Salutamassòreta

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Nutrie a Molentargius


Tudey, approfitting of the biutiful giornat, I song gone to do a passeggieit to the Molentargius' Park. E indovinate un po' chi ho incontrato colà? Non lo sapete? Va bene, allora ve lo dico io: una mandr..., uno sciam..., un greg, insomma due grosse nutrie. Cooome, non sapete cosa sono?! Le nutrie, o Myocastor coypus, sono dei toponi (o topone, a seconda del sesso e dei gusti) originari del Sudamerica e simili al castorino. Però non pensate subito di farvicisi (o farcivisi) una pelliccia, perché assolutamente non si può. E poi perché se la nutria lo sa si arrabbia, e siccome è anche un roditore gli... rode e vi mozzica. Il nome nutria deriva dallo spagnolo nutria, alterazione del germanico nutria che origina dall'occitano nutria. In sardo si chiama nutria o, più comunemente, anche nutria. E' molto diffidente e difficilmente avvicinabile, è prevalentemente vegetariana, raramente vegana o macrobiotica, e predilige invece le tenere radici e i tuberi. Io sono riuscito ad avvicinarmi così tanto a questi due esemplari imitando il verso della cicoria.
Comunque, ciancio alle bande e veniamo al sodo. Vi sottopongo rispettosamente qui sotto le immagini da me scattate questo tardo pomeriggio nel parco di Molentargius, dalle parti dello stagno tra Quartu S. Elena e Cagliari, sperando che siano da voi gradite. Buona visione!

  



4 commenti:

Tomaso ha detto...

Carpo Francesco, veramente interessante da sapersi!!!
Ciao e buona giornata.
Tomaso

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Tomaso, scusami per il ritardo ma ieri non ho acceso il computer per tutto il giorno! Ogni tanto, anche per gli occhi, ci vuole un po' di riposo.
Le nutrie, sconosciute da queste parti, da un po' di tempo hanno iniziato a farsi vedere. Forse sono venute come turiste, e poi si sono trovate bene, hanno messo su famiglia e sono rimaste. Un po' come è successo a me 44 anni fa!
Un caro saluto e a presto,
Francesco

Iris Piccoletta ha detto...

Nuova su questo mondo di internet!Ho visto questa notizia sulla bacheca del mio blog e lascio il mio contributo nutriesco!Quelle sono delle piccoline,nel mio paese (in Emilia Romagna)lavoravo per la Lipu e neho salvata una grandina che veniva dal canale che attraversava il paese,queste povere bestiole sono state introdotte in italia per la loro pelliccia che solo dopo si è scoperto essere poco "modaiola",peccato che si sono moltiplicate a dismisura e ora chi le trova "sarebbe"obbligato ad ucciderle poichè "si sostiene" che rovinino i raccolti..essendo un mondo di "se" e di "ma"...a noi stanno simpatiche!Sopratutto quella che viveva con noi alla Lipu e apriva da sola il frigo per prendersi la pappa!

Cecco Dotti ha detto...

Ciao... Piccoletta! :)
grazie per essere passata a trovarmi, e grazie anche per le informazioni che mi dai.
In effetti, questi animaletti sembrano simpatici, e anche se molti ne parlano male personalmente non ho niente contro di loro.
Anni fa avevo ammaestrato un passerotto, trovato in un campo con una zampina rotta (che poi maldestramente ho tentato di "ingessare"), che mi seguiva dovunque. Anche quando andavo in moto! Me lo infilavo dentro il colletto della camicia e lui restava col capino fuori per tutto il viaggio! Quando ero malato lo chiamavo, e lui svolazzava dalla cucina (dove aveva la gabbietta con lo sportellino sempre aperto) fino sul letto e poi sulla mia spalla. Se gli avvicinavo le labbraa al becco, mi dava anche i bacini. L'avevo chiamato Ciccio, perché era grassottello.
Quando morì, piansi come un bambino per giornate intere...
A presto e un caro saluto,
Francesco