Salutamassòreta

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Decreto Monti


E' probabile che questo lo abbia già scritto tempo fa, ma siccome "repetita iuvant", ve lo ripropongo.
Dopo le ultime notti trascorse per la maggior parte a pensare a ciò che ci attende, ho ulteriormente ampliato le mie conoscenze ascoltando la radio, rispolverando qualche libro e frugando in rete, e quello che ne è venuto fuori, per niente rassicurante, ve lo sottopongo. Intanto, andate a questo indirizzo - è il sito della Confesercenti - dal quale potrete scaricare un interessante documento, intitolato "Balzelli d'Italia", che vi consiglio di leggere molto attentamente, e divulgare, affinché certe cose si sappiano. Alla fine della lettura, se non vi sarà venuto un fegato grosso come un'anguria, forse penserete di cambiare Paese.
Questo è il link dal quale scaricare il documento di Confesercenti:

Quindi, a parte il federalismo, fiscale o meno, stanno cambiando molte cose. E non certamente a nostro favore.
In tutte le campagne elettorali ci hanno sempre raccontato un sacco di balle per farsi eleggere, e poi, una volta che hanno messo il culo sulle poltrone, di noi hanno sempre fatto quello che hanno voluto. O no? 
Però, fateci caso, quando parla qualcuno di loro le piazze o le sale delle riunioni sono sempre piene di gente che applaude, sorride e sventola bandiere. Chissà perché, se dopo un po' tutti si lamentano di nuovo. Mah...
D'altra parte, se ci amministrano male, se non ci danno quei servizi per i quali paghiamo e se, in poche parole, non siamo soddisfatti, cosa possiamo fare: buttarli fuori a pedate? Non si può. Bisogna aspettare le prossime elezioni. Alle quali però andremo a votare di nuovo, magari per qualcun altro che nel frattempo ci avrà convinti raccondandoci altre balle, diverse e perciò più credibili. Passerà un po' di tempo e, quando le cose cominceranno di nuovo ad andare male, si rinfacceranno a vicenda gli sprechi e i debiti pubblici che ciascuno dice di avere ereditato dai suoi predecessori. E la storia continua...
Da poco Monti ci ha informati che terminato il suo mandato "a orologeria" non aspirerà ad alcuna poltrona; perciò, non avendo obblighi nei confronti del proprio elettorato, perché non esiste, in fatto di tagli agli sprechi si sta dando da fare più di quelli che lo hanno preceduto. Bene. Continui così. Non possiamo che essere contenti.
A patto che negli "sprechi" da tagliare non ci finiscano sempre gli stessi: dipendenti pubblici, insegnanti, operai, pensionati. Insomma, il cosiddetto "ceto medio", oggi "ceto povero", che deve dichiarare per forza tutto quello che guadagna, riportato d'altronde in busta paga.
Gli altri, invece, e cioè i liberi professionisti, i commercianti e tutti quelli che possono dichiarare quello che vogliono perché non hanno una busta paga che dimostri qual è il loro reddito effettivo, riescono quasi sempre a farla franca. Anche se qualcuno, vivaddìo, in questi giorni lo stanno beccando.
Leggo da qualche parte che da gennaio non ci saranno più i vitalizi per i parlamentari. Quelli "nuovi", però, perché i "vecchi", trattandosi di diritti acquisiti, li manterranno. Mentre i tagli alle indennità degli onorevoli non si possono toccare per decreto, perché un'operazione del genere deve seguire l'iter parlamentare e deve essere il Parlamento, cioè gli onorevoli stessi, a decidere se tagliarsi o meno le indennità. I tagli "decretati", invece, valgono solo per tutti gli altri. Cioè noi. E mentre i parlamentari possono rivoltarsi e protestare, noi dobbiamo stare calmini e zitti.
Siamo in crisi, siamo sull'orlo del baratro, ci chiedono sacrifici, ma chi potrebbe rinunciare a un po' di soldi - visto che ne ha più degli altri - non vuole farlo.
Siccome l'art. 12 del decreto "Salva Italia" dice che non si potranno più pagare le pensioni in contanti se superano i 500 euro, una mia zia quasi novantenne che ne prende 570 e non ha mai visto in vita sua un bancomat o una carta di credito, dopo le scatole di sardine ora sarà costretta ad aprirsi anche un conto corrente. Magari pagandoci pure delle spese che prima non aveva.
Ma scusate, se io posso ritirare dalla banca fino a un massimo di mille euro e darli a chi mi pare, come mai non si può pagare una pensione, mettiamo il caso, di sette-ottocento euro in contanti? In fondo è una pensione, e chi la eroga è lo Stato stesso, mica un Pinco qualunque. Ve la immaginate, la novantenne che si compra due uova, tre panini e un litro di latte col bancomat? Di cos'hanno paura, che se li vada a mangiare in Svizzera? Ma non facciamo ridere i polli!

(*) Apprendo stamani (12 dicembre) che il limite dei 500 euro potrebbe essere elevato a 980.

(*) Apprendo nel pomeriggio inoltrato sempre di oggi (12 dicembre) che il tetto dei 500 euro pagabili dalle Pubbliche Amministrazioni per stipendi, compensi e pensioni resterà invariato.

(*) Sono stanco di apprendere. Hanno cambiato ancora... 

Qui sotto trovate il link per scaricare il Decreto Monti del 6/12/2011, n. 201, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  n. 284 del 6-12-2011 - Suppl. Ordinario n.251.
Vi consiglio di leggerlo per benino e di salvarlo da qualche parte per averlo sempre sott'occhio:

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato7912793.pdf

Qualche anno fa avevo comprato un bel libro, che se non siete malati di fegato vi consiglio di leggere: si chiama "L'Italia degli sprechi", edito da Mondadori. L'autore è Raffaele Costa, avvocato e giornalista, ex ministro in diversi dicasteri e deputato del Polo della Libertà. Nel suo libro, Costa ci elenca, dalla A alla Z, buona parte delle spese assurde di uno Stato sprecone. Un esempio per tutti, quello che mi ha colpito di più per la sua inutilità, è quello che si legge a pag. 214, intitolato "Nomadi (e arti marziali)": "... con le delibere del 2 agosto 1995 e 10 dicembre 1996, la giunta comunale di Torino ha stanziato 75 milioni (di lire) per un corso di arti marziali (Ju Tai Jutsu) rivolto a giovani nomadi" .
"Per aiutarli - ironizza l'Autore - a meglio difendersi in caso di aggressione da parte delle forze dell'ordine?"
Ed è solo una piccola parte di quello che il libro contiene. Ecco dove vanno a finire i nostri soldi!
Il guaio è che gli sprechi ci sono stati e ci sono ancora. Sono sotto gli occhi di tutti, se non ce li tappiamo. O se non ce li tappano.
Ce li fanno vedere quei grandissimi giornalisti che lavorano per Striscia la Notizia e per Le Iene. Quello sì che è giornalismo!
Perciò, è chiaro che alla fine pagheremo. Ma prima di farlo questa volta dobbiamo gridare, con forza e determinazione, che stanno tirando da troppo tempo una corda ormai logora che, prima o poi, potrebbe anche rompersi.
Con il cuore che sanguina, 
Francesco Dotti

2 commenti:

Lubumba ha detto...

non condivido ... per quanto riguarda tua zia ... il rischio è sempre elevato, potrebbe investire la pensione (ritirata in contanti) in droga e quindi rendere lo Stato (l'ente erogatore) complice sull'acquisto.
Se non ci credi guarda questo : http://www.youtube.com/watch?v=FTQK2XEEjDw

Smack!!!

CeccoDotti ha detto...

Sabato prossimo vedrò mia zia e le parlerò di te.
Peccato, perché ti aveva già visto su internet dalle suore dell'ospizio "Fuga la Ruga con la Lattuga", e le eri piaciuto molto.
"Che bel ragazzone - mi aveva confessato - peccato che sono vecchia! Se gli preparo una crostata di mele, gliela porti tu?"
Ma ora che gli racconterò quello che hai detto, chissà che ti ci metterà nella crostata...
Ciao, caruccio