Salutamassòreta

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Decreto Salva Banche



Ormai, anche se stiamo diventando degli esperti, tristi e incazzati ma sempre esperti, vale la pena ricordare che il "bail-out" è quando lo Stato interviene con denaro pubblico al salvataggio delle banche prossime al fallimento; mentre il "bail-in" (in vigore dal 1° gennaio prossimo e anticipato dal governo col decreto "salva banche" del 22 novembre scorso), invece, è quando le banche si salvano con mezzi propri, a cominciare dal capitale. Una volta esaurito quello accumulato in riserve di vario genere, si passa a quello che hanno versato gli azionisti, piccoli o grandi che siano. Una volta succhiato il succhiabile si passa a succhiare i possessori di obbligazioni subordinate, poi chi ha obbligazioni non garantite e infine le eccedenze (oltre 100 mile euro) dei conti correnti. Al di sotto di tale somma, per garantire il recupero delle giacenze, dovrebbe subentrare il "Fondo interbancario di tutela dei depositi". Ma il condizionale, trattandosi del nostro Paese e dell'Europa, è d'obbligo. Perché ci vuole poco a cambiare il cavallo in corsa, e gli esempi non mancano.
fonti:
http://www.nextquotidiano.it/salvataggi-banche/
http://www.nextquotidiano.it/quattro-banche-da-salvare/
http://www.lavocedinewyork.com/Le-banche-pagheranno-i-propri-debiti-prelevando-i-soldi-dai-conti-correnti-degli-italiani/d/12088/
http://quifinanza.it/soldi/banche-approvato-bail-in-anticamera-prelievo-forzoso/3939/
http://www.giornalettismo.com/archives/1970565/obbligazioni-subordinate-perche-rischiose/
http://www.soldionline.it/guide/basi-investimento/obbligazioni-subordinate-cosa-sono-perche-sono-rischiose
https://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_interbancario_di_tutela_dei_depositi

Staremo a vedere cosa farà il governo per mettere una pezza sulla voragine contabile che si è aperta. Perché non è facile, se non si è del mestiere, decifrare interamente le pagine dei contratti e tutto quello che c'è scritto, soprattutto se non si è sufficientemente informati sui profili di rischio da chi ti propone l'investimento. E siccome non stiamo parlando di giocatori d'azzardo ma di piccoli risparmiatori, pensionati e artigiani, uno si fida della propria banca e del funzionario che ha di fronte, che conosce da anni, e spera, prima di firmare, che ciò che gli viene proposto gli consenta di mettere al sicuro i risparmi di una vita.
fonti:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-12-11/banche-salvate-visco-impegno-e-massimo-fatto-meglio-l-ok-bruxelles-172403.shtml?uuid=AC3z2crB
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-12-11/banche-fondo-solidarieta-e-arbitro-070429.shtml?uuid=ACJPXGrB 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/10/salva-banche-via-nazionale-scarica-barile-su-bruxelles-ma-ha-chiuso-gli-occhi-per-decenni-e-non-ha-usato-suoi-poteri/2291998/

Ora, le circa 130 mila "vittime" del decreto salva banche dovranno attendere l'esito dei ricorsi - sempre che vengano accettati - ma soprattutto cosa deciderà di fare il governo: un "fondo di solidarietà", oppure un arbitrato (affidato a soggetti terzi rispetto alla controversia) che valuti, caso per caso, chi ha diritto ai rimborsi.
Meno male che tempo fa, a proposito di debito pubblico, mi pare che Renzi avesse detto che l'Italia non è a rischio perché può fare affidamento sui... risparmiatori. E poi i "gufi" siamo noi?


8 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Francesco. Ma dimmi è mai possibile che con tutti questi labirinti, che stanno creando siano sempre i poveri risparmiatori che ci devono rimettere i loro risparmi!?
Ciao e se anche non ci capisco niente, è veramente meglio che resti dove sono!!!
Tomaso

Flo ha detto...

Senza nulla togliere alla sofferenza di chi ha perso tutto, a volte i pensionati a volte sono ex dirigenti, pertanto abituati a leggere contratti e firmarli asdumendosene le responsabilità conseguenti. Troppo comodo, dopo, lamentarsi di non avere capito.
Troppo comodo anche suicidarsi lasciando ad una moglie anziana l'onere di"smazzarsela" da sola...
Sono dura? È possibile ma la lagna del "non avevo capito" non vale più dopo i 12 anni.

Detto questo, ci aspettano tempi duri, checché ne dica quel pirla di Renzi

Bisou
Flo

Cecco Dotti ha detto...

Chiedo scusa per il ritardo, ma ero occupatissimo a difendere i miei diritti di... pensionato!
La faccenda bancaria, caro Tomaso, è alquanto complicata, ma il fatto che si svolga in Italia, però, nella sua complicazione la rende perfettamente normale! :) :)
L'importante è che tu stia bene in salute, ma soprattutto che rimanga dove sei: in Svizzera! Qua tornaci solo per le vacanze, e anche brevi. Non si sa mai...
Un abbraccio e buona settimana,
Francesco

Cecco Dotti ha detto...

Cara Flo, chiedo scusa anche a te per il notevole ritardo col quale rispondo al tuo commento. Come ho detto a Tomaso, mi stavo controllando l'avvenuta applicazione delle perequazioni pregresse sulla pensione, come da sentenza della Consulta. Ovvero, se me le avevano confermate, in toto o solo in parte, e a partire da quale data. Altrimenti dovrò fare ricorso, come altri "sciagurati", per avere quanto mi spetta. Una ricerca, nel mio caso, lunga e laboriosa, per cercare di decifrare gli accrediti sui cedolini della pensione e le relative voci di riferimento, non sempre facilmente accessibili e comprensibili. Almeno dal sottoscritto. :)
Per la faccenda delle banche, invece, non sono del tutto d'accordo con te, anche se dobbiamo fare dei "distinguo".
Perché se nel caso degli "addetti ai lavori" puoi avere ragione, per quelli meno informati, invece, si dovrebbe tener conto del rapporto di fiducia esistente tra cliente e funzionario, soprattutto perché erano banche molto radicate sul territorio e la gente si fidava di chi aveva di fronte. Io stesso quando ho avuto bisogno d'informarmi su certi prodotti che la banca talvolta mi offriva quando mi mettevano davanti dei prospetti scritti in un linguaggio incomprensibile, mi sono trovato veramente a disagio. Meno male che avevo un figlio vice direttore di banca che all'occorrenza sapeva consigliarmi, e così ho evitato complicazioni. Pensa che una volta rimasi fregato addirittura con un'offerta dell'assicurazione della macchina. Siccome non ho mai avuto incidenti in cinquant'anni di patente e sono in una classe di merito tra le più basse, non potendomi fare ulteriori sconti mi avevano proposto un'assicurazione sulla vita (gratis) in omaggio. Io accettai, firmai (senza leggere le paginate di roba scritta, peraltro per me incomprensibili), e dopo un anno mi accorsi che solo il primo era gratis. Mentre per quelli successivi (almeno cinque!) avrei dovuto pagare! Mi soccorse il decreto Bersani, che prevedeva la rescissione dei contratti pluriennali, e impugnandolo potei liberarmi dal vincolo. In quel caso, nonostante fossi cliente della Compagnia da svariati anni, fu disonesto l'impiegato, che pur di prendersi la provvigione mi aveva proposto una polizza-capestro senza darmi le necessarie informazioni, o perlomeno spiegarmi ciò che sarei andato a firmare. Naturalmente, dopo avergli manifestato tutto il mio disappunto, lasciai quella compagnia e cambiai assicurazione. (FINE PRIMA PARTE)

Cecco Dotti ha detto...

Per Flo, segue:

(SECONDA PARTE)
Ora, se questo lo trasferisci alle banche si può capire quanta malafede potrebbe esserci dietro a tutta la faccenda. Senza contare che molte banche sembra che concedessero prestiti (o mutui) solo dopo che il richiedente aveva accettato di sottoscrivere azioni o altri prodotti finanziari, in certi casi piazzando addirittura obbligazioni "tossiche" nei portafogli degli ignari investitori. Tutto ciò senza i controlli - così almeno pare - della Consob e della Banca d'Italia. E' chiaro che tutte le operazioni vengono sempre fatte "a norma di legge", ci mancherebbe, e che se dichiari di essere informato e poi firmi è segno che ti hanno informato. Resta da vedere, però, in che maniera ti hanno informato - e rassicurato - dicendoti che l'operazione era priva di rischi. Sta al proponente dirti quali rischi corri se punti tutto su un cavallo dato per vincente (per usare la metafora del cavallo), oppure consigliarti di puntare su più cavalli per diversificare i rischi: cioè se puoi perdere qualcosa da una parte ne puoi guadagnare da un'altra. E se a fine investimento puoi rientrare interamente del capitale investito; oppure, se hai perso qualcosa, se sia più conveniente allungare i tempi di rientro nella speranza che il mercato si risollevi. Ma chi ti deve dare questi consigli, ripeto, è il funzionario che hai di fronte nel quale devi riporre la massima fiducia. Fiducia che non può essere tradita.
Per questo non mi sento di giudicare quel poveretto che si è ammazzato, che non ritengo assolutamente un "giocatore d'azzardo". Probabilmente s'è visto crollare il mondo addosso, e lo capisco, perché oltre al danno di aver perso tutto c'è anche la delusione di essere stato preso in giro da una persona - o da una banca - della quale si era sempre fidato.
Che ci aspettino giorni duri e che non siano tutte rose e fiori come vuol farci intendere Renzi ne sono consapevole anch'io; e anche lui, checché faccia tanto il "ganzo" - come si dice dalle nostre parti -, immagino che lo avverta. Il popolo sarà anche distratto e poco partecipe della vita politica, ma "coglione" fino a questo punto mi auguro di no. Vedremo nei prossimi giorni che piega prenderà la faccenda, ma non credo che finisca tutto in una bolla di sapone. Insomma, come si dice in certi casi: ne vedremo delle belle! Almeno spero. Per non passare da "coglione"! :)
Un abbraccio e buona settimana pre natalizia,
Francesco

P.S.
Mi ha concesso max 4.096 caratteri. Comunque sempre meglio di Twitter! :) :)

Flo ha detto...

Sono in parte d'accordo con te, e ti spiego perchè solo in parte.
Che esistano banche truffaldine, che cercano di piazzare titoli marci a clienti ingenui, è cosa risaputa. Che all'interno di banche (truffaldine oppure virtuose) esistano veri e propri truffatori che piazzano agli investitori più ingenui titoli spazzatura, abbindolandoli con la prospettiva di lauti guadagni con l'unico scopo di intascarsi commissioni e premi di varia natura, è altresì cosa nota. Però esistono leggi per colpire i truffatori e non servono decreti salva investitori, non devono servire. Se Renzi dice che con il suo operato ha salvato decine di migliaia di correntisti e che lo rifarebbe ancora, che senso ha il decreto salva-investitori ingenui? Se la magistratura funziona (e tutti sbandierano la propria fiducia nella magistratura!) e se esistono norme contro le truffe e esistono le prove che dimostrano che le azioni dei funzionari sono state truffaldine, a cosa serve un decreto che ancora carica sulle nostre spalle i debiti delle banche? Non lo capisco davvero.
Invece vedrei con estremo piacere un bel maxi processo agli alti dirigenti di tali banche, questo sì, vorrei vedere Renzi prendere il telefono e chiamare il papà e il fratello della Boschi, nonchè tutti gli altri pezzi grossi coinvolti, e dir loro a chiare lettere: "cari miei, mettete mano al portafogli, restituite alla banca i vostri premi e chiamate il vostro avvocato perchè ora tocca a voi difendervi", questo vorrei vedere, non il salva pensionati!
PS: quando ho contratto il mutuo di casa mia, la mia banca mi ha proposto l'acquisto di una certa quantità di azioni perchè, fra i vari mutui offerti, quello riservato agli azionisti era particolarmente conveniente. Non mi ha obbligata, era una proposta. Ho fatto i miei conti e ho accettato. Ho comprato il minor numero di azioni possibile e ho risparmiato una discreta somma. Poi le azioni sono andate giù e, probabilmente, se rifacessi i conti, scoprirei che forse non mi è convenuto poi tanto. E' una truffa? Non credo proprio. Un ricatto? Ma per favore!
Resto dell'idea che un ex dirigente non può essere trattato alla stregua di una casalinga del 1946 nè lui lo vorrebbe.
PS: ho conosciuto un dirigente di una di queste mega aziende para-pubbliche (Eni al posto di Enel). E' il classico "figo", quello che "Lei non sa chi sono io" ce l'ha scritto in faccia, uno che, quando in banca gli hanno fatto firmare il Mifid, ha chiesto dove fosse la riga per il rischio massimo perchè "a me non la si fa, mica sono un pirla". Ecco, uno così poi va a dire che non aveva capito???

Flo ha detto...

...e comunque, la cosa più importante è distinguere bene fra risparmiatori e investitori.

Cecco Dotti ha detto...

Innanzi tutto le "vittime" sono state ridimensionate: non sono più 130 mila ma pare che siano circa un migliaio. Così i rimborsi "statali" dovrebbero diminuire. Privatizzare i profitti e socializzare le perdite, d'altra parte, resta lo sport preferito di molti. :) :)
Anch'io - forse non l'ho detto - penso che il decreto non serva a nulla, e che invece dovrebbe intervenire d'ufficio la magistratura e processare i responsabili per direttissima. Io penso che abbiano fatto il decreto - mascherandolo per "salva-pensionati" - solo per salvare gli "amici" banchieri. E poi, scusa, se una banca è considerata alla stregua di un'azienda, e un'azienda se sbaglia gl'investimenti può fallire, non vedo per quale motivo non possa fallire una banca. Forse chi produce infissi, o mobili, o qualsiasi altra cosa, non può fallire? E se fallisce non interviene mica lo Stato? E poi, nel caso di una banca, che c'entra il salvataggio dei correntisti - come ha detto Renzi? I correntisti, almeno quelli che hanno depositi fino a 100 mila euro, non dovrebbero essere già tutelati dal "fondo di garanzia"? Perciò, prima dovrebbero pagare i vertici, e poi, seguendo una gerarchia di responsabilità e a seconda del tipo d'investimento, a scendere fino ai correntisti, che al massimo ci rimetteranno quello che "sfora" i 100 mila. Come ugualmente penso che la Boschi in questa faccenda abbia un conflitto d'interessi grande come una casa, e per questo dovrebbe dimettersi. E se non lo fa fanno bene a sfiduciarla. D'altra parte, se ben ricordi, ci hanno fatto per anni due palle così per il conflitto d'interessi di Berlusconi e delle sue televisioni! Per caso, il conflitto d'interessi vale solo per alcuni?
Come vedi, tutto sommato credo che siamo d'accordo. O no?
Grande Flo, con te non mi annoio davvero!
Un abbraccione grande grande,
francesco (minuscolo, perché sono nullatenente!)