Salutamassòreta

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Le due sentinelle

Alcuni giorni fa, curiosando nel blog dell'Amico Luigi ("Parti-Colori"), ho visto una bellissima fotografia di una vallata i cui caldi colori, forse autunnali, hanno colpito la mia curiosità. 
Così m'è venuto il desiderio di dipingerli. Ho preso carta, colori e pennelli, naturalmente accompagnati dal solito barattolo pieno d'acqua, e ho buttato giù di getto questo acquerello che ti dedico, caro Luigi. Spero vorrai scusarmi se è venuto meno bello della tua foto.
Se qualcuno volesse vedere la foto originale, la può trovare qui:

http://parti-colori.blogspot.com/2010/10/le-due-sentinelle.html

Quartu S. Elena

Scattate per gentile concessione di alcuni Amici che mi hanno "prestato" il loro terrazzo, queste due immagini vi mostrano un quartiere della città di Quartu S. Elena vista dall'alto.
La strada, che corre tra eleganti palazzine e villette circondate dal verde curato dei giardini, è il Viale Colombo.

 Una città come tante altre? Può darsi. Ma Quartu, oltre ad essere notevolmente migliorata in questi ultimi anni, ha vicinissimo il mare (quella striscia blu sullo sfondo, all'orizzonte). 
Tanto vicino, infatti, che ci puoi andare comodamente anche a piedi e che, va detto, non è un mare "qualunque", anche se bagna il golfo abitatissimo che vi si affaccia. 
E' il mare "sardo", ancora pulito e trasparente.  E anche la gente è simpatica, cordiale e disponibile. 
Merce davvero rara al giorno d'oggi...

Ancora un pezzo del Viale Colombo, dalla parte opposta, che conduce verso il centro della città. 
Il quartiere che vedete, nuovo e moderno, pieno di giardini alberati e fioriti, si chiama "Musicisti" perché le strade portano i nomi di musicisti italiani e stranieri
Sullo sfondo, invece, al centro della foto dove c'è quel dannato palo, forse è possibile vedere anche Cagliari 
O... almeno io la vedo...

Questione morale

Ha ragione il cardinale Bagnasco quando dice che la questione morale, in Italia, ha raggiunto livelli che devono mettere paura. Il rispetto delle regole e del bene comune, la condivisione dei valori veri - assolutamente non negoziabili - non devono essere ristretti a cerchie di persone sempre più piccole, ma estendersi, attraverso la famiglia e la scuola, e permeare tutta la società. 
"L'essere umano si costruisce in rapporto alla realtà e non chiuso nella sua individualità", dice in sintesi Bagnasco.
Altrimenti rischiamo di perdere una guerra, le cui battaglie, combattute con sacrificio e senso del dovere dai nostri genitori e dai nostri nonni, ahimè, non sono valse a nulla.

Porto Pozzo - S. Teresa di Gallura

Questo è il vecchio stazzo di un amico di Santa Teresa di Gallura. 
Si trova - o si trovava, perché non so se lo hanno demolito per lasciare il posto ad un "villaggio vacanze" - a Porto Pozzo (una frazione a qualche chilometro da S. Teresa), e non so che fine abbia fatto. Da qualche anno, infatti, "esigenze abitative di origine turistica" hanno stravolto le caratteristiche originarie di quel luogo cambiandone irrimediabilmente, forse in peggio (per i nostalgici come me), la morfologia. Che ci volete fare, in nome dei soldi e del "benessere" siamo disposti a tutto...
Anche l'acquerello è vecchio, di qualche anno fa, e lo avevo dipinto utilizzando uno dei fogli di un vecchio album fotografico (di quelli dove le foto si attaccavano ancora con gli angolini adesivi), ingiallito dal tempo.

Serravalle Pistoiese

Serravalle Pistoiese, più o meno a metà strada fra Pistoia e Montecatini Terme, è un antico paese arroccato sulla sommità di una collina dalla quale da un lato si domina tutta la pianura verso Prato e Firenze, e dall'altro, se non c'è la nebbia, quella che dà verso la Valdinievole.
Due panoramiche del paese di Serravalle Pistoiese
 
Il vecchio castello, per la sua posizione strategica a cavallo delle due vallate, fu edificato nel XII secolo e successivamente assunse una notevole importanza durante il periodo delle contese tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini: i primi che parteggiavano per la chiesa, i secondi per l'impero. 

Una parte del Castello. Attraverso quella grande porta, salendo una ripida scaletta di ferro, si arriva sulla sua sommità dalla quale, se non c'è la nebbia, si vede un bellissimo panorama verso Firenze e verso Montecatini. Se non c'è la nebbia. Altrimenti, si vede solo Serravalle. 
E non è poco...

 Poi, dopo la scissione dei guelfi in bianchi e neri, le cose si complicarono. Anche per me, e così non ve le racconto, ma se vi interessano ve le potete andare a cercare. 
Se non ricordo male, mi pare che Dante avesse certe simpatie per i bianchi e che proprio per questo fu mandato in esilio. Quando rientrò in patria, dopo diversi anni, i bianchi si erano avvicinati ai neri e fu così che nacque la Juventus che poi vinse anche lo scudetto. Ma non ne sono tanto sicuro.

 Qui siamo a metà scala...

... e da qui si arriva in cima alla torre

 Qui si sbuca con la scaletta...


... e questo è il panorama verso Pistoia (la prima in lontananza, alla confluenza delle due colline sullo sfondo), e Firenze ancora più in fondo, quasi all'orizzonte. Peccato che c'è la nebbia...

Un altro angolo del paese. Per terra, la neve ha già cominciato ad attaccare...

... eccola, la neve. Meno male che non c'è la nebbia...

Comunque, tornando a Serravalle, perché di questo paese stavamo parlando, all'inizio del Trecento fu conquistata dal ghibellino Castruccio Castracani, valoroso condottiero e signore di Lucca, che ebbe una vita talmente movimentata che morì prima di compiere cinquant'anni.

 Il segnale indica la Rocca di Castruccio Castracani. Anche quel giorno faceva un freddo birbone, aveva cominciato a nevicare e io ero in viaggio verso Livorno da dove mi sarei imbarcato la sera stessa per rientrare in Sardegna.

Non si vedeva un cane in giro per tutto il paese: colpa del freddo o... di Castruccio?

E così avete visto anche Serravalle Pistoiese. Siete contenti? Io sì. 
Perciò vi saluto con immutato affetto e ci vediamo la prossima volta, perché ora me ne vado a letto. E' tardi, ho sonno, e domattina devo alzarmi tardi perché sono in pensione e non ho nulla da fare. Buona notte e sogni d'oro. Tacci, boni toni a corinna zinna, e toppi camalli taralli miccia.
Non vuole dire nulla, ma mi è venuto in mente e l'ho messo.


Francesco




Nebbia

Ieri notte, prima di andare a letto, ho ripulito il piatto dei colori e per non buttare gli avanzi ho disegnato questo acquer... questa risciacquatura. 
In un primo momento, vedendolo così sbiadito e diverso dal solito lo volevo buttare nel secchio della spazzatura, poi però ho pensato: "Vuoi vedere che piace a qualcuno?" e così l'ho messo sul blog. Dopo Gheddafi farà un figurone!

Libia: Gheddafi in fuga

Pare che Gheddafi, il mu'ammar libico Guida della Rivoluzione, se la sia data a gambe levate. Voci di corridoio lo vogliono in Venezuela, altri lo hanno intravisto dentro un barcone insieme a un gruppo di derelitti in fuga dalla Libia e diretti a Lampedusa, altri ancora dicono che sia già approdato e che, fingendosi un turista finlandese, abbia piantato la sua inseparabile tenda in un campeggio nei pressi dell'Isola dei Conigli. Fatto sta che non si trova. Berlusconi pare che si sia lasciato sfuggire un: "Però, poteva almeno avvisare, cribbio!"
Se qualcuno ne avesse notizia, è pregato di informare la nostra redazione, perché dobbiamo fare gli articoli.
(dal n.c. Guido La Vespa)

Pistoia

Stamani ho cercato come un matto le foto scattate a Pistoia a dicembre di un paio d'anni fa - era un freddo birbone e aveva cominciato anche a nevicare -, e dopo tanto cercare finalmente le ho trovate. Sinceramente, guardandole bene, non sono un granché.
Come vi ho detto, il tempo era brutto, faceva freddo, ero da solo, stanco e annoiato, e quella sera feci davvero uno sforzo sovra e poi umano ad abbandonare la mia calda stanza d'albergo per avventurarmi tra le deserte strade e piazze della mia città per tentare di scattare improbabili foto notturne. Perciò vi tocca prendere quello che passa il convento, come si dice, ma vi prometto che se ci tornerò, una qualche primavera di un anno chissàquando, farò di tutto per scattare foto migliori.
Mi preme dirvi che in questa città ci sono nato, e ne sono fiero. Inoltre, siccome la casa dove ebbi i natali è a un centinaio di metri da tutto questo bendiddìo - in Via degli Orafi al n. 5 -, da pargolo ho scorrazzato dappertutto quello che vedete respirando Storia e Cultura sin dai primi vagiti. Ignorante, invece, lo sono diventato dopo. Ma la colpa è solo mia. 
Sotto ad ogni foto, compatibilmente con le cose che so, metterò alcune note storiche. 
E siccome quando si parla di Storia antica, soprattutto per me che non sono del mestiere, è facile sbagliare, vi scrivo il  link del Comune di Pistoia dove troverete tutto quello che vi serve e anche di più.  
Ci si clicca sopra, e poi si clicca ancora su: "Una guida ai principali luoghi da visitare"

Eccoli:     http://www.comune.pistoia.it/scoperta_citta/index.html

 


 La Piazza del Duomo, col campanile e la cattedrale di San Zeno, che risale all'incirca all'XI secolo. La facciata è in stile romanico pisano, con decorazioni marmoree bianche e nere, e nel corso dei secoli ha subìto diversi rimaneggiamenti. Il campanile, invece, in origine era una torre di guardia longobarda, in seguito abbellita con archi romanici.

 
Il palazzo Comunale, sullo sfondo, e a destra ancora il campanile e un pezzetto della Cattedrale. Credevo che a quell'ora - quasi mezzanotte - non ci fosse neppure un cane in giro, e invece... 
Il palazzo Comunale, attuale sede dell'amministrazione comunale di Pistoia, è nato verso la fine del XIII secolo accorpando alcune abitazioni medievali che si trovavano tra le due strade: la Ripa del Sale (a destra, a fianco del Duomo) e la Ripa della Comunità (a sinistra). Intorno al 1350 fu ulteriormente ampliato, con l'aggiunta del portico che c'è sulla facciata e di quattro arcate, che in seguito diventarono cinque. Sulla facciata, oltre ad altre insegne medievali, sono visibili il grande stemma della casata dei Medici, la tiara papale e le chiavi in onore di Leone X (Giovanni Lorenzo de' Medici, eletto papa nel 1513).

 Idem, come sopra, ma si vede meglio.


Questo è sempre il Palazzo del Comune, di giorno, visto dall'interno del Tribunale.

Il Duomo (San Zeno) e il campanile.
Il Duomo, risale all'incirca al X sec. e la facciata, di stile romanico pisano con decorazioni marmoree bianche e nere, nel tempo ha subìto diversi rimaneggiamenti. 
Il campanile, antica torre di guardia longobarda, è stato abbellito con archi romanici.

 Idem, come sopra

 Idem, come... idem come sopra

 Questo è l'interno del Duomo

 E anche questo è l'interno. Non chiedetemi di più perché non trovo più gli appunti che avevo preso quando scattai le foto. Posso solo dirvi che la statua in primo piano mi sembra che raffiguri Padre Pio da Pietrelcina (o è Sean Connery?...)


Il Duomo e, a destra, il Palazzo dei Vescovi

Pistoia divenne sede vescovile già nel V secolo, e verso la fine dell'XI, in seguito a dei contrasti sorti tra alcuni ordini religiosi e i vescovi, l'imperatore Ottone III di Sassonia fece dono dello spazio riservato anticamente al mercato - di notevole importanza simbolica per le attività che vi si svolgevano - al vescovo Attone di Pistoia (divenuto poi santo col nome di Atto) che vi stabilì la propria residenza. Comunicante con la cattedrale, in origine si presentava come un fortino, con torre angolare e merlatura. Nel 1181 vi soggiornò Federico Barbarossa.
Recentemente, durante alcuni lavori di restauro, sono venuti alla luce reperti risalenti al periodo etrusco (due cippi funerari del V o VI secolo a. C.) e altri reperti di età romana e altomedievale.

 Il Battistero, si trova proprio di fronte al Palazzo dei Vescovi e a fianco del Palazzo Pretorio, sede del Tribunale (dove c'è la luce sulla destra). 
Alto circa 40 metri, a pianta ottagonale, anch'esso di stile gotico, su progetto di Nicola Pisano, il Battistero fu ultimato dall'architetto e scultore Cellino di Nese verso la metà del 1300.

Il Battistero, interno. La centrale vasca battesimale fu realizzata da Lanfranco da Como nel 1226.

Questa è la piazza del mercato della Sala. 
Durante la dominazione longobarda, c'era il palazzo del Gastaldo (il funzionario che governava in assenza del re), e vi fiorivano gli scambi commerciali. Ancora oggi ci sono numerosi negozi di generi alimentari e delle bancarelle di frutta e verdura. Al centro, l'antico pozzo del Leoncino. 
Fino ad una ventina di anni fa, forse anche di più, c'erano numerose botteghe artigiane (le ho conosciute anch'io, e qualcuna resiste ancora). Tra le più caratteristiche quelle dei "ramai" che fabbricavano pentole, padelle e paioli per la polenta, tutti martellati a "mano libera" e poi stagnati a fuoco all'interno per poterci cuocere i cibi. 

Dopo la notte, il giorno...

A metà della Via Cavour (nella foto), sulla destra, più o meno all'altezza del secondo lampione, c'è la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas (chiamata così perché, in epoca longobarda, si trovava fuori dalla prima cerchia muraria della città: "fuori dalla città", appunto. 
In stile romanico, il primo impianto risale all'anno 1100 circa, e i lavori furono terminati alla metà del 1300. Purtroppo non l'ho potuta fotografare di fronte, per intero, prima di tutto perché non mi è entrata nell'obiettivo da quanto è larga, e poi perché... non ci ho pensato. La fotograferò la prossima volta.

 Questo  è l'unico pezzo di San Giovanni che sono riuscito a fotografare "da vicino". 
Si vedono il campanile e un pezzo della facciata che, al centro, ha la porta d'ingresso alla chiesa. Il resto immaginatevelo, tanto è più o meno uguale.

Questo è il pergamo (o pulpito) realizzato da Fra' Guglielmo di Pisa nel 1270, forse aiutato da Arnolfo di Cambio. E poi c'è anche il bellissimo quadro(?), affresco(?) che si vede a destra, ma non so di chi è perché la descrizione è negli appunti... scomparsi.  
Che sia di un anonimo pittore del Trecento, chiamato con molta fantasia il "Maestro del 1310"? Non lo so. Comunque, bello è bello.
Figuratevi che mi sono perso anche la "Visitazione", di Luca della Robbia! E vi ho detto tutto...


Questo è l'Altare Maggiore, e da qualche parte si può ammirare l'acquasantiera in marmo attribuita a Nicola o a Giovanni Pisano, o a tutti e due, e il famoso polittico di Taddeo Gaddi, dipinto nel 1353. Anche queste informazioni sono scomparse con gli appunti.
E con questa descrizione mi sono giocato tutto!

Qui siamo tornati in Piazza del Duomo. E' sabato, giorno di mercato, e la piazza è stracolma di bancarelle e di gente. Come succede in tutti i mercati. 
Quel palazzo in fondo, a destra del Battistero, è il Tribunale, o Palazzo Pretorio.

Questo è l'interno del Tribunale. Iniziato verso il 1300, in epoca medievale vi risiedeva il Podestà, e poi, sotto i Medici, i Commissari fiorentini.

Alcuni degli stemmi e le decorazioni che ne adornano le pareti all'interno risalgono al 1400, mentre altri sono stati aggiunti successivamente nel corso degli anni, durante i restauri.


Questa è Via Cino da Pistoia, una delle strade del centro dove di solito dopo una certa ora si fa lo "struscio" e ci si ritrova con gli amici. Sulla destra, l'antico Caffè del Globo che ha dato anche il nome agli appuntamenti: "Allora, ci si vede stasera alle sette sul Globo!"
In fondo, sempre a diritto, si arriva alla Stazione ferroviaria.

Qui, invece, siamo dalla parte opposta, in Via Bruno Buozzi, alle spalle di Via Cino. 
In fondo, al primo crocevia a destra, si entra in Via degli Orafi e si arriva fino in Piazza del Duomo. A sinistra si entra in Via della Madonna, e continuando a diritto si arriva in Piazza Mazzini, o dove vi pare.
 

Ecco, questa è Pistoia. Ma non è tutta qui, però. 
Ce n'è ancora tanta da vedere, ma non potevo mica mettervela tutta. Non ci sarebbe stata. Spero che vi sia piaciuta e che un giorno o l'altro vi venga la voglia di andarla a visitare. 
Quando lo farete, per favore, fatemi un fischio: magari, chissà, mi aggrego anch'io!
E scusatemi anche se ho scritto qualche fesseria, ma non l'ho fatto apposta.
Ciao a tutti e buona notte. Con affetto, Francesco

Pistoia

Questo è un acquerello del Palazzo dei Vescovi (sec. XI), nella piazza del Duomo di Pistoia, visto dal portico della Cattedrale di San Zeno.


Cagliari

Ciao a tutti, stamani sono uscito in bici per scattare alcune fotografie. C'era il sole, faceva anche calduccio e così me ne sono andato verso il mare. Siccome poi mi sono accorto che i risultati dei miei scatti erano piuttosto banali, ho pensato di "rinforzarli" un po' apportandovi qualche modifica. Niente di eccezionale, ma spero che li riteniate comunque interessanti...
 
Le saline, i fiori e Cagliari sullo sfondo

Sullo sfondo delle saline, Cagliari, vista dal lungomare Poetto

Ancora i fiori gialli, le saline e Cagliari sullo sfondo

Le saline, i soliti fiori gialli e, sullo sfondo, Quartu S. Elena

Quartu S. Elena

Ecco, l'ho rifatto. E' la solita strada per Molentargius, ma questa volta ho usato la carta - sempre la stessa del supermercato - dal lato giusto, quello ruvido ma meno "martellato" e più permeabile all'acqua. 
E poi, come vi avevo detto, senza guardare né il precedente lavoro, né la fotografia (usata solo per tracciare le linee del disegno).
Insomma, i colori me li sono un po'... inventati.