Salutamassòreta

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Panem et circenses



Da qualche parte ho letto che Mussolini disse che “Non è difficile governare gli Italiani: è inutile!” E aveva ragione, perché da allora non è cambiato nulla. Ci vorrebbe una bella rivoluzione, pacifica, senza fare danni e senza fare a botte con nessuno - tantomeno con la Polizia, che è lì per fare il suo lavoro - ma unanime e decisa, nella quale tutti noi, d’accordo, un giorno dovremmo rifiutarci di pagare le tasse. In pratica uno scioperone fiscale generale. Si può? Non lo so. Bisognerebbe per prima cosa essere in tantissimi: diciamo diversi milioni, e poi provare per vedere cosa succede.
Senza contare i nostri diritti di cittadini. In fondo, le tasse (imposte coattive) le paghiamo perché ci venga restituito qualcosa in servizi, e non per foraggiare sprechi o, peggio, mangiatoie di partito, voti di scambio e stipendi da nababbi agli incapaci che di tanto in tanto ci governano. Guardate per esempio quello che sta succedendo a Roma, ma non è certo l'unica città in Italia, dove le buche sulla carreggiata ormai non si contano più, come non si contano più le strisce pedonali cancellate o inesistenti. Per non parlare del crescente degrado urbano e della sporcizia diffusa, dai centri alle periferie, urbi et orbi. Pare che anche la magistratura abbia cominciato a indagare. Speriamo che non si fermi. O che non la fermino...
fonte:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/08/07/news/strisce_pedonali_le_zebre_invisibili_dal_centro_all_eur_incuria_e_incidenti-120561874/
http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/08/09/news/i_trenta_gradini_della_vergogna_la_discarica_con_vista_colosseo-120660136/?ref=nrct-3

Nel frattempo, mentre la gente si dimentica e aspetta che aumenti l'Iva, abbiamo pagato Imu (Iuc), Tari e Tasi, accise sulla birra, sulla benzina e sulle sigarette e altri "oscuri" balzelli, come le imposte sugli immobili e sulle attività finanziarie detenuti all'estero. Meno male che io all'estero ho solo un amico, e le tasse sulle amicizie non le hanno ancora messe!
Però le tasse aumentano. Checché ne dica Renzi tra un selfie e un tweet. Dopo gli aumenti dei francobolli, passati da 80 cent a 95, da oggi costano di più anche i bollettini postali, che da € 1,30 passano a € 1,50. Mentre per le multe si pagheranno € 1,99.
fonte:
http://www.notiziefree.it/poste-italiane-aumentano-i-costi-per-pagare-i-bollettini-postali-15108.html
http://www.varesenews.it/2015/08/poste-i-bollettini-aumentano-di-20-centesimi/392896/

E a forza di un euro di qua e qualche centesimo di là, i Nostri continuano a raschiare il fondo del barile. Prima o poi arriveranno al legno, e allora staremo a vedere cosa succede. Per questo è una storia vecchia: governarci non è difficile, è inutile. Tanto più quando sui blog o sui "social", tra immagini di gatti che fanno le fusa e quelle di poveri cagnolini abbandonati che cercano casa, corroborati da qualche "mi piace", continuiamo a scannarci tra di noi. Perché, vedete, la tecnica del "divide et impera" funziona ancora ed è sempre in agguato. Basta leggere qualche commento qua e là...
Se, infatti, il governo di pochi riesce a frantumare l'opposizione di molti, dividendoli, il gioco è fatto! E per dividerli, questi "molti", non bisogna essere degli scienziati. Per prima cosa si fa in modo che il popolo resti ignorante e disinformato iniziando sin dalla tenera età, e poi, nella fase della crescita, che sia "distratto" e spinto verso altri interessi: spettacoli televisivi per deficienti, giochini idioti sui vari social, lotterie, qualche partita di calcio, pubblicità palesi o occulte sulle ultimissime tecnologie - da possedere per forza pena l'autoemarginazione sociale -, taluni "svaghi da ricchi" ottenibili in comode rate, e altre cose che già conoscete.
A questa ricetta si può aggiungere un po' di disinformazione giornalistica, suffragata da opinionisti di grido e da qualche politico "interessato", ed ecco che le "tribù" - perché parlare di popolo in questo caso mi sembra azzardato -, una volta alimentate ben bene le polemiche, le faide, i dissapori, non essendo capaci di autodeterminarsi devono cedere. Succedeva a me quando, militare, ritenendo di averne, cercavo di far valere i miei diritti e le mie ragioni. Non punivano solo me, ma tutta la squadra. Cosicché la squadra, punita per colpe a me soltanto attribuite, se la pigliava col sottoscritto. Fuori uno!
Concludendo: ricordate la locuzione latina "Panem et circenses", alla quale spesso hanno attinto e attingono i nostri governanti per assicurarsi consenso a buon mercato? Ebbene, in parte funziona ancora. Con la differenza che oggi -in attesa di "feste, farina e forca" -, se non mancano di certo i "circenses", per il "panem" qualche problema cominciamo già ad averlo!    

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