Salutamassòreta

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Matteo Renzi segretario


Un vecchio compagno d'Arme, oggi mi ha spedito due sue riflessioni sulla candidatura del rampante Matteo Renzi alla segreteria del Pd (che sta per Partito Democratico). Dice che aveva il timore che qualche malintenzionato gliele potesse "soffiare", e così, approfittando del mio blog, mi ha chiesto se gliele pubblicavo per assicurarsene la paternità. Ed eccole qua!



A questo punto, vi chiederete chi sarà mai questo "compagno d'Arme" e io, che sono buono e onnicomprensivo, non vi terrò certo col cerebro sospeso a mezz'aria nascondendovelo. Il suo nome è M.G.R., che sta per Mario Goretto Rossi, o più semplicemente Goretto, per gli amici. Mentre per l'Ordine dei Giornalisti, al quale è iscritto da alcuni anni come pubblicista, e per l'Istituto di cui era Magnifico Prèside è Mario Goretto Rossi tutto intero. Con Goretto e basta (posso chiamarlo così perché sono suo amico) ci conosciamo dal lontano 1989, quando ancora portavamo i calzoni corti e i capelli più lunghi, e insieme, già da quell'anno, demmo vita a uno degli inserti periodici più simpatico-satirici mai esistiti nell'intero arcipelago mediterracqueo. Io, anche se già potevo vantare alcune fortunate collaborazioni con il Vernacoliere e saltuarie partecipazioni a qualche concorso di satira nei quali mi classificavo sempre ultimo, rispetto a lui ero ancora un novellino. Perché Goretto, e se non lo sapevate ve lo dico io, avendo già al suo attivo diversi lavori sul Satyricon di Repubblica e sulla Settimana Enigmistica rispetto a me era un professionista, e fare un giornale con lui per me sarebbe stato un onore. E fu così che un giorno ci trovammo nella redazione di Nord Est, un periodico locale diretto da Mario Zappadu, decano dei giornalisti sardi e babbo di quell'Antonello fotografo che più tardi ebbe a salire alla ribalta della cronaca per certe immagini "rubate" a Villa Certosa...
Insomma, per farla breve, l'idea dell'inserto satirico piacque a tutti e dato che le nostre pagine si sarebbero occupate di satira sferzante in terra di Gallura, tra i vari nomi coniati per l'occasione fu scelto "La Sferza di Gallura".


Goretto scriveva false notizie attendibili, veri acrostici, genuini logogrifi, anagrammi e indovinelli, e io mi occupavo delle vignette (talvolta suggerite dalle vulcaniche intuizioni ipotalamo-sottocorticali di Goretto) e di alcune strisce che per le dimensioni e il contenuto venivano rigorosamente inserite nell'ultima pagina, intitolata "Il fumettaccio". 


La nostra avventura è durata alcuni anni (credo tre o quattro), poi come tutte le cose belle anche questa è finita. E' però rimasto il ricordo di quei giorni e di un'amicizia che dura ancora. Ciao, Goretto! 

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