Salutamassòreta

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Pecorella, vuoi sparare?

Oggi ho visto e sentito anch'io il video di quel provocatore, definito "No Tav", che insultava il giovane carabiniere immobile davanti a lui. 
L'ho visto, e poi rivisto ancora, e a stento ho represso il desiderio di spaccare qualcosa per frenare la rabbia che mi stava montando. Io, conoscendomi, al posto del carabiniere non sarei certo rimasto a guardare.
Perciò mi chiedo, e vi chiedo: "E' normale che s'irrida impunemente nei confronti di chi indossa un'uniforme e fa il proprio dovere senza che neppur da lontano s'intenda tintinnar di manette? Ma che razza di Stato è mai questo? Che segnali dà nei confronti dei violenti e di chi, come in questo caso il giovane manifestante barbuto, va in giro sfacciatamente a sfottere e provocare?"
Spero che, dato che era a volto scoperto, qualche procuratore identifichi nel comportamento offensivo di quel giovane gli estremi per una denuncia penale e gli dia una sonora lezione. 
Oppure hanno derubricato anche l'oltraggio a pubblico ufficiale?

Crociate

Oggi, frugando tra le cose frugabili, ho trovato questa vecchia illustrazione disegnata per un libro sulle crociate.
Ritenendolo, molto modestamente, abbastanza belloccio, ve lo propongo sul mio Esimio Blog acciocché possiate, qualora lo voleste, criticarmelo e/o apprezzarmelo.
A me però me piace...

Allegre crociere

Mah... se continua così c'è poco da stare allegri!!

Opuntia ficus-indica

"Càspita - mi sono detto non appena l'ho visto -, questo Opuntia ficus-indica è proprio fico! E la bacca polispermica, poi... che sia un falso arillo? Mah..."
Così l'ho fotofragato e me ne sono ito. Sapete come vanno a finire certe cose...

Opuntia ficus-indica

L'ossatura di una pala di fico d'india, fotografata all'improvviso. 
Confesso che anch'io sono rimasto percosso e attònito dal ricamo che la Natura ha sapientemente intessuto sui cladofilli di questa cactacea originaria del Messico. Perbacco!!

Cagliari - Panorama

C'era uno skyline minaccioso, l'altra sera, sui nuvoloni di Cagliari, mentre uno stagno tagliava in due le canne sulla città. E così li ho fotografati.

Quartu S. Elena

C'erano dei nuvoloni minacciosi, l'altra sera, nel cielo sopra a Quartu, mentre una lama di sole tagliava lo skyline degli alberi. E così li ho fotografati.

Stipendi manager pubblici

In questi giorni si parla molto di superstipendi dei manager pubblici e del "tetto" che non dovrebbero superare, così c'è chi propone di tener conto della media europea, o chi invece individua in questo "tetto" l'ultimo stipendio del Primo Presidente di Cassazione.
Comunque sia, trattandosi di somme che in certi casi superano anche i 600 mila euri all'anno, non sono certamente "bruscolini". Specialmente con i chiari di luna che stanno  vivendo di questi tempi i "comuni mortali", costretti a fare i conti con pensioni o stipendi da fame, licenziamenti, disoccupazione e casse integrazioni varie.
Siccome, come diceva il buon Totò: "E' la somma che fa il totale!" è utile anche ricordare che questi redditi ci sono noti solo perché derivanti dallo stipendio. Ma non sono il totale. Infatti, per avere un reddito complessivo, allo stipendio andrebbero sommati anche gli altri proventi derivanti da eventuali incarichi aggiuntivi, difficilissimi però da quantificare e che caratterizzano la giungla retributiva pubblica nel nostro Paese. 
E pensare che finora abbiamo fatto le pulci solo ai nostri poveri politici. Che ingrati, che siamo!

Perugia

Una modestissima veduta di Perugia (PG), vista da lontano, ripresa da un libro. 
         China su vilissimo cartoncino bianco (CB) recuperato da una discarica indifferenziata

Papa Twitter

Massì, in fondo che male c'è se anche il Papa si adegua ai tempi e raggiunge urbi et orbi i suoi fedeli col sacro tablet? D'altra parte, oggi che tutto è social, credo che sia il modo migliore per avvicinarsi di più ai giovani e al loro mondo. 
Perciò, dopo i quarantaquattro tweet quaresimali in fila per tre col resto di due pronti per risuonare in rete, a quando anche un "Eremo dei famosi" e un "Grande confratello"?

Einstein neutrini

Io ve l'avevo detto, ricordate? "I neutrini non sono più veloci della luce!" 
E tutti a dire che raccontavo fesserie... Invece è bastato un cavo allentato di quel diavolo di marchingegno sul Gran Sasso per mettere in dubbio anni di estenuanti ricerche. Ma alla fine avevo ragione io. E pensare che per risparmiare sulle tasse e lavorare sull'energia cinetica anni fa ero stato costretto a delocalizzare i miei esperimenti in Cina. Ed è stato proprio lì che, dopo aver cenato con un piatto di quanti... Come, quanti? Tanti quanti! Non li ho mica contati, perbacco! Dicevo dunque che dopo aver cenato quanto tanto basta, o viceversa, mentre fumavo la pipa in giardino, subito dopo aver preso la magnesia per digerire alcuni quanti di luce che mi erano rimasti sullo stomaco, ho scoperto per caso una nuvola di fotoni a simmetria assiale la cui inerzia traslazionale, ruotando attorno alla pipa, si è trasmutata in radiazione elettromagnetica.
Voi mi chiederete: "Sì, ma che c'entra?" E io vi rispondo subito dicendo che prima di tutto per viaggiare alla velocità della luce ci vogliono i mezzi adatti, e con le ferrovie che avete in Italia, la Salerno-Reggio Calabria e la Tav a scartamento ridotto, le liberalizzazioni che vorrebbe fare Monti sono un'impresa quasi impossibile da realizzare in una corporazione a riposo.
Avevo provato più volte a spiegarlo anche a quel capoccione di Lavoisier che la fusione termonucleare e la sua conservazione nel congelatore di casa, quando la massa a riposo è nulla, manda praticamente a puttane anche gli elettroni. 
D'altra parte, se ben ricordate, ne ho fatto più volte cenno anche nei miei precedenti congressi sulla relatività:
E = mc2 (dove, sostituendo: E sta a Equità, m a Monti, c a contratto di lavoro, 2 agli anni che ancora ci vogliono prima di mettere tutti d'accordo sull'articolo 18).
Pertanto, riassumendo, abbiamo l'equazione:
Delta m = frac{L}{c^2}  e  m = gamma m_0 = frac{m_0}{\sqrt{1-v^2/c^2}} 
o anche, se vi piace di più, per approssimazione: E2 = p2c2 + m2c4.
Ora però mi vado a sdraiare un po', perché dato che un corpo a riposo può liberare energia e trasformare tutta la sua massa in radiazione elettromagnetica, col freddo che fa in questi giorni almeno mi scaldo con la stufetta elettrica e risparmio un po' di legna.

Stagnazione politica

In un Paese, il nostro, dove la politica - compreso chi la fa - da tempo ha toccato il fondo, viene da chiedersi cosa succederà nel momento in cui saremo di nuovo chiamati alle urne. Perché anche se si cambiano gli "stemmini", i programmi, le alleanze e le musichette di partito, alla fine i "suonatori" restano sempre gli stessi. 
La gente lo ha capito, e non si lascerà infinocchiare tanto facilmente.
Ed era anche immaginabile che questa politica prima o poi evocasse l'antipolitica; l'importante è che quando accadrà ciò si manifesti senza scontri di piazza, nuovi o vecchi, di natura ideologica e sostanzialmente accomunati dalla violenza fine solo a se stessa, perché gli estremismi non portano da nessuna parte. Il passato ce lo insegna.
 

Sardegna lettera a Napolitano

Conoscendolo personalmente, e per questo stimandolo, pubblico la lettera aperta che Mario Satta, sindaco di Perfugas, ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della sua visita in Sardegna, e della quale condivido pienamente i contenuti.

Egregio Presidente della Repubblica Italiana

On. Giorgio Napolitano

Mi chiamo Mario Satta, sono il sindaco di Perfugas, un comune del nord Sardegna, nella regione dell’Anglona.

In qualità di primo cittadino della mia comunità sono stato invitato a partecipare al momento dei saluti che Le saranno riservati quando Lei si recherà a Sassari, seconda tappa della Sua visita in terra sarda.

Ho deciso di scriverLe questa lettera aperta per comunicare che io non sarò lì ad accoglierLa, non sarò insieme all’ampio stuolo di autorità e personaggi pubblici che sgomiteranno per stringerLe la mano.

Devo subito premettere che non nutro antipatie o rancori di sorta verso la Sua persona, anche perché io e Lei non abbiamo mai avuto modo di conoscerci veramente. Credo che Lei in fondo svolga degnamente il ruolo che ricopre e con altrettanta dignità ha sempre garantito e preservato le istituzioni che rappresenta.

Ha sempre dimostrato di avere a cuore le sorti della nazione italiana e quando le contingenze l’hanno richiesto non ha mai lesinato decisione e risolutezza. Per questo non posso non nutrire stima verso di Lei. Tuttavia questo non è sufficiente affinché io possa venire a salutarLa e se avrà pazienza di leggere vorrei ora spiegare i motivi che mi hanno indotto a prendere questa decisione.

Come Lei già ben saprà oggi la Sardegna sta attraversando una delle più profonde crisi economiche e sociali degli ultimi decenni. Non è che non ci siamo abituati alla durezza e al sacrificio noi sardi; la storia degli ultimi centocinquant’anni della nostra isola, a dire la verità, non è mai stata piena di prosperità e queste crisi è come se si ripetessero ciclicamente.

Ma a questa triste consapevolezza, di una lunga storia di privazioni, si aggiunge anche la disperazione nel non sapere come affrontare le innumerevoli miserie personali e i disagi quotidiani di chi un giorno dopo l’altro non ce la fa più. 

E guardi Signor Presidente che non parlo soltanto di quelle situazioni in cui un padre e una madre non riescono a sfamare i propri figli, parlo di chi non ce la fa più perché si sta arrendendo alla vita, parlo dei giovani che su quest’isola non hanno più speranze e non riescono neanche a progettare ciò che faranno l’indomani. E ce ne sono tanti anche nel mio paese.

Vorrei fare di più per aiutarli, per aiutarci tutti se non a vivere meglio, almeno a cercare di soddisfare i nostri bisogni primari: mangiare, vestirsi, avere una casa. Ma le risorse del comune che amministro sono veramente poche così come sono esigue quelle del comune confinante e quelle del territorio di cui facciamo parte. L’intera Sardegna si trova in questo stato disastroso e a volte mi chiedo perché debba succedere questo. Non mi si risponda  che la crisi economica è generale, perché qui il disagio e la frustrazione quotidiana ci sono sempre stati, anche se oggi siamo evidentemente all’ultimo stadio.

Mi chiedo perché una terra così bella e con tante risorse naturali debba essere piegata a tale sofferenza collettiva.

Mi chiedo perché con un clima così mite e favorevole per buona parte dell’anno il settore del turismo non è mai veramente decollato. Perché, per lo stesso motivo non si sono sviluppate l’agricoltura e l’allevamento e le nostre aziende si trovano ora strozzate dai debiti e vessate da Equitalia.

Mi chiedo perché ben 35 mila ettari del territorio sardo siano ancora vincolati da uso militare e lo stato italiano (di cui Lei è la massima rappresentanza) guadagna ogni giorno svariati milioni di euro per le sperimentazioni belliche che vi si svolgono mentre la gente delle aree limitrofe le basi si ammala di cancro. L’Italia guadagna e i sardi muoiono.

Mi chiedo perché negli anni ’60 ci avete imposto un modello di sviluppo industriale che ha snaturato i nostri saperi tradizionali (oggi sarebbero stati preziosi) e ha distrutto irrimediabilmente i nostri habitat.

Ci avevate ingannato allora, ci state ingannando oggi.

Mi chiedo perché ora ci volete sventrare l’isola in due con un gasdotto che vi porterà in Italia il metano algerino e a noi lascerà la solita devastazione e niente più, perché forse Lei non lo sa ma se noi sardi vorremmo portare il gas nelle nostre case ci toccherà pagare di tasca. L’ennesima servitù che farà comodo solo a voi.

Mi chiedo perché non rispettate le nostre leggi e in particolare l’articolo 8 del nostro Statuto di Regione Autonoma che prevede la restituzione dei sette decimi delle imposte fiscali. 

E’ dal 1991 che lo stato italiano trattiene per sé questi soldi al punto che oggi il suo debito con la Sardegna è di ben 10 miliardi di euro.

Una cifra che ogni anno cresce sempre più. Non chiediamo aiuto e assistenza ma solo ciò che ci spetta di diritto poiché questi soldi che illegalmente ci sottraete servirebbero per un’infinità di cose: dal rimettere in piedi una rete di assistenza per le emergenze sociali delle nuove povertà, all’ammodernamento delle nostre infrastrutture primarie (strade, ferrovie, porti), ai trasporti interni e alla sanità (totalmente a carico nostro), fino al rifinanziamento delle istituzioni scolastiche e universitarie (poiché senza l’accrescimento dell’istruzione e della cultura non ci sarà nessuna forma di sviluppo sostenibile per la nostra gente).

Adesso forse potrà iniziare a capire perché io, signor Presidente Napolitano, non posso stringerLe la mano. Lei, per il ruolo istituzionale che ricopre è lo stato italiano fatto a persona e in quanto tale porta con sé il fardello delle ingiustizie arrecate alla nostra terra. 

Lei viene a renderci visita ma non lo fa come è buona consuetudine in Sardegna quando l’ospite, che sa di recarsi a mangiare in casa d’altri, è solito omaggiare l’invito con un piccolo dono; che poi qui non vogliamo nessun regalo ma solo che ci si restituisca il “maltolto”. 
Lei invece viene a trovarci a mani vuote come se niente ci fosse dovuto e non sa quanto mi fa rabbia constatare che molti miei concittadini sardi non sanno o fingono di non sapere, dimostrandoLe una servile quanto mai dannosa riverenza, comportandosi come è solito fare ogni buon uomo colonizzato che, credendo di compiacere il sovrano straniero di turno, aspira a trarne chissà quali vantaggi ed ennesime promesse, che ci si prenderà cura di lui, che questa volta qualcosa sarà fatto.

Egregio Presidente io non faccio parte di costoro, e sono tanti purtroppo. Proverei enorme imbarazzo di fronte alla mia comunità, di fronte a tanti miei concittadini, se venissi ad omaggiarLa dimenticando che siete debitori da una parte e mentitori dall’altra. 

Avete violato i patti e vi siete tante volte rimangiati la parola data scordandovi che per noi sardi la lealtà è ancora un valore importante e questo modo di comportarsi continua a ledere la nostra dignità.

In corpu de unu monte si podet intrare, in coro de unu òmine no.

A mezus bìdere

Dott. Mario Satta

Sìndigu de su Comunu de Pèrfugas



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C'è poco da aggiungere. La disperazione della gente che ormai deve fare i conti con la propria sopravvivenza è talmente profonda che rischia di sfociare in una rivolta sociale. E le parole di sprone, caro Presidente, anche se belle, servono a poco se non sono seguite da fatti concreti. Il popolo, soprattutto quello Sardo è davvero stanco, e quando invoca l'autonomia c'è anche da capirlo. Non si può liquidare come "delirio indipendentista o autonomista" il desiderio di vedere finalmente realizzata la propria vita. Che poi, mi creda, dopo secoli di angherìe e malgoverno è molto più terra terra di quanto si creda.
Un milione e seicentomila persone - tanti sono all'incirca gli abitanti di quest'Isola - se in passato fossero stati governati da persone soprattutto capaci, oggi sarebbero tutti "milionari". 
Le maniche, caro Presidente, sono secoli che questa gente se le rimbocca e non se ne vergogna affatto.
Allora, chi è che deve recitare il mea culpa: il popolo Sardo o chi invece lo ha preso in giro per tutto questo tempo?
Francesco Dotti

Ici Chiesa

O bravo Monti! Ci voleva tanto? Ma scusate un po', cari Amici prelati, perché mai non dovreste pagare l'Ici? E poi lo dice il ragionamento stesso: "prelati" = quelli che vengono prima (da praelatus). Quindi, se venite prima, dovreste essere i primi anche a pagare l'Ici. O no?

Recessione

Se per stanare gli evasori possono anche andare bene i controlli nelle strutture ricettive e in tutti gli altri esercizi pubblici nelle località di vacanza più gettonate - ma andrebbero estesi anche altrove e per tutto l'anno -, per quanto riguarda le auto di lusso e di grossa cilindrata credo che sarebbe sufficiente un controllo al Pubblico Registro (il PRA), magari incrociando i dati degli intestatari con le loro dichiarazioni fiscali. Lo stesso dovrebbe valere per le barche, le navi, gli aerei e tutto il resto che si muove in terra, in acqua e per aria, e che dovrebbe essere registrato. Gli strumenti informatici non mancano; quella che manca, forse, è la voglia e la costanza di farli questi controlli, perché se si fanno quando capita e una volta ogni tanto non servono a nulla. Oppure, potrebbe darsi che i controlli siano resi difficili da apposite leggi create ad hoc proprio per renderli difficili, in modo che sia davvero impossibile controllare a fondo e si becchino solo gli "sfigati" una-tantum. Gli altri, quelli che in queste cose ci razzolano benissimo e hanno al loro servizio il fior fiore dei consulenti fiscali, ne usciranno sempre puliti. Se le "manfrine" le hanno fatte da soli. Altrimenti, se la sinistra (come mano) sa quello che ha fatto la destra (sempre come mano), e viceversa, sono cazzi. Peggio ancora se le mani appartengono a due corpi (intesi come body) diversi. E ci siamo capiti... Invidie... gelosie... piccoli ricatti... favori rifiutati... Prima o poi qualcuno parla.
D'altra parte, qualunque azione si voglia intraprendere contro i potenziali evasori, i sistemi per non pagare le tasse esisteranno sempre. O almeno fino a quando il governo non deciderà di farci scaricare tutto, o quasi tutto, quello che acquistiamo.
Facciamo un esempio: se oggi chiedo a un falegname di costruirmi un tavolo e l'artigiano incaricato del lavoro mi chiede 100 euri con la ricevuta fiscale, o 80 senza ricevuta, è chiaro che non potendo scaricare la spesa del tavolo, per risparmiare 20 euro lo pagherò in "nero". E, ampliando l'elenco delle attività professionali, la stessa cosa varrà per un muratore, un idraulico, un meccanico e... via elencando. Mi sembra di averne già parlato in un precedente post. Senza contare che alcune di queste persone potrebbero nel frattempo aver perso il lavoro o essere in cassa integrazione, e devono campare con 600-700 euro al mese. Provate un po' a chiedere a un parlamentare se lui ci camperebbe... Perciò, se si "arrangiano" in qualche modo per sbarcare il lunario, e io do loro una mano, non ci vedo proprio nulla di criminogeno. Non ci hanno forse scritto dei libri sull'italica "arte di arrangiarsi"? Non saremo mica diventati tutti di colpo dei poveri di fantasia?... E poi, scusate, mi si chiede istituzionalmente di fare "l'onesto", paragonandomi ai parassiti schifosi degli spot tivvù, e dopo lo Stato mi rapina a suo piacimento, in mille modi, tassandomi e ritassandomi per le solite cose. Poi, quando non ce la fa più perché chi ha governato ha fatto delle cazzate e ha riempito di debiti anche i nipoti dei miei nipoti, mi preleva forzosamente dei soldi dal conto corrente (vedi governo Amato del 1992, e il prossimo, a breve, di cui non si parla ma si sente già la puzza...) magari facendolo nottetempo, di nascosto e all'improvviso perché non possa neppure tentare di difendermi. E allora, ditemi un po', chi sarebbe il parassita schifoso che si dovrebbe vergognare: io o lo Stato? 
Perché quei soldi, dai quali lui mi "ruba" il 6 per mille, sono solo i miei risparmi, già tassati quando me li ha dati perché provengono dal mio lavoro o dalla mia pensione, che vengono ri-tassati quando li deposito in banca perché ci devo pagare anche un'imposta di bollo di € 32,40, se ho più di 5.000 euro di risparmi, mentre se ho meno di € 5.000 non pago nulla. E se andiamo a vedere quanto mi ruberebbe se applicasse la ventilata "grassazione" del 6 per mille sul mio risparmio bancario di € 5.000, la somma fa 30 euri. In pratica, dopo tutto quello che già mi ha preso da quando sono venuto al mondo, si attacca anche a 30 euri!! Senza contare il 27% di tasse che devo pagare anche sugli interessi eventualmente prodotti da questi 5.000 euri. A questo punto, pensiamoci bene: conviene tenere i soldi in banca? Perché una volta che ce li hai messi, sono di tutti meno che tuoi! Ha mai pensato, lo Stato, che se fosse meno esoso e più intellettualmente onesto, la gente le tasse le pagherebbe volentieri? E se invece di evasione, almeno in certi casi, si trattasse veramente di naturale sopravvivenza? Prima fanno di tutto perché ti compri la macchina, e poi giù con le tasse e con i bolli su tutto quello che con la macchina ha a che fare: benzina, collaudi, parcheggi, Ztl, Ecopass... e ora si sono inventati anche le "gomme termiche". Lo stesso vale per la casa e tutto quello che di tassabile ci ruota attorno. Fatevi un giretto qua sotto... 
Vi rimetto il link dei "Balzelli d'Italia", qualora vi fosse sfuggito, leggetevelo e poi ditemi che razza di Stato è uno che si comporta così.

 http://www.slideshare.net/simo2409/balzelli-ditalia-di-confesercenti-italia

Fateci caso: ogni tanto, e piano piano, ci tolgono qualcosa e poi aspettano le nostre reazioni. Noi per un po' brontoliamo e poi lasciamo correre. 
E allora non sarebbe il caso che iniziamo a batterci per la difesa dei nostri diritti? Magari rifiutandoci collettivamente di pagare ciò che riteniamo ingiusto. Ma non i soliti "quattro gatti" che scendono in piazza coi fischietti e qualche striscione a fare casino... Una sorta di "class action", invece, di natura fiscale, portata avanti con convinzione e senso civico, e supportata da argomentazioni inattaccabili. Sul web ho trovato anche questo:

 
“Quando gli scopi del governo sono snaturati e la libertà pubblica è manifestamente posta in pericolo, e tutti gli altri mezzi di correzione sono inutili e vani, il popolo può, e di diritto deve, riformare il vecchio governo o stabilirne uno nuovo. La non resistenza contro il potere arbitrario e contro l’oppressione è assurda, da schiavi e distruttiva del bene e della felicità dell’umanità”. 

Il New Hampshire si trova nella parte nordorientale degli Stati Uniti, nella regione chiamata Nuova Inghilterra. Il motto dello Stato è: "Live free, or die", cioè: "Vivi libero, o muori". E credo che ci sia davvero poco da aggiungere.

Mi piacerebbe sapere come si sente, lo Stato, di fronte a tutti quei poveracci che sono sbarcati nel nostro Paese per cercare di sfuggire alle guerre, alle carestie, e alla vita di merda che presto molti di noi dovranno imparare a fare, e a tutti gli altri che sono senza lavoro, senza casa, che chiedono un euro al semaforo, o che hanno fame perché oggi non hanno venduto nulla; o a quella mamma col neonato scalzo in braccio fuori dal supermercato che mi guarda con gli occhi lacrimosi e mi chiede la carità... e con tutti gli altri sciagurati e disadattati abitanti delle nostrane "corti dei miracoli" che uno Stato sordo, cieco e falso invalido scarica sulla mia e sulla vostra coscienza.
Svegliatevi, Professori chiarissimi!!  


Aggiungo un paio di altre cosette che mi sono venute in mente all'ultimo minuto, e delle quali spero di potervi parlare meglio tra qualche giorno perché ho intenzione di ampliare il discorso, ma ho bisogno anche del vostro supporto per capirne di più.
In pratica, riguarda la produzione e la competitività nel nostro Paese. Della quale tanto parlano i "professori", e verso la quale protendono i loro sforzi, ma sui cui fondamenti mi permetto di avere qualche serio dubbio...
Prima di ammalarmi mi ero comprato una stufetta elettrica, da accendere nei momenti della giornata in cui fa meno freddo del solito. Prodotto italiano, marca conosciuta, acquistato anche per dare una mano all'industria del mio Paese in un momento difficile. Ebbene, mi spiegate perché se è un prodotto italiano nella scatola che la conteneva c'è scritto "Made in China"? E perché sotto a un tostapane, che mi funziona benissimo da anni e che ho acquistato per lo stesso motivo di tipo "nazionalistico", c'è un cartellino che riporta la marca (italianissima), la città in cui risiede la fabbrica (nord Italia) e a fianco c'è scritto "Made in P.R.C." (che, se non sbaglio, dovrebbe voler dire Repubblica Popolare Cinese)?  Idem per il forno a microonde e per uno spremiagrumi. 
Io non so come funzionano queste cose del mercato globale, ma sarei stato più contento di leggere "Made in Italy", come si leggeva tanti anni fa. Perché se compri una cosa tedesca ti aspetti che sia stata fatta in Germania, italiana in Italia, francese in Francia... e via dicendo. Allora mi chiedo: ma se tutti dicono che i cinesi possono essere concorrenziali solo perché sfruttano e "schiavizzano" chi lavora, che bisogna stare attenti perché usano prodotti "pericolosi", che non bisogna comprare materiale elettrico perché in genere è privo di attestato di conformità... insomma, come ci dobbiamo comportare con queste cose che si leggono e si sentono tutti i giorni?
Cosa c'è di vero? E di falso? E i nostri operai, come vedono quegli imprenditori italiani che delocalizzano, soprattutto in Cina, perché facilitati dalla mancanza di vincoli burocratici rispetto all'Italia e si servono di manodopera a bassissimo costo per poi rivendere in Europa, magari a prezzo pieno, un prodotto finito costato sì e no un terzo? Ma pensate davvero che una situazione così debba durare in eterno? Non vi viene il dubbio che un giorno, più o meno lontano, tutta questa fragile impalcatura mercantile ci potrebbe crollare addosso travolgendoci tutti? 

San Valentino

Lo so, Amore mio, che questo disegnino non ti piace, ma te lo regalo lo stesso. Eppure, lipperlì, mi era sembrata un'idea carina, dolce; se vogliamo, anche molto colorata: noi due abbracciati,... uniti dal nostro sempiterno CardioAmore,... che ci avventuriamo verso l'ignoto,... tu con la borsetta nuova di vera finta simil nappa,... e la nuova casacca,... io con la mia giacca,... quella che mi tira un po' sui fianchi,... e le polacchine nuove,... quelle prese a un'asta su internet... ricordi?... per risparmiare qualcosa,... che non sai più cosa inventarti per proteggere quei pochi risparmi che hai messo da parte, e che ora - hai sentito che si dice in giro? - minacciano ancora una volta di prenderti, di rubarti, di rapinarti coi prelievi forzosi sul conto corrente,... come fece Amato nel '92... che poi, anche se corre, povero conto,... dove vuoi che vada? perché tanto lo trovano sempre. Però... però... si potrebbero togliere un po' di soldi dalla banca... ci avevi pensato? e metterli da qualche altra parte... da Giulio, per esempio, in campagna, ci avevi pensato? Come, Giulio chi? Ti ricordi... no, non "quel" Giulio lì,... l'altro,... anche lui ci ha detto che i suoi da un po' li conserva lì, nelle stalle, proprio sotto alle mangiatoie delle vacche... Macché!... Stai tranquilla che non ce li mangia nessuno... alle vacche gli euro non interessano... ai porci, a loro magari sì,... ma alle vacche no. Anche lui s'è accorto che in banca non gli stavano dando più nulla! Anzi... metti "dieci" e ti ritrovi con "otto", mi ha detto l'altra mattina. Che c'entra Bismarck? No... non parlavo della Germania. Dicevo "otto" come numero... Metti "dieci" e resta "otto"... è un modo di dire...
Allora si potrebbe fare così: ne ritiriamo un po' e ci lasciamo il minimo per le due rate che ancora dobbiamo pagare... Beh... qualcosina salviamo, e nelle grinfie di quei vampiri dei soldi nostri ce ne vanno di meno... fai un po' due conti: metti che abbiamo 5.000 euro in banca e che il prelievo sia del 6 per mille
(5.000 x 6 = 30.000 : 1.000 = 30 € è la somma che incamera/ruba lo Stato dai nostri risparmi); se però invece di 5.000 in banca ne abbiamo solo 2.000 perché 3.000 li mettiamo in salvo dalle vacche in campagna (2.000 x 6 = 12.000 : 1.000 = 12 € è la somma che ci verrà rubata, e noi avremo risparmiato 18 €). 
D'altra parte sono soldi nostri e non li portiamo neppure all'estero. E poi, le vacche di Giulio non sono neppure svizzere e non c'è reato. Insomma, come si dice, ce lo possiamo parare un po' il culo... oppure no?
Come?... hai ragione, Amore mio, ora capisco perché non ti piace il disegnino... è l'ignoto, quello che ti spaventa... però è proprio con l'ignoto che dovremo fare i conti d'ora in poi... però che San Valentino di merda, quest'anno!  


Crisi: verso la soluzione


Ieri sera avrei voluto scrivere due righe a corredo della vignetta, ma ero stanco. 
In più devo aver preso freddo nel pomeriggio, quando sono uscito a fare due passi per sgranchirmi le giunture. C'era un "sinibbio" gelato (ma senza neve) che soffiava da nord ovest e che mi entrava da tutte le parti. Mi ero coperto, forse troppo, e così dopo un po' ho iniziato a sudare. Ecco, dev'essere stata questa la causa, unita al fatto che non appena giunto a casa mi sono spogliato e devo aver preso freddo. Per farla breve, oggi ho la febbre e la tosse.
Accidenti accidentaccio! Erano anni che non mi ammalavo, e invece ci sono cascato come un bambino! Poco fa ho sentito per radio che ci sono 4 milioni di persone a letto, tra bambini e persone anziane (io appartengo ai primi), e il picco massimo si raggiungerà la settimana prossima. Così con me ora sono 4 milioni e uno, e ammalandomi ho anche dato un aiutino al picco massimo...
Ma, salute a parte, volevo fare altre riflessioni su tutto ciò che si è detto, si dice e si dirà sul governo "tecnico", facendo però una doverosa autocritica. 
Premetto che non nutro particolari simpatie per alcuno, e se mi trovassi sulla solita torre con Monti, Befera e la Signora Fornero, dovendo scegliere tra chi buttare di sotto non avrei dubbi: mi butterei io! 
Detto questo, però, devo anche ammettere che in poco tempo questi ministri-tecnici sono riusciti a fare ciò che la politica, da trenta o quarant'anni a questa parte, non ha mai fatto o voluto fare. E questo è il merito che riconosco loro. Di contro però, da parte nostra intendo, c'è la rabbia, secondo me giustificata, nei confronti di chi per trenta o quarant'anni è stato al governo sostanzialmente a grattarsi le balle. 
Basta ripercorrere all'indietro le pagine di alcuni giornali di qualche anno fa (io conservo molte cose: sono un conservatore!) e leggere quello che succedeva per farsi un'idea. Perciò, a parer mio, l'errore di questo governo è stato che anche questa volta è andato a intingere il biscotto nella solita ciotola, la nostra, ma ormai tragicamente vuota, mentre tali e quali sono rimasti, e quasi certamente rimarranno nonostante i peana profusi ai quattro venti, gli sprechi della politica. Gli esempi non mancano, a partire dai finanziamenti pubblici - oopss! - volevo dire dai rimborsi elettorali erogati anche a dei partiti ormai quasi spariti dalla circolazione, o tramutati in altre "cose", e che in fatto di "sparizioni" e "tramutagioni", chissà, potrebbero avere qualcosa d'interessante da raccontare a tutti. Soprattutto a qualche magistrato "curioso". 
Ciononostante, nessun referendum popolare, a partire da quello dei Radicali del 1978, vinto ma bellamente ignorato, per finire con l'ultimo del 1993, stravinto ancora dai Radicali ma reso inutile dagli astuti semasiologi governativi che ne hanno stravolto il significato post referendario per riproporcelo in salsa diversa e con ulteriori "aggiustamenti" negli anni successivi, nessun referendum abrogativo, dicevo, è mai riuscito a cancellarli questi finanziamenti-rimborsi geneticamente modificati.
Vi rifaccio la domanda: ma questi referendum, i cui costi paghiamo tutti, servono oppure no? Perché se servono si applicano le regole, altrimenti non fateli e quei soldi spendeteli meglio!
Insomma, ricordatevi che non abbiamo più l'anello al naso e che, anche se le precipitazioni atmosferiche in questi anni sono molto aumentate, nessuno di noi è "sceso a valle con la piena". Ormai i nostri diritti li conosciamo bene.
Perciò provateci, una buona volta, magari mettendo in atto leggi nuove e più chiare, meno "fumose", a perorare la nostra causa, se la ritenete giusta, e a punire severamente chi spreca, imbroglia, estorce e fa il furbo, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni, e mandatelo a casa! 
A casa, cazzo! E al suo posto assumete un altro che al lavoro ci tiene veramente, se lo vuole mantenere e non si "annoia". 
Diminuite le tasse alle imprese che assumono gli apprendisti e gli studenti usciti dagli Istituti Professionali, i quali imparano prima il mestiere e poi, se sono in gamba, potranno anche essere assunti.
Anche se, come dice qualcuno, "potrebbe essere monotono"... 
Poi, diminuiteci le tasse, a noi consumatori, altrimenti non consumiamo più nulla: a casa mia, per Natale, abbiamo comprato in un supermercato nr.2 panettoni Motta a € 2,50 cadauno. Totale 5 euri!! E basta!
Spumante non ne beviamo perché non ci piace e ci gonfia la pancia, e al ristorante non ci andiamo neppure durante l'anno, figuriamoci se ci andiamo per Natale o per Capodanno!  
A mezzanotte e un paio di minuti eravamo già sotto le coperte perché ci eravamo già rotti i coglioni anche dell'anno nuovo! E non è il primo anno. 
Ormai, anche se non abbiamo i contributi e non ancora l'età, siamo degli habitué del... letto anticipato.  
O... per caso ci vorreste impedire anche questo, e mandarci a letto a 67 anni d'età con quaranta di contributi?...
Buona notte. 
Ho la febbre quasi a 38! Ahhhh...ghh... come sto male!!!
E se aspettate che sia io a risolvervi i vostri problemi di economia, state davvero freschi!

Rating Italia


 
 Sembra... si dice... pare che il Parlamento nel mese di gennaio abbia speso la cifra di quasi un miliardo di euro.
(vedi puntata di "Porta a Porta" di giovedì 2 febbraio 2012, verso la fine, e cioè a 1:28:37 circa, l'intervento del Professor Tremonti):

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-fc58156c-360f-4632-9f33-0d8b7526b387.html#p=0

Spero di aver sentito male, o che, per il fatto che molti di noi ancora non si sono abituati a questo benedetto euro, spesso avviene che discutendo si scambino i milioni coi miliardi. Detto questo, tra accordi con le Regioni, emendamenti vari e altri fattori lunghi e difficili da elencare e per me da spiegare, se il "miliardo" del nostro Signor Bonaventura-Parlamento fosse davvero confermato, un aumento così considerevole della spesa pubblica, in un solo mese, non mi pare proprio la risposta giusta ai nostri problemi. Tanto più che la copertura, parziale, è avvenuta principalmente con aumenti di tasse varie, e il resto con altre da inventare.
Se l'Italia si dovrà salvare così, allora si salvi chi può!
Altro discorso, quello sul "posto fisso". Noioso? dice il Professor Monti. Può darsi, rispondo io. Ma evidentemente solo per quelli che i soldi e un posto già ce li hanno. Per tutti gli altri, invece, cioè per quelli che devono ancora costruirsi la vita, chiedere un mutuo per metter su casa e famiglia, pur se bisogna prendere atto che il mondo è cambiato, credo sia di gran lunga preferibile un posto fisso a una disoccupazione fissa. E se il governo crede di far crescere il lavoro a suon di decreti, pur battezzandoli con nomi tra i più fantasiosi e beneauguranti, secondo me si sbaglia di grosso. Il lavoro cresce se ci sono i presupposti, soprattutto psicologici e in termini di esistenza e di stabilità del proprio posto di lavoro, e perché questa crescita avvenga credo sia indispensabile anche la certezza di poterselo mantenere, a lungo, nel tempo.

Evasione fiscale

Falsi invalidi, falsi redditi, falsi poveri... insomma, in questi giorni pare che i protagonisti di questa Italia "falsa" e "imbrogliona" siano più di quanti immaginavamo. E a finire nella tagliola degli investigatori, che si sono mobilitati in massa per scovare inusitati tenori di vita che non rispondono esattamente alle dichiarazioni reddituali degli investigati, scopriamo le categorie più disparate dei furbi anti-imponibile.
Tra le spese individuate come "voluttuarie", utili per ricostruire l'imponibile di ciascuno di noi attraverso i redditi dichiarati, oltre alle solite case, macchine di grossa cilindrata, barche, cavalli, investimenti, depositi bancari e tutto il resto, ho letto anche di "attività ricreative" non meglio specificate. 
Ebbene, l'altra sera, passeggiando per la mia città, mi sono imbattuto in un Centro dove si pratica il Thai Chi Chuan - che non è il nome del cuoco del ristorante cinese dietro l'angolo -, disciplina antichissima che, oltre ai noti benefici fisici per gli acciacchi legati all'età, mi dovrebbe allungare la vita e ridurre lo stress. E questa eventualità, qualora ne fossi beneficiato, probabilmente cozzerebbe con quanto il nuovo governo, tecnocraticamente crudele, forse avrebbe previsto per una categoria, quella dei pensionati, la mia, a torto o a ragione considerata improduttiva e parassita e perciò un peso per la società.
Così non riesco a decidermi. Che faccio: mi iscrivo e divento "forte come un taglialegna, agile come un bimbo e posato come un saggio", ma rischio di finire sotto la scure dell'Agenzia delle Entrate, oppure mi tengo il mal di schiena e i rischi cardiocircolatori fregandomene dell'osteoporosi e della depressione?   
C'è da chiedersi però, in questa novella epopea del 740, dove fossero finiti i controllori in tutto questo tempo, visto che di evasione fiscale sono anni che se ne parla. 
Che abbiano preso tutti... fisco per fiaschi?