitò a tiro proprio il giorno in cui indovinai la mira (a parte l'altro tiro, successivo, che colpi in pieno il mio pollice, che avevo tenuto impavidamente e inconsciamente sul tiro della fionda ... proprio nella V della forcella ... Punito con la stessa arma!!!).

CeccoDotti ha detto...

Ciao Big John, è la legge del contrappasso: chi con fionda colpisce, con fionda è colpito.
Pensa che se ti fossi colpito prima il pollice, quella lucertola, chissà, sarebbe potuta morire anche di vecchiaia...
Un abbraccio, Francesco