Salutamassòreta

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Da Norman Rockwell



Oggi, dietro consiglio di un'amica che si chiama Flo, ho provato a ricopiare alcune immagini tratte dal famoso quadro di Norman Rockwell "Il pettegolezzo". Se non conosceste ancora questo grande Artista dell'illustrazione - rabbrividisco solo a pensarlo - vi consiglio di cercarlo sul web. E', a dir poco, fantastico! Così, animato da un insolito desiderio di mettermi ancora alla prova, ho preso il mio consueto necessario da... imbrattacarte e ho tracciato le prime linee con un paio di matite grasse (dalla 2B alla 6B, per i "rinforzi"). Come al solito, per non rischiare i fogli dei costosi album che possiedo (che di sicuro finiranno ancora intonsi ai miei eredi ☺), avevo iniziato a lavorare, pensate un po', sopra un miserrimo foglio A4, di quelli per le fotocopie che di solito uso per le vignette. Peso della carta: gr. 80/mq! Dopo un po' mi sono accorto che ci stavo prendendo gusto e che, tutto sommato, anche se sono una mezza scamorza di pittore, il disegno non mi stava venendo poi così male. Peccato! ho pensato, se avessi usato una carta per acquerello (almeno gr. 300/mq), dopo i pastelli qualche pennellata non ci sarebbe stata male... Ma ormai ero partito, diciamo, benino, e di ricominciare daccapo non ne avevo proprio voglia. Finito il lavoro, però, mi sono accorto che sarebbe stato necessario rinforzare qualche particolare, e così ho tentato l'azzardo. Ho preso un pennellino di martora, di quelli sottili che di solito uso per le firme, e con estrema delicatezza l'ho intinto prima nell'acqua (naturalmente sporca, perché mi dimentico sempre di cambiarla ☺) e poi nelle vaschette dei miei Winsor & Newton, comprati nel lontano 1986 ma che ogni tanto sostituisco con nuove pastiglie. Il colore in eccesso lo assorbiva egregiamente un tovagliolo di carta, e per le prove di colore mi sono servito di un cartoncino bianco trovato sul tavolo e probabilmente lì da qualche mese.
Il risultato potete vederlo da soli e, magari, farmi anche sapere cosa ne pensate.
Grazie, e buona serata a tutti!

Ah..., dimenticavo. Vi ho mai parlato del disordine che ho sul mio tavolo da lavoro? Noo? Allora, eccolo. Si vede anche l'acqua sporca che ho usato...



Un po' strettino, nevvero? In pratica, disegno in uno spazio di cm. 40 x 28. Ma non mi lamento. E se pensate che qualche volta, per dipingere più comodamente, devo anche infilare una gamba tra i raggi della bicicletta...
Ma prima o poi mi deciderò a fare un po' d'ordine. Almeno spero...

8 commenti:

Tomaso ha detto...

Con te caro Francesco si vive bene!!!
Con l'umorismo si dimentica tutto!!!
Purtroppo sono parole, ma la realtà so piange.
Tomaso

Angela Maria Russo ha detto...

Ciao Francesco, ho visto la mostra di Rockwell a Roma poco tempo fa, stupenda! I quadri sono grandissimi perciò le illustrazioni erano così dettagliate. bravo anche tu e la prossima volta usa la carta giusta. I quadri di Rockwell erano ad olio. Cerca con Google - Rockwell e trovi il museo americano con tutte le sue opere, si possono guardare on-line. A proposito di disordine mi sembra che siamo pari, anche se io, fortunata , ho molto più spazio. Ma ovviamente basta mettere più cose e il disordine è lo stesso. Ciao e buon lavoro

Cecco Dotti ha detto...

Grazie Tomaso! Se ce la faccio (ma srà difficile), lascio per un po' da parte la satira politica (a volte penso che non valga neppure la pena di perderci tempo) e ricomincio a dipingere.
Grazie per il passaggio e buona serata,
Francesco

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Angela, una visita importante, la tua, che mi fa onore perché sei una bravissima Artista. Grazie.
Della mostra di Rockwell a Roma l'ho saputo gironzolando su internet. Peccato che sono lontano e che la stagione non invoglia a muoversi, altrimenti l'avrei vista volentieri. Mi accontenterò di quella del suo museo on-line...
Per il disordine e lo spazio, pensa che ho una camera grande tutta per me, ciò nonostante ho talmente tanta roba (che tiro fuori tutta insieme e che poi lascio lì) che alla fine lo spazio si restringe sempre di più. Il guaio è che faccio un sacco di cose tutte insieme: scrivo, leggo, disegno, fotografo, riparo le cose... e i tavoli sono sempre pieni. Mia moglie, che è una santa donna, ormai non mi dice più nulla. Pensa che oggi, non sapendo dove mettermi per disegnare un altro paio di personaggi de "Il pettegolezzo", mi sono trasferito con tutto l'occorrente sul tavolo di cucina (il "regno" di mia moglie) e lei, poverina, mi ha lasciato fare. Quando sentirai ai notiziari che in Sardegna una moglie esasperata ha ucciso il marito a colpi di cavalletto, e poi gli ha infilato negli occhi l'intera collezione di pennelli per oltraggiarne vieppiù il cadavere, pensa a me. Potrei essere io... ☺
Un caro saluto, ricambio l'augurio di buon lavoro, e ancora grazie,
Francesco

Flo ha detto...

Come hai reso bene la pelle della "signora grassa", con la sua couperose, il doppio mento e i capelli tinti!
Belli, ha avuto ragione la tua amica ;-)

Angela Maria Russo ha detto...

grazie per la "bravissima artista" e tanti saluti a tua moglie, "santa donna"!!!!

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Flo, grazie!
Non pensavo che sarebbero piaciuti, soprattutto perché non sono delle copie esatte, ma interpretate secondo il mio stile. Che non è certo iperrealista. Quando lavoro sono veloce (altrimenti mi annoio ☺) e poco preciso. Un po' perché mi piace così, e molto perché non ne sarei capace...
Non sono mica Rockwell!
A presto, buona serata e... ma sei ancora latitante?
Fransuà

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Angela, mia moglie ti ringrazia per i saluti, e ora sta cercando di rimettermi in ordine la camera. Dice che ha smesso di fare la "santa", e che ha deciso di darsi all'ateismo più sfrenato! ☺
Un caro saluto e a presto,
Francesco