Salutamassòreta

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Cagliari Museo Villa Muscas Centro Cultura Contadina


L'altro pomeriggio, di passaggio in Via Sant'Alenixedda (per chi non conoscesse bene la Città, è la strada del Teatro Lirico e del Parco della Musica), passando di fronte a dove alcuni anni fa c'era la Scuola di Agraria, ha catturato la mia attenzione una "strana" macchina, simile a una vecchia locomotiva, che era parcheggiata nel cortile interno, e così sono entrato per vederla più da vicino. E naturalmente per fotografarla.





Anche se su questo "ordigno" il web mi è stato di scarso aiuto, ho saputo che trattavasi di un rullo compressore stradale a vapore costruito dall'azienda inglese Aveling & Porter, forse ai primi del Novecento e abbastanza ben conservato. Uno simile lo potete vedere qui:
http://www.steamscenes.org.uk/events/2006/tom-rolt/27/
Avendo abitato per molti anni in quella zona, pensavo che ci fosse sempre la scuola, ma poi, avvicinandomi all'ingresso, mi sono accorto che la scuola non c'era più e che al suo posto, a mia insaputa, era sorto un museo della cultura contadina sarda. Ricavato all'interno di un vecchio monastero, in seguito divenuto prima residenza di un certo canonico Muscas e poi sede della Regia Scuola di Viticoltura e Enologia, il Museo conserva numerosi utensili e macchinari agricoli che erano in uso nella Sardegna dell'Ottocento, oltre a pregiate collezioni di vini e diverse pubblicazioni storiche sull'agricoltura.
fonti: http://www.conoscerelasardegna.it/museo-cagliari/museo-villa-muscas-museo-civilta-contadina-cagliari.html
http://www.comune.cagliari.it/portale/it/scheda_sito.wp?contentId=SIT660

6 commenti:

Tomaso ha detto...

Questo è storia caro Francesco!!!
Belle le foto caro amico.
Tomaso

Cecco Dotti ha detto...

E' vero! E poi nel Museo ci sono un sacco di cose interessanti sulla Sardegna agricola dell'Ottocento.
Dovrò tornarci per una visita più approfondita, perché lo merita!
Grazie e buona serata, caro Tomaso,
Francesco

Flo ha detto...

...e tutto ciò senza avvisarti?!? Che impudenti!

Cecco Dotti ha detto...

Neppure una telefonata. Davvero, non si fa così!
Ciao!

Paolo Cabras ha detto...

Ciao caro Francesco, ho avuto modo di vedere anche io alcuni di questi cimeli, proprio in quella villa in occasione di un evento che la Fujifilm aveva organizzato per presentare le nuove mirrorless. È vero in Sardegna abbiamo molte di queste realtà che ripropongono gli antichi strumenti di lavoro dei nostri avi. È una bella cosa portargli a conoscenza sopratutto per le nuove generazioni che ovviamente non conoscono tutto ciò di "non" tecnilogico.
Un saluto e a presto.

Ciao
Paolo

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Paolo, scusami se non ti ho risposto subito ma avevo confuso questo commento con l'altro di Google Plus, e così l'ho visto in ritardo :)
Anche a me è capitato, più spesso in passato che ultimamente, di visitare musei che espongono vecchi "attrezzi" d'uso quotidiano, spesso "poveri" e "artigianali". Belli, soprattutto per l'ingegno dei nostri antenati, che invece di affidarsi al... Black $ Decker se li costruivano da sé :)
Un caro saluto e a presto,
Francesco