Salutamassòreta

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Canone Rai in bolletta



A proposito di canone (o tassa di possesso) della maledettissima televisione da pagare nella bolletta della luce, in questi giorni si fa un gran parlare di come lo debba pagare, e da quando, chi un televisore lo ha, lo ha avuto e magari da diversi anni non lo ha più perché si è rotto e lo ha buttato via. E non lo ha neppure ricomprato perché in fondo lo ha sempre ritenuto un oggetto inutile. Adesso, con l'inserimento del canone in bolletta a partire dal 2016, pare che l'Agenzia delle Entrate possa richiedere anche il pagamento degli arretrati, i quali, contrariamente alla prescrizione quinquennale delle sanzioni tributarie (e relativi interessi), invece si prescriverebbero in 10 anni. 
In fatto di prescrizione, tuttavia, mi sono venuti dei dubbi leggendo questo articolo, e così vi cito la fonte affinché possiate meglio di me documentarvi:
http://indebitati.it/prescrizione-dei-tributi-e-delle-sanzioni/

Il motivo della richiesta degli arretrati? Semplice: se avevi la luce, per esempio, nel 2006, significa che avevi anche il televisore, e se da quell'anno in poi non risulta che hai pagato il canone allora sei fottuto! Già, perché ti potrebbero richiedere il pagamento di tutti gli arretrati (10 anni), maggiorati delle sanzioni più gli interessi legali. Mostruoso! 
E chi lo dice che avevo il televisore? E se invece lo avessi comprato quest'anno? Mi applichi una sanzione per una legge uscita quest'anno, quando esiste un principio del diritto che recita: "nulla pena sine lege"? Ovvero che "nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso"
E questo principio di legalità investe non solo la determinazione dei fatti costituenti il reato ma, guarda un po', anche le sanzioni. Per fare un esempio cretino, è come se io mi comprassi la macchina quest'anno e mi richiedessero i bolli degli anni passati quando ancora la macchina non ce l'avevo. Solo perché, siccome ho la patente dal 1967, vi è la "presunzione automatica" del possesso di una macchina. 
A me sembra pazzesco. Se Kafka fosse ancora vivo ci scriverebbe subito un libro.

fonti:
http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/30660/canone-rai-in-bolletta-si-pagheranno-anche-gli-anni-arretrati.html
http://quifinanza.it/tasse/canone-rai-prescrizione-e-arretrati/42375/  
http://www.leggioggi.it/2015/12/30/canone-rai-come-cambiano-casi-modalita-pagamento-guida-completa/

8 commenti:

Flo ha detto...

Kafka non muore mai.
Il problema è che ha ragione Sgarbi: noi siamo capre e come tali ci comportiamo e ci facciamo trattare.
Desolante.
Flo

Cecco Dotti ha detto...

E' vero, Kafka non muore mai. Perché in questo strano e assurdo Paese, noi capre, ce lo troviamo davanti ogni santo giorno. Magari lo leggiamo pure, ma non capiamo quello che dice!
Avvilente. E, almeno per quanto mi riguarda, "incazzante". Parecchio pure.
Francesco

Lubumba ha detto...

Carissimo, come ho avuto già modo di dirti vie brevi, non capisco!
Non capisco tutto questo fervore contro una tassa che noi italiani (capre) paghiamo indistintamente da una vita (quelli che lo hanno sempre pagato). Mi ricordo che ero bambino quando mio Padre tirava fuori il famigerato libretto per pagare il canone TV, e a dire il vero sono ben 37 anni che io lo pago regolarmente. Se tutti gli italiani (capre) avessero pagato il canone annualmente forse oggi non ci sarebbe tanto da sblaterare in merito. Ma si sà siamo tutti capaci a contestare i vari governi (non importa di che colore siano) quando cercano di metterci ... l'anello al naso ... e siamo sempre pronti a contestare anche quando il buon senso (civico e non) dovrebbe prevalere. Concludo dicendo che avendo io pagato sempre e regolarmente la tassa (prima canone poi di possesso) non mi preoccupo assolutamente mentre pare che chi si lamenta siano proprio quelli che per anni hanno frodato lo stato (che siamo noi = capre) e ora hanno timore di dover pagare quello che non è stato mai pagato prima e cercano l'appoggio di altri italiani furbetti che vorrebbero contiunuare a vivere sulle spalle di pochi. La scusante che uno possa non avere il TV oggigiorno non regge, al limite potrebbe esserci una famiglia su mille , statisticamente troppo pochi per protestare (e comunque potrebbero sempre autocertificare ...). Le tasse, che ci piacciano o no, vanno pagate ... magari se le pagassimo tutti (ma proprio tutti) forse potrebbero anche diminuire, anche se dubito fortemente ... a "quelli" piu' gliene dai e piu' ne pretendono!!! d'altronde sono italiani anche loro, e buon sangue non mente. Baci e Abbracci.

Roberta ha detto...

Quoto assolutamente Flo ed è esattamente quello che stavo per scrivere e che scriverò....questo governo e i governi passati si possono permettere di trattarci da "somari che producono soldi" semplicemente perché noi glielo permettiamo....Ipotizziamo ad esempio che l'assurdità di cui tu parli diventi una realtà italiana (insieme a tutte le altre cappellate che si inventano un giorno sì e l'altro pure - altro che Kafka, qui è teatro dell'assurdo!!!) noi, in quanto pecoroni italici, tutti in fila con il numeretto, pronti (a braghe calate) a pagare pegno per "essere stati cattivi, signora maestra"???....ma la mia domanda (e siamo nel teatro dell'assurdo dunque non fomento folle ;) ) è la seguente: e se nessuno (e dico TUTTI) pagasse questa assurdità??? voglio dire, se tutti (come succede nei paesi civili e realmente democratici) ci astenessimo dal sostenere le assurdità di questo governo con il pagamento di tasse ridicole, cosa succederebbe?? più pignoramenti per tutti??? o tutti in galera a farci mantenere "vitto, alloggio e laurea " (e con la Tivvù già pagata) ??? Non sarebbe ora di tirare la testa fuori dalla sabbia, che come sappiamo lascia scoperte altre parti del corpo ben più a "rischio", e farci rispettare come cittadini di uno stato pagliaccio, italiani stanchi di essere presi per il culo sia a casa propria che in tutto il resto del mondo???...ci siamo giocati tutto, dignità inclusa!!! Che immensa tristezza!!! Se da una parte sono felice di essere italiana per le tradizioni, la cultura, la pasta, le polpette al sugo, la pizza e i paesaggi mozzafiato, dall'altra parte quando sento certa gente fare comizi (anche in lingue evidentemente non sue) e leggo le notizie sui giornali, mi vergogno immensamente della mia cittadinanza e di far parte di un paese che è patria di arte, letteratura e cultura e poi ha paura di esporsi per la giustizia, la democrazia e il rispetto che ogni essere umano merita!!!

Cecco Dotti ha detto...

Caro Lubumba, il fatto è che questa tassa non avremmo mai dovuto pagarla. Sarebbe bastato - e se prima i mezzi tecnologici non c'erano adesso ci sono - fare come per le reti a pagamento: chi vuole vederle si abbona e paga.
Tra l'altro, da quando il canone-tassa è diventato obbligatorio non solo ci fanno vedere delle emerite boiate (alcune delle quali vecchie e stravecchie, e per giunta ripetute fino alla noia) ma ci abboffano anche di pubblicità! Cosa che ammetto per le reti "libere", che di pubblicità vivono, ma che non tollero per una tivvù "pubblica" per la cui visione, interrotta a più riprese da pannolini, sciroppi e trippa per gatti, sono obbligato a pagare - come capra - una odiosa "tassa di possesso".
E poi, guarda caso, il "senso civico" dobbiamo averlo solo noi, strizzati da sempre come limoni. Mi pare, a questo punto, che i "furbetti" risiedano da tutt'altra parte. E gli esempi, se ci fai caso, non sono poi così sconosciuti. Ne vuoi uno? Il finanziamento pubblico ai partiti: abolito da un referendum e reintrodotto con un altro nome. Ne vuoi un altro? I soldi che lo Stato deve restituire alle imprese: decreto approvato nell'aprile del 2013 e attuato solo in parte perché lo Stato non ha soldi. Però nel frattempo guarda se qualcuno ha rinunciato ai vitalizi, alle autoblù e a tutte le altre "porcate" che la "casta" si regala. Alla faccia nostra - capre - e di tutto quello che ci costringe a pagare per continuare a fargli fare la bella vita!
Ti abbraccio, cara "capra", augurandoti di poter prendere, un giorno o l'altro, a cornate nel didietro quel farabutto di pastore che ti sei scelto...
Naturalmente, senza rancore. Perché si scherza! :) :)
Ora però ti devo lasciare, perché domattina parto per Courmayeur, dove trascorrerò il prossimo ponte befanizio, e devo ancora fare i bagagli e dare la sciolina sugli sci. Altrimenti poi, scendendo a tutta birra dal ghiacciaio della Brenva, inciampo e casco!
Cerèa!

Cecco Dotti ha detto...

Cara Roberta, che dire di più? Eppure, se l'amico Lubumba ha chiamato "famigerato" il libretto del canone Tv evidentemente non deve tenerlo molto in considerazione. Anzi. Forse anche lui patisce questa tassa come una costrizione? Altrimenti lo avrebbe chiamato, che so, rinomato, apprezzato, rispettato. Invece...
A meno che, e in questo caso faccio ammenda, non si riferisse alla considerazione con la quale solo gli altri - e quindi lui escluso, che invece lo apprezza - tengono questo libretto.
Certo che se tutti (ma proprio tutti) ci rifiutassimo di pagare, non solo questo odioso e "abusivo" balzello ma anche altri, altrettanto odiosi e probabilmente "abusivi", sarebbe una bella conquista. Per esempio, scende il petrolio ma la benzina continua ad aumentare? Non facciamo benzina per un po' e andiamo a piedi o usiamo i mezzi pubblici (ti sembra giusto che si paghino ancora le accise per la guerra di Abissinia del 1935?). L'acqua, che dovrebbe essere pubblica perché è un bene di tutti, ma alla fine serve per alimentare sprechi (e perdite nelle tubazioni) e... poltrone. Alla fine, credo che una protesta fiscale forte e decisa servirebbe a responsabilizzare lo Stato e far sì che spenda meglio i NOSTRI soldi. Che c'è di male? D'altra parte, nella Storia non mancano esempi di rivolte fiscali: gli stessi Zeloti (ancor prima di Cristo) si rifiutarono di pagare le tasse ai Romani. Anche se poi vennero torturati e uccisi. E ancora i coloni Americani, che opponendosi fiscalmente alla Gran Bretagna alla fine ottennero l'indipendenza (1783); Gandhi, che con la pacifica "marcia del sale" del 1930 (monopolio britannico) si oppose al pagamento delle tasse... Insomma, gli esempi non mancano. Certo che tra Gandhi e noi c'è una bella differenza. Perché, come dici tu, siccome nella sabbia lasciamo da anni la testa - e quindi anche gli occhi - quando sentiamo male perché c'è entrato qualcosa nel culo ormai è troppo tardi! E non sappiamo neppure cos'è... :) :)
Mahh... fino a quando non ci sarà da parte dello Stato una vera presa di coscienza di fare ciò che è giusto e doveroso, continueremo a scrivere. E a raccontarci storie, che probabilmente nessuno leggerà.
Grazie per la visita e un bel bacio (meritato!)
Papà

Flo ha detto...

Io, più che della tassa (che mi risulta essere una delle più basse d'Europa) mi lamenterei del livello becero della programmazione. Oh se me ne lamenterei!
Ricordo un talk show di diversi anni fa, ospite fra gli altri quella cima indiscussa di Alba Parietti, la quale rispose, a chi sottolineava appunto il basso livello della programmazione, che "la TV non ha uno scopo educativo". No, certo, la TV non ha uno "scopo" educativo. Vero. Però, guarda i casi della vita, ha un EFFETTO educativo o, nel nostro caso, molto DISeducativo.
Dalla Parietti (ho maggior stima per un uovo di gallina, altro che capre!) non ci si può aspettare niente di diverso. E forse neppure dalla RAI. A mio parere il problema è questo, non il canone in sè.

Detto questo, aggiungo che ogni tassa di possesso (casa auto tv o..... bici) dovrebbe essere dichiarata incostituzionale. Non è forse scritto: "pagherai in proporzione al tuo reddito"? E invece no: paghi quando guadagni con l'IRPEF, paghi quando spendi con l'IVA e paghi quando detieni... altro che capre!

Cecco Dotti ha detto...

Da poco ho riletto "Cattiva maestra televisione" (Karl R. Popper - John Condry Ed. Reset s.r.l. Milano), un libriccino di una novantina di pagine che si legge tutto d'un fiato, e ogni volta che lo faccio imparo qualcosa di nuovo. Come, per esempio, citando Popper nell'introduzione che ne fa Giancarlo Bosetti: "[...] La televisione cambia radicalmente l'ambiente, e dell'ambiente così brutalmente modificato i bambini traggono i modelli da imitare. Risultato: stiamo facendo crescere tanti piccoli criminali". Chiamandola "ladra di tempo e serva infedele", dove comanda la legge dell'audience, o "bambinaia elettronica" (Giovanni Paolo II), Popper invoca anche una "patente" per fare televisione; e "spegnere il televisore perché c'è di meglio da fare serve a formare le abitudini dei figli (responsabilità educativa dei genitori), meno dotati di senso critico". D'altra parte, la "videodipendenza" che dall'apparecchio catodico domestico transita attraverso i social network, i video postati qua e là e gli stessi "selfie", non alimenta forse suggestioni egocentriche di tipo narcisistico che rischiano di diventare patologiche? Quanto di più piaccio agli altri se faccio-dico questo, o ppure se cambio il mio "profilo"?
Quando addirittura, da veri irresponsabili, non si distrugge la vita di altre persone perché incuranti dello stato d'animo altrui. E gli esempi non mancano: basta cercarli in giro per il web. Questo, per il "livello becero" raggiunto , e non solo dalla programmazione televisiva.
Per le tasse, infine, giustissima la "progressione in base al reddito", che però dovrebbe valere anche per il possesso dell'apparecchio tivvù. Anche se insisto nel dire che mi sembrerebbe più giusto pagare per quello che voglio vedere: come avviene per i canali "criptati" e a pagamento.
Sarà che parlo così perché a casa mia (di mio padre) la televisione è entrata solo quando ero già adulto (ricordo "Il mulino del Po", ed erano gli anni Sessanta).
E anche quando ho messo su famiglia preferivo dare ai miei figli un foglio e una matita, oppure me li portavo a spasso a far fotografie. Sviluppa la fantasia, a differenza dello stare inchiodati per ore davanti a uno schermo.
Certo, a differenza di me, un po' di televisione loro l'hanno guardata, ma solo un po' e a orari stabiliti. Poi, facevamo altro: parlavamo. E sai che soddisfazione!
Grazie, mia cara Flo,
un caro saluto e a presto,
Francesco