Salutamassòreta

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Dazi Trump



La battaglia sulle "bistecche pompate con gli ormoni" è cosa vecchia che risale a una ventina d'anni fa. Dopo il congelamento del Ttip (il trattato di libero scambio commerciale tra Stati Uniti ed Europa) da parte dell'Unione Europea e il blocco delle importazioni di carni bovine dagli States perché sospettate di essere trattate con gli ormoni, il nuovo Presidente americano sta cominciando a fare la voce grossa. "Le carni americane sono tra le migliori al mondo!", pare che abbia detto mentre addentava una "chianina" alta tre dita cucinata alla brace, dopo essere arrivato in Vespa al Ristorante "Da Ugo, i migliori spaghetti al sugo".
 
fonti:
https://www.pressreader.com/italy/il-sole-24-ore/20161229/281986082220678 
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/05/04/news/inchiesta_ttip-113488532/ 
http://www.huffingtonpost.it/2017/03/31/donald-trump-firma-decreti-sul-commercio-wilbur-ross-siamo-in_a_22020360/
http://www.corriere.it/opinioni/16_marzo_11/trump-bistecche-transustanziazione-casa-bianca-51e5ee24-e6f1-11e5-877d-6f0788106330.shtml?refresh_ce-cp  


Sedilo Ardia



Oggi, mentre stavo facendo ancora qualche ricerca sull'Àrdia di Sèdilo, mi è capitato di trovare una foto sul web che mi ha "ispirato". Ho cercato di riassumerla così, aggiungendo e togliendo alcuni elementi e imprimendo al disegno un certo movimento di stile "boccioniano" (mi raccomando: notare la prima "i", che fa la differenza!). La penna è la solita bic con la punta grossa, e... basta così. 
Buon pomeriggio a tutti!

Olbia Via Garibaldi



Qui invece siamo a Olbia, e per la precisione in Via Garibaldi - che è una parallela del Corso Umberto -; cosa della quale sono certissimo perché a Olbia ho passato più di un terzo della mia vita. Almeno di quella vissuta finora, perché gli altri due terzi devo ancora viverli; anche se non so dove, dati i tempi che corrono e quello che si sente raccontare in giro su Renzi che si dovrebbe ricandidare, e su Monti che sempre più di frequente appare in televisione. Infine, per non dimenticare a cosa si riferisse lo scorcio in oggetto, quella volta ebbi la felice idea di scrivere il nome della strada. Cosa che dovrei fare più spesso...
Anche questo è un disegno in bianco e nero, come si vede dalle righe nere sullo sfondo bianco, e realizzato sempre con la penna bic, ma questa volta con la punta da mm. 1,6¾, peraltro difficilissima da trovare. Io ne trovai una anni orsono in un mercatino rionale di Rajshahi, Bangladesh, e mi fu regalata da un notabile locale che passava di lì per caso mentre tentavo di fare l'indiano con la scusa che non sapevo la lingua.
 

Costumi sardi



Siamo sempre in Sardegna, e questi sono dei costumi di Tempio Pausania. Forse, anche se molto probabile, perché li ho disegnati qualche anno fa. E siccome li avevo ripresi da un libro che non trovo più, non avendo scritto al momento a quale località si riferissero non posso dirvelo con certezza perché non me lo ricordo. Siccome questi sono in bianco e nero perché li ho disegnati con la penna bic, se vi piacciono i costumi sardi, belli e colorati, sotto vi metto alcuni link cliccando sui quali ne troverete a bizzeffe. 
Ma che dico a bizzeffe... di più!

fonti:
http://www.flaviopiredda.com/Costum.htm 
http://www.mondosardegna.net/costumi/costumi.htm 

Àrdia di Sèdilo



Dell'Àrdia di Sèdilo mi pare di averne già parlato tempo fa. In ogni caso, per chi non avesse letto quanto scritto in precedenza, l'Àrdia è una manifestazione che appartiene alle numerose tradizioni popolari religiose della Sardegna e si festeggia il 6 e il 7 luglio di ogni anno. Si tratta di una sfrenata corsa a cavallo intorno al santuario edificato in onore dell'imperatore romano Costantino - che diffuse il Cristianesimo - alla quale partecipano circa un centinaio di cavalieri, e che ricorda la battaglia di Ponte Milvio tra Costantino e Massenzio. Ho cercato di rappresentarla con questo disegno in bianco e nero, anche se è molto più bella se andate a vederla di persona...
Ulteriori informazioni le potete trovare qui: http://www.santuantinu.it/10_12.php  

Trattati di Roma



Speriamo che i soliti violenti non rompano i coglioni e non facciano danni, perché davvero non ne abbiamo bisogno. Si può dissentire anche in modo civile, e di sicuro possiamo essere ascoltati con più interesse. 
Piuttosto, stavo pensando una cosa... gliele avranno fatte vedere, ai "grandi" d'Europa, tutte le "magagne" che assillano Roma: le buche, i campi rom, le periferie degradate e i cumuli di spazzatura lungo il Tevere, oppure li hanno tenuti lontani e fatti passare altrove? 
fonte:
http://www.romafaschifo.com/2017/03/decine-di-favelas-e-roghi-tossici-lungo.html 
http://www.romafaschifo.com/2017/03/video-ratti-grossi-come-marmotte-che.html 

Boh!... Forse avranno fatto come succedeva quando ero militare... Quando doveva venire una "commissione" di pezzi grossi - soprattutto se americani - a visitare le attrezzature, ci davano un paio di secchi di vernice da passare sulla ruggine delle tubazioni e sulle screpolature dei muri, così tutto sembrava nuovo fiammante!

E poi, tutti a magna'... Per non perdere l'abitudine!

Aggiunto alle ore 21.00:

Bravi! Tutti! Finalmente una manifestazione tranquilla, senza esagitati e violenti, come dovrebbero essere tutte le manifestazioni. E soprattutto senza inutili danneggiamenti! Abbiamo dimostrato a tutti di essere un Popolo di gente civile.
Ora speriamo che l'atteggiamento dell'Europa nei confronti dei più deboli cambi. Ma soprattutto che vi siano meno vincoli e inutile burocrazia, e che si guardi con un occhio diverso al diritto che ciascun popolo ha di emanciparsi e progredire secondo le proprie necessità e i propri meriti. Questa dovrebbe essere l'Europa che tutti noi vorremmo. 

Margheritoni




Vi sarete accorti che da qualche mese ho ridotto le mie pubblicazioni sul blog. Anche se poco v'importerà, tuttavia ritengo giusto informare quelle tre o quattro persone che attivamente mi seguono da qualche anno che il motivo è che mi sono un po' stufato. Già, perché a dispetto di altri che invece fanno come i "sorci": entrano, curiosano qua e là e se ne vanno via di soppiatto senza dire nulla, con i tre o quattro si può liberamente esporre il proprio punto di vista in modo civile e rispettoso delle opinioni altrui, oltreché stabilire un contatto e un'amicizia duraturi. Lo scopo di un blog in fondo dovrebbe essere questo.



 
Poi, e non è per me cosa da poco, credetemi, da quando è venuto a mancare quel mio caro amico - parlo di Alberto - con il quale ero solito condividere, prima che con voi, molte di quelle cose che negli anni ho pubblicato e le numerose passeggiate, la malinconia ha preso il posto della spensieratezza e della leggerezza con le quali ero solito affrontare certi argomenti. Se è un periodo passeggero ancora non so dirlo. Vedremo. Il tempo, si dice, aggiusta tutto e può darsi che aggiusti anche me. 
Grazie, buona serata e un affettuoso saluto a tutti, "sorci" compresi!
Francesco 

Giornata mondiale della Felicità


Istituita dall'Onu il 28 giugno 2012, il 20 marzo di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Felicità.
Consapevole che tale condizione dell'animo è uno dei principali traguardi che l'umanità mira a raggiungere - nonostante giorni fa abbia appreso dalla stampa di essere al 48° posto nella scala degli italici "gaudenti" -, anch'io ho voluto esser pronto a festeggiare questa importante ricorrenza nel modo migliore. Perciò, visto che la giornata era magnifica sono corso in garage a prendere il mio veloce cavallo d'acciaio a 36 rapporti giapponesi, e pedalando con la consueta lena mi sono avviato verso ignote mete. 

"Va' dove ti porta il fegato!", mi son detto per farmi coraggio in previsione di dover tosto affrontare il periglioso traffico cittadino reso ancorché infìdo dagli azzardi degli automedonti tutti presi a rispondere al cellulare. E così, maledicendo i social e chi ne fa uso alla guida, sono finito come sempre a pedalare sul lungomare, dove per fortuna la pista ciclabile consente separatòri e più sicuri transiti. 
"Vediamo un po' quali cambiamenti ci sono stati e quali ci saranno, sul nostro meraviglioso litorale, in vista dell'imminenza dell'estate", ho pensato gettando il guardo al di là del manubrio in attesa che alcunché di strano catturasse la mia attenzione (leggi degrado). Purtroppo l'attesa non è durata a lungo, e infatti mi sono presto imbattuto nelle consuete "schifezze" che amministrazioni poco attente hanno consentito, e alle quali l'occhio sta facendo purtroppo l'abitudine nonostante gli annunciati "cambiamenti" e gli sprechi di chiacchiere e promesse. E tutte le tasse che paghiamo! Le foto che ho scattato lo dimostrano. Tra l'altro, le prime immagini risalgono all'anno scorso (per l'esattezza il 23 novembre del 2016). E il posto è lo stesso.
"Stai a vedere, ho pensato, che ho sbagliato giornata, e che invece di quella della «felicità» oggi si festeggia quella dell'«incazzatura»!" 




Mentre queste altre che vedete sotto sono le più recenti, dopo che le baracche sono state abbattute e parte del loro contenuto - anche rifiuti speciali come la guaina bituminosa - è rimasto lì dove lo vedete.
fonti:
http://www.fuorilemura.it/imprese-edili/smaltimento-guaina-bituminosa-cose-e-come-si-smaltisce-la-guaina-bituminosa.php 
http://www.iivela.it/il-costo-dello-smaltimento-delle-guaine-bituminose/ 
http://www.valli-ambiente.it/cer 












 
Terminata la ricognizione fotografica e avvicinandosi l'ora del rientro ho ripreso la via di casa. Lasciata la pista ciclabile sono tornato sulla strada "normale", e qui ho dovuto rifare i conti col traffico... e con gli stop, che per qualcuno a volte sono degli "optional". Come quel tipo che non si è fermato in tempo - anche lui... "telefonante" e per questo distratto -, e che per non finirgli sul cofano mi ha costretto a un'improvvisa frenata. Addirittura si è risentito perché gli ho interrotto la comunicazione, poverino! 
Così, dopo esserci scambiati accesi pareri sui mestieri delle rispettive mamme, tirando in ballo anche qualche sorella (le sue, perché io non ce l'ho!), ci siamo salutati affettuosamente con un paio di vaffanculo e ognuno ha ripreso la propria strada. Lui, per il paese dove lo avevo mandato, e io per la strada di casa dato che era già l'ora di pranzo. Come se non bastasse, risalendo sulla bici mi è scivolato un piede dal pedale e sono ricaduto pesantemente sul sellino con il pacco scrotale massacrandomi ambedue le palle...
Evviva la Giornata Mondiale della Felicità!

fonti:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/20/giornata-mondiale-della-felicita-il-paese-dove-si-e-piu-felici-la-novergia-non-bene-litalia-e-gli-utenti-di-twitter-ironizzano/3462908/
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ecco-quali-sono-i-paesi-pi-felici-mondo-1376935.html

Italia garantista



Ormai sono arrivati dappertutto, anche nelle città più grandi: Genova, Padova, Roma compresa (emergenza Comune a parte), alla ricerca di cibo. Ma non solo nelle periferie, perché si spingono anche nelle zone più centrali e densamente abitate. Stiamo parlando di cinghiali, cosa credevate? E per usare un termine "smart" in voga di questi tempi, si può dire che negli anni si sono talmente evoluti che siamo già al cinghiale 3.0. Il loro avvistamento sta diventando tra la gente una sorta di sport sempre più praticato, anche se molti sono del parere che sia giunto il momento di affrontare il problema in modo concreto. 
Le soluzioni possibili sarebbero due, ma volendo anche tre: la prima è la prevenzione. Come si attua? Semplice. Intanto si convoca un tavolo - quando mai nel nostro Paese abbiamo avuto penuria di tavoli? - tra maggioranza, scissionisti e opposizione nel quale definire ruoli e competenze e, a seguire, coordinando tutte le forze in campo come vuole la prassi, un protocollo d'intesa che stabilisca compiti, responsabilità e assunzione d'impegni. Sempre che il cinghiale sia d'accordo, perché per la legge deve essere informato dei fatti attraverso un regolare avviso di garanzia. La seconda, sempre che sia previsto dalle norme sulla tutela ambientale in quanto i cinghiali rappresentano il patrimonio indisponibile dello Stato, si potrebbero prima narcotizzare, poi identificare e inserirli nella banca dati alla voce "Cinghiale migrante, pericolo costante", infine riportarli coattivamente, ma senza l'uso della forza, là da dove sono venuti. La terza soluzione, da attuare tuttavia nei casi più estremi e qualora il cinghiale entrasse in pieno giorno nel centro abitato costituendo davvero un pericolo per le persone, se non si allontana spontaneamente o dietro specifico invito a farlo gli si può anche sparare. Ma non alle spalle e non senza aver prima esploso un colpo di preavviso in aria. Naturalmente non tutti sono abilitati a farlo, ci mancherebbe. Altrimenti chiunque si sentirebbe autorizzato ad andare in giro armato con la scusa che si deve difendere dai cinghiali, e la corsa alle armi diventerebbe inarrestabile. Inoltre, sempre da parte di personale all'uopo dichiarato idoneo e dopo aver informato le Forze dell'Ordine - che però in casi del genere non possono usare l'arma d'ordinanza -, devono essere rispettate tutte le norme di sicurezza. Ché, se per sbaglio sparacchiando per le vie del borgo colpisci un rapinatore nel regolare esercizio delle sue funzioni, allora sì che sono cazzi! 
Cosa vuol dire vivere in un Paese garantista.  

fonti:
http://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/dorme-nel-camper-senza-assicurazione-la-locale-lo-sequestra-1.3155982
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/31/giustizia-garantisti-come-noi-nessuno-mai/2177068/



Renzi Lingotto



Una storia densa di avvenimenti, quella del Lingotto; prima latifondo rurale, poi divenuto, nei secoli successivi, borgo artigiano e quartiere nel cui comprensorio, nel 1915, la Fiat impiantò il suo primo stabilimento di produzione automobilistica inaugurato nel 1923. Danneggiato dai bombardamenti, finita la guerra e dopo il trasferimento della Fiat a Mirafiori lo stabilimento del Lingotto rimane attivo fino alla metà degli anni Cinquanta per la produzione di elettrodomestici, e Officina Sussidiaria Automobilistica fino al 1982, anno in cui la produzione industriale rallenta e la Fiat ne annuncia la chiusura trasferendosi altrove.
Recuperato negli anni '90 con un grandioso progetto che porta il nome dell'Architetto Renzo Piano, oggi ospita un multifunzionale Centro Esposizioni ed è uno dei posti più belli della Città di Torino.
Meno fortunata la storia della nascita del Pd, annunciata da Walter Veltroni nel giugno del 2007 col suo "I care", e terminata con le recenti divisioni interne. La ripartenza, sempre dal Lingotto ma senza "paure e nostalgie", il "compagno" Renzi l'annuncia con un lungo discorso con il quale esorcizza e allontana, ricandidandosi a tutto il candidabile con nuova risolutezza ed energia. 

Una metamorfosi, la sua, questa volta "free from care".     

fonti:
http://rottasutorino.blogspot.it/2014/11/storia-del-lingotto-simbolo-di-torino.html


Carteggio Borzacchini Sardelli 1996-2014


Dopo la scomparsa di Giorgio Marchetti, alias Prof. Ettore Borzacchini, Accademico della Farina dei Semi di Lino e illustre componente del "Sodalizio Mvschiato" - bizzarra Associazione di Volontariato della Satira -, Federico Maria Sardelli ha deciso di pubblicare il libro "Carteggio Borzacchini-Sardelli 1996-2014". Una raccolta di foto e di gustosi aneddoti che ci ricordano la "vulcanica" coppia di amici e sodali, non solo... "mvschiati", assidui frequentatori delle mitiche "gitarelle estive" a Le Piastre in occasione dell'annuale Premio della Bugìa, oltre che di altri piacevoli raduni. 

Giorgio Marchetti e Federico Sardelli, al Premio della Bugìa a Le Piastre

I due amici, grandi non solo nell'intensa amicizia che li ha legati per tanti anni, erano soliti inviarsi, attraverso molteplici strumenti e con l'amore per la parola che da sempre li contraddistinge, frequenti missive contenenti veramente di tutto: dalle vignette alle fulminanti invettive, dalle sceneggiature agli atti d'improbabili convegni, poesie, immagini... financo alle più strane e comiche ricette.


 Federico Sardelli e Stefano Caprina (alias Capras, grafico e insigne vignettista)

Nella presentazione di retrocopertina del suo libro, il Sardelli scrive che “Son cose meravigliose che meriterebbero un libriccino. Perché non lo scriviamo io e te (o Te ed io) a due mani, riportando briciole, raccontini, ricordi e bozzetti di tutta la nostra epopea? Secondo me si pubblica subito e darebbe gioia a tanti”.


E così scrive ancora Sardelli nella sua prefazione: "La morte di Giorgio Marchetti è stata durissima e lo è tutt’oggi. Mi manca lui, quell’orso alto due metri, bonario e burbero allo stesso tempo, capace di introspezioni fulminanti, di creazioni lessicali geniali. Lui era il creatore di una nuova forma di umorismo alla quale ho attinto di continuo senza accorgermene: la capacità ineffabile di unire il sublime al volgare, il culo con le quarant’ore, incantando il lettore con un’affabulazione totalmente nuova, fatta di grande virtuosismo linguistico e profonda conoscenza dell’umanità.
La laudatio del Borzacchini ingombrerebbe molte pagine e deve ancora essere scritta; non da me, che lo amo, lo conosco bene e sembrerei troppo di parte, ma da tutti quei letterati, critici, lessicografi e giornalisti che ancora ne ignorano, colpevolmente, il genio.
Ecco perché ho deciso di raccogliere ciò che resta delle conversazioni fra me e lui, nella convinzione che vi si trovino numerosi frammenti inediti di grande sostanza, ossi cicciuti ancora da spolpare. E’ un piccolo tassello che si aggiunge alla conoscenza del suo opus, oggi noto a un pubblico ancora troppo ristretto. Giorgio Marchetti – anzi il suo alter ego creativo chiamato Ettore Borzacchini – dev’essere divulgato, letto, conosciuto, goduto e collocato al suo giusto posto: che poi è lì, accanto a Tito Livio Cianchettini, Giovannino Guareschi, Ennio Flaiano, Achille Campanile"

A dimostrazione che si può andare in profondità e nello stesso tempo ridere di tutto.
fonti:
https://www.unipi.it/index.php/unipieventi/event/2929-carteggio-borzacchini-sardelli-1996-2014
http://luccaindiretta.it/cultura-e-spettacoli/item/83260-borzacchini-e-sardelli-folla-alla-presentazione-del-carteggio.html 
http://www.reporterscuola.it/site/Convegni/libri-per-carteggio-borzacchini-sardelli-1996-2014.html 


Festa della Donna



Ditemi la verità: quant'è che sentiamo parlare di diritti delle donne... "senza distinzione di sesso" - come Costituzione recita -... o di occupazione e pari indipendenza economica rispetto agli uomini? Per non parlare della violenza maschile... 
Così anche quest'anno l'8 di marzo, tra mimose e pizzerie, si perpetua una delle ricorrenze a mio avviso più ipocrite e infarcite di retorica che ci potevamo inventare. Già, perché a parte le belle parole e le disparità tuttora esistenti con l'altro sesso, il mio, le nostre donne continuano ad essere picchiate, violentate, accoltellate, "sparate" e sfregiate con l'acido. A voi, uomini, la scelta! 
Tuttavia altre donne, che non sono uno "spreco di talenti" magari per meriti di "casta", hanno facoltà di disporre di risorse culturali, professionali, economiche e civili guadagnate senza fatica alcuna nelle stanze dei poteri. Queste sì senza disparità di trattamenti salariali, di pensioni, di cure mediche e di lavoro precario.
E allora evviva la parità dei diritti. Retoriche mimose per tutte, e... tanti auguri!


Traffico di influenze



Così scrisse Giacomo Puccini nel 1899 ai suoi amici, facendo loro gli auguri per il nuovo anno. 

CACCA DI LUCCA

Cacca di Lucca è sempre senza pecca,
anche se fatta in fretta da baldracca;
sia nera, o gialla, o rossa come lacca,
cacca di Lucca è sempre senza pecca.

Sia secca, o a uliva cucca, o fil di rocca
o fatta a neccio come fa la mucca,
il suo profumo mai ci stucca:
cacca di Lucca è proprio senza pecca.

note: (Uliva cucca: detta anche cuccola, è una varietà di olive / neccio: focaccetta di farina di castagne, di colore marroncino)


fonti:  

http://valdemar.ilcannocchiale.it/post/116909.html

Ora lo so che subito direte "O icché c'entra la 'acca di Lucca co' i'ttraffi'o d'influenze?" Nulla! 'Un c'entra proprio nulla! Però siccome mi garbava, ce l'ho messo. Ovvìa!