Salutamassòreta

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Renzi è petaloso



Da ignorante qual sono - e, credetemi, lo sono davvero - vorrei dire come la penso sull'argomento del giorno: la parola "petaloso", che il bambino-inventore ha coniato per dire che le margherite sono fiori "aventi tanti petali" rispetto, per esempio, al papavero che ne ha di meno. Allo stesso modo, perciò, si potrebbe dire che il papavero è "papaveroso" rispetto, chessò, al Trillium ovatum dell'Alberta che ha meno petali del papavero (infatti ne ha solo tre). E, da ignorante, chiedo umilmente anche il vostro Spett. parere, che accetterò di buon grado.
La risposta dell'Accademia della Crusca "che una parola, per essere inserita in un dizionario, dev'essere usata e conosciuta da molti..." ("parolosa"?) secondo me è giusta. A parer mio, tuttavia, non mi sembrano corretti gli esempi che più avanti sono stati riportati: "coraggio + oso" = coraggioso (cioè che ha [tanto] coraggio, e "pelo + oso" = peloso (che ha tanti peli). Perché, se vogliamo essere pignoli (o "pignolosi"), se "peloso" vuol sì dire che ha tanti peli, "coraggioso" non vuol dire che ha tanto coraggio, ma solo che ha coraggio. Sottilizzando, posso dire che "io sono più coraggioso di Ugo" e "io sono più peloso di Ugo" (comparativi di maggioranza, dove "coraggioso" e "peloso" sono aggettivi), ma non che "io sono coraggioso di Ugo", o "io sono peloso di Ugo", che non vuol dire nulla. Di contro, invece, posso dire che "io ho più coraggio di Ugo" e che "io ho più peli di Ugo". Di questo passo, tornando a "petaloso", potremmo allora dire che viviamo in un Paese "partitoso" (cioè che ha tanti partiti); che io sono un illustratore "disegnoso" perché disegno più del ragioniere del piano di sopra; che la questione dei migranti può essere considerata "drammosa" rispetto agli esodati, perché le tragedie umane che la migrazione si trascina dietro sono probabilmente più gravi di quelle degli esodati. L'invasione dei neologismi!
L'altra mattina, uscito presto in bicicletta senza far colazione, verso le 10 mi è venuta una fame terribile. Così mi sono fermato in un bar del Corso e al barista ho chiesto un "tramezzo". L'uomo mi ha guardato per un attimo con un cipiglio da far paura, e poi mi ha detto: "Che fai, pigli per il culo?" Io gli ho pazientemente spiegato che in quel momento un "tramezzino" non mi avrebbe assolutamente saziato, e per questo avrei desiderato qualcosa di più sostanzioso: un "tramezzo", appunto. Ma non mi ha capito lo stesso. 

Ora, se il "tramezzo" è una struttura muraria verticale non portante che ha lo scopo di separare gli ambienti interni, il "tramezzino" cos'è: un muro più piccolo che divide due... ambientini
Ciò detto, per non diventare, oltre ad essere ignorante, anche... "palloso", i neologismi siano benvenuti - soprattutto in una lingua come la nostra che è in continua evoluzione - ma ritengo che vadano presi "cum grano salis". Altrimenti potrebbe accadere che, qui in Sardegna, qualcuno li prenda "cum grano floris, murgia, melis, tedde, porcu... e così via!
E poi, visto che "petaloso" l'ha usato anche Renzi per descrivere i suoi futuri progetti, sono sicuro che presto il Parlamento discuterà se inserire o no per decreto questa parola nei dizionari. E se le cose dovessero andar per le lunghe si potrà sempre votare la fiducia. 

Non è forse, il nostro, un Parlamento... "fiducioso"

38 commenti:

Roberta ha detto...

aiuto che il nostro sia un paese "fiducioso" mi sembra piuttosto un esempio "coraggioso", diciamo che è un paese inculoso, ma forse non è il neologismo più azzeccato...nemmeno un aggettivo...di certo è il paese in cui "partitoso + fiducioso" sicuramente equivale all'inculoso di cui sopra!!!
per tornare all'accademia della crusca e al bambino Matteo mi piace pensare finalmente ad una maestra non stitica (è forse per questo che si è rivolta alla suddetta accademia?) di voti e di complimenti, non tanto per dire che Matteo, (nome ricorrente tra gli "inventori" di cose e parole strane di questi tempi), sia stato eccellente nel suo scrivere in italiano, ma forse solo per dire ai bambini di non perdere il contatto con la fantasia...e l'arte di inventare parole e storie nuove ci riporta alla famosa grammatica della fantasia di Gianni Rodari, autore che ormai in nessuna (o pochissime) scuole si sente più, purtroppo! dunque per quanto non mi piaccia tutto questo rumore per nulla fatto intorno ad una parola così "inventosa", mi è piaciuto invece l'incoraggiamento che la maestra ha dato a tutti i bambini storpiatori di grammatica per eccesso di fantasia :) e in un'era di tablet e playstation mi sembra davvero una nota positiva e ....incoraggiosa ;) bacetti....

p.s. per quanto riguarda il tramezzino come la mettiamo invece con il panino?? aribacetti

Flo ha detto...

Gianni Rodari è passato di moda, come l'elastico per giocare all'intervallo, i miniassegni e i gettoni della SiP...
La maestra di Matteo, invece, non passerà di moda, lei e quelle come lei. Ne stavo parlando giusto stasera con la mia amica Simona, ex maestra ora prof di italiano alle medie. Mi diceva che le maestre sono creative perché hanno a che fare con studenti creativi. Le prof, invece, no... Chissà cosa brucia la creatività delle persone, l'età o la scuola???

Gianna Ferri ha detto...

Condivido pienamente il tuo pensiero, Cecco.

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Gianna, bentornata e grazie della visita!
Un caro saluto,
Francesco

Nesrin Dino ha detto...

BRAVO Cecco!
ci pensavo da giorni a questo nuovo aggettivo inventato dal bimbo Matteo Renzi e, se pur niente tolgo all'inventiva dello studente, mi sono domandata se la Signora Maestra avrebbe ugualmente scomodato l'Accademia della Crusca se ad 'inventare' questo termine fosse stato il suo alunno Perseo Lenza? ed ancora, la prestigiosa istituzione linguistica avrebbe così prontamente valutato e decretato l'aggettivo 'petaloso' degno di entrare nel Vocabolario italiano di fatto e di diritto?
A dir il vero, la prima volta che l'ho sentita (sai, a 70 anni sono un po' sorda), ho capito petoloso e ho riso perchè uno che peta forte è di certo un petoloso ..... Dici che se la mando a valutare alla Crusca mi mandano la stessa lettera di complimenti anche se mi chiamo Nesrin invece di Mattea e Dino invece di Renzi?
Buona domenica e a presto rileggerti
dd

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Nesrin, e grazie per la visita graditissima!
In effetti hai ragione: chi sarà mai questo Perseo Lenza? Mentre l'altro, il comunicatore, l'eclettico annunciatore, l'affabulatore istituzionale ormai lo conoscono tutti. E direi che la tua ipoacusia (non so di che grado) potrebbe essere soprattutto imputabile all'eccessivo ascolto di annunci, talvolta gridati urbi et orbi (compresi i sordi) ma tuttavia spesso privi di fondamento. L'importante è che non si aggravi.
Purtroppo, il "petoloso" da te coniato - e a tutto diritto valutabile dagli Accademici per un suo futuro inserimento nei dizionari -, è già stato da tempo sostituito, ahimè, dal suo più comune sinonimo: "scoreggione", peraltro già noto agli accademici e agli studiosi di linguistica. Ma, come si dice, tentar non nuoce... Auguri!
Un caro saluto, felice domenica e torna presto: ti aspetto!
Francesco

Nesrin Dino ha detto...

Già già!quel rumore Dante lo chiamava trombetta. E' di sicuro obsoleto ormai dire: ...e di cul fa trombetta... per indicare lo scorreggione o, per essere in linea con i tempi, lo "scorreggioso", ma tant'è che, non potendomi vantare di essere eclettica e tanto meno affabulatrice, non andrò ad inquinare anche con il mio 'contributo' una delle più belle lingue del mondo.
La mia sordità è di grado autodifensivo e purtroppo non si è ancora aggravata. Un medico legale per il rinnovo della patente mi obbligò ad andare dalla sua amica per farmi acquistare i 'cornetti' (quel gioiellini orribili che ti infilano nelle orecchie per farti sentire anche quello che non vuoi). Li acquistai per poter rinnovare la patente, ma non li misi mai e la conclusione della storia fu: patente rinnovata senza ulteriori visite, quattro pneumatici dell'automobile del medico forati come per magia..... (sic!), tremila euro spesi male, ma cosa vuoi che siano in confronto all'espressione del medico frettoloso..... e cambio di agenzia per le successive visite.
Ho impiegato buona parte della mia vita per non sentire scempiaggini ed ora arriva un medicastro qualunque per togliermi una difesa tanto faticosamente conquistata?
Un caro saluto a te e grazie per la nota sorridente.
dindin (questo è il nome con il quale mi appellano gli amici)

Cecco Dotti ha detto...

Allora, visto che ora siamo amici: ciao, dindin!
Per... l'audio, non ti preoccupare. Anch'io sono come te. La colpa è di aver lavorato sugli aerei a reazione e dell'oggettiva difficoltà a indossare le cuffie quando era necessario. Risultato: da un orecchio ci sento davvero poco. Ma non la considero una menomazione. Anzi. D'estate, con le finestre aperte, mi evita di sentire i cani "condominiali" che abbaiano, la gente che parla in strada, le sirene delle ambulanze che passano e, cosa da non sottovalutare, le inutili discussioni con la consorte.
"Hai sentito cosa ti ho detto?"... "Perché, hai detto qualcosa?" :)
E quando mi dice che dovrei andare all'amplifon per farmi controllare, rispondo che ci sono già stato e che, siccome ho il condotto uditivo più largo del normale, c'è il rischio che mi possa ingoiare l'apparecchio. Così appoggio l'orecchio "buono" sul cuscino, lasciando quello offeso a... disposizione, e dopo cinque minuti sono già nel mondo dei sogni!
Un caro saluto anche a te, grazie e alla prossima!
Francesco

Cecco Dotti ha detto...

Rimetto il mio commento del 26 u.s. perché mi ero... fumato una "s" (avevo scritto "sucitato" al posto di suscitato... ahh, queste tastiere!).
Così, dato che poteva indurre a fraintendimenti, l'ho corretto! Spero che non ci siano altri refusi...

Bene, ho lanciato il sasso nello stagnetto e constato il piacere suscitato da questo mio lancio (... "godurioso"?). Tuttavia, essendo poco pratico di scuole e di studenti, lascio a voi, più esperte di me, massima libertà d'espressione.
Per la creatività "sommersa", o addirittura inesistente dopo una certa età, ritengo che le colpe vadano cercate nel generale rammollimento sociale che ha avvolto il telencefalo di codesti individui, compresa l'imposizione dei 140 caratteri per i social media e gli autotaggamenti anche senza preavviso.
In certi casi, però, soprattutto quando sono presenti gravi compromissioni del sistema limbico, può avvenire che certi soggetti siano creativamente ipersollecitati al punto da immaginare cose inesistenti. Un mio collega, noto in aeroporto per i suoi voli pindarici in virtù dei quali percepiva dallo Stato anche l'indennità di volo, per distaccarsi dagli influssi nefasti del mondo che lo circondava soleva spesso tragicamente distrarsi mentre con l'auto si recava al lavoro. Così avveniva che, nel suo mondo fantastico, immaginasse una curva nella realtà inesistente e uscisse fuori strada. Viceversa, sapendo di questa sua debolezza, talvolta tentava di resistervi tirando dritto. Ma, ahimè, la curva c'era davvero e così usciva fuori strada lo stesso. Dopo aver distrutto completamente una decina di macchine e avere nello scheletro più ferri di un'armatura, si convinse che era più salutare venire al lavoro col pullman dell'Amministrazione continuando peraltro i suoi voli fiabeschi ma senza rischiare la pelle. Con questo, cosa volevo dire? Non lo so, ma intanto l'ho detto e adesso vi saluto.

Cecco Dotti ha detto...

"Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perchè nessuno sia più schiavo!!"
Gianni Rodari
Mi sembrava un bel pensiero, e così l'ho messo.

Flo ha detto...

Mi ricorda un foglio maldestramente appiccicato sulla vetrina di una libreria. Stampati in caratteri buffi, c'erano slogan del tipo "Fotti il sistema: studia!" L'avevo fotografato, se lo ritrovo te lo mandò.

Nesrin Dino ha detto...

Buon inizio settimana.
Ciao Francesco, amico di lettura e di sordità!
Io non mi sono 'assordata' per il rumore degli aerei a reazione, ma per il vociare inutile di gente inutile. Le cuffie in aereo non mi infastidiscono, le metto per poter sentire la radio (aeronautica) che altrimenti sarebbe coperta dal rumore del motore. Ah già, sono pilota di aeroplani e aeroplanini, sai quegli straccetti volanti che fanno un rumore infernale, ma lassù è stupendo perché si riesce davvero a sentire il rumore del vento, anzi più che sentirlo con le orecchie lo senti sulla pelle. Il momento più eccitante è il decollo, peccato che per poter continuare a volare è "condicio sine qua non" l'atterraggio, che in effetti non mi viene sempre 'à la graisse de budin' (come dicono i francesi) forse perché non vorrei atterrare, un po' come il Biagio di Calvino che non voleva più scendere dall'albero.
Sempre citando Italo Calvino c'è un suo pensiero che mi piace condividere:
“Mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. Non si creda che questa mia reazione corrisponda a un’intolleranza per il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. Per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno a eliminare le ragioni d’insoddisfazione di cui posso rendermi conto.”
Buona serata a te e a tutti coloro che seguono questo tuo simpatico post
dindin

Cecco Dotti ha detto...

Ciao dindin, e buon inizio anche a te!
In effetti, tra le numerose foto che ho potuto ammirare sul tuo Google+ ho visto anche dei simpatici "aeroplanetti" e mi sono chiesto a quale proposito li avessi inseriti. Ora capisco: sei un pilota. Io, invece, sono stato un motorista (militare), transitato dai pistoni del C-119 (e di qualche altro elicottero) alle turbine dell'F-104. Un bellissimo lavoro, pieno di soddisfazioni, anche se avrei preferito la cloche alle chiavi e ai cacciaviti! :)
Qualche volo l'ho fatto, ma quello che ricordo con particolare emozione è stato sul Dakota C-47 delle radiomisure per testare l'avvicinamento strumentale con l'Ils: mezzi atterraggi e decolli in successione, seduto su dei seggiolini d'alluminio senza neppure un'imbottitura, e con la voce in cuffia che ripeteva i dati: "Sul sentiero... sotto al sentiero..." mentre c'era chi ne prendeva nota. Se vuoi vedere l'aereo, lo trovi qui: http://www.giorgiociarini.com/C%2047%20AM%20Radiomisure.htm
Mi dispiace di non aver letto Calvino, e quindi non conosco Biagio, ma il pensiero è molto bello. Soprattutto vero! Se riuscissimo a misurare le parole come facciamo con lo scritto, si eviterebbero un sacco di guai e di brutte figure...
Grazie per le cólte informazioni che mi dai e un caro saluto,
Francesco

Nesrin Dino ha detto...

Ciao Francesco,
è vero! è molto difficile moderare le parole, anche quelle e sopratutto quelle che 'esondano' (altro termine che non mi piace, preferivo il vecchio straripa) come fiume in piena quando siamo 'in..turcinati'. A me capita spesso perché sono fumantina e non tollero i bugiardi. Mi è anche impossibile mordermi la lingua perché fa male e poi ci rimetto pure la dentatura 'virtuale', così vorrei avere la saggezza di Calvino.
Ho letto il Barone rampante quando ero ragazzina e mi sono immedesimata nel personaggio raccontato dal fratello Biagio, un ragazzino che per una lite famigliare si arrampica su un albero per non scendervi più. Una favola bella e ora che mi ci hai fatto pensare, ricercherò quel libro per rileggermelo.
Il tuo lavoro è stato importante e anche se ti ha lesionato in parte l'udito, hai contribuito a rendere sicura l'aviazione. Di questo devo ringraziarti, anche se io non volerò mai su un aereo militare e tanto meno in ILS. Nella fase di apprendimento per il brevetto, abbiamo fatto anche del volo cieco e notturno, ma piccole cose per uscire da condizioni difficili. Non le ho mai sperimentate perché a me piace volare sopratutto per vedere il mondo da un'altra dimensione.
Ti auguro buona serata e a presto
dindin

Flo ha detto...

Io, invece, il mio battesimo del volo l'ho fatto su un "così" come questo:
http://www.lightairplanes1.com/images/Aerei%20aviazione%20generale/piper2%20g.jpg

Flo ha detto...

Io, invece, il mio battesimo del volo l'ho fatto su un "coso" come questo:
http://www.lightairplanes1.com/images/Aerei%20aviazione%20generale/piper2%20g.jpg

Cecco Dotti ha detto...

Dopo il mio commento sono andato a cercarmi Il barone rampante su Wikipedia. Dev'essere una bella favola. Interessante l'idea di scrivere una Costituzione per uno Stato fondato sugli alberi, anche se non so com'è andata a finire.
Bello il finale (lo è?), che suggerirei a molti nostri politici: attaccatevi a una mongolfiera e... sparite!
Per rileggerlo, prova a vedere qui:
https://www.google.it/?gws_rd=ssl#newwindow=1&safe=off&q=italo+calvino+il+barone+rampante+pdf
Oppure qui (c'è un altro Pdf):
http://scuole.provincia.ps.it/sm.olivieri.pesaro/files/Italo-Calvino---Il-Barone-Rampante.pdf
Tornando all'Aviazione, anche se non posso proprio dire d'essere un appassionato di viaggi in aereo (con tutto quello che oggi si sente in giro...), quando risento parlare di aerei, voli e brevetti provo un po' di nostalgia. Pensa che quando mi arruolai (ero ancora minorenne) avrei voluto fare il pilota, ma mio padre non volle firmare la domanda perché temeva per la mia incolumità. E così feci solo lo specialista. Poi, a Caserta (alla Reggia), dove frequentai il corso, incontrai alcuni allievi come me (ce n'erano un paio addirittura etiopi) che invece si preparavano per diventare piloti. Ci rimasi molto male.
Ma tutto sommato ho avuto una vita interessante: ho molte cose da raccontare e non mi pento. Anche se, potendo tornare indietro, qualcosa la cambierei. Per esempio, studierei di più! :)
A presto, grazie per il sostegno e buona notte!
Francesco

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Flo, purtroppo c'è sempre meno gente che legge. Soprattutto tra i giovani.
Eppure mi ricordo che da ragazzino i più bei regali che ho ricevuto erano libri. Che divoravo letteralmente, liberando la fantasia e visitando mondi sconosciuti senza spendere una lira e comodamente seduto in poltrona, a casa mia. Poi, quando li avevo finiti tutti, non vedevo l'ora che arrivassero di nuovo il compleanno o il Natale con la speranza che me ne regalassero altri! Così, nell'attesa, mi buttavo sull'Enciclopedia del Tesoro (della Utet) di mio fratello, e pagina dopo pagina mi sono letto anche quella. Otto volumi, con un sacco di stupende litografie di Daumier che ogni tanto cercavo di riprodurre!
Poi mi veniva facile anche perché, essendo di salute cagionevole (soffrivo di acetonemia), passavo intere settimane a letto vomitando anche gli occhi, tra i libri, i disegni e... le coccole della Mamma!
Bei tempi! Oggi, che invece non mi ammalo più, per distrarmi mi sono dovuto creare un blog! Pensa un po'...
Ora ti lascio perché è appena arrivata l'ambulanza e non li voglio fare aspettare...
A presto... forse... chissà... mah... chi vivrà vedrà... Hanno suonato!

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Flo, il tuo Piper "coso da battesimo", se non sbaglio (nell'immagine si vede poco) montava un motore sul quale ho lavorato: il Lycoming 4 cilindri (io ho lavorato anche su quello a sei). Un gran bel motore, con due magneti, la cui messa in fase era bellissima, anche se non proprio semplice. Che bei ricordi!
Sempre che me li ricordi giusti... :) :)
Vado, sennò mi perdo il film

Nesrin Dino ha detto...

Buongiorno Flo, bell'aereo il biciclo Piper. Ce ne era uno all'aereo club di Viterbo e ci abbiamo volato (è un biposto in tandem) con l'istruttore dell'epoca (più o meno negli anni 90) che si chiama Emo Bientinesi. Non so dove hai volato e se il 'battesimo' ti abbia 'drogata' se sì capisci benissimo le sensazioni che si provano quando le ruote staccano terra. Un altro c'è ancora all'aviosuperficie di Pontinia, dove è hangarato il nostro.
Adesso volo, con il mio compagno 80enne su un Morane Saulnier del 1972, acquistato alla fine del 2003 (Renzi ancore non c'era e tanto meno i 'tecnici' della Bocconi....). questa la foto scattata da non so chi al Meeting di Castiglione nel Lago nel 2004 che l'ha pubblicata sul Web e per caso l'ho trovata:
http://www.jetphotos.net/photo/6869438
Ciao e buoni voli , se voli ancore, e buon tutto se voli come me che ora volo pochissimo, tipo bagno annuale.... (a Pasqua e a Natale.... :-) )
dindin

Nesrin Dino ha detto...

Buongiorno Francesco, innanzi tutto GRAZIE per aver trovato il libro che ho già scaricato e stasera ho già capito che dormirò poco. Difficile che mi addormento se la lettura mi affascina e vedo l'alba...
Tu dici che se potessi tornare indietro studieresti di più, ma che dici?? Quando ci imponevano di studiare, come tutte le cose imposte, si vedeva lo studio, le interrogazioni, i voti come spauracchi. Alla mia epoca c'erano i 5,6,7, ecc. ma quello che più mi faceva andare in bestia era l'uno, il due o peggio lo zero meno meno. Ma che voleva dire quel meno meno al quale io ero abbonata? Adesso, che ho raggiunto i limiti di età per scorrazzare, lo studio è diventato un vero e proprio divertimento.
Interrompo qui la mia risposta perchè è ora di pranzo e se non mi muova da qui, qualche meno meno me lo becco ancora....
Alla pausa caffè per continuare a leggervi e a rispondere.
ciao ciao
dindin

Flo ha detto...

Non so che motore avesse. So che era di tela gialla, che era un biposto con i sedili su due file, che il pilota sedeva dietro e che al posto del volantino c'era un bastone-joysticke che il pilota sedeva dietro.
Buffo velivolo... Chiederò a mio padre cos'era esattamente, lui lo ricorda senz'altro.
Bello il film?

Nesrin Dino ha detto...

Buon pomeriggio,
Eccomi di nuovo per completare quello che stavo scrivendo. Questa volta il pranzo si è meritato un ‘appena sufficente’..... Ma almeno ho scongiurato il fatidico “meno meno” e per me non è poco!
Dunque, tornando all'aviazione, dicevo che il volo è il sogno ‘proibito’ di quasi tutti gli uomini che sono formati da arti non adatti al volo, ma, come tutto ciò che è proibito, affascina ed attira di più. Abbiamo provato a copiare gli uccelli (il mitologico Icaro, il fantastico Leonardo) e le cadute sono state rovinose. Abbiamo messo le ali di carte e legnetti a delle biciclette e di qualche metro ci siamo pure alzati da terra, ma si sa che l’energia prodotta da due gambette che pedalano tanto da meritarsi una maglia rosa non è stato sufficiente e qui entrano in gioco le persone che come Francesco hanno permesso anche agli ignoranti di meccanica come me di alzarsi da terra in sicurezza. Il Lycoming è un vecchissimo motore molto affidabile, come del resto il Continental che è montato sul nostro Morane e che di certo ci avrai messo mano chissà quante volte. Se pensi che all’inizio della mia avventura volo si volava con un motore da motosega... il Rotax 2T con riduttore per l'elica ... era più il tempo che si stava a terra per riparazioni e quello che si passava in volo ed era tutta una preghiera.... ce la fa o non ce la fa? Poi la Rotax si è cimentata in motori ‘pseudo avio’ con il suo 912 a 4 tempi, ma francamente non è nemmeno paragonabile con quello citato o il Continental. Io di motori non ci capisco quasi nulla, a questo ci pensa il mio compagno amante di motori e tecnica (metterebbe un motore anche ai piedi! ), ma sono pignola e rompiscatole per la struttura. In effetti che me ne faccio di un motore che gira alla perfezione se poi mi si stacca un’ala?
Il discorso è lungo e mi sono accorta che , come al solito vado sempre fuori tema (sarà per questo che mi valutavano sempre meno.meno? Boh???)
Ho inficiato il post originale con un argomento che non “c’azzecca” nulla e me ne scuso. Forse sarebbe meglio che crei un blog dal titolo: Senza tema - svolgimento libero-
Chiedo venia e mi ritiro dietro la lavagna
dindin, libera, indipendente e indisciplinata.

Elio ha detto...

Complimenti.

Flo ha detto...

Ho chiesto lumi alio augusto genitore. Era, per l'esattezza, un Piper J3. È quello che pensavi tu?

Cecco Dotti ha detto...

Càspita! Ho così tanti commenti ai quali rispondere, che non mi raccapezzo più!
Da quale inizio?... Vediamo un po'... il primo dovrebbe essere quello di dindin sul Barone rampante. Perciò: ciao dindin!
Anch'io l'ho scaricato e me lo sono messo sul Kindle (il tablet dell'Amazon sul quale archiviare gli e-book), per leggerlo con comodo sul divano.
A tale proposito, c'è un utilissimo programma (gratuito) per gestire i libri, che si chiama Calibre (vedi qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Calibre_%28software%29 ). Il bello del programma è che gestisce e converte in vari formati i libri che vengono aggiunti alla biblioteca. Nella grafica, si presenta un po' come iTunes (il programma della Apple per gestire la musica. Per scaricarlo, basta andare sul sito: https://calibre-ebook.com/ dove c'è anche una praticissima demo su come funziona, che anche se è in Inglese si capisce benissimo. L'installazione su Windows (ma anche su Mac) è semplicissima e non ha alcuna controindicazione. E questa è la pagina del download diretto: https://calibre-ebook.com/download
Per il resto: i voli, intendo, che dire... ormai è passato molto tempo da quando ho messo piede su un aereo (sia militare che civile) che, almeno per quelli militari, mi è rimasta solo la nostalgia. A parte qualche "sofferenza" dovuta al mal d'aria, di cui, come il mal d'auto e il mal di mare, ahimè soffro da quando son nato...
Un caro saluto, e passo al resto,
Francesco

Flo ha detto...

Ragazzi!!! Che post petaloso!!!
;-)
Vado a cucinare, che neppure a me piacciono i meno meno!!!

Cecco Dotti ha detto...

Ora passiamo a Flo e al "suo" Piper. Personalmente non lo conosco, ma ritengo che l'amica dindin, essendo più esperta e aggiornata di me, ti abbia adeguatamente ragguagliato in merito al Piper. Così non aggiungo altro. A parte questo ricordo.
Una mattina di alcuni anni fa (ero ancora a Olbia), accompagnato da mia moglie e da mio figlio, me ne andai al locale Aero Club per salutare alcuni amici. Dopo un po', uno di loro, che secondo il libretto doveva aggiungere delle ore di volo, ci chiese se volevamo accompagnarlo per aria. L'aereo al momento disponibile, se ricordo bene, era un TB-9 Tampico. Il bello fu che solo quando ormai eravamo in testata pista e pronti al decollo, sapemmo dall'amico "che su quell'aereo non aveva mai volato"! Dopo una sommaria lettura del libretto d'istruzioni dell'aereo - mentre io avevo già cominciato a sudare freddo e a recitare qualche preghiera a caso -, finalmente si decise a partire a tutta manetta, e dopo qualche centinaio di metri avevamo già staccato le ruote da terra. Diresse verso il mare e la costa, e dopo un po', dopo avermi istruito sulla quota da tenere e sugli strumenti da controllare, dato che aveva i doppi comandi, mi lasciò "le redini". Ogni tanto dal controllo a terra mi dicevano che "ero troppo basso, o troppo alto", e così correggevo. Devo dire che non era la prima volta che prendevo una cloche in mano. Anni prima avevo già volato su un biposto (militare): il Piaggio P 148 (con motore Lycoming), con il quale eravamo andati da Ghedi a Rimini per portare del materiale, e anche in quell'occasione il pilota (un simpatico ed espertissimo Maresciallo) mi aveva ceduto per un po' i comandi. Di quel volo ricordo che il ritorno fu disastroso a causa di una fittissima nebbia, ed essendo l'aereo nato per il volo a vista, per ritrovare la strada di casa dovemmo addirittura seguire la strada statale da Castiglion delle Stiviere fino a Ghedi!
Ma tornando al volo di Olbia, quando ci trovammo a sorvolare l'isola di Tavolara (circa 600 metri di quota), cominciammo a "ballare" a causa di un po' di turbolenza, e così passai i comandi al pilota lasciandoglieli fino all'atterraggio. Anche se fu un'esperienza piacevole, chissà perché l'oretta in volo non la trascorsi completamente sereno. Premonizioni? preveggenze? Chi può dirlo... Sta di fatto che alcuni mesi dopo venni a sapere che l'amico era stato colpito improvvisamente da un ictus e che stava facendo la riabilitazione. In seguito tuttavia non sopravvisse e se ne andò in volo per altri cieli. Così pensai a come sarebbe andata a finire se fosse successo quando eravamo per aria con lui...
A presto e un abbraccio!

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Flo! Un post petaloso? Pensa che in dieci anni di blog non ho mai avuto così tanti commenti! Per me è un vero successo.
Cos'hai preparato di buono? Io oggi ho mangiato le patate coi carciofi, fatte in questa maniera. Si tagliano le patate a fette e si dispongono sdraiate (e con un po' di sale) dentro una teglia leggermente unta d'olio extravergine d'oliva, assicurandosi che sia italiano e di quello buono. Poi si spolverano con un po' di parmigiano e sopra si mettono delle fette di fontina. Si puliscono i carciofi, si tagliano anche quelli a fettine sottili e si sovrappongono alle patate. Poi si spolverano col parmigiano, si salano (poco, perché abbiamo già slato le patate), si aggiunge un filino d'olio e, se ci piace (a me "mi" piace) un po' di menta in polvere. Quando l'intru... la graziosa composizione è pronta si inforna e si lascia fino a quando è cotta (non chiederci per quanto tempo e a quale temperatura, perché siamo degli improvvisatori). Ogni tanto si controlla dal vetro del forno, e quando si è formata una crosticina dorata si toglie e si mette in tavola. Buon appetito!
Io mi sono spolverato la teglia quasi da solo!!!
Mi ero dimenticato del brasato, che era sì buono, ma di sicuro non come quello di tua Mamma... Sarà stato il vino?...
Ciao a presto e un abbraccio

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Elio, grazie dei complimenti! Però dovresti girarli anche alle gentili amiche che mi hanno scritto un sacco di belle cose.
Un caro saluto,
Francesco

Cecco Dotti ha detto...

Poi devo ancora rispondere a Flo, che mi ha chiesto com'era il film... Quale film?... Ah... il film, ora ricordo. Non l'ho visto. Non chiedermi il motivo, perché non me lo ricordo più.
Ma dovrei essere andato a letto presto per dare un'occhiata al Barone rampante.
Ciao a dopo

Flo ha detto...

Sarà stato buonissimo, la ricetta è infallibile!!!
Proverò le patate coi carciofi e ti racconterò il risultato ;-)

Nesrin Dino ha detto...

"Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere" .... così afferma Baudelaire. Eccetto gli astemi naturalmente.
Tra ricette di cucina, libri, aerei ed amenità, ha ragione Flo: è proprio un post 'petaloso'... (a proposito: il correttore automatico continua a sottolinearlo in rosso; deve essere sfuggito a Renzi visto che non ha decretato con o senza fiducia di inserirlo di fatto e diritto nel forbito lessico nazionale)
Ritorno dietro la lavagna perché il meno meno in questi giorni me lo sono preso per altre faccende alle quali ero affaccendata...

Cecco Dotti ha detto...

Scusa, Flo, ma ho dimenticato di chiederti com'erano le patate "sdraiate" coi carciofi "svenuti". L'hai preparato? Era buono? Mi preme saperlo, perché se è buono lo facciamo anche noi... :) :)
Oggi, invece, abbiamo mangiato un "timballo" (si chiama così?) di bietole bollite, uovo, parmigiano, dolcesardo (un formaggio molle locale) e pane grattugiato, e poi passate in forno per un tempo x (ics), che dipende dal tipo di forno: se a gas, a petrolio o elettrico. Noi, che non lo abbiamo, lo facciamo cuocere dal vicino di casa; così lo assaggia per primo e ci fa sapere com'è!
Ora scappo, perché dobbiamo inventare una nuova ricetta: il salmone trotato al cartoccio (l'inserto di Libero della domenica, ché c'è la Satira), con vinavil, vov e gaviscon per digerire. Chissà come sarà...
Un abbraccio e buona domenica,
Francesco

Cecco Dotti ha detto...

Ciao dindin, e buona domenica!
Mi ero dimenticato di rispondere anche a te... Le ricerche aeronautiche di questi giorni mi hanno portato lontano, e così mi sono perso tra... i dirigibili!
Non sono riuscito a trovare la notizia relativa a quello incidentato che si vede in una delle foto che ho messo. Mi pare che tutti gli altri siano italiani e appartengano al tipo "M", ma di più non ho trovato. Se hai qualche ulteriore notizia, aggiornami. Grazie.
Per l'acqua... i segreti e tutto il resto, ha ragione Baudelaire: perciò bevo vino!
Per il post, come ho detto anche a Flo, non avevo mai ricevuto così tanti commenti da quando ho il blog! Non so se Google abbia un limite in questo senso e se faccia... pagare un tot se viene superato, per questo suggerirei di passare a commentare in un altro post.
Un caro saluto e a presto,
Francesco

Madame Justice ha detto...

Sei davvero eclettico! Io, considerandomi un'artista, nel senso che faccio quello che mi pare....., cucino solo quando ho 'l'estro'. Oddio, non che aspetto quello per nutrire me e la mia famiglia, ma tant'è che più spesso per me e meno volentieri per i commensali, sto in cucina il meno possibile, anche perché l'arte non bada al disordine ed io ne faccio tanto. Da chef a sguattera per me è un tutt'uno.
Non credo che Google metta limiti al commentario, ma per un ordine di lettura mi sembra giusto limitare Babele.
I tuoi argomenti sono tutti interessanti e prima o poi li leggerò tutti.
Ariciao
dd

Flo ha detto...

Non li ho ancora cucinati... Provvederò quanto prima ;-)

Cecco Dotti ha detto...

Ciao Flo,
allora resto in trepida attesa, e pendo... dalle tue padelle! :) :)
Un abbraccio e buona serata!