Salutamassòreta

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Sardegna: continuità territoriale a rischio

Se la continuità territoriale sarà davvero a rischio, come si sente dire in giro, i sardi - me compreso, s'intende - d'ora in poi si dovranno attaccare...

Olbia





Mentre fava (imprefetto del verbo fare: io fava, tu fava...) mente locale sui disegni testé postati pocanzio, ovvero le due "chine" di Santa Teresa di Gallura, mi sono accorto che le avevo già messe tempo fa. 
Chiedo scusa. Si vede che sto invecchiando...
Allora tenterò di rimediare con altri due scorci, sempre "chinati", e sempre della Gallura, ma che si riferiscono a Olbia; città marittimo-turistica lungo i cui litorali ho trascorso gli anni di transito con catene dall'adolescenza avanzata alla pre-senescenza ritardata.
Dice sempre il Poeta: 
"C'è chi sceglie la Gallura per la bella abbronzatura, e chi nell'insenatura col gommon non ha paura di affrontare l'avventura. Qui si sfida la calura anche senza copertura, aspettando la frescura con maggior disinvoltura: «Anche questa volta, caro il mio cazzone, ti sei dimenticato l'ombrellone!!»"   
E' sabato, credo, e per un po' - diciamo una mezzoretta - non voglio aggravarmi la brachicefalia ventricolo-politica di cui sto iniziando a soffrire dopo aver sentito gli ultimi interventi sulla campagna elettorale prossima ventura. 
Cerea

Lo sceriffo Flanaghan

Questo non sono io. Ripeto: non sono io. E' lo sceriffo Gavino Flanaghan, barracello di un paesino dell'entroterra sardo a metà strada tra Capo Teulada e Capo Testa, incontrato in un assolato pomeriggio dell'estate di tre anni fa.

Esuberi banche

Eh sì, a causa della crisi ora pare che il prepensionamento obbligatorio toccherà pure al settore bancario. 
Si parla di 35 mila esuberi, e speriamo che anche questi non si trasformino in... esodi da aggiungersi agli altri perché sarebbe un'altra gatta - brutta brutta - che la Gent. ma Signora Fornero si dovrà pelare...

Legge di stabilità


E cosi il governo tecnico ci rifotte di nuovo. Bene, bravi, bis! Fa vedere che ci tende generosamente(?) una mano, mentre con l'altra, sapientemente mascherata dalle solite contabilità contorte - vedi le disposizioni, le relative modifiche, le conversioni, le sostituzioni, le abrogazioni, i commi bis e ter e tutto ciò che dalla "legge di stabilità" deriva -, alla fine di tutti questi bei discorsi ci toglie più di quanto ci dà. Naturalmente, facendolo sempre in nome dell'«equità». E anche del «rilancio dei consumi», figuratevi se non li nominavano!
Intanto, da ogni parte si dice che questa legge non porterà alcun vantaggio ma solo spese in più per le famiglie, e naturalmente un ulteriore calo dei consumi. Avviene così che, nel nome della "spending review", si facciano tagli sulla Sanità, sulla Scuola (manutenzioni ordinarie e straordinarie rinviate a "data da destinarsi"), sugli aspiranti carabinieri "idonei non prescelti" che avevano vinto il concorso ma che per decreto sono stati rimandati a casa (ricorreranno al Tar), ma non sui maxi-stipendi dei dipendenti pubblici, o sulle aziende municipalizzate, o su tanti altri strombazzanti proclami normativi, spesso oggetto di "obiezioni di legittimità costituzionale" e per questo rispediti al mittente.

E mentre i tecnocrati, se interrogati, continuano ad essere evasivi o muti, tutt'intorno fervono i lavori per l'occupazione delle prossime, comodissime poltrone: con Tizio che non vuole Caio, Pinco che chiede la separazione da Pallino, e con Sempronio che li rottamerebbe volentieri tutt'e quattro.

Decreto anticorruzione

Sul decreto anticorruzione il governo chiede la fiducia. Parola che, in questo caso, assume connotati inquietanti...

Legge di stabilità

Ieri abbiamo atteso fino alle due di notte le decisioni del governo, per sapere che le manovre non ci saranno più. Anzi, ci saranno sempre ma d'ora in poi si chiameranno "manutenzioni dei conti". E quella da 10 miliardoni di euri che si abbatterà di nuovo sul nostro Paese è proprio una di queste. 
I culi, che invece continueranno a chiamarsi culi, tanto per cambiare sono sempre i nostri. E ciò, nonostante si tenti di edulcorare la pillola con la diminuzione dell'Irpef messa sul tappeto come "svolta epocale" e poi rimessa sotto al tappeto dagli aumenti dell'Iva (all'11 e al 22%). Siccome ci saranno anche tagli per enti locali e regioni, alla fine resta da vedere se queste sforbiciate ricadranno ancora una volta sulle nostre teste mascherate da nuovi aumenti di aliquote Irpef e tasse comunali. Per non parlare della Sanità, della scuola e dell'introduzione dell'Irpef anche per le pensioni di guerra e quelle d'invalidità oltre i 15 mila euro (una bella sommetta!). Così dal prossimo anno chi non è morto in guerra potrà liberamente farlo con la propria pensione. Il beneficio viene esteso anche ai congiunti superstiti. Un bel vantaggio davvero!
Infine, tra le tante cose ho anche sentito parlare di "spinta all'incremento dei consumi" e di "aumento della produttività", con conseguente aumento della competitività del nostro Paese sui mercati internazionali, e mi chiedo come ciò sia possibile. Per non parlare della disoccupazione, e quindi di persone che non lavorano perché non hanno più un lavoro, che ovviamente non possono produrre un beneamato tubo. 

A questo punto, se si aumentasse miracolosamente la produttività (e cioè se si producessero più merci destinate alla vendita), mi piacerebbe sapere chi le comprerebbe ("aumento dei consumi") se ci costeranno di più in virtù degli aumenti dell'Iva. 
Conclusione: meno consumi = meno vendite = più attività che chiudono = più disoccupazione = meno incassi anche da parte dello Stato. 
Ma comprendere la logica di questo difficilissimo enunciato è compito dei "professori", di chi li sostiene in Parlamento e di chi ci mangia - e ci ha mangiato per anni - i soldi delle nostre tasse. Così vanno le cose.
E ormai siamo arrivati all'osso.

Coesione politica

Eh sì, con tutto quello che si sente in giro di questi tempi c'è davvero di che preoccuparsi. Tasse sottratte ai Comuni e dirottate verso personali "new spending" senza review; caste Regionali sovralimentate e casse svuotate a insaputa di tutti; partiti democratici fratturati e a rischio rottamazione; "cavalieri oscuri" incapaci di morire da eroi e tradotti nelle italiche bat-galere perché vissuti troppo a lungo ("You either die a hero, or you live long enaugh to see yourself become the villain" - Harvey Dent)... oltre agli ultimi bellicosi avvenimenti tra Siria e Turchia che preannunciano nuovi, cupi venti di guerra.
Insomma, qui non si dorme più la notte! Anch'io, sempre più spesso, mi sveglio madido di sudore sobbalzando sul letto e il mio pensiero corre immediatamente alle aziende in crisi, agli operai esodati e alla Fiat che non vende più neppure un tergicristallo. 

E soprattutto mi assilla la domanda: "Ma... Liam ama o no ancora Hope? E Nick... che farà: finirà nel letto di  Donna, o di Pam?" 
Carponio Prostrato (cittadino medio)

Cagliari: occupazione suolo pubblico Gabriele




A questo clima di sprechi generalizzati, di scandali legati ai costi della politica, di corruzioni e malaffare diffusi, ai quali si contrappongono cervellotici quanto irrealistici "tagli alla casta", anche il Comune di Cagliari attua la sua "spending review".
Gabriele Mattei, l'Artista di strada che da tempo intrattiene simpaticamente turisti e gente comune con un paio di gatti e alcuni topolini, ai sensi dell'art. 38 del Ddl 507 del 1993 e successive modifiche e approvazioni, dovrà pagare il "suolo pubblico".
Naturalmente corredando la sua domanda con tutti i dati richiesti dall'art. 8 del citato decreto, compreso il "disegno illustrativo dello stato di fatto, della dimensione della sede stradale e del posizionamento dell'ingombro"

Il luogo dell'«occupazione» sono i portici della centrale Via Roma, quasi di fronte alla "Rinascente".
Io, questo ingombro, l'ho visto: è una sobria e decorosa cassetta di legno, larga sì e no centimetri 40x50, dove sopra un tappetino rosso quattro topolini bianchi, due gattini e una paziente gatta se ne stanno tranquillamente raccolti senza recare fastidio a nessuno.
Che ci vuoi fare: la legge è legge e vale per tutti.


fonte: http://www.cagliaripad.it/it/news/settembre/14/gatto-topo/ 

Tempere



Queste sono due tempere realizzate per un lavoro pubblicitario.
Se vi piacciono, bene; sennò mi dispiace, ma piuttosto che parlare ancora di politica & corruzioni varie mi sembrano una discreta alternativa.
Intanto oggi è stato scoperto un altro "scandalo" tutto italiano:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/10/03/Riscuotevano-imposte-nome-Comuni-ma-tenevano-fondi_7568289.html

Incredibile, ma pare - e dico "pare" - tutto vero!!

Il grande Centro

Non ci vorranno far credere che fino ad oggi non hanno tirato a campare, perché non ci crediamo. Anzi, a campare hanno sì tirato, ma l'hanno fatto coi soldi nostri. Come del resto abbiamo fatto noi. Ma non coi soldi loro. E se permettete, soprattutto nei numeri, tra i due "tirare a campare" c'è una grandissima differenza, eccome! Perciò, al punto in cui siamo, con il cuore palpitante di sgomento e di paura, azzarderei che anch'io potrei dichiararmi favorevole a un Monti-bis. 
Anche - perdonatemi l'iperbole - se non fosse eletto democraticamente dal popolo, e se la propria disponibilità l'avesse dichiarata, invece che agli americani, agli italiani. A patto però che tutti gli altri se ne vadano a casa a fare quello che facevano prima(?) e non ci asfissino di nuovo con le combriccole "contenitrici" di chissà quali rimedi, perché non ci crediamo più. Per le strombazzate riforme dei partiti il tempo è scaduto. Dovevano pensarci prima. E adesso sarebbe troppo comodo rimettersi di nuovo intorno alla solita greppia come se nulla fosse accaduto, trincerandosi dietro l'indubbia rispettabilità internazionale della quale gode il personaggio Monti - un nome, una garanzia -, in un'improbabile ammucchiata di nomi e di idee che starebbero insieme al massimo da Natale a Capodanno. 
Anche perchè, siatene certi, la vigente legge elettorale difficilmente sarà cambiata. Ma se qualcosa dovessero cambiare, siate certi anche di questo, non sarà a favore degli elettori nei cui confronti s'inventeranno qualche nuovo pastrocchio utile a malapena per superare questo momento. Magari, che so, rischieremo di avere una democrazia in sospensione nella quale la sovranità passa subdolamente dal popolo alle banche: una specie di demotecnomonarchia plutoligarcopresidentocratica con buona pace di quel centinaio di elettori che, pur turandosi qualunque buco, si saranno recati alle urne. Perché se non cambi prima le leggi - molte, tra le quali quella sulla corruzione -, vai poco lontano. A cominciare dalla spending review (quella "cosa" sulle spese dello Stato), sempre ferma perché, malgrado le richieste, dalle "periferie" non sono ancora giunte le informazioni che ne consentirebbero l'avvio.