Salutamassòreta

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Renzi industriali



Pare che il Presidente Squinzi sia soddisfatto delle misure prese dal governo. Poi elogia Renzi, il suo "Job's act" e la Legge di Stabilità. Però, quando qualcuno gli chiede se d'ora in poi le imprese assumeranno di più, la risposta è stata no. Perché? Semplice: perché la domanda è notevolente calata e il mercato non cresce. Tenendo presente che il solo mercato estero non è sufficiente a rilanciare l'economia e ad assorbire quello che viene prodotto, dovrebbe sopperirvi il mercato interno, cioè noi. Ma il fatto è che la gente, che non ha più soldi e quei pochi che ha (80 euri compresi) se li conserva in attesa di tempi peggiori, non ha la possibilità di comprare ciò che viene prodotto. Che, invenduto, si accumula determinando solo costi (e nessun ricavo) per chi lo produce. Perciò appare evidente che è inutile produrre (caduta dell'offerta). E siccome chi produce ha bisogno di manodopera, non producendo non assume neppure. Diverso sarebbe stato se gli sforzi del governo fossero stati indirizzati verso una diminuzione della pressione fiscale, non solo nei confronti delle imprese ma soprattutto nei confronti delle classi meno abbienti, potenziali destinatarie del mercato interno (aumento della domanda) e, per numero, notevolmente maggiore rispetto a quelle più ricche. Le quali classi più ricche, acquistando di meno perché hanno già tutto, determinano una caduta della domanda. Insomma, siccome il lavoro è un incrocio tra domanda e offerta, calando la prima diventa inutile la seconda. Ergo, o si diminuiscono le tasse o il lavoro ce lo sognamo e presto diventerà un incubone da frittata di castagne serale. Altro che gufi!
Mi sembra un ragionamento talmente semplice e elementare che il solo pensiero che debba essere io a farlo mi sgomenta.


4 commenti:

Tomaso ha detto...

Cara Francesco, sei bravo con le vignette.
Guardandole bene e leggendo ciò che dici non so se sia meglio piangere oppure ridere, perché sono belle.
Buona giornata amico.
Tomaso

Cecco Dotti ha detto...

Carissimo Tomaso, siccome sono bravo anche come economista mi proporrò come ministro delle finanze del prossimo governo!
Poi ti avviso, così mi voti :) :)
Un affettuoso saluto e buona serata anche a te,
Francesco

Flo ha detto...

Non puoi fare il ministro: parli chiaro ed esprimi concetti semplici e ragionevoli, perfino saggi direi!
Bisous
Flo

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Flo, qui oggi c'è il sole! E non c'è neppure freddo. Le nubi, invece, e il freddo, pare alberghino sempre più nell'anima della gente. E un po' anche nella mia.
In effetti, il solo pensiero di poter entrare a far parte di simili "torme" mi sgomenta ancor più di ritenermi in grado poter trovare soluzioni alla crisi del Paese.
E se in questo Paese sono costretto a restare mio malgrado, di converso manderei volentieri a "quell'altro", più allegorico e metafisico a tutti noto, le torme - o buona parte di esse - che altrettanto ben conosciamo.
Un caro saluto, un casto abbraccio e un'ottima domenica,
Fransuà