Salutamassòreta

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Festa del Lavoro 2012



                                          FESTA DEL LAVORO

Nel corso degli odierni festeggiamenti in onore della crisi e della disoccupazione, chi ancora ce la fa e ha la forza di protestare si riversa nelle piazze di tutta Italia a far sentire la sua flebile voce.
Anche Monti, a dire il vero, pare che abbia fatto sentire la sua, per niente flebile, nel corso dell'ultimo Consiglio dei Ministri, ai politici presenti.
Si è risentito, il prem..., il Presidente del Consiglio, perché in poche parole gli hanno detto che per fare quello che ha fatto il suo governo bastava un amministratore di condominio, e non un esercito di emeriti professori.
Ma, se mi riesce, cercherò di andare per gradi. E scusatemi se mi allungo.
E' ormai sotto gli occhi di tutti che le classi più deboli di questo Paese sono al lumicino. Tasse di tutti i tipi, aumenti delle bollette e della roba da mangiare, presunte vessazioni e abusi da parte di Equitalia, delle banche che non danno una lira e altre cose che tutti tristemente abbiamo imparato a conoscere. 
Ma anche tagli sugli stipendi, già miseri, e sulle pensioni, senza tener conto delle fasce di reddito neppure per quanto riguarda l'Imu sulla prima casa. Così la protesta monta, è normale, furiosa, nei talk show televisivi, nelle radio, sui giornali, per riversarsi infine come un fiume in piena nelle strade. Ancora non siamo allo scontro fisico, ma poco ci manca.
E quando avverrà, questi poveracci che ormai chiedono solo di sopravvivere, quelli a cui ancora una volta hanno tolto le ultime gocce di sangue, dovranno vedersela con altri poveracci come loro: le Forze dell'Ordine, che per giuramento di fedeltà alla Repubblica e alle Sue leggi saranno costrette a intervenire. Dico subito che io, al posto loro, farei obiezione di coscienza. Anche perché non credo che ci sia molta differenza tra lo stipendio di un poliziotto e quello di un operaio, ed è molto probabile che tutti e due, alla fine, in questa protesta, abbiano qualcosa in comune che li unisce.
In proposito, vi consiglio di cercare su internet le rivolte dei minatori Sardi di Buggerru agli inizi del '900, che hanno una incredibile analogia con molte cose che stanno accadendo di questi tempi. Ovvero: disparità di trattamento tra i minatori sardi e quelli "continentali", condizioni di lavoro disumane, paghe da fame, nessun giorno di riposo settimanale, nessun contratto di lavoro e numerosi incidenti mortali. Mentre dall'altra parte, la vita dei dirigenti e delle loro "nobili" famiglie si svolgeva, come sempre, tra le piacevolezze e i privilegi da sempre riservati alla "casta". 
La goccia che fece traboccare il vaso fu la riduzione a una sola ora della pausa che intercorreva tra il turno di lavoro mattutino e quello pomeridiano. Perciò i minatori, la cui vita sembrava appartenere di fatto alla società che gestiva le miniere, a questa ennesima angheria fecero presenti le loro richieste e, non ascoltati, iniziarono a scioperare. In massa abbandonarono i posti di lavoro e si diressero verso la direzione della miniera i cui dirigenti, spaventati, richiesero l'intervento del governo allora presieduto da Giovanni Giolitti. 
Così, da Cagliari, arrivarono due Compagnie di fanteria in assetto di guerra che fronteggiarono i minatori disarmati, i quali prima furono "invitati" ad abbandonare la piazza, poi minacciati con l'uso della forza e infine fu aperto il fuoco contro di loro. Quattro minatori furono uccisi e molti altri restarono feriti. Era il 4 settembre 1904.
Non fu però un episodio isolato. A Iglesias, l'11 maggio 1920, sempre per motivi "sindacali" legati alle insostenibili condizioni di lavoro alle quali erano sottoposti i minatori, Carabinieri e Guardie Regie aprirono il fuoco contro i minatori inermi che protestavano, uccidendone sei e ferendone alcuni.
Chi aveva ragione: la Società delle miniere, che badava solo al profitto; o i minatori, costretti a lavorare come forzati? 
Detto questo, non condivido la rivolta fiscale quando parta da un parlamentare della Repubblica - nel caso specifico il Ministro Maroni. Ma se rivolta fiscale dovesse esserci, dovrebbe partire dal basso. E' la gente, che si deve ribellare. Usando tutte le armi del dialogo che la legge, coi suoi codici, e la Costituzione, coi suoi articoli, mette loro a disposizione. Si denunci lo Stato, ladro autorizzato, e lo si porti in Tribunale. Si denunci lo Stato, che non paga chi ha lavorato per lui e lo porta al fallimento o al suicidio. Le tasse, quelle giuste, vanno pagate. Ma in misura equa. In nome di quella tanto sbandierata "equità" della quale spesso si riempie la bocca il nostro Presidente del Consiglio.
Ci sarà, mi chiedo, un avvocato che sia capace di farlo?

Referendum Sardegna 2012




Il 6 maggio 2012, domenica prossima, con un'unica convocazione degli elettori (e cioè che, se non andiamo, perdiamo questa opportunità. E poi non ci lamentiamo...), in ogni Comune della Sardegna si svolgeranno i 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali indetti ai sensi della L.R. del 17 maggio 1957, n. 20  sul referendum popolare, in applicazione degli artt. 32 - 43 - 54 dello Statuto speciale per la Sardegna, vedi: 

http://www.regione.sardegna.it/j/v/80?s=133021&v=2&c=7324&t=1

Essi riguardano, tra le altre cose, anche l'abolizione delle Province e la riduzione a 50, dagli attuali 80, del numero dei Consiglieri regionali, da più parti richiesta ultimamente.
Per chi volesse saperne di più, i quesiti proposti - ciascuno riportato su schede dai colori diversi - sono elencati su questa pagina:

http://www.regione.sardegna.it/argomenti/attivita_istituzionali/referendum2012/

La formula è sempre la stessa: "Volete voi che sia abrogata... ecc. ecc."
Chi vota "", propone la cancellazione della legge; chi vota "No", mantiene le cose come stanno.

Ulteriori notizie le trovate qui:

http://sardegna.blogosfere.it/2012/04/referendum-sardegna-2012-ecco-il-manifesto-ufficiale-diffondiamolo.html

Patto per la crescita

Quand'è che la smetteremo di fare i sudditi leccaculo della Germania?

 Ma questo Stato non se la piglia solo coi cittadini, e infatti ora, a torto o a ragione, prova a infilare le mani anche nelle tasche di alcuni amministratori locali. 
Dalle ultime notizie, pare che  a causa della sovrastima del gettito Imu da parte dello Stato e della strampalata "compensazione" studiata dai professori - un po' come spesso avviene con gli "studi di settore" -, alcuni Comuni (oltre 200), oltre a non beccare un euro dallo Stato, saranno costretti a restituire all'erario una bella fetta dei contributi in passato ricevuti. 
In pratica, se il Mef (che sta per Mi(ni)stero Economia & Finanze) ha già previsto che con l'Imu sulla prima casa il Comune debba incassare 100 (ma in effetti ne ha incassato solo 70), la differenza (e cioè i 30 che però non ha incassato) la deve comunque versare all'erario utilizzando i fondi precedentemente incamerati. Un meccanismo assurdo che, nella migliore delle ipotesi, a seconda da quale parte si guarda, costringerebbe i Comuni a rivalersi in qualche modo sui cittadini.
E se dietro a tutto quanto ci sta calando tra capo e collo in questo periodo, oltre alla crisi (causata da chi, poi?), c'è davvero l'Europa con le sue direttive economiche, oggi viene da chiedersi se ne è valsa veramente la pena aggregarsi a un simile carrozzone senza aver prima stabilito delle regole chiare e ben precise alle quali tutti, e dico tutti indistintamente, avrebbero dovuto aderire. Ognuno con la propria sovranità, e senza i soliti vergognosi calamenti di braghe ai quali da tempo ci hanno abituato i nostri governanti.  

Campagna elettorale 2012


Art. 47 della Costituzione:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese"
.

Art. 53 della Costituzione:

"Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività"
.

Chiaro, no? Non mi sembra che ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni. 
Perciò, o la Costituzione è "acqua fresca", o "aria fritta", se vi piace di più, oppure nel nostro Paese c'è davvero qualcosa che non va. 
La stessa Corte dei Conti, nelle parole del suo Presidente, ci ha fatto sapere che le tasse sono troppe e che il Paese è in preoccupante recessione. 
E, aggiungo io, ormai hanno raggiunto livelli insostenibili.
Per questo, i sindaci di molti Comuni italiani (uno di questi è Pontinvrea, in provincia di Savona), per non rendersi complici di chi induce i poveracci al suicidio, sono sempre più d'accordo a non far pagare l'Imu sulla prima casa. 

Correzione:

Avevo scritto che:
 

"Anche perché, andando interamente allo Stato (che solo in seguito deciderà quanto restituire in percentuale al Comune), non porterà alcun vantaggio economico immediato alle casse comunali.
  Diverso, invece, per le seconde case, la cui metà dell'imposta andrà allo Stato".

Ma siccome sull'Imu, a distanza di poco più d'un mese dalla prima scadenza, c'è ancora una tale confusione da non riuscire a raccapezzarsi, quasi certamente avevo scritto delle cazzate. Perdonatemi, ma non l'ho fatto apposta. 
Così stamani, nel corso della mia dichiarazione dei redditi per il 2011, ho appreso che l'Imu per la prima casa andrà interamente ai Comuni. 
Mentre per quanto riguarda le seconde case, una percentuale andrà allo Stato e il resto (ancora da definire) andrà ai Comuni.
Sempre che l'informazione ricevuta sia esatta. Anche perché ogni giorno cambiano e se ne inventano una nuova. Come l'Imu bis...

Nota:

Finalmente ho trovato quello che stavo cercando, ovvero il Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, coordinato con legge di conversione 22 dicembre 2011, n.214, pubblicato sulla G.U. del 27 dicembre 2011, n.300, altrimenti chiamato "Manovra Salva Italia", che, all'art. 13, comma 11, recita testualmente:

"E' riservata allo Stato la quota di imposta pari alla meta' dell'importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell'abitazione principale e delle relative pertinenze di cui al comma 7, nonche' dei fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al comma 8, l'aliquota di base di cui al comma 6, primo periodo. La quota di imposta risultante e' versata allo Stato contestualmente all'imposta municipale propria. Le detrazioni previste dal presente articolo, nonche' le detrazioni e le riduzioni di aliquota deliberate dai comuni non si applicano alla quota di imposta riservata allo Stato di cui al periodo precedente. Per l'accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposta municipale propria. Le attivita' di accertamento e riscossione dell'imposta erariale sono svolte dal comune al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attivita' a titolo di imposta, interessi e sanzioni".

Come al solito, è richiesta la presenza di un esorcista che ci traduca il testo dal "burocratese demoniaco" all'italiano semplice, perché tutti possano capire... 

Sarà dunque una battaglia politica, coraggiosa e senza precedenti, da parte di chi si è messo sul serio, e non a chiacchiere, al servizio dei cittadini che è chiamato ad amministrare. La buona politica, se si vuole, si fa direttamente sul territorio. Anche perché la gente te la ritrovi davanti tutti i giorni.
Dal canto suo il Presidente Napolitano, tra una commemorazione e l'altra, non dimentica di ricordarci "che il momento è difficile", "che la Grecia è sempre in agguato", "che tutti sono chiamati a fare sacrifici per il bene del Paese".
Ma chi sono, davvero, questi "tutti"? Siamo sicuri che da questa generale  "chiamata alle armi", non vi siano ancora degli esclusi che continuano imperterriti a godere di quei privilegi a loro riservati? E' forse un peccato ricordarlo? E' antipolitica, questa? O, invece, è solo sete di giustizia?
Perché l'antipolitica, parola in voga di questi tempi sulle bocche di molti, di certo non la facciamo noi. L'antipolitica la fanno a Roma i nostri governanti. Perché se per "antipolitica" s'intende il menefreghismo, il qualunquismo, l'indifferenza e la noncuranza verso il prossimo e i suoi bisogni, mi pare che gli esempi che ci sono venuti dalla politica e da chi in questi ultimi anni l'ha rappresentata al peggio, non manchino.  
In merito aveva detto qualcosa, tempo fa, un leader politico che della correttezza aveva fatto la sua bandiera: Enrico Berlinguer.  
E, insieme a lui, ricordiamoci dell'apologo di Menenio Agrippa: vecchio, ma mai attuale come adesso!
Intanto si scaldano i motori in vista delle future elezioni. Le promessine che sentiamo provenire dai Bersani, dagli Alfano, dai Casini, dai Bocchino, dai Fini e da tutto il resto dei partiti e partitini occupati a rifarsi il trucco, ci ricordano che siamo già in campagna elettorale e che presto saremo chiamati a votarli. Ancora?! Ma non li avevamo già votati? E per che cosa? Per portarci dove siamo adesso?
Iniziate a tagliare la spesa pubblica, invece, subito e partendo dai "palazzi". Dopo, forse, vi crederemo e, forse, vi voteremo.
Francesco Dotti

Processo Ruby

"E... i travestimenti?" 
"Certo, durante l'assemblea c'era chi si travestiva da amministratore, chi da condòmino, chi da proprietario, e una volta deliberati i lavori da fare, secondo la tabella millesimale, veniva ripartita la spesa da sostenere".

Cagliari - Centro storico

Faceva ancora un po' frescuccio, l'altra mattina, quando con l'inseparabile Alberto ci siamo uniti alla la fila di utenti in coda davanti agli sportelli di alcuni uffici pubblici per avere chiarimenti su F24, detrazioni per nucleo familiare, Imu, Ici, Irpef e nuova "tassa di scopo" di prossima istituzione. 
Insomma, tutta "robetta" allegra e spensierata...
Quando siamo usciti, per farci passare l'incazzatura che di solito accompagna simili visite, abbiamo fatto un bel giro nel centro storico di Cagliari sospinti da un piacevole vento di maestrale che, dopo le piogge dell'altra notte, aveva reso l'atmosfera tersa e pura aumentando incredibilmente la visibilità aeroterrestre.
Muniti dei soliti conforti ottico-fotografici, ci siamo diretti alla volta del centro storico addentrandoci tra vie e viuzze, piazze e piazzette, chiese e chiesucce, case e casette, riprendendo e fotografando tutto il fotografabile e il riprendibile. E quello che vi mostro qui sotto è il risultato, spero gradito, del nostro breve viaggio.


Questa è la Basilica di N. S. di Bonaria, vista dal basso dell'ampia scala che dal Viale Diaz porta sul sagrato della Basilica. 
La Storia narra che il 25 marzo 1370 un veliero spagnolo in navigazione lungo la costa di fronte a Cagliari fu colto da una tempesta e costretto, per non affondare, a gettare in mare tutto il suo carico tra cui una grande cassa dal contenuto misterioso.
Non appena la cassa toccò la superficie dell'acqua, la tempesta si placò e la cassa, sospinta dalla corrente, guidò la nave e il suo equipaggio al sicuro sulla spiaggia proprio di fronte all'allora piccolo tempio.
Trasportata in chiesa e aperta, la cassa svelò il suo contenuto: una statua di legno della Madonna con il Bambinello in braccio.
Da quel giorno, la Vergine di Bonaria diventò la protettrice di tutti i naviganti e prova ne sono i numerosi ex voto custoditi all'interno della Basilica.


 Per maggiori informazioni, vi consiglio di andare su questo sito:


Per la precisione, questa Basilica non si trova nel centro storico ma sul colle di Bonaria, nei pressi dell'omonimo cimitero monumentale entrato in funzione nel 1826 e dismesso nel 1968.

 
 E questo è il magnifico panorama della Città che si gode dal colle di Bonaria.


Percorrendo tutto il Viale Diaz in direzione del Porto, si incontra la Via Roma.
Giunti nei pressi del Municipio si svolta a destra e, imboccato il Largo Carlo Felice, dopo Piazza Yenne (in onore del viceré, marchese Ettore Veuillet d'Yenne), si prosegue verso Via S. Margherita e Via S. Giorgio (nei pressi del vecchio Ospedale S. Giovanni di Dio) e si sale in Via Tommaso Porcell (medico illustre, nato a Cagliari nel 1525)
Da qui, imboccando la Via dei Genovesi, si può visitare il vecchio Castello di Cagliari, oppure, prendendo a sinistra la Via Fiume, si sale fino sul colle di Buoncammino.


Entrati in Via dei Genovesi, subito a destra c'è la Via Santa Croce e la Via Corte d'Appello, con la chiesa di Santa Maria del Monte (XVI secolo, in stile gotico-catalano), attualmente sede del Sovrano Militare ordine di Malta. 
Più avanti, dopo un suggestivo porticato, si arriva ai bastioni di Santa Croce dai quali un altro spettacolare panorama della Città appare ai nostri sbigottiti occhi.



Tra Via Corte d'Appello e Via Santa Croce c'è la bellissima chiesa di Santa Croce, in origine sinagoga della comunità ebraica presente in Città prima dell'espulsione del 1492 per volere di Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia.


 Per maggiori informazioni, consultare Wikipedia:  

http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Croce_%28Cagliari%29



(continua...) 

Molentargius - Capanno Perdalonga


La stessa cosa che ho scritto per il percorso pedonale di Viale Colombo, e cioè che le tasse si pagano volentieri quando servono per qualcosa di utile, vale anche per queste immagini.
Siamo all'interno del Parco di Molentargius, e questo è il capanno di avvistamento di Perdalonga.

  
Ci si arriva comodamente, a piedi o in bicicletta, da Quartu S. Elena, entrando sia dal Viale Colombo (per l'occasione stanno ultimando una pista ciclabile), che dalla Via Don Giordi (una traversa di Via della Musica, che si snoda all'interno del Parco e arriva fino a Cagliari).


Costruito diversi anni fa per facilitare l'osservazione dell'avifauna (birdwatching, direbbe il nostro Monti) presente negli specchi d'acqua all'interno del Parco, era da tempo in brutte condizioni e lo avevano chiuso al pubblico. 



Ma l'altro pomeriggio, durante la consueta passeggiata nella quale spesso mi accompagna l'amico Alberto, l'ho trovato ricostruito nuovo di zecca e per di più che faceva ombra a una comoda panchina dalla quale si gode tutto il panorama del Poetto e delle Saline, Sella del Diavolo compresa. Bellissimo!

Mentre questo è il filmato della ditta costruttrice che mostra, in sintesi, le fasi della sua realizzazione:



E naturalmente, anche in questo caso la popolazione tutta ringrazia.

Def 2012: programma di stabilità e riforma

Pur non avendo mai fumato una canna in vita mia, sono letteralmente stupefatto. Passa il tempo e dal governo si continua a sentir parlare di "equità", "sobrietà", "lavoro", "stabilità", "innovazione"... mentre contemporaneamente vengono nominati "crescita", "obiettivi europei" e "rilanci dell'economia", con annessi fantomatici "pareggi di bilancio nel 2013"
Intanto i consumi sono fermi, nessuno compra più nulla e la gente è disperata.
Poi, con cadenza quasi mensile, a destra e a manca, emergono vergognosi avvenimenti che scopriamo avere a che fare con la corruzione, con la distrazione di fondi pubblici e con tutto il resto che l'italiota fantasia truffaldina ci suggerisce. Così le questioni etico-morali che hanno interessato alcuni partiti e la stessa politica ci confermano, ahimè, che il sospetto che avevamo di navigare in acque burrascose oggi è diventato certezza. E siccome nessuno di quelli che contano, almeno finora, ha voluto togliersi nulla, questa situazione mi fa pensare al marinaresco "si salvi chi può!" in cui i topi sono tra i primi ad abbandonare la nave che affonda. Naturalmente ciascuno ben aggrappato al proprio pezzo di formaggio d'ordinanza, infischiandosene delle inutili trappole incontrate durante il percorso, alla faccia di donne e bambini.
E' altrettanto chiaro che non tutta la politica, e con essa chi in buona fede la esercita, fa schifo. Ci sono, è vero, pur sempre delle eccezioni che hanno a cuore le sorti del proprio Paese e che s'impegnano per bene amministrarlo. Ma forse sono troppo pochi e divisi da idee talvolta diverse. Oppure contano poco perché sono poco rappresentati. Ma basterebbe, secondo me, che queste forze buone per un po' lasciassero da parte ideologie e personalismi e, vivaddio, si unissero concorrendo tutte insieme per il bene di tutti noi, e il gioco sarebbe fatto.
Ma la politica ha i suoi costi, checché ne voglia la "spending review", e ogni parlamentare, è bene ricordarlo, ci costa 1 milione e 700 mila euri all'anno, mentre i vitalizi della Camera ce ne costano, sempre in milioni di euri, 138 all'anno. Poi ci sono i palazzoni governativi utilizzati - e non - da alcuni ministeri, ma di proprietà di privati, per i quali si parla di altri milioni di affitto all'anno. Senza contare le spese di manutenzione e pulizia che ammontano ad altre svariate centinaia di migliaia di euro, oltre agli stipendi per i dipendenti di questi e di altri palazzi, che da soli guadagnano più del Re di Spagna.
E ancora le Province e gli Enti inutili, per il cui mantenimento paghiamo, in tasse e tassine più o meno nascoste, oltre 4 miliardi di euri all'anno.
Ma dice che "stanno lavorando per una razionalizzazione di queste spese"
Quella "spending review", di cui si parla e si continua a parlare. Tanto, le parole sono gratis.
Quello che non è gratis invece sono le tasse che paghiamo, sempre noi, i soliti fessi, per una mangiatoia istituzionale mai satolla e che usa i poveri per mantenere i ricchi.
Infine, ma potrei continuare a scrivere per tutta la settimana, i "rimborseggi elettorali" (come qualcuno li ha chiamati) pagati ai partiti. Secondo la Corte dei Conti, dal 1994 al 2008 essi partiti hanno percepito 2,25 miliardi di euri e ne hanno spesi un quarto. Come a dire che hanno speso 1 euro, a fronte dei 4 percepiti. Con un surplus, in positivo dunque, di 1,67 miliardi di euri che sono rimasti nelle casse dei partiti. E ora si parla dell'ultima tranche che dovrebbero incassare - dai 100 ai 180 milioni di euri -, il cui pagamento è previsto per il prossimo luglio. Basterebbe rinunciarvi, questa volta con un bel decreto e non con un disegno di legge destinato a perdersi nella notte dei tempi, e con quei soldi, per esempio, si coprirebbero le spese, udite! udite!, di cancelleria, o "beni di consumo", del solo Ministero della Giustizia, risparmiando una cospicua fetta della spesa pubblica.
Per oggi mi fermo qui, perché le palle mi stanno girando così vorticosamente che rischiano di uscirmi dal "cerchio magico" della mutanda.
Francesco Dotti

Quartu S. Elena e i suoi fiori

Oggi, o ieri, ma potrebbe anche essere l'altro ieri o ieri l'altro, ho scattato alcune foto nella campagna circo e poi stante Quartu S. Elena, la bella cittadina quasi attaccata a Cagliari piena di giardini ombrosi e fioriti, e anche ben curati. 
Munito dei conforti fotografici che mi porto sempre tra capo e collo quando mi muovo, quindi, ho così ripreso campi e fiori che questa indecisa primavera ci regala deliziandoci con le sue impensabili giornate piovoassolate e alquanto freschine anzichenò. Eccoli qua!


 Papaveri lontani


Papaveri vicini


Campo campestre


Margherite gialle, con ape (o vespa) 


Margherite gialle, con bacherozzo (Deraeocoris olivaceus, o Angulolarioptheralactocerus Dominicalis, nella sua variante festiva - l'ho fotografato domenica pomeriggio al parco -, o quello che vi pare tanto non lo trovate da nessuna parte perché sono tre giorni che lo cerco e se qualcuno lo trova vince un giro alle giostre o una vacanza alle Maldive)

Allora? Vi sono piaciute? A me sì, e così spero di voi. Non c'è male, grazie.
Buona giornata.

Garibaldi Eroe di fatto


Col contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, della Provincia di Siena, del Comune di Siena e della Biblioteca comunale degli Intronati, in occasione dell'esposizione organizzata per la XXI edizione di "Leggere è volare. Festa del libro per ragazzi e giovani", nell'ottobre del 2011 è stato dato alle stampe a cura degli Editori Del Grifo il volume di Lele Vianello "Garibaldi Eroe di fatto".
Nel suo racconto, con la prefazione di Simone Bezzini, Presidente della Provincia di Siena, Marco Saletti, Assessore alla Cultura del Comune di Siena e Vincenzo Mollica, questa volta Vianello ci delizia con la storia dell'Eroe che contribuì a costruire l'Italia e la cui immagine è rimasta indelebile nei nostri cuori.



Oltre 100 pagine, sceneggiate e disegnate da uno degli Autori più significativi del fumetto italiano che è stato per lunghi anni collaboratore del Maestro Hugo Pratt.
In questa storia, raccontata per bocca di un giornalista inglese partito per l'Italia per intervistare l'Eroe dei due Mondi, la fervida e poetica fantasia di Vianello ci fa rivivere l'intera epopea del Generale ormai a riposo nella sua Caprera.
Un libro che si legge tutto d'un fiato, ed è un vero peccato che finisca così presto.



Per coloro che volessero acquistarlo, il libro è disponibile on-line a questo indirizzo:
http://www.grifoedizioni.com/

Francesco Dotti  


Di seguito, alcune immagini dell'Amico Lele, quando mi onorò della sua visita in Sardegna alcuni anni fa


 A Castelsardo

Sulle orme degli antichi abitatori dell'Isola

 Alla "Valle della luna" (Santa Teresa di Gallura)

 Colazione tra i boschi del Monte Limbara (ca. 1300 metri s.l.m.)

 Punta Balistreri (Monte Limbara)

 Da Sèdini a Costa Paradiso (Nord Sardegna)

E così, oltre a vedere come eravamo qualche anno fa, vi ho mostrato anche un po' di Sardegna. E scusate se è poco...

Casini a Porta a Porta

Durante la puntata di Porta a Porta dell'11 aprile scorso (vedi "Casini, Maroni, Di Pietro in prima serata":  http://www.portaaporta.rai.it/dl/portali/site/page/Page-0e5050a3-ea62-4bc5-9e4c-d5b26c958aca.html )
è stato chiesto all'on. Casini se i nostri sacrifici alla fine sono stati utili. 
E Casini ha risposto candidamente, e pari pari vi riporto le sue parole, che "è stato chiamato Monti perché l'Italia stava andando in bancarotta" [...] che "venivamo da due fallimenti: prima quello del governo Prodi, poi quello del governo Berlusconi. L'Italia stava andando a rotoli, e Monti s'è trovato, in tre-quattro mesi, a fare provvedimenti che da lungo tempo andavano fatti e sono stati rinviati" [...]  
Poi continua, elencando fra tali provvedimenti: la riforma della previdenza, con gli "scaloni" fatti da Maroni e poi tolti da Prodi, le semplificazioni, la riforma del lavoro, le liberalizzazioni, aggiungendo che queste riforme "possono sicuramente essere in astratto fatte meglio perché il meglio naturalmente c'è sempre, ma il meglio è anche nemico del bene e tante volte per cercare il meglio non facciamo le cose che si possono fare e si debbono fare oggi e subito. Adesso è il momento della crescita. Ma sappiamo bene che Monti la bacchetta magica non ce l'aveva. Qui si tratta di riprendere una strada che per anni è stata abbandonata. Quell'ammontare di debito pubblico, quella grande pila di denaro che è il debito pubblico che è davanti a me (e Casini indica i montarozzi di monete di cartone che Vespa ha plasticamente esposto in trasmissione, ndr), e quella pila un po' inferiore di denaro che è il prodotto interno lordo, il famoso Pil. L'Italia cresce poco, non da oggi; negli ultimi quindici anni è cresciuta la metà della media europea. Perché? Perché naturalmente abbiamo alcune aree del Paese infestate dalla criminalità, perché abbiamo una burocrazia che è pervasiva, perché abbiamo un'evasione fiscale che è intollerabile in un Paese che deve essere adeguato a quelli che sono i parametri europei. In più abbiamo una crisi internazionale, che l'Europa non riesce a fronteggiare [...] Allora, oggi i cittadini italiani debbono avere una certezza, tra tante incertezze che tutti noi abbiamo a partire da chi vi parla, ma una certezza la gente la deve avere: che questi sacrifici non sono inutili. Che questi sacrifici ci hanno già evitato di cadere nel baratro [...] Certo, il percorso deve riguardare tutto e tutti. Senza esclusioni"
Poi parla del lavoro in nero, dell'evasione fiscale, della pressione fiscale che non può essere aumentata perché è a un livello limite, e chiarisce che "si deve dare un taglio alle spese vive, e infatti il governo, dal giorno dopo che si è insediato, sta parlando della famosa "spending review", cioè della rivisitazione delle singole voci di bilancio da tagliare. E' un lavoro che tre o quattro mesi minimo li comporta. E' chiaro che bisogna fare dei tagli della spesa pubblica" [...]
Discorsi che sento da quando ero piccino. E ora che sono cresciuto vi posso confermare che sono rimasti solo discorsi.
Come quelli sul finanziamento pubblico dei partiti, e dei 100 milioni di euro che entro luglio, sempre i partiti, dovranno prendere e ai quali dubito che rinunceranno. Come l'abolizione delle province, dei tagli dei parlamentari, del dire basta agli sprechi dei palazzi e di tutti gli altri buoni propositi che, siccome se ne parla in ogni occasione, ormai appaiono come già fatti. E invece no.
Ma tutti lo sanno, anche i sassi, che l'on. Casini è sempre stato all'opposizione. E quindi non ha colpe.  
Viene da chiedersi, a questo punto, siccome tutti sono innocenti e la colpa è sempre degli altri, che colpe abbiamo noi cittadini per meritarci tutto ciò che da tanti anni dobbiamo ingoiare da parte di chi invece di governare bene il Paese in cui viviamo evidentemente si è dedicato ad altro.
Soprattutto perché, oltre a non essere all'opposizione, non eravamo neppure al governo.

Fondi ai partiti

Povero Bossi! Allora è vero che i parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più fanno male...

Pari opportunità

Sostituite le pantagrueliche abbuffate di una volta, fatte di uova & colombe, agnelli & bistecconi, orate e gamberoni con più recessivi brodini e un paio di fettine, la nostra Pasqua si è conclusa davanti a una semplice torta di ricotta, peraltro ottima, fatta da mia moglie. Più o meno com'è successo lo scorso Natale coi panettoni: solo due, e in offerta, che non aveva fatto mia moglie.
Tra un paio d'ore, infine, anche la Pasquetta sarà un ricordo: trascorsa in casa, contando i pochi risparmi rimasti di una pensione sempre più magra, aspettando giugno e le nuove trovate del governo "Salva Italia". Anzi, per dirla con il nostro Presidente del Consiglio: "Save Italy".
Ma va bene lo stesso, perché i brodini e le fettine, uniti alle torte di ricotta delle quali mia moglie è famosa, ci sostengono ugualmente e per di più non ci fanno ingrassare. E se pensano di fiaccarci, non solo nello spirito ma anche nel fisico, hanno sbagliato indirizzo.
E a proposito di indirizzi, eccone un paio che ultimamente sembrano riscuotere parecchio successo...

Campagna toscana

Questa, invece, è una tempera su carta (sempre preparata con un fondo a tempera lavabile) che raffigura una campagna toscana con armenti al pascolo. Risale al 1997, dopo un viaggio nella Maremma, e fa parte di una serie di tempere di formato piccolo (33 x 12) che avevo preparato per una mostra... che non ho mai fatto!

Parco Molentargius

Dovete sapere che alcuni giorni fa, mentre imbiancavo una parete di casa con della tempera rigorosamente lavabile, mi era venuto in mente di stenderne un velo leggero sopra uno spezzone di cartoncino con l'intenzione, prima o poi, di trasformarlo nel solito quadruccio. Così oggi, reduce dal consueto giretto all'interno del Parco di Molentargius, ispirato dall'arrivo della primavera che tutto satura di colori e profumi, sono rientrato a casa e ho dato libero sfogo ai rimasugli di ricordi che la mia ormai labile memoria era riuscita a fissare di quelle immagini. 
Ho preso il cartoncino, ho schizzato a matita i contorni di un panorama ormai a me familiare e poi ho provato a usare l'acquerello. Giusto per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Ebbene, il fondo di tempera lavabile che avevo steso sul cartoncino, pur avendo reso il foglio quasi impermeabile all'acqua, non solo mi ha permesso di ottenere ugualmente le velature come se fosse un normale foglio per acquerello, ma ha accelerato l'essiccamento del colore sottostante e addirittura ha aumentato incredibilmente la scorrevolezza del pennello sul supporto (per ottenere ciò, i più esperti sono soliti usare il fiele di bue mischiato all'acqua).
E anche se il risultato finale, come sempre, è stato per me deludente, è valsa comunque la pena di provarci...

Distinti saluti,
il Pittore

Chiese della Sardegna


Ancora un paio di foto della bella chiesa di Sant'Elena, a Quartu.
L'ho virata seppia perché avevo finito i calamari, ma spero che vi piaccia lo stesso


Questa è la stessa, ma con un filtro rosso (e anche uno giallo) sull'obiettivo


Idem come sopra


 Idem, come idem come sopra


Questa è la veduta del lato destro. O sinistro. Dipende se si arriva da Cagliari o da Muravera


Idem come sopra


Questa è sempre la chiesa di Sant'Elena, prima della caduta del muro (che è ancora lì).

Questi sono ancora gli esterni. Per gli interni, dovete aspettare la fine delle feste.
Ciao a tutti e buona notte

Buona Pasqua!!

Mi dispiace, le uova le avevo finite e mi era rimasto solo un cetriolo! 
Tanto, di questi tempi, va bene lo stesso...

Ma gli auguri sono sinceri.

Francesco