Salutamassòreta

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Cagliari Calamosca

Cari ragazzi, 
ieri mattina, se prima di uscire di casa non avessi visto sul calendario che era il 12 di gennaio, avrei pensato che la primavera fosse già alle porte. 
La giornata era a dir poco meravigliosa: alle 10 si cominciava a sudare, alle 11 bisognava togliersi la felpa e a mezzogiorno era sufficiente una maglietta a mezze maniche. Pure rimboccate, alla moda di Bersani.
Così ho fatto i soliti 5 euri di benzina alla Panda - avevo ancora il serbatoio mezzo pieno dalla vigilia di Natale -, e insieme all'amico Alberto ce ne siamo andati in giro per scogliere & panorami. Naturalmente da fotografare, per la gioia nostra e, spero, anche di tutti voi.


Abbiamo imboccato la strada per Calamosca - che dovreste già aver conosciuto nei post precedenti -, e deviando per un'erta straduccia sulla destra siamo saliti fino al Faro che è alla sommità del promontorio. E' grave ammetterlo, lo so, per uno che vive da queste parti da una quarantina d'anni, ma confesso che quassù non c'ero mai stato prima.


Lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi era di una bellezza incredibile! 
Il mare, trasparente e di color smeraldo, era appena increspato da una leggera brezza maestralata, mentre la bianca scogliera calcarea si snodava, alternandosi in cale e calette spesso nascoste e irraggiungibili da terra, fino a scoprire la magia di Cagliari, sullo sfondo, avvolta da una violetta caligine dalle sfumature leggermente rosate.


Dall'altra parte, ancora in mare aperto, una nave porta container in navigazione e, sullo sfondo, i monti di Capoterra e i fumi della raffineria petrolifera della Saras.


Mentre qui si vede lo strapiombo che si apre sotto i nostri piedi.


E qui, un "pezzo" di scogliera che non tarderà molto a franare in mare. Lo evidenzia la pericolosa frattura della roccia al centro, in bilico sullo strapiombo, e tenuta insieme a tutto il resto da una manciata di terra e di pietre!


Questo è il faro, altrimenti detto "Il Faro" dagli abitanti del luogo. In primo piano, sulla destra, s'intravedono i resti di una vecchia garitta della Seconda Guerra. Peccato che io me la sia persa, perché era... Mondiale!


Questi due bei ragazzi in primo piano, invece, siamo io e Alberto (che è quello senza cappellino, senza barba, con meno basette e pochi occhiali).


In quest'immagine - a parte il posteriore della capote di Alberto -, ancora una volta si vede lo smeraldo trasparente del mare, mentre sullo sfondo, al centro, l'Hotel "Calamosca" e la spiaggia, e sulla destra il Bar Ristorante "Le Terrazze di Calamosca".  Per eventuali riferimenti topografici, siamo dalla parte opposta della Sella del Diavolo.


Questa è ancora la garitta, dietro alla quale c'è la vecchia torre del Faro che risale al 1638. 
Sullo sfondo, è riconoscibile l'Hotel "Calamosca" e tutto il resto.


Poi, da dove ci trovavamo (eravamo sul promontorio di fronte, dove c'è la torre del vecchio Faro), con la Panda, via-terra, ci siamo spostati dalla parte opposta, verso l'Hotel e "Le Terrazze". E questa è una panoramica dell'insenatura, con il giardino e la spiaggetta dell'Hotel. Mentre continuando, sulla destra, dietro agli alberi, c'è l'altra spiaggia.


Questa parte del promontorio - alla quale si giunge percorrendo la stradina panoramica a picco sul mare oltre l'Hotel Calamosca e le omonime "Terrazze" -, si chiama "Cala Fighera". Un tempo era "zona militare" e un cancello ben protetto dagli armati militi ne vietava l'accesso ai non autorizzati. Cioè a tutti.
Da qualche anno è stata fortunatamente smilitarizzata e successivamente... civilizzata, rendendola così totalmente fruibile. 
Qui c'è un ristorante-pub-solarium-stabilimento balneare che si chiama "La Paillote" (che tradotto dal Francese vuol dire "capanno di paglia").
 

Termino con questo bel fiore (margherita viola), fotografato nelle garbate aiuole che adornano "Le Terrazze di Calamosca".
Nei prossimi giorni, se il tempo non peggiora e se di sera fa meno freddo - perché se di mattina si sta d'incanto, quando cala il sole la temperatura si abbassa anche qui -, cercherò di fotografare anche qualche tramonto. 
Che da queste parti, in quanto a bellezza, non scherzano!
A presto rivederci,
Francesco 

6 commenti:

stella dell 'est ha detto...

Non ho parole per tanta bellezza naturale.Beato te che godi queste beltà e clima molto mite.Buona serata dal lontano Friuli.Olga

CeccoDotti ha detto...

Grazie, lo so. Anch'io, che ci vivo da un sacco di anni, ne resto sempre folgorato. Per questo non me ne sono mai andato via!!
Ma anche la tua terra ha le sue bellezze. Parchi, lagune, montagne, grotte e anche molte spiagge. Bellezze diverse, magari, ma non per questo meno interessanti.
E poi, diciamolo, l'Italia è tutta bella: da nord a sud. Senza distinzioni.
Buona notte e a presto, Francesco

bluoso ha detto...

Ciao, caro Francesco, mi sarei volentieri unito a voi per la splendida escursione, ma sono comunque un graditissimo regalo le tue immagini e le parole vivaci, poetiche a tratti, che le accompagnano. Sempre mi trovo a riflettere sul tuo amore per questa terra di adozione, per tanta bellezza che rincuora gli animi in tempi difficili. Grazie a Dio la Natura è ancora una risorsa che ci aiuta a trovare senso nella Vita. Un abbraccio, un rinnovato augurio e grazie. Luigi

Paolo Cabras ha detto...

Però, scenari veramente magnifici e le foto rendono giustizia a tutto ciò.
Ottimo reportage.
Ciao alle prossime
Paolo

CeccoDotti ha detto...

E io, mio carissimo Luigi, ti avrei portato molto volentieri con me!
Le tue parole mi sono amiche, e le sento vicine perché so che anche tu condividi i miei pensieri.
L'amore per le cose belle e il rispetto per la Natura sono valori dei quali non possiamo fare a meno e che dovrebbero accomunarci tutti. Il comprenderli a fondo, poi, ci aiuterebbe a migliorare non solo il rapporto quotidiano che con loro abbiamo, ma soprattutto noi stessi.
Un abbraccio, un sentito grazie per la visita e a presto, Francesco

CeccoDotti ha detto...

Ciao Paolo, grazie per la cortese visita e per il commento che, detto da un fotografo coi... "controfagotti" come sei tu, mi fa ancora più piacere.
Se ci fosse stata qualche nuvola e il sole meno alto (ci sono andato troppo tardi, purtroppo), probabilmente sarebbero uscite delle foto migliori. Sarà per la prossima volta...
A presto e un caro saluto, Francesco