Salutamassòreta

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Responsabilità civile magistrati

Se "la legge è uguale per tutti", perché non dovrebbe esserlo anche per un giudice che, esercitando la sua funzione, commette un errore? E perché, se "la legge è uguale per tutti", quando a sbagliare è, per esempio, un qualsiasi altro libero professionista egli deve pagare di persona i danni al danneggiato, mentre se sbaglia un giudice glieli deve pagare lo Stato?
C'è qualcosa che mi sfugge?

Arsenico e acqua potabile

 


Arsenico nell'acqua "potabile"?. Niente paura, basta alzare un po' i limiti che ne tollerano la concentrazione, da 10 μg/ a 20 μg/l, e les jeux sont fait: anche l'arsenico diventa... potabile.
E se vogliamo toglierci lo sfizio di sapere dove si trova l'arsenico - a parte nelle centrali elettriche a carbone e in alcuni terreni nei quali è di origine naturale -, ho letto che viene usato anche come pesticida ed erbicida in agricoltura, come insetticida per il legname per prevenire l'attacco dei tarli e delle termiti, come semiconduttore nei circuiti integrati, per la lavorazione del vetro e di alcuni coloranti,  e, infine, come... mezzo sbrigativo per ammazzare qualcuno. L'avvelenamento da arsenico, se le quantità assorbite dall'organismo sono elevate o di lunga durata nel tempo, causa un vastissimo campionario di tumori che non vi elenco per non spaventarmi io stesso.
Ma tornando alla nostra acqua potabile, il guaio è che quest'acqua (scusate il termine) che ci esce dai rubinetti noi la paghiamo profumatamente, e proprio per questo motivo abbiamo il diritto di pretendere che abbia tutti i suoi parametri analitici a posto.
Orbene, siccome per l'art. 3 della Costituzione (cioè che: "Tutti i cittadini sono eguali... senza distinzioni di sesso, razza, religione... e che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza"... ecc.), e per l'art. 2 (cioè che: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale"...) si crea un discrimine tra chi paga e riceve in cambio un servizio e chi, pur avendolo pagato, non lo riceve, dato che quella relativa alla depurazione dell'acqua non è una "tassa" ma il corrispettivo per un servizio reso, io ti pago solo se questo servizio me lo dai. 
A tale proposito è utile ricordare che si è espressa pure la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 335 del 10/10/2008 che recita: "E' costituzionalmente illegittimo, l'art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall'art. 28 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».
Senza contare che, spesso, non sappiamo neppure quali norme regolamentino la progettazione, i materiali (tubazioni, valvole, manicotti, raccordi ecc.) e l'installazione dei nostri impianti casalinghi, al punto di sottovalutare, per esempio, che un'errata messa in opera dei tubi dell'acqua potrebbe, in condizioni critiche, favorire anche lo sviluppo del batterio della legionella.
E scusate se è poco...
Francesco Dotti

Sardegna - Patto di stabilità

da "L'Unione Sarda" del 25/03/2011 (per ingrandirlo, cliccare sull'articolo e poi, quando viene visualizzato nella seconda pagina, cliccare ancora sull'articolo)


Se andiamo sul sito della Regione Autonoma della Sardegna 

http://www.regione.sardegna.it/regione/ 

e leggiamo, per esempio, l'elenco dei servizi forniti al cittadino, l'offerta è amplissima, chiara, trasparente.
Tutto, insomma, sembra che funzioni a dovere. Dico "sembra", però, perché leggendo l'articolo pubblicato su "L'Unione Sarda" del 25 marzo c.a., a pag. 23, a firma di Mario Gottardi - e che potete leggere in alto -, a quanto pare le cose non starebbero proprio così.
Perciò, in regime di quel "federalismo", più o meno fiscale, tanto sbandierato ultimamente e considerato la panacea per le "sofferenze" economico-amministrative dei nostri scalcinati enti locali, quanto si legge nell'articolo di Gottardi ha davvero il sapore della beffa, l'ennesima, a danno del cittadino credulone.
Perché "credulone"? Semplice: perché se ciascuno di noi/voi ogni tanto si prendesse la briga di leggere tutte le montagne di pagine scritte a proposito di "norme e procedure", di "programmazione", di "Costituzione", di "sviluppo equilibrato e duraturo", di "fondi comunitari", di "piani operativi regionali", di "fondi strutturali europei", di "risorse messe a disposizione", di "sviluppo economico per le regioni svantaggiate", di "coesione sociale", di...
da questo elenco senza fine, che potrebbe continuare all'infinito, capirebbe che sono tutte parole prive di significato. 
E, badate bene, per ognuna di queste voci sono stati spesi fiumi di parole, contenute nelle montagne di pagine di cui sopra, e attraverso le quali al cittadino "credulone" possa apparire verosimile che tutto quello che gli viene promesso gli sarà veramente dato. Balle!
Così, a dispetto delle strombazzanti rassicurazioni dei vari Brunetta o Calderoli, noi continuiamo, invece, a restare invischiati in situazioni dalle quali per uscire non basterebbe un esorcista.  Se questo è il "federalismo" che intendono appiopparci, siamo fottuti!
Per continuare con gli esempi, riporto qui di seguito alcune informazioni prese sempre dal sito della Regione Sardegna

http://www.regione.sardegna.it/sardegna_speaks_english/ 

nelle quali si legge: "Il programma “Sardegna Speaks English”, finalizzato alla diffusione capillare della conoscenza della lingua inglese, si pone l'obiettivo di portare i livelli di istruzione, formazione e competenza della popolazione sarda a livello degli altri Paesi europei. Dopo la positiva esperienza registrata negli anni 2007 e 2008, viene proposta una nuova serie di interventi". 
E poi ancora, negli altri link dedicati al progetto: "Uno degli elementi fondamentali su cui si incentra il progetto SARDEGNA SPEAKS ENGLISH è la necessità di documentare le competenze linguistiche in lingua inglese raggiunte dai fruitori delle varie azioni. In particolare il punto 1.4.3 della delibera del 21.11.2006 adottata dalla Giunta regionale sostiene che “le attività di certificazione della competenza linguistica consente non solo di garantire la qualità dell’insegnamento e i risultati dell’apprendimento, ma anche di valutare in termini misurabili i risultati”... "Nella stessa sezione la delibera inoltre suggerisce alcune linee guida nell’individuazione delle certificazioni appropriate indicando esami e test diffusi e accettati a livello internazionale in grado di misurare le quattro abilità di listening, reading, writing e speaking secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue elaborato dal Consiglio d’Europa1..."

Che cosa sono i "Fondi strutturali"?
"I Fondi strutturali sono strumenti di intervento creati e gestiti dall'Unione Europea per finanziare vari progetti di sviluppo all'interno dell'UE. Gli obiettivi principali dei fondi sono tre: riduzione delle disparità regionali in termini di ricchezza e benessere, aumento della competitività e dell'occupazione, sostegno alla cooperazione transfrontaliera. I fondi strutturali impegnano attualmente il 37,5% del bilancio complessivo dell'Unione Europea"
Come vedete, tutte belle parole. Che trasmettono certezze, entusiasmo, impegno da parte di chi le propugna, e che diventano fonte di rassicurazione e garanzia di serietà per tutti coloro che volessero intraprendere questi percorsi. Ma... per che cosa? Per sentirsi dire, alla fine:  
"I soldi per pagare gl'insegnanti c'erano, ma dicono che per il Patto di stabilità non possono pagare..." Che significa?
Leggetevi l'articolo de "La Nuova Sardegna" qui: 

http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=150542&v=2&c=1489&t=1http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=150542&v=2&c=1489&t=1

Lo avete letto? E allora, di grazia, ci vogliono spiegare i nostri ministri "intelligentoni" come si fa ad uscire dalla crisi usando questi metodi?
Concludo dicendo che Roberta Dotti, una delle insegnanti d'Inglese in questione, è mia figlia, e che a pagarle l'assicurazione che le scadrà il prossimo mese di aprile dovrò essere io. 
Che sono pensionato.
Francesco Dotti

Odissea all'alba



E' stata dura, come direbbe Bossi, ma ce l'ho fatta! E il merito è tutto del mio istruttore, il maresciallo Pepe, che quando ero ancora allievo della Scuola di pilotaggio di Gavirate di Sotto mi diceva sempre: "Fai come me: vola sempre basso, così la contraerea non ti può inquadrare!"
Ricordo che il primo giorno di corso, quando lo vidi librarsi nel cielo a bassissima quota, stupito da cotanto ardimento, chiesi al compagno che era vicino a me: "Accidenti, come vola basso! Ma perché non sale?" E lui, imperterrito, mi rispose semplicemente: "Perché è Pepe!".
Perciò, questa inaspettata missione nei cieli libici è stata per me come il giorno lontano in cui conseguii il brevetto di pilota acrobatico. Bei tempi!
Appena giunto in vista della costa della Tripolitania, ho avuto subito il mio daffare con la contraerea libica che mi bersagliava da tutte le parti, ma volando a bassa quota, zigzagando qua e là, sotto e sopra, su e giù, sono riuscito ad essere più veloce dei mitraglieri che non ce la facevano ad inquadrarmi nei loro mirini, così quando sparavano io ero già passato.
Figuratevi che in un looping rovescio con doppia avvitatura a cavatappi a sinistra mi sono perso anche la penna! Pazienza, di penne ne ho tante. Però ho acchiappato Gheddafi.
L'ho scovato dietro un palmizio nei pressi di un fittizio fortilizio nell'oasi di مشروع تشجير منطقة الهيرة, poco più a sud di Al 'Aziziyah, mentre tentava inutilmente di mimetizzarsi da cammello, ma l'ho riconosciuto perché si era dimenticato la gobba.
Dopo un atterraggio piuttosto difficile a causa della sabbia che mi entrava nel motore, sono saltato subito a terra e gli ho gridato: "Tana!" 
Vistosi scoperto, ha abbozzato un tentativo di fuga, ma quando si è accorto che non scherzavo e che non avevo tempo da perdere, si è arreso. In un primo momento, il beduino non ne voleva sapere di salire a bordo. Mi ha detto che aveva paura di volare e che era a stomaco vuoto. Voleva sapere se a bordo erano previste delle merendine e poi non si fidava del mio aereo perché troppo vecchio e malandato. E poi c'era un posto solo...
"Sali a bordo, vecchio cammello!" gli ho detto senza tanti complimenti, legandolo come un salame dopo averlo caricato sull'aereo, dietro di me. "Sarkozy, lo sceriffo di Parigi ti aspetta. E io mi devo guadagnare la taglia!"
Il ritorno è stato più periglioso dell'andata. L'aereo era carico oltre il consentito, e Gheddafi, con tutti quegli stracci addosso, pesava quanto un elefante. Nei pressi di Bengasi la contraerea libica ci ha conciati a dovere: mi ha fulminato mezzo timone di coda e riempito di buchi tutta la fusoliera. Poi, siccome ero troppo basso, un missile terra-terra mi è esploso vicino al motore e mi ha mandato fuori uso il magnete nr. 2 spostandomi l'anticipo automatico di almeno 14° a sinistra. La pompa dell'olio, vecchia di almeno quarant'anni e non più in garanzia, è andata a farsi fottere bruciando la guarnizione della testata e compromettendo la carburazione.
"Speriamo che ora non si rompa anche la cinghia!" ho mormorato a mezza voce. Gheddafi, che mi aveva sentito, mi ha detto di non preoccuparmi perché mi avrebbe prestato le sue bretelle. Gli ho risposto gentilmente che con le sue bretelle ci si poteva anche impiccare, e che in un modo o nell'altro saremmo tornati indietro. Anche a costo di farla a nuoto, facendogli trascinare appresso l'aereoplano.
Finalmente, dopo un'intera giornata di volo quasi a pelo d'acqua, siamo arrivati in vista di Lampedusa dove ci attendeva una delegazione di pescatori del luogo che, scambiandoci per migranti, ci ha tirato addosso tutto il pescato della settimana.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Larga la figlia, stretta la zia, voi dite la vostra che io ho detto la mia.
Francesco Dotti (Il "Barone Rotto")

Lampedusa - sbarchi

Altri sbarchi, altri problemi per la sovraffollata Lampedusa...
Al problema dei controlli, resi ancor più difficili dal numero dei migranti che ogni giorno si aggiungono agli altri già presenti sull'isola - il loro numero è quasi pari a quello degli abitanti -, da non sottovalutare assolutamente c'è quello dell'igiene pubblica. 
Prima che l'isola diventi un immenso cesso a cielo aperto, è necessario che il nostro governo s'impegni, ma soprattutto s'imponga nei confronti dei "cugini" europei, affinché si possa trovare una sistemazione per questi poveracci che scappano da fame e guerre. Subito.
La comunità europea non può fare finta che il problema non esista o, peggio, che siccome i barconi coi profughi arrivano prima da noi, la matassa ce la dobbiamo sbrogliare da soli.
Perciò, propongo che i turisti europei che la prossima estate verranno in vacanza in Italia, specialmente quelli che hanno scelto le località di mare, vengano "dirottati" a Lampedusa e sistemati nei centri di accoglienza. Così si renderanno finalmente conto di persona cosa significhi per un essere umano vivere in simili condizioni. 


Guerra in Libia

Dunque, anche noi siamo in guerra. I nostri aerei sono decollati, e stando alle ultime notizie che leggo sul web pare che stiano bombardando Misurata. Anzi, no. Non si sa. A questo punto, dato che indietro non si torna - e non conviene neppure, sentite le minacce di Gheddafi -, mi auguro che lo facciano fuori definitivamente. Intendo dire "fisicamente" fuori, e che dopo di lui venga instaurato un governo moderato capace di dialogare con tutto l'occidente. Gli interessi, perché purtroppo ci sono sempre quando c'è il petrolio di mezzo, verranno dopo che la situazione sarà sotto il totale controllo dei "secessionisti". Sempre che siano d'accordo ad averci come... azionisti.
Insomma, staremo a vedere.

Ora, però, vi devo lasciare. Oggi sono stato richiamato anch'io, nelle "riserve", e dovrò fare il mio sporco lavoro. Domattina mi dovrò alzare prestissimo per mettere a punto il mio vecchio aeroplano che mi hanno lasciato quando sono andato in pensione. 
E poi dovrò anche fare benzina. La farò al distributore automatico, così risparmio qualcosa. 
Ci risentiamo al mio ritorno. Se ce la farò a ritornare. Altrimenti sappiate che è stato bello conoscervi e passare un po' di tempo con voi. Addio!

Odissea all'alba

Gira e rigira, a forza di scherzare col fuoco, va a finire che il colombrello Gheddafi questa volta si brucia i baffi... Io sono contro tutte le guerre, ma devo dire che se l'è proprio cercata. 
E, da parte nostra, non si poteva certo fare l'elastico tra l'intervenire e lo stare a guardare, decidendo infine per lo stare a guardare, considerando che anche la Lega Araba ha dato il suo appoggio all'intervento militare contro lo scomodo e intemperante vicino di casa.
A questo punto, speriamo solo che la Francia e gli altri Paesi che partecipano ai bombardamenti sulla Libia - come l'America nella guerra in Iraq -, abbiano anch'essi le famose "bombe intelligenti" e che, grazie alla tecnologia avanzata, non ammazzino chi non c'entra.


Vittorio Emanuele II

Perché se non ci fosse stata la Sardegna, forse non ci sarebbe stato neppure il Regno d'Italia.

Unità d'Italia

Buongiorno e... Buona Italia a tutti. Prima che finisca. Tanti auguri anche a quelli della Lega, che fanno i "duri", ma così comportandosi rischiano di passare solo per ignoranti. 
Infine, non so voi, ma almeno per quanto mi riguarda questi saranno i primi e gli ultimi 150 anni che festeggerò.



E anche per i 200 avrò qualche difficoltà...

Nucleare italiano

Non so voi, ma io ricordo benissimo i referendum contro il nucleare, che firmai nel novembre del 1987, ovvero un anno e sette mesi dopo la catastrofe di Cernobyl.
Me li ricordo così bene, perché dopo lo "scoppio" del reattore n. 4, e la radioattività si era ormai dispersa nell'atmosfera, io ero in viaggio, in macchina, da Porto Santo Stefano a Pistoia. Mi ricordo come se fosse adesso il colore del cielo in quel primo pomeriggio di aprile: rossastro e insolitamente caliginoso per quel periodo dell'anno in cui di solito le giornate sono limpide e la primavera è già esplosa in tutta la sua bellezza.
E ricordo che faceva anche un caldo "strano", mai visto prima. Seppi solo più tardi, quando giunsi a casa e parlai con mio padre, quello che era successo. Chissà, ci chiedemmo con un po' di paura, se il "fall-out", spinto dai venti, sarebbe mai arrivato fino a noi. E... le conseguenze?


Sarebbe stato sufficiente aspettare. Poi convenimmo, con il solito fatalismo di sempre, che i tumori vengono a tutti, anche a chi non fuma, e che non avremo mai saputo se quello che ci avrebbe colpito, forse, di lì a qualche anno, sarebbe dipeso con certezza dal reattore di Cernobyl. Per questo motivo, nel novembre dell'87, nei tre referendum abrogativi, votai contro il nucleare.
A questo punto, prendendo in esame la nostra Costituzione, all'art. 75 leggo che:
"E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono 500 mila elettori o cinque Consigli regionali... La proposta soggetta a referndum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi..."
I risultati di tutti e tre questi referendum furono acclaratamente a favore di chi non voleva il nucleare in Italia, con percentuali che andavano dal 72% fino all'oltre 80%.
In considerazione di ciò, negli anni a seguire, il Governo sospese i lavori nelle due centrali di Trino Vercellese, di Latina, di Caorso e di Montalto di Castro, e i rifiuti radioattivi fino a quel momento prodotti sarebbero stati "sistemati" in appositi siti controllati dal personale militare.

fonte: http://www.zonanucleare.com/index.htm

Su questo sito, che vi consiglio di visitare perché veramente completo e ben fatto, troverete tutte le risposte ai vostri interrogativi.
Pensate, tanto per fare un esempio della "serietà" con la quale certi argomenti vengono trattati dai governi, che uno dei siti prescelti per la "conservazione" delle scorie nucleari inizialmente fu Scanzano Jonico (Dl n. 314/2003). Un comune in provincia di Matera, ad alta sismicità e vicinissimo al mare!

Siccome la comunità internazionale riconosce a tutti i cittadini il diritto di accesso alle informazioni che li riguardano direttamente, e ancor più quando queste coincidono con le questioni ambientali, la loro partecipazione, in conformità con la legislazione vigente nel proprio Paese, è sancita da apposite Convenzioni.
Perciò, il tanto sbandierato "ritorno" al nucleare  da parte dell'attuale governo andrebbe sicuramente rivisto, non solo in ordine alla immane catastrofe giapponese che ancora non sappiamo come andrà a finire, ma anche alla volontà dei diretti interessati.
Anzi, a questo proposito, ho sentito che in Giappone stanno tentando di raffreddare le barre di uranio contenute nel nocciolo del reattore aspirando l'acqua del mare. Che poi, dopo aver assolto il suo compito, ritorna nel mare.
E i pesci? Che dicono i pesci? E chi li mangia, sarà contento?...
E, infine, mi sapete dire che fine hanno fatto i referendum che avevamo firmato nell'87? 
Ma... scusate, se sono contemplati dalla Costituzione per quale motivo non vengono applicati?
O forse ce n'è stato un altro, che ci siamo persi, nel quale abbiamo deciso che vogliamo di nuovo le centrali nucleari?
Francesco Dotti (vignettista denuclearizzato)

Cagliari

Stamani, dopo la pioggia, ci siamo fatti una passeggiata sul lungomare Poetto, a Cagliari. 
Il forte vento di scirocco, che ieri ha soffiato per tutto il giorno, ha talmente gonfiato le onde che il mare, passando oltre la spiaggia, è arrivato a lambire alcuni stabilimenti balneari. 
Anche stamani soffiava, forte, e gli spruzzi giungevano fino a noi inumidendoci il viso. 
Me ne sono accorto baciando Elisa sulle labbra. Sapore di sale... sapore di mare...

Libia - no-fly zone

Libia: varata la "no-kiss zone"?

Aggiunto oggi (sabato 12 marzo, per chi legge), perché ieri notte ero stanco e sono andato a letto presto.

A questo punto, se le poche notizie che ci arrivano dalla Libia, appannate dalle altre, tremende, sul terremoto che ha colpito il Giappone, sono vere, gli "insorti" se la starebbero passando piuttosto male. 
Il colombrello Gheddafi, forte degli armamenti e delle truppe di cui dispone, piano piano sembra che stia riconquistando le posizioni perdute. Nel frattempo, suo figlio se la prende anche con noi e ci minaccia(?). Di che, poi, non lo so. 
Posso però immaginare che se nessuno nelle prossime ore si deciderà a fare qualcosa per fermare questa guerra civile, ma soprattutto esautorare definitivamente Gheddafi-padre e Gheddafi-figlio, se dovesserlo averla vinta loro e se fosse loro consentito di restare dove sono, e cioè al comando della nazione libica, nei futuri incontri diplomatici col nostro Paese, qualora ve ne fossero, chissà cosa gli dovremo baciare al Sig. Beduino. 
Perché la mano, forse, non basterà più.
Con devota osservanza e succube diplomazia,
Francesco Dotti 

Riforma giustizia

Checché ne dicano, a sinistra o a destra, la nuova riforma sulla giustizia è stata approvata. 
O no? Boh! Anche se in molti stanno storcendo la bocca. 
Auguri a tutti!!

L'Italia s'è desta

Da qualche giorno è in libreria "L'Italia s'è desta - 53 matite per l'Unità d'Italia", 150 pagine in brossura per i tipi della Greco&Greco Editori - http://www.grecoegrecoeditori.it/
Il libro, che raccoglie gli umori e le arguzie di 53 illustratori e disegnatori italiani (ci sono anch'io) per la prossima commemorazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, è stato curato da Roberto Cavallo e Gianpaolo Saccomano. 
I proventi delle vendite, che ci auguriamo ottimi e abbondanti, saranno devoluti dall'Editore all'associazione no profit "T.A.E." (Teatranti Autonomi Erranti) di Treviglio (BG) che da anni si occupa attivamente della salvaguardia, della ricerca e della promozione del teatro sperimental-popolare. 
Informiamo inoltre i Gentili Lettori che tutti gli Autori e i Disegnatori presenti in questo volume, hanno contribuito alla sua realizzazione con spirito di pura liberalità e senza percepire alcun compenso.

Questo il calendario delle presentazioni, curato da Roberto Cavallo e Gianpaolo Saccomano:

Martedì 15/03/2011, ore 21,00 al "Bar Centrale" in piazza Marconi a Nova  Milanese (Mb), presentazione del libro, con musicista, cabarettista, disegnatori e T.A.E. 
A seguire vendita.
Ingresso gratuito (si pagano eventualmente le consumazioni).

Mercoledì 16/03/11, ore 20,45, nell'Auditorium B.C.C. Treviglio (Cassa Rurale), via Carlo Carcano, 15, Treviglio (Bg) conferenza sul Risorgimento del prof. Torrisi. 
In conclusione 2 parole sul libro e vendita.
Ingresso gratuito.

Venerdì 18/03/11, ore 21,00 al "Teatro Filodrammatici" in piazza Santuario 3, Treviglio (Bg) spettacolo comico di Sergio Bini detto Bustrich (attore comico che ha recitato con Benigni ne "La vita è bella"), invitato dal T.A.E. per conto del Comune di Treviglio. 
In conclusione, due parole sul libro e vendita (da parte dell'attore e del T.A.E.).
Ingresso gratuito.

Inoltre, a inizio Marzo 2011, è uscito un bell'articolo sul giornalino della C.F.L. (Cooperativa Famiglie Lavoratori) di Treviglio (Bg), sul nostro libro. E' un giornalino di una specie di supermercato della bassa bergamasca, che serve numerosi comuni. Tiratura:
3.800 copie, tante quante sono le famiglie socie della cooperativa, che arrivano direttamente a casa degli iscritti. I soci iscritti beneficiano del 20% di sconto sul prezzo di copertina.
Naturalmente non vogliamo dimenticare gli articoli ed i trafiletti usciti nelle pagine di internet, per merito vostro e dei vostri interventi.

Grazie a tutti ed a presto per ulteriori aggiornamenti.

Roberto Cavallo e Gianpaolo Saccomano




Infine, due parole per dirvi che a Quartu S. Elena (CA) il libro si può ordinare presso la libreria "CAR.LI", in Via Eligio Porcu 69 - Tel. 070 826891

Festa della Donna

Care Amiche, non avevo di meglio da offrirvi se non questo... mazzo. 
Vogliate comunque gradirlo con tutta la mia simpatia & affetto. Tanti auguri!!!

Francesco 

 Oggi, avendo tempo e voglia di scrivere, ho aggiunto alcune mie riflessioni che vi sottopongo e che, se volete, potrebbero essere oggetto di discussione.
Per rivendicare la propria "dignità", quindi, c'è stato anche chi l'otto marzo l'ha festeggiato così: tra striptease di maschioni ipertartarugati, coi muscoli (e non solo) a fior di pelle, e altri simili "intrattenimenti", oltre ai palpeggiamenti "d'autore" di Rocco Siffredi, che di mestiere non fa certo il seminarista (l'articolo potete leggerlo qui):

http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/rocco-siffredi-genovesi-arrapate-foto-tette-276420/

Quindi, si dice, per "parità" di diritti, stufa di essere considerata come "donna oggetto", ecco che la donna inventa "l'uomo oggetto"
Premesso che come uomo trovo assolutamente idiota e riduttivo considerare il genere umano come "oggetto" perché siamo tutti "soggetti", mi pare invece che da un po' di tempo a questa parte sia soprattutto la donna a volere interpretare il ruolo di "oggetto". E per chi lo farebbe, di grazia, se non per l'uomo? Perché mai dovunque, pubblicità comprese, dobbiamo assistere a immagini di donnine svestite che mostrano culi e tette se non perché l'effigie che della donna deve passare deve essere per forza questa?

Io non sono certamente un bigotto, e devo dire che la figura di una bella ragazza che mostra le sue grazie non mi dispiace affatto. E se magari indossa un reggicalze o un altro simile "attrezzo"  non mi giro certo dall'altra parte e sarei un ipocrita se lo dicessi. Ma la cosa finisce lì, e se la guardo non vuol dire che del suo corpo faccio un "uso strumentale".
E', invece, il contesto in cui si mostra - che non vorrei fosse quello di una pubblicità o di alcuni programmi dove abbondano culi e tette - che diventa "strumentale"
Culi e tette, aggiungo, spesso rifatti. E poi per chi, siamo sinceri, se non per essere ammirati magari anche dall'uomo?
Della donna mi piacciono la plasticità delle sue morbide forme, il muoversi con garbo e con armonia, la sua amabilità e la sua gentilezza d'animo. Insomma, tutto quello che della donna dovrebbe essere patrimonio esclusivo, e nei confronti del quale io, come uomo, mi sento trasportato con rispetto e amore.
Il movimento femminista, nato giustamente per mettere in pari i diritti tra uomo e donna, probabilmente intendeva questa perequazione unicamente per quanto riguarda il sociale e il mondo del lavoro, e non per togliere alla donna le sue peculiari caratteristiche: cioè la femminilità. Se poi a causa del "progresso" e della "vita moderna" si è persa per strada proprio la femminilità vuol dire che si è fallito.
Per questo credo che oggi molte donne, soprattutto tra le ragazze, stiano trascurando questo aspetto, la femminilità, che le rende diverse dalla copertina di un rotocalco, da qualche reality (dove culi e tette abbondano), o in sintesi da chi le vuole "belle ma cretine" e spesso anche volgari. Perché pur di apparire sono disposte anche a questo.
Io ho una moglie che amo e rispetto da quasi quarant'anni, e sono fiero di amarla e rispettarla. Le porto le buste pesanti del supermercato, quando posso l'aiuto nelle faccende domestiche, le apro la portiera della macchina quando sale, e per strada, quando camminiamo, la faccio stare dalla parte interna, al sicuro. Magari mi dimentico di qualche ricorrenza, o non le compro spesso dei fiori. Ma in casa è "padrona" quanto me e tutti e due "viviamo" la nostra casa insieme, senza limitazioni, anche facendo cose diverse. E mentre dico queste cose, badate bene, non le tolgo niente in fatto di dignità o di libere scelte, considerandola "oggetto" delle mie egemoniche premure. Tutt'altro.
Ma oggi, se fossi giovane e dovessi cercar moglie, non sentendomi e soprattutto non volendo essere un uomo "oggetto", vi confesso che mi troverei in grande difficoltà...
Cordialmente vostro,
Francesco Dotti

P.S. naturalmente: VIVA LE DONNE!!!

Unità d'Italia

 
Quello che mi accingo a scrivere c'entra poco con la vignetta, se non perché vi sono raffigurati due personaggi dell'attuale governo. Ma siccome non mi andava di fare un'altra caricatura a Gheddafi utilizzo questo spazio che, in ordine cronologico, è anche l'ultimo da leggere.
Detto questo, penso che sarebbe ora che l'Italia, nella persona di chi ci governa, si facesse carico di prendere in considerazione, una volta per tutte, quale tipo di risposte dare al colonnello Gheddafi. Senza però tenere, come le è consueto per storia e per genìa, i piedi in due o più staffe o, ancor peggio, barcamenarsi in fraseggi più o meno retorici utili quanto l'aria fritta. E, insieme all'Italia, visto che ne facciamo parte, dovrebbe far sentire la sua voce anche l'Europa.
Io non m'intendo di politica, ma ritenendomi un istintivo vado "a naso" - anche perché, avendone uno di discrete dimensioni, bisogna che in qualche modo lo utilizzi - e non penso proprio che dietro agli insorti, come vorrebbe farci credere Mu'hammar il Beduino, ci siano davvero Al-Quaeda o l'ombra minacciosa di Bin Laden.
Gheddafi lo conosciamo bene, e abbiamo conosciuto quello che è stato detto di lui in almeno due drammatiche circostanze: l'attentato di Lockerbie e i missili Scud contro Lampedusa. Ambedue, però, messe in discussione secondo certe ricostruzioni dei servizi segreti, e nelle quali non mi avventuro perché non conosco esattamente i fatti. 
Perciò, secondo me, e sempre "a naso", ci sarebbero tre strade da percorrere: la prima è quella "pilatesca" di lasciare che se la sbrighino tra di loro. Ma avendo criticato duramente l'operato del Beduino, ammesso che vincesse, dopo ci risulterà molto difficile ricucire lo strappo. E non saranno più sufficienti i baciamano o le pacche sulle spalle per farcelo tornare "amico". E che razza d'amico! Per che cosa, poi: per qualche bidone di benzina e un po' di bombole di gas in più?
La seconda, che però eviterei come la peste, è quella di lasciare campo libero agli americani che, avendo il dente avvelenato contro il Cammelliere e non essendo riusciti a toglierlo di mezzo all'epoca di Reagan, non vedono l'ora di poterlo fare adesso. La qual cosa, agli occhi del Medio Oriente, risulterebbe come l'ennesima "invasione" e il tentativo di una nuova "colonizzazione" da parte dell'Occidente. Allora sì che dovremmo temere una "virata" degli attuali rivoltosi, che potrebbero davvero essere assorbiti dall'ala integralista musulmana.
La terza, infine, è quella che ritengo più giusta. Siccome quei "poveracci" che si stanno facendo ammazzare  meritano il nostro rispetto e noi stiamo ostracizzando - o lo abbiamo già fatto - chi per anni li ha tiranneggiati e adesso li assassina, dovremmo dar loro una mano. 
Come? Non lo so. Magari fornendo loro degli aiuti, anche sotto banco e tramite altri, di armi, viveri, medicinali e di tutto quanto potrebbe risolvere, in tempi brevi e a loro vantaggio, le sorti di questa guerra civile liberandoci definitivamente da Gheddafi.
Ma senza aspettarci nulla in cambio. Lo so che è difficile e improduttivo, ma almeno sarebbe più giusto e anche più umano.
 Francesco Dotti 

10 milioni di firme

Servono solo 10 milioni di firme per mandare via per sempre l'odiato Berlusconi. 
Alle migliaia di gazebo predisposti per la raccolta, oltre a numerosi cittadini comuni, sono subito corsi a dare il loro doveroso contributo anche Fidel Castro, Garibaldi (quello di: "Bixio, qui si fa l'Italia o si muore!"), Moana Pozzi, un certo Hitler Adolfo, papa Wojtyla e molti altri nomi famosi.
"La gente non ne può più, e questa ne è la prova" - pare abbia detto Bersani, già con le maniche rimboccate, al nostro cronista. - "Se vengono a firmare anche Pippo, Pluto e Paperino,  questa volta sarà un successo!"
Dopo 8 milioni di baionette, 10 milioni di firme non sarebbe male...
(dal n.c. Galeazzo Impagliazzo) 

Santa Teresa di Gallura - Marazzino

Anche se da qualche anno ormai i vecchi stazzi dei pastori hanno ceduto il posto ai più gettonati isediamenti turistici, a Marazzino, piccola frazione a circa 3 chilometri da Santa Teresa di Gallura, si conserva ancora intatto il fascino originario della campagna gallurese. Inoltre, il mare è facilmente raggiungibile, non c'è confusione, si riposa bene... insomma, non manca nulla per poter fare una piacevole vacanza.
Questo acquerello, che raffigura Marazzino come lo lasciai alcuni anni fa, lo dipinsi una calda mattina d'estate. Invece di andare al mare, presi la mia valigetta dei colori, una sedia, un ombrellino da spiaggia, che in qualche modo fissai tra le pietre di un muretto, e me ne stetti per qualche ora in santa pace. 
Che si può volere di più dalla vita?

Conflitto di attribuzioni

Ci avete mai pensato a quali sciagure questo governo ha dovuto in qualche modo rimediare? Terremoti, alluvioni, smottamenti, crisi planetarie, missioni militari più o meno pacifiche nelle quali sono morti "pacificamente" i nostri soldati, mentre ora ci si è messa di mezzo anche la Libia e tutti gli "sfollati" da gestire. E sono sicuro che mi sono dimenticato qualcos'altro...
Allora sapete che vi dico? Lasciateli lavorare. I conti li faremo dopo, quando andremo a nuove elezioni, e se qualcuno ha sbagliato pagherà. Presidente Berlusconi compreso. 
Ma dopo, però. Nei processi che si faranno nei palazzi di giustizia, non dentro gli studi televisivi. Per il resto: correnti, flussi, spifferi, vuoti d'aria e tutti gli altri movimenti, più o meno peristaltici e più o meno d'opinione (se ne hanno mai avuta una unica in comune) rappresentati dall'opposizione, non credo proprio che una simile macedonia di pensieri, se fosse stata al governo, avrebbe potuto fare meglio.
Con osservanza, 
Francesco Dotti

Gijòn - Iglesia de San Pedro



Da un po' di tempo sul mio blog mi sono accorto delle regolari "visite" di un amico spagnolo, la cui provenienza è la città di Gijòn, in Spagna. 
Siccome la cosa mi ha incuriosito e per di più la Spagna mi ha da sempre affascinato, ho cercato questa località sul web e sull'inesauribile fonte di notizie che è Wikipedia ho trovato queste informazioni che la riguardano. 

Questo il link:       http://it.wikipedia.org/wiki/Gij%C3%B3n
 
Così ho letto che è un'antichissima città di circa 300 mila abitanti del Principato delle Asturie, che si affaccia sul golfo di Biscaglia, estrema parte settentrionale della Spagna, e che in asturiano si chiama Xixòn.
Tra le altre cose, il territorio delle Asturie, imprevedibile e affascinante per la varietà dei luoghi, alterna coste scoscese e frastagliate, con ampie spiagge oceaniche, a montagne elevate rappresentate dalla Cordigliera Cantabrica, con cime alte più di 2600 metri.
Sfogliando poi le numerose foto di Gijòn, mi ha colpito particolarmente la "Iglesia de San Pedro", la Chiesa di San Pietro, di origini gotiche, che nell'insieme mi ricorda vagamente il lungomare di Alghero, nella nostra Sardegna.
L'ho raffigurata nella maniera a me più congeniale, l'acquerello che vi mostro, sempre sperando sia di vostro gradimento.