Salutamassòreta

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Job's Act



Dum in Concilio populi Legatorum consulunt (scusatemi, avevo sbagliato tempo e modo), Italia expugnatur: "Deputato... deputato... o lascia concludere la ministra, o salta dalla finestra... Allora... allora... Deputati... togliete il crisantemo! E' ancora... Acerbo!", i... "bulletti del parlamentino" vanno avanti per la loro strada. Peccato, perché il momento sarebbe favorevole per tagliare la spesa pubblica e far ripartire sul serio il Paese. Se davvero fosse nelle loro intenzioni. Altrimenti, a fermarlo del tutto ci penserà qualcun altro, come per esempio la Svizzera, che in quindici giorni pare che sia in grado di offrire alle nostre aziende tutto quello che il nostro beneamato governo non è stato - e non è - in grado di fare. Addirittura portandosi dietro in Svizzera, insieme all'azienda, anche le maestranze!
fonti:  http://www.la7.it/coffee-break/rivedila7/dignit%C3%A0-29-04-2015-153496 

Poi, c'è anche il fantomatico "tesoretto". L'altra trovata elettorale che il governo sta tentando di tirar fuori da un cilindro, ormai liso e consunto, con la vana speranza che, com'è avvenuto con gli 80 euro, riesca a incantare anche questa volta gli elettori. Per inciso, mi auguro che nessuno ci caschi di nuovo, altrimenti è segno che siamo davvero un popolo d'imbecilli e che ci meritiamo non solo quello che abbiamo ma anche di peggio. E' anche inutile che Renzi, tra twittate e tivvù, ogni volta tenti d'imbambolarci con la "ripresa alle porte", perché se il saldo attivo dei nuovi posti di lavoro che il governo avrebbe creato è di circa 90 mila unità (ancora da accertare), di contro ci sono sempre un sacco di disoccupati e di sciagurati che non ce la fanno più. Ai quali presto se ne aggiungeranno altri, pare, della grande distribuzione Auchan che, con gli esuberi ancora in ballo alla Whirpool e a tutto il resto della fame che si respira in giro, non ci fanno certo dormire sonni tranquilli.
fonti: http://www.iltempo.it/economia/2015/04/24/la-lotteria-del-lavoro-del-governo-renzi-1.1408025
http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/auchan-la-seconda-mazzata/notizie/1321611.shtml 

Il problema è ormai vecchiotto e risaputo: si produce, sempre di meno, ma non si vende. E perché non si vende? Perché la gente non spende. E perché non spende? Perché le tasse sono alte e i soldi sono finiti. Semplice. Una serie di motivazioni talmente elementari in grado di essere comprese anche dal mio nipotino di due anni, che vive ancora coi suoi genitori e che, tutti insieme, fortunatamente vivono per conto loro e non con noi. Se ci si aggiungono le vessazioni europee sulle curvature delle banane e sulle dimensioni obbligatorie dei cetrioli o delle arselle e, ultima, quella sull'abbattimento degli alberi d'ulivo malati, tutti, viene da chiedersi seriamente chi ce l'abbia fatto fare di entrare in Europa (Prodi) e se non sarebbe invece il caso di tornare com'eravamo prima.
Con la retorica non si mangia, caro Renzi, e si fa poca strada. Perciò, o il governo inizia a battere forte i pugni sui tavoli di Bruxelles o di Strasburgo e subito dopo comincia a tagliare sul serio dove ce n'è troppo, oppure questo Paese ha i giorni contati.  

2 commenti:

Flo ha detto...

A proposito di Europa e di pugni sul tavolo, leggi questo: è un interessante punto di vista http://www.finanzainchiaro.it/la-resa-di-berlusconi-e-la-resa-dellitalia.html
Quanto al resto, non commento perché non vorrei rovinarmi una bella giornata!

Cecco Dotti ha detto...

Ciao, mia ìinclita ed eccelsa madonna, che con la tua facondia e l'eccezionale ingegno tuo, resecando dalle sue superfluità ciò che parmi nominare articulo esso intitulando "Giòbsact", mi desti siffatte informanze acciocché potessi di più saperne e, confortato e spronato, su lo meo blog lo possa, indigno licet, aggregare.
Interessante articolo, quello che mi hai inviato, come altrettanto lo sono i vari rimandi ai quali portano alcuni commenti.
Grazie, anche qui la giornata è bella e spero di farmi una passeggiata prima che cali il sole...
Un caro saluto,
Fransuà