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Giovanni Barbi



Storie e personaggi nei ricordi di uno strano organizzatore


Ricordando Giovanni Barbi


Nel ventennale della morte, la storia di un personaggio pistoiese del recente passato e di un riconoscimento ancora incompiuto



di Carlo Bartolini



Negli irripetibili anni trascorsi a dare una mano, l’altra, i piedi, la testa e soprattutto il cuore come Direttore-artistico-tuttofare (sob!) del “Campionato Italiano della Bugìa” piastrese ho incontrato persone per un attimo e altre a cui sono rimasto legato da una profonda amicizia.
Anche gli amici precedenti a quella stupenda avventura sono stati però importanti e per ringraziarli ho scelto di ricordare Giovanni Barbi, rappresentativo dei loro incoraggiamenti, dei loro consigli e del loro aiuto. Fotografo di eccezionali 'pittografie' o 'fotopitture', nel ’95 si fece coinvolgere dalla mia prima “Bugìa” per amore di quelle 'storie minime pistoiesi' che tanto adorava; facilitando la mia amicizia con l’umorista Fabio Bacci (prezioso a darci gli indirizzi dei disegnatori italiani sciaguratamente smarriti nell’interruzione piastrese del ’90) e con i fumettisti Pier Luigi Gaspa e Luca Boschi, eccezionale riferimento della mia Giuria grafica.
Purtroppo, poco dopo Giovanni ci lasciò orfani del suo bonario sorriso e adesso, nel ventennale della morte, mi piace rendere omaggio al suo entusiasmo e alla sua sapienza, valori assoluti che ancora accompagnano il ricordo di questo straordinario personaggio pistoiese.

 Giovanni Barbi

“Che cos’è un animatore culturale? E’ uno strano personaggio che riesce spesso, con tanta pazienza e testardaggine a far cultura con gli altri e per gli altri, oltre che per se stesso. L’animatore culturale legge, studia, scrive articoli, organizza mostre, aiuta gli amici perché è dotato di maggior spirito critico e di maggiore cultura, ma polemizza anche e si batte con chi lo contesta per affermare una propria linea di tendenza o una personale opinione su ciò che lo circonda. Fare l’animatore culturale è difficile e faticoso, ma lo è ancor più in città diverse da Milano, Roma, Firenze, Venezia o Napoli; le difficoltà aumentano ulteriormente se si occupa di fotografie ed è, al tempo stesso, fotografo.

In poche righe ho cercato di tracciare una sommaria biografia di Giovanni Barbi, fotografo pistoiese e animatore culturale instancabile.
Uno di quei personaggi che rendono viva la provincia italiana e creano isole di intelligenza dalle quali chi vive in città più importanti ha, senza dubbio, molto da imparare.
Il rapporto di Barbi con la fotografia è diretto e quotidiano: ecco perché un personaggio come lui merita l’attenzione di una rivista come la nostra”.



Così, il critico e storico della fotografia Wladimiro Settimelli introduce, su “Fotografare” dell’ottobre 1980, il suo articolo dedicato a Giovanni Barbi, nato a Pistoia il 6 aprile 1937 e dipendente della Biblioteca Forteguerriana che, negli anni ’60, aveva iniziato l’impegno di animatore culturale nel locale Dopolavoro Ferroviario allestendo una biblioteca pubblica, cineforum con dibattiti, recital di poesia e un innovativo concorso fotografico per Toscana e Liguria che premiava tutti i partecipanti, senza classifiche di merito. 
Nello stesso periodo curò un’imponente mostra fotografica sulla guerra del Vietnam che, toccando diverse località, avviò quel genere figurativo nella propaganda politica a Pistoia. Dopo il tirocinio di un anno come fotoreporter, dal 1970 al 1980 collaborò come fotografo e giornalista ai quotidiani “l’Unità” e “Paese Sera”.



 
Contemporaneamente, iniziò una collaborazione continua a periodici e quotidiani con articoli e fotografie. Negli anni ’70, a margine del lavoro di bibliotecario, catalogò circa 1.700 cartoline dell’archivio Guido Macciò e 14.593 fotografie e cartoline della Biblioteca Forteguerriana, comprese 11.433 immagini sulle manifestazioni del Comune di Pistoia a partire dal 1945 (dati da lui citati su “Icaro” Anno II n.5-6 Giugno 1993) con le quali realizzò alcuni album fotografici.
Nel 35° anniversario della Liberazione di Pistoia coordinò l’allestimento di tre mostre fotografiche per conto delle Officine Breda Pistoiesi.
Alla fine degli anni ’70 inizio anni ’80, su incarico di diverse amministrazioni comunali, biblioteche e circoli ricreativi della provincia pistoiese, promosse corsi di fotografia da cui sorsero gruppi organizzati, interni alle stesse strutture. Iniziò quindi una serie di mostre fotografiche in diverse città (Pistoia, Firenze, Piombino, Ferrara, etc.) dedicate al ritratto e al nudo femminile.


 Giovanni Barbi - Pittografie

Pubblicò alcuni album fotografici a diffusione privata e nell’ottobre del 1980 la rivista “Fotografare” gli dedicò un ampio servizio, corredato di immagini, curato da Wladimiro Settimelli.
Nel 1981 iniziò l’impegno con l’ARCI pistoiese dal quale scaturirono un manuale di fotografia e la redazione di una rivista. Ampliò l’attività di pubblicista iniziando la collaborazione con la rivista “Il Fotoamatore” edita dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche scrivendo articoli e saggi sulla storia e il linguaggio fotografico.
Nel 1982 proseguì l’attività didattica e pubblicistica coordinando, in collaborazione con l’Associazione Provinciale Famiglie Handicappati e l’ARCI pistoiese, il lavoro di diversi gruppi fotografici della provincia relativamente a una grande mostra sulle barriere architettoniche.
Esperienza che ripeté in seguito per documentare la vita quotidiana nelle comunità di recupero dalla tossicodipendenza. Suoi articoli di fotografia comparirono ancora sulla rivista “Farestoria” dell’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia.
Nel 1989 venne pubblicata la “Guida ai monumenti del centro storico di Pistoia”, di cui fu autore per i testi e le foto.

 
Nello stesso anno collaborò con gli Alinari alla pubblicazione “Treni nel verde”. Ultimi lavori, in ordine di tempo: un libro edito dal Comune di Pistoia dal titolo “Storie minime pistoiesi” e la mostra con catalogo “Per la libertà!”, sulla Resistenza Italiana nel fumetto.

 
Nell’ottobre 1994 gli venne conferita la nomina a Socio Onorario del Gruppo Fotoamatori Pistoiesi mentre nel maggio 1995 il periodico “Icaro”, a cui collaborò con vari articoli, pubblicò “Profumo di donna”, una recensione sulle sue foto di Wladimiro Settimelli. Giovanni Barbi è morto a Pistoia il 17 settembre 1996. 
“In tanti anni, sono migliaia le fotografie che il Comune di Pistoia ha raccolto e custodito perché ognuna racconta una piccola storia della città, permettendo di scoprire come sono cambiate le strade o le piazze e come si sono trasformati i modi di stare insieme.
Grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia è stata avviata la catalogazione e la digitalizzazione di questa preziosa raccolta, al fine di creare un "Archivio Fotografico Pistoiese" consultabile da tutti, via Internet.
Il progetto dovrebbe concludersi entro un anno e mezzo e, nei giorni scorsi, la Giunta ha deliberato di intitolare l'archivio a Giovanni Barbi (Pistoia, 1937-1996), bibliotecario alla Forteguerriana, animatore culturale e grande appassionato di fotografia, al quale si deve il riordino dell’importantissima Collezione di cartoline Macciò conservate nella Biblioteca, l'organizzazione di numerose mostre fotografiche nazionali, la collaborazione con diversi gruppi fotografici pistoiesi e un’ampia serie di pubblicazioni sulla storia e le tradizioni di Pistoia. Barbi è stato un operatore culturale poliedrico e innovativo al quale va riconosciuta la paternità e l’intuito di creare un archivio fotografico comunale utilizzando quelle tecnologie elettroniche che, già agli inizi degli anni Novanta, facevano presagire le potenzialità sviluppate nei decenni successivi”. 
Nella storia recente, questo è quanto leggiamo sul comunicato stampa del Comune di Pistoia n.160 del 22 marzo 2012 che informa come, con la delibera n.70 del 14 marzo 2012, lo stesso Comune renda onore alla figura di Giovanni Barbi. Con la successiva delibera n.80 del 23 marzo 2012, la medesima Amministrazione si fa poi carico dell’illuminazione votiva del loculo che, nel Cimitero Comunale di Pistoia, con un gesto sentito e nobile, il Gruppo Fotoamatori Pistoiesi ha donato ai resti dell’amico per evitarne l’oblio della memoria, dopo l’esumazione.
Il 26 marzo 2012, la seconda tumulazione si è svolta alla presenza di autorità comunali, amici del Fotoclub e compagni d’infanzia che ancora ricordano Giovanni seduto sull’enorme poltrona marrone mentre, avvolto nell’inseparabile nuvola della sigaretta, sorride felice con la voce roca e interrotta da un improvviso colpo di tosse.
Dopo aver allestito varie retrospettive dedicate al loro Socio Onorario e per continuare a dire che quelle immagini sono davvero senza tempo, sulla lapide (la seconda in basso, nella fila 247) i Fotoamatori hanno fatto riprodurre una bellissima foto di Barbi e un innovativo codice QR che, se inquadrato con uno smartphone, attiva il collegamento con il loro sito Internet, fornendo informazioni su questo personaggio pistoiese le cui foto sono adesso premurosamente custodite dall’amico-poeta Walter Melani. 
“Penso che Giovanni Barbi sia stato davvero fortunato se, ad anni dalla morte, i suoi amici fotografi hanno voluto tramandarne la memoria” disse l’allora assessore alla cultura Mirco Vannucchi, promotore dell’intitolazione, che poi continuò "Abbiamo voluto legare il nome di Barbi all’Archivio Fotografico per valorizzare il suo straordinario lavoro culturale nella produzione e nella raccolta delle immagini di Pistoia. L'acutezza e la perspicacia delle sue indicazioni fanno oggi da guida al lavoro di digitalizzazione ed è superfluo rilevare quanto sia importante questa dedica per ricordarlo e mantenerlo nel cuore di chi l’ha conosciuto e stimato non solo come fotografo ma anche come appassionato di storia, poesia, cinema, letteratura, giornalismo, fumetto e disegno”.
Barbi varcava infatti gli angusti confini di un fisico limitato nei movimenti con l’insaziabile creatività della sua fantasia e, senza essere amico di questo o di quello, lo era facilmente di tutti proprio perché prodigo di esortazioni e idee.
Care amiche, e non modelle professioniste, erano anche le “ragazze della porta accanto” che compaiono nelle sue foto perché, come scrisse una di loro “l’impulso a curiosare in me è la molla per stare davanti alla macchina fotografica e all’uomo che la tiene.
Una curiosità che è insieme infantile, perversa, affascinante, sempre nuova; e quando a questa si unisce il divertimento, il gioco è fatto, la parte creativa della fotografia è lì, impressa su quel rullino. Poi sarà il fotografo a plasmarla con capacità tecniche, fantasia e creatività che non conosco e di cui, in fondo, poco mi interessa”.
E proprio di quella sua tecnica straordinariamente raffinata Barbi diceva “Le mie immagini di volti e corpi femminili sono realizzate con tecniche di sviluppo e stampa rigorosamente fotografiche; attraverso un processo di “manipolazione” privo di matite, inchiostri, tempere o pennarelli che esalta la femminilità con processi di solarizzazione (parziale o totale) e tecniche di ripresa highlight, howlight (in fase di stampa) funzionali a presentare, in forma molto sublimata, la componente sensuale che è tramite, non elementare, fra la psicologia maschile e quella femminile. 
Nelle immagini l’elemento elettronico è bandito e tutte nascono, in esemplare unico e irripetibile, da un’incontro con la modella che ne esalta quelle potenziali curiosità, sensualità, narcisismo, dedizione, pazienza, affettività e naturalezza troppo spesso mortificate o nascoste da stereotipati clichè quotidiani”.
Non tutti i racconti hanno però una lieta fine, e quella di questa cronistoria non è stata ancora scritta. Fra la delusione di chi aspetta digitalizzate le antiche immagini della città e il disappunto degli amici di Giovanni Barbi per una targa col suo nome che non compare su alcun ingresso, l’"Archivio Fotografico Pistoiese" non è stato ancora realizzato.
Lui, forse, nasconderebbe l’amarezza con un po’ di disagio, ma chi lo conosceva bene sa che, ovunque adesso si trovi, non serberà certo rancore per questo…





Gentile Assessore,
nel GFP, a cui tanto teniamo, è l'amicizia a farci condividere una foto anche se non è ben riuscita ma, stavolta, a unirci sono queste riflessioni di cui mi faccio portavoce perché volevamo le sapessi; e lasciando che sia il futuro a concederci di chiamarti amichevolmente Mirco, ci rivolgiamo a te così, perché è in questo ruolo che ti abbiamo conosciuto a quella mostra di foto in bianconero su una Pistoia che ormai non c'è più.
Poiché qualcuno ha affermato "Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione", ci piace pensare che anche lui amasse la Fotografia come noi o il Country e il Blues come te e che fosse idealmente presente quando, quel giorno d'estate, ti raccontammo il sogno che vedevamo svanire fra mille cavilli burocratici e l'approssimazione che, purtroppo, la velocità del nostro tempo porta sempre con sé. Quando ti parlammo del nostro amico Giovanni, per il quale proponevamo qualcosa di importante pensando gli fosse dovuto dall'amata Pistoia, ci ascoltasti in silenzio, con attenzione, e le nostre parole non caddero nel vuoto; ne è testimone il poco tempo trascorso, che è bastato però a conoscerti e a farci apprezzare la tua serenità.
Seppur non avessi mai incrociato quel nostro amico lontano, ci hai dato ascolto con mente libera e cuore caldo concedendo, senza se e senza ma, credibilità e fiducia alle nostre motivazioni più di quanto avesse fatto chi, viceversa, lo aveva conosciuto bene; e di questo ti rendiamo merito.
Il nostro debole appello è diventato il tuo forte grido di giustizia per riportare alla memoria della nostra città quel personaggio che, seppur apprezzato, era ormai presente solo nel ricordo di qualche amico, così hai deciso di onorarlo con un importante tributo, liberandolo dal buio del silenzio e dall'oblio che negava amore al suo spirito e rispetto al suo pensiero.
Quando poi, per restituire il meritato riposo a ciò che di lui ancora rimane, hai voluto aiutarci nel donargli la doverosa dignità di un loculo, ci hai fatto nuovamente credere che volere sia davvero potere. Ce lo aveva insegnato anche lui, quando varcava gli angusti confini di un corpo limitato nei movimenti con l'insaziabile creatività della sua fantasia e, senza essere amico di questo o di quello, lo era facilmente di tutti perché prodigo di idee ed esortazioni.
E allora se da ora in poi, chiamandoti confidenzialmente per nome, ti incontreremo forse su strade diverse, di tutto questo ti saremo comunque grati.
Un caro saluto
Carlo Bartolini 


Risposta dell'Assessore:

Pistoia 29 marzo 2012

Amici carissimi del GFP,
è inutile dirvi quanto mi abbia emozionato leggere a vostra lettera, è scritta con il cuore e si sente. Giovanni è stato un uomo fortunato ad avere, in vita, amici come voi che non lo hanno mai dimenticato attivandosi per la sua memoria. Personalmente ho fatto ben poco se non seguire la vostra scia di umanità, merce rara ai nostri giorni, il risultato ottenuto è frutto dell'impegno di tutti, nessuno escluso, come sempre è nelle grandi sfide.

Nessuno ha incontrato l'altro ma semplicemente ci siamo incontrati perché, forse, tra simili ci si annusa.
Un abbraccio forte
Mirco Vannucchi
P.S. I libri sono stupendi, ancora grazie, più che mai.


link:
http://www.gruppofotoamatoripistoiesi.it/articoli/giovanni-barbi/330-biografia-di-giovanni-barbi.html 
http://www.gruppofotoamatoripistoiesi.it/articoli/giovanni-barbi/14-chi-era-giovanni-barbi.html
http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2012/03/23/un-archivio-fotografico-dedicato-a-giovanni-barbi/?refresh_ce=1 
https://www.comune.pistoia.it/index.php?page=690&cmd=vis&id=4485
http://www.quinewspistoia.it/pistoia-barbi-lex-bibliotecario-amico-della-citta.htm 

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