Salutamassòreta

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Cagliari Molentargius



L'altro pomeriggio, di buon mattino tardi, con l'amico Alberto ci siamo fatti il solito giro in bicicletta. D'altra parte, se vogliamo continuare a prendere la pensione ancora per una quarantina d'anni, è d'uopo mantenere il fisico in forma. E per ora, alla faccia di quelli che magari ci vorrebbero vedere sottoterra, ci stiamo riuscendo benissimo. Anzi, per mantenere i polmoni in ordine e ben ventilati, ogni tanto ci fermavamo a fumarci una bella sigaretta. Prima che ce le aumentino di nuovo... Comunque, enfisemi a parte, ci siamo fatti il solito giro e siamo partiti da là per arrivare qua. Alla darsena di Cagliari abbiamo scattato le solite foto col sole che stava quasi per tramontare, e poi ci siamo scapicollati lungo la strada del ritorno per cercare di prendere anche la luna. Che, almeno così avevamo sentito dire, in questi giorni sarebbe stata più bella e più grande del solito.




A essere sinceri, però, anche se poteva essere bella, non mi sembrava poi così grande come avevano detto. In ogni caso, l'ho fotografata. A misurarla, se ne avete voglia e se ci riuscite, provateci voi, perché ci eravamo portati dietro tutto: pezzette per le forature, camere d'aria di scorta, pompe di tutte le dimensioni e per ogni tipo di valvola - francese, americana, svedese, e anche una franco-tedesca della Grande Guerra per gonfiare le gomme piene dei camioncini Peugeot-Daimler - ma ci eravamo dimenticati il metro. Cose che capitano. Tanto, abbiamo detto, la luna ci dovrebbe essere anche domani (oggi, per chi legge, ndr): vorrà dire che la misureremo quando torniamo.



Infatti oggi (oggi, per chi ha letto ieri, ndr), dopo aver messo a punto i nostri bicicli, siamo partiti da casa di buon'ora (con l'apostrofo, secondo gli Accademici della Crusca) che potevano essere sì e no le circa meno quasi, e in men che non si dica siamo arrivati dove volevamo andare. Per essere più leggero, acciocché la pedalata fosse celere, avevo lasciato a casa il polmone con l'enfisema, e nello zainetto avevo solo la merenda e un bottiglione da due litri di fil'eferru, nel caso ci venisse sete durante il viaggio. L'ho già detto in men che non si dica? Bene, allora dirò in breve. In breve, dicevo, siamo arrivati nei pressi degli stagni dove stazionano i fenicotteri, e questa volta sono riuscito a fotografarne uno mentre decollava. Eccolo qua!


Sinceramente credevo meglio. Ma vi dovete accontentare. Di più certe volte non si può. E io non possi.



Così ho fotografato quello che mi viene meglio: fichi d'india, e un particolare dello stagno delle saline. Ora vi saluto e me ne vado a nanna, perché è tardizzimo.
Buona notte!

2 commenti:

Tomaso ha detto...

Cara Francesco, se anche non sono mai stato in Sardegna, con tutte le belle foto che mi fai sempre vedere, mi sembra di esserci stato.
Sai la mia fantasia non conosce limiti.
Ciao e buona settimana caro amico.
Tomaso

Cecco Dotti ha detto...

Sono contento che le mie foto ti piacciano. Anche se la Sardegna è ancora più bella se la visiti di persona! E poi non c'è solo il mare, da vedere. Anzi, le zone interne sono talmente ricche di tradizioni e di Storia che non si può fare a meno di visitarle. In tutte le stagioni, e non solo d'estate.
Ci dovresti venire, un giorno o l'altro...
Un abbraccio,
Francesco