Salutamassòreta

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Arriveranno. E' solo questione di tempo. Parlo di nuovi tagli sulle pensioni, sulla Sanità pubblica, sui prossimi e variegati aumenti di tasse, senza contare le amputazioni più o meno truculente agli Enti locali, i quali, per colmare i vuoti di bilancio, li riempiono con nuovi aumenti di tasse e tagli sui servizi erogati che vengono come sempre scaricati sulle spalle dei cittadini. Questo è il prezzo che stiamo pagando per rimanere in Europa. Un'Europa che si sta dimostrando cinica e bara, e che ci costringe a sacrifici immani e intollerabili. E se almeno servissero a qualcosa, questi sacrifici, tutto ciò sarebbe anche comprensibile, invece è solo il prolungamento di un'agonia che in breve ci condurrà a morte certa. E' solo, ripeto, questione di tempo. Nel mentre, la politica sta a guardare o, nel migliore dei casi, finge di occuparsene.
E non mi si venga a dire che "stanno lavorando per noi" perché non ci credo. Caso mai hanno lavorato per sé e per i propri "amici", tutti protesi ad assicurarsi, mantenendolo, quel sistema che per noi si legge "austerity" mentre per loro si dovrebbe più realisticamente leggere "squandering". Spreco, scialacquamento, sperpero. E... la "spending review", che fine ha fatto? In verità qualcuno ancora ne parla. Ma ne parla e basta.
Così siamo costretti a restare a tavola con chi ci mangia tutto il pranzo e butta via anche gli avanzi.
Se il ritorno alla moneta nazionale, nel nostro caso la lira, da molti viene visto come una cosa folle, per altri invece rappresenterebbe la libertà di poter decidere noi stessi delle nostre politiche sociali ed economiche. Senza contare che l'iniziale svalutazione rispetto all'euro - per noi eccessivamente supervalutato - ci porterebbe a essere più competitivi sui mercati internazionali e non avremmo bisogno di svendere il nostro patrimonio industriale costruito con anni di sacrifici e inventiva a Paesi come l'India o la Cina, per i quali paradossalmente ci troveremo a fornire non solo merci ma anche manodopera.

E non lo dico io, che sono un povero coglione, ma esperti economisti.

Banchieri d'Oro e compensi giornalieri 
fonte: "La Gabbia" del 18 settembre 2013:   
http://www.polisblog.it/galleriazoom/la-gabbia-puntata-18-settembre-2013-foto/2

e l'intera puntata sul video di Youtube.com:  
http://www.youtube.com/watch?v=_X1FcZjSXLY

E non solo i banchieri. Fonte:   
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/25/pensioni-casta-amato-cud/541850/

Scusate, ma mi ero dimenticato della puntata di "Presa Diretta" del 16 settembre ultimo scorso, che potrete vedere interamente qui:
http://www.youtube.com/watch?v=mV12Gtdc2Sw 

2 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Francesco, è terribile ciò che ci hai previsto, se l'Italia va verso il baratro trascinerà solo i poveri! Perché i ricchi se la cavano sempre. Ricordo che quando è nato l'euro chiesi a mia figlia che lavora come economista bella UBS cosa ne pensava e se con il tempo anche la Svizzera sarebbe entrata!
La risposta fu! Un secco no!!! era certa che quel vincolo era impossibile...
Vedendo quello che sta succedendo aveva proprio ragione.
Ciao e buona giornata amico.
Tomaso

CeccoDotti ha detto...

Caro Tomaso, tua figlia aveva visto giusto!
Però ormai è andata così, e a meno che qualcuno non si ravveda all'ultimo momento, non ci resta che aspettare e... pregare di farci meno male possibile.
Guardati l'ultimo video che ho aggiunto oggi su questo post e dimmi se non ti ricorda qualcosa che hai vissuto anche tu sulla tua pelle. Mi riferisco alla parte in cui si vedono gli emigranti che partono in pullman per la Germania e il Belgio...
Un caro saluto e buona giornata,
Francesco