Salutamassòreta

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Parco Molentargius


Stamani, approfittando del calo dell'inflazione e non avendo nulla da comprare, ho inforcato il mio vecchio cavallo d'acciaio a 37 rapporti più o meno giapponesi e ho diretto il manubrio verso i soliti luoghi. Che oramai anche voi, come me ché vi ci porto spesso, avrete certamente imparato a memoria. 
Con la pedalata lenta, fiaccata dagli ozi invernali e dalle sigarette, ho preso quindi la straduccia sterrata che mena verso il meraviglioso Parco del Molentargius alla scoperta di cose nuove. Le quali, anche se nuove talvolta non sono, lo diventano però a seconda dell'ora e della luce che illumina quel bendiddìo che la Natura ci ha dato e che l'Uomo mi auguro non rovini. All'uopo, mi sono tirato appresso, mettendole in una bisaccia dietro la schiena, due vecchie fotocamere digitali che non mi hanno mai tradito e... via di corsa. Si fa per dire...
La primavera - ah, quanto la desidero! -, anche se tarda ad arrivare, ha iniziato a colorare di fiori e di germogli alberi e prati; gli uccellini cinguettano nei nidi, e le rondini... ma che dico? Questa è un'altra storia.



Fichi d'India lungo la strada


 Questo è uno dei numerosi ingressi del Parco


 Sullo sfondo, oltre i fiori e la staccionata, la "magica" visione di Cagliari


Idem, come sopra, ma Cagliari è più vicina. 
E con i fichi d'India come primo piano


 Questa, invece, è la "Sella del Diavolo". 
Con il porticciolo di Marina Piccola e l'inizio della spiaggia del Poetto


Questo è uno dei numerosi canali di alimentazione delle ex Saline di Stato. 
L'acqua, prelevata dal mare tramite un'idrovora (quella del Rollone, che già conoscete), viene indirizzata dove serve


 La schiuma, sollevata dal leggero vento di Libeccio, svolazza allegramente per ogni dove. 
Sì, ma dove? Semplice: per ogni...


 Questo è uno dei canali delle Saline. Tra loro comunicanti, per mezzo di chiuse riforniscono d'acqua i numerosi stagni


 Qui di solito mi fermo a bere. Come stamani. D'estate, invece, oltre a bere mi faccio anche la doccia dopo il bagno. E non sono l'unico! 
Ringraziamo il Comune per il prezioso servizio fornito


Infine, per chiudere in bellezza, cosa c'è di meglio di una gita in barca?
Una bottiglia, una coperta e... via verso ignoti lidi

 
La gita è finita. Se vi è piaciuta, dopo aver ripreso fiato ho in mente di farne un'altra. Tanti saluti a tutti e... alla prossima!

Sardus Pater



Oggi, che non avevo un tubero da fare, ho disegnato questo volto abbastanza interessante nel quale ho pensato di identificare la figura del Σαρδοπατώρος Ιερό. 
Voi mi direte "Ecchévordì?", e io vi rispondo "Bohchennesò!": mi andava di disegnarlo e l'ho disegnato. Sono dei gessetti imperfetti colorati, acquistati a Frascati, stesi su un supporto cartaceo, un po' coriaceo e invero scadentuccio, purtuttavia consenziente e tollerante alle manilo...mapilon... manipolazioni. E io, credetemi, l'ho manilop... mapilon... manipolato parecchio. 

Acquisto F-35


Eh sì... la libertà si paga. Ovvero non è gratis. E i patti si rispettano, pare abbia detto Obama, salvo errate simultaneous translations. Ma l'ineffabile Renzi dal canto suo ha spiegato a Obama di aver promesso agli Italiani di ridurre le spese, soprattutto quelle militari, e se chi lo ha preceduto aveva garantito di acquistare un certo numero di F-35 (scusate il termine) non è detto che lui la pensi allo stesso modo. Perciò, se proprio di aerei si dovrà parlare, innanzitutto prima di comprarli dovremo essere sicuri che volino. Anche con il pilota a bordo. E poi ci sono da considerare anche i consumi e le accise sui carburanti; l'aumento dell'Iva; l'Imu sugli stabilimenti che si occuperanno del montaggio; il cuneo fiscale sugli operai, e anche la Tarsu. Perché, non sia mai che dovesse caderne qualcuno, ci saranno pure da smaltire i rottami.
Ma alla fine, come insegna la politica, una soluzione si trova sempre.

Tagli spesa pubblica


Oltre che andare a prendere i soldi dove in molti casi si sono sprecati, ovvero nei carrozzoni della politica dei Ministeri, negli altri di Province e Regioni e nella pletora di enti inutili, fondazioni, alte burocrazie, autoblù o grigioscuro, pensioni miliardarie e via discorrendo dove, qui sì, sarebbe utile tagliare drasticamente (ammesso che i bersagli individuati lo consentano, e qui la vedo difficile...), pare che ulteriori risparmi si otterrebbero unificando alcuni Corpi di Polizia - tra i quali la Polizia di Stato e i Carabinieri, già carenti di personale -, senza peraltro dar luogo a nuove assunzioni. Inoltre, la riforma sulla "spending review" riguarderebbe anche la chiusura di molti presìdi e commissariati, con evidenti sofferenze non solo dei diretti interessati ma soprattutto dei cittadini che non sapranno più, in caso di necessità, a quale... santo votarsi. Ve l'immaginate una stazione come quella di una grande città, nelle ore notturne, con tutta la gentaglia che c'è in giro? Da poco ho letto della banda dei "Latin King"®, che non si occupa di musica bensì di rapine, pestaggi & affini, e di alcuni suoi componenti fortunatamente arrestati, non a Bogotà o in qualche favela di Rio ma a Milano, dalle Forze dell'Ordine. Per non parlare del giro dell'usura, del traffico di droga e di prostitute, di rapine più o meno dovunque e a chiunque, di omicidi e violenze private e di tutto un elenco variegato di reati penali che ormai sembrano essere "legalmente" consentiti nel nostro Paese, tanto che appare sempre più difficile finire in galera. Se poi ci finisci, e la galera è sovraffollata e ci stai scomodo, ora pare che ti rimborsino anche dai 10 ai 20 euro al giorno.  
fonte: http://www.repubblica.it/politica/2014/03/24/news/piano_carceri_soldi_ai_detenuti_in_caso_di_sovraffollamento-81734540/
Mia figlia, che lavora in un call center per 20 giorni al mese, piglia più o meno la stessa cifra. Però lavora e si deve pagare anche le spese: benzina, mangiare, bollette e affitto. A questo punto le converrebbe farsi arrestare. 
Naturalmente è un paradosso, e l'analisi da fare, se per mia figlia resta la stessa, nel caso dei detenuti in questione sarebbe più profonda.
Detto questo, risulterebbero essere ottantacinquemila circa i dipendenti pubblici in "esubero" e, forse, da prepensionare. E... la riforma Fornero? Perché se li mandi in pensione prima dell'età pensionabile (dipende da quanti anni gli mancherebbero per maturare la pensione "normale"), che fai: incentivi il prepensionamento con una indennità e con le relative clausole previste (aziende/enti con più o meno di 15 dipendenti; decurtazione percentuale in base agli anni di servizio e adeguamento al costo della vita; opzione sistema retributivo o contributivo ecc.), oppure più semplicemente transitano nel ruolo degli... esodati? E se li prepensionano sono comunque soldi che da qualche parte devono saltare fuori. Se invece non li prepensioni e li metti in mobilità (cioè li sposti da qualche altra parte dove serve gente) ma gli dai lo stesso stipendio che pigliavano prima, dov'è il risparmio? Ma se li sposti in posti dove servirebbe gente, quei posti non possono più essere ricoperti con nuove assunzioni, e quindi non assumi nessuno. Mi sembra un po' complicato...

Veniamo ora agli 80 euro di incentivi, ricavabili o da un "bonus" in busta paga o da detrazioni Irpef e promessi dal governo a quei lavoratori che hanno un reddito fino a 1.500 euro/mese.
fonte: http://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/dl_lavoro_ministro_poletti_detrazioni_irpef_80_euro_stipendi_pensionati_cig_disoccupazione/592915.shtml
A parte il fatto che da questo provvedimento saranno esclusi i pensionati e quelli che sono rimasti senza lavoro, e che magari sono tornati ad essere a carico degli stessi pensionati (genitori e/o parenti), ed è una prima obiezione. La seconda obiezione è quest'altra: mettiamo che in una famiglia lavorino marito e moglie - e ciascuno di loro ha un reddito inferiore a 1.500 euro -, cosa fanno: danno 80 euro a ciascuno? Ma così diventerebbero 160 euro, e ci sarebbero famiglie e... "famigliastre". E' giusto? Mi pare di no. Perché se di "sforzi" del governo si parla, allora si sarebbero potuti sforzare meglio.
Senza contare l'altro aspetto fondamentale del "dove trovare i soldi". Perché se le cifre necessarie alla riforma di cui si parla oscillano tra i 3 e i 10 miliardozzi - e ancora non si trova l'accordo ma soprattutto i soldi -, mi dite come faremo l'anno prossimo quando entrerà in vigore il fiscal compact - ovvero quel patto di bilancio europeo, che abbiamo spavaldamente firmato -, che nell'insieme delle norme prevede anche la riduzione annuale in percentuale del rapporto debito pubblico/Pil, per onorare il quale è probabile che si debba ricorrere a manovre correttive che comporteranno nuovi spargimenti di lacrime e sangue?

Fronte Nazionale francese



Finalmente qualcuno tra gli anti-euro comincia a rivoltarsi. Perché un'Europa a queste condizioni, diciamolo sinceramente, non conviene a nessuno. Così l'uscita da una moneta ormai vista come la rovina, per molti comincia ad apparire l'unica strada percorribile per risollevare l'economia, ma soprattutto per riaffermare la propria sovranità. La Francia ha fatto il primo passo, ora vediamo chi sarà il prossimo...

Renzi Merkel



Il progetto di Renzi è molto ambizioso, ma quando la Frau Cancelliera lo ha visto pare che sia rimasta favorevolmente impressionata.

Parco di Molentargius



L'altra mattina, girovagando per il Parco del Molentargius, ho trovato questo cascinale. Mi è sembrato interessante, soprattutto per il cielo nuvoloso, e così sono subito corso a casa e ho cercato di trasformare il... reperto in un acquerello. Ci sono riuscito? Non ci sono riuscito? Mah... chi lo sa...

Taglio stipendi manager pubblici



Sdegno twittato e conseguente possibile emigrazione in Germania anche per questa categoria di "poveracci" che non arrivano più a fine mese. Chissà come farà il Presidente degli Stati Uniti, che con poco meno di 290 mila euro all'anno e governando un Paese come l'America ci pare conduca una vita più che dignitosa.  
Buon appetito!

fonti:
http://bancait.com/se-lo-stipendio-annuo-di-obama-inferiore-quello-dei-nostri-politici-meno-noti-13713/

http://www.lastampa.it/2014/03/21/economia/fs-moretti-contro-la-spending-review-se-tagliano-gli-stipendi-i-manager-pubblici-se-ne-andranno-allestero-bMQj8LC4yctxAP92CTHlgN/pagina.html

L'Europa cambia verso



Dice Renzi che "l'Europa cambia verso". Speriamo. Perché finora mi pare che ci abbiano costretto a cambiarlo noi, il verso. Specialmente se ci tocca alimentare la voracità di quei "carrozzoni" di Bruxelles e di Strasburgo. Quindi, malgrado tutto quello che si sente dire in giro, mi pare che Renzi abbia imboccato la strada giusta e almeno sembra che abbia un po' più di determinazione degli altri che lo hanno preceduto. Ora aspettiamo i risultati delle sue dichiarazioni sugli interventi da attuare, a breve e a più lungo termine. Basta che non ci tocchino più le pensioni, almeno quelle fino a 2500 euri lordi, che fra Irpef, addizionali regionali, comunali e altre ritenute, al netto ci viene in tasca poco più della metà. A questo proposito avrei da fare un appunto ai Sigg. Giornalisti, della carta stampata, della televisione e di tutto il resto. Spett. Redattori, Articolisti, Pubblicisti & affini, quando parlate dell'argomento pensioni cercate di essere più precisi sulle cifre: e cioè se si tratta di importi lordi o netti. Perché c'è una bella differenza. Infatti, quando si va a fare le compere, anche noi pensionati paghiamo coi soldi al netto (quello che riceviamo in busta e nel cedolino), e non con il lordo. Grazie. E per quanto riguarda i consumi non ci dobbiamo dimenticare che anche i pensionati sono dei "consumatori"; e se si tagliano le pensioni, soprattutto le più "povere", la fetta dei consumi si restringe.  

Inoltre, ai minacciati - e speriamo messi in pratica dal governo - tagli dei compensi ai manager pubblici, gli stessi replicano che "una buona parte di essi se ne andrà".
(fonte:
 http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/2014/notizia/moretti-contro-la-spending-review-se-mi-tagliano-lo-stipendio-me-ne-vado-_2034917.shtml)

Bene. Capirai che perdita! Vorrà dire che risparmieremo un bel po' di soldi e che al loro posto ne metteranno altri più... economici. Oppure, se in qualche Paese li pagano meglio, che se ne vadano in quel Paese...
Un discorso a parte andrebbe fatto anche per il Quirinale e Palazzo Chigi. Ché non mi pare siano tanto a buon mercato.
Se però volete, mi candido. Non sono un granché ma mi accontento di poco. E sul mercato ci so stare anch'io perché ci vado spesso.

Castello Acquafredda


Prima che il tempo faccia di nuovo le bizze (siamo ancora a marzo e tutto è possibile), ieri mattina ho messo in moto il mio amato cavallo in finta similplastica motorizzato Honda, fermo da almeno tre mesi, e sono uscito per una gita al castello dell'Acquafredda, nei pressi del paese di Siliqua. Una sessantina di chilometri, tra andata e ritorno. 


Un desiderio, quello di visitarlo, che ho da un sacco di anni ma che ogni volta accantonavo per i più svariati e stupidi motivi che non sto ad elencarvi. 
Alle 11, ora di Cagliari, fatto il pieno di benzina (10 euri, coi nuovi aumenti del governo Letta-Renzi), messa nel tascapane una bottiglia d'acqua e un succo di frutta - premuroso pensiero della mia gentile Signora - e riempito fino all'inverosimile lo zainetto con tutte le macchine fotografiche che ho collezionato in questi anni, ho varcato il cancello di casa e sono partito. Dopo una mezzoretta ero già in vista della solitaria collina in mezzo alla piana del Cixerri, dove tra la fitta boscaglia, a quota 256 metri s.l.m., svettano sinistramente le appuntite rovine del maniero. 


La rocca, che risale al XIII secolo e che intorno all'anno 1257 ospitò il conte Ugolino della Gherardesca, sorge su una preminenza di origine "andesitica", ovvero un fenomeno vulcanico piuttosto complesso causato dalla compressione della crosta terrestre e sul quale non mi soffermo. Anzi, a questo punto, se siete davvero interessati all'argomento, vi consiglio di cercare notizie più certe di quelle che potrei darvi io che non conosco assolutamente la materia. (vedi: http://web.tiscalinet.it/antarias/monumento.htm)
Salutato Matteo Pitzalis, Presidente della Cooperativa Antarias che cura la gestione del castello (vedi: http://web.tiscalinet.it/antarias/costi.htm e anche:  http://web.tiscalinet.it/antarias/scuola.htm), e fatto il biglietto, ho iniziato l'arrampicata verso la cima. 


Inizialmente non ho avuto grosse difficoltà: il sentiero è comodo, in mezzo a un fresco e ombroso bosco di pini, addirittura cementato e con una pendenza... ragionevole. Anche più avanti, dove il sentiero si restringe e inizia maggiormente a salire, non s'incontrano grosse difficoltà.



Tra l'altro, l'itinerario è segnato con dovizia di particolari e di tanto in tanto s'incontrano esaurienti cartelli che avvertono il visitatore che "bisogna procedere con cautela, stando attenti a non scivolare"; altri danno informazioni storiche accurate e precise del punto in cui ci si trova; mentre altri ancora, appesi agli alberi, ci consentono di approfondire le nostre conoscenze sulla flora locale. Insomma, tutto è organizzato a puntino e nulla è lasciato al caso. 





Lungo il tragitto s'incontrano vari stadi, ognuno dei quali rappresenta un livello di quella che un tempo deve essere stata una fortezza inespugnabile. 












Il "borgo" fortificato, con gli alloggi per soldati e famiglie; le mura di cinta, che immaginiamo presidiate da arcieri e balestrieri; e poi le torri, la cisterna per raccogliere l'acqua piovana e, a mano a mano che la salita si fa più ripida e il sentiero si snoda su alcune passerelle di legno, ogni tanto fa capolino tra il diradarsi della fitta boscaglia il Mastio: ultima roccaforte e ricovero del castellano e della sua famiglia, in grado di resistere agli attacchi nemici più cruenti.


  


 



Che davvero, specialmente in questo caso e guardando dove l'hanno costruito, avranno sudato sette... armature per arrampicarsi fin lassù!


Così mi sono immaginato quale poteva essere stata la vita di quella gente, ma soprattutto quella di Ugolino se avesse avuto una moglie esigente, pignola e pretenziosa, come anche oggi talvolta succede d'incontrare. 


 
"Ugolinooo! E' finito il latte!... Ugolinoooo! 'Un ciò più fiammiferi pe' iffoco!... Ugolinoooo! Hanno bussato a i'pportone... guarda chi è!" 
E Ugolino di qui e Ugolino di lì, e Ugolino di sotto e Ugolino di sopra, costretto ad assecondare i desideri della bizzosa Margherita, nata Pannocchieschi e coniugata Della Gherardesca, il povero conte passava le giornate salendo e scendendo per le anguste e ripidissime scalette in pietra di quel castellaccio dove aveva traslocato armi e bagagli in seguito alla nomina a Vicario di Sardegna.  
"Era meglio se rimanevo a Pisa come m'aveva detto il buon Ranieri - lo sentivano spesso lamentarsi nel corso delle sue quotidiane arrampicate in mezzo alla fitta boscaglia dell'Acquafredda, carico di provviste, con l'armatura che gli cigolava per la ruggine e la fronte imperlata di sudore che gli riempiva la gorgiera -, o al massimo a Ripafratta o a Motrone. Altro che esser confinato quassù in culo al mondo! E con tutto che siamo in mezzo alla campagna, non c'è neppure campo per il telefonino!"
Quanto lo capisco, il povero Ugolino! Specialmente oggi, che dopo quasi nove lustri di Sardegna m'è venuto in mente di scapicollarmi lungo le balze di quella rocca che per anni lo accolse, prima che finisse nell'altra, quella del Gualandi, dalla quale uscì solo coi piedi in avanti e più affamato che mai. 

Ma affamato lo ero anch'io, che non m'ero portato nulla da mangiare oltre alla bottiglia d'acqua che mi stava gorgogliando nella pancia a ogni passo che facevo. E così, salutato il buon Matteo, ho ripreso la via del ritorno sognando paste al forno e bistecconi fumanti. Lungo la strada, la SP 2 Pedemontana che da Cagliari porta a Carbonia, a un certo punto ho incontrato un cartello indicatore che segnalava: Uta, chiesa romanica di Santa Maria. "Questa non me la posso perdere", ho subito pensato svoltando a sinistra senza mettere la freccia. Attraversato agevolmente il centro abitato di Uta, seguendo i cartelli e chiedendo qualche informazione sono arrivato nella nuovissima piazza dove si erge la chiesa, di stile Romanico ed edificata intorno alla metà del XII secolo. (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Uta_%28Italia%29)
















Le foto che ho scattato ve la mostrano in tutta la sua semplicità e bellezza (si può dire, o è un ossimoro? Boh... ormai l'ho scritto).
Giunto a casa e parcheggiato lo scooter, senza neppure togliermi il casco e al grido di "Finalmente si mangia!", mi sono avventato su tutto quello che di commestibile ho trovato in cucina. 

Alla prossima, e grazie per la pazienza!