Salutamassòreta

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Aquiloni al Poetto

"C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico: io vivo altrove, e sento che intorno sono nate le viole." Dice il Poeta. 
E' vero: oggi, nel sole e nel cielo azzurro del Poetto, c'è davvero qualcosa di nuovo. Sono quelle strane forme variopinte, leggere, che si librano sorrette dal vento e vincolate da un filo sottile, appena visibile, sapientemente controllate da mani esperte. 



Dalla Cina, dove furono inventati quasi 3000 anni fa, inizialmente costruiti con bambù e carta (o seta), sono giunti fino a noi anche attraverso i Romani. 




Si racconta che lo stesso Beniamino Franklin, l'inventore del parafulmine e di tante altre cose, dopo che scappò di casa, lo sperimentò durante un temporale. Peccato che non abbiamo mai saputo come sia andata a finire, perché del buon Beniamino, a terra, restò solo un annerito mucchietto di cenere. 
Fu per questo che in seguito alla crisi e alla svalutazione monetaria il suo volto andò a finire sulla banconota da cento dollari americani.
Anche i fratelli Wright, verso la fine dell'Ottocento, fecero uso dell'aquilone per i loro esperimenti sull'aeroplano. Famoso il "tetraedro", con due superfici portanti sovrapposte per meglio utilizzare due flussi d'aria separati, che negli anni seguenti fu migliorato con l'utilizzo di forme dai profili alari che ne aumentavano la portanza.
Fu proprio così che i fratelli Wright, forti della maggiore portanza e delle considerevoli dimensioni del loro aquilone, riuscirono a convincere un certo Wise, luogotenente dell'esercito americano, a farci un voletto dimostrativo sopra New York. Quella mattina, Wise si librò fino a circa 70 metri dal suolo, ma improvvisamente, a causa di un'improvviso sbandamento laterale dovuto al cambiamento del vento, iniziò a piquer du nez precipitando vertiginosamente al suolo. 

Da quel momento i fratelli Wright - in seguito soprannominati Wretch - abbandonarono gli esperimenti e si rimisero a fabbricare biciclette.








Ce n'erano di ogni forma e dimensione: polipi, pesci, lumache, granchi, ragni e galline ... 


Perfino uno, denominato "Spending Review" in onore al glorioso governo Monti, che una famiglia di buontemponi è riuscita a far volare. 
Così, hanno convinto il nonno - pensionato Inps al minimo che di solito con la pensione arriva sì e no al 10 del mese - a legarsi a un filo e a farsi trascinare in cielo dagli alisei. 
E trattandosi del 22 del mese, dopo aver digiunato per una decina di giorni, l'allegro ottuagenario è volato in cielo in un battibaleno!
 


Ma torniamo al Poetto e ai suoi aquiloni, ché è meglio. Io, purtroppo, mi lascio trascinare dalla Storia e poi perdo il filo di quello che volevo dire. 
Così, mentre "ognuno manda da una balza la sua cometa per il ciel turchino" che "ondeggia, pencola, urta, risale, prende il vento; ecco pian piano tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza. S'inalza; e ruba il filo dalla mano, come un fiore che fugga su lo stelo esile, e vada a rifiorir lontano...", al Poetto, oggi, 22 settembre 2012 alle ore 13.30, anch'io stavo lì, col naso per aria come tutti gli altri, a guardare estasiato quelle strane forme variopinte, leggere, che si librano in cielo sorrette dal vento e vincolate da un filo sottile, appena visibile, sapientemente controllate da mani esperte. 
Che fossero tornati i fratelli Wright?   
 

2 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Francesco queste foto sono veramente spettacolari.
MI sino sempre piaciuti i aquiloni, quando con i vecchi quaderni si cercava di fare dei aquiloni.
Era negli anni 38-40 che ricordi!!!
Buona domenica caro amico.
Tomaso

CeccoDotti ha detto...

Ciao Tomaso, grazie.
Anch'io ricordo che quando ero bambino, il babbo mi aveva costruito qualche aquilone. Prendeva della carta sottilissima e delle canne (divise a metà e legate incrociate), poi incollava la carta (tagliata a forma di rombo) sulle canne. Alla fine costruiva la coda. Sempre con pezzetti di carta legati a fiocco lungo un filo sottile. Infine, uno spago lungo, che tenevo in mano, legato all'aquilone. Se oggi dovessi provare a ricostruirne uno simile sono sicuro che non ci riuscirei...
Quelli "moderni" sono veramente belli. E poi sono così grandi che viene da chiedersi come sia possibile che riescano a volare!
Un caro saluto, grazie ancora per la visita, un abbraccio e buona domenica,
Francesco