Salutamassòreta

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Il faro




Stamani un'amica che non vedevo da anni, imparentata con quella famosa zia di Rontagnoppolo di Sopra (RdS) in quanto cugina di terzo grado del cognato del fratello di un carissimo amico che ha sposato in seconde nozze la nipote del marito di questa zia e poi è fuggito in Brasile con l'idraulico che era andato a riparargli una perdita nel bagno vicino alla cucina, ma poi s'è accorto che il guasto era in veranda e così sono scappati insieme... questa amica, vi dicevo, stamani mi ha telefonato per invitarmi alla cerimonia del varo di una nave da carico perché l'armatore le aveva chiesto di fare da madrina. Così mi sono preparato di tutto punto, e siccome il varo lo facevano sul mare, al porto, ho pensato di portarmi dietro anche l'attrezzatura da pittore estemporaneo per dipingere qualcosa a cerimonia finita. Arrivato al porto, però, non c'era ancora nessuno e così mi sono seduto sopra una bitta ad aspettare che arrivasse qualcuno. Ma, aspetta... aspetta... aspetta... quando verso sera ho visto che nessuno arrivava, ho pensato "Pazienza... anche se è tardi e le tenebre avanzano inesorabili, vorrà dire che dipingerò il porto, con i pescherecci e la città in lontananza"... 
Mentre disponevo sul cavalletto marino la carta e preparavo i colori, mi sono accorto che i pescherecci nel frattempo erano partiti e la città non si vedeva più perché si era fatto buio. Così ho dipinto a caso qualcosa, tanto per non restare con i pennelli in mano senza far nulla. Verso mezzanotte, siccome si era alzato anche il vento e mi stavo spettinando tutto, ho riposto l'attrezzatura nella borsa da impressionista acquistata a Parigi e mi sono avviato mestamente verso casa. Non potete immaginare la mia meraviglia allorquando ho tirato fuori il dipinto dalla borsa e mi sono accorto che invece del varo avevo dipinto un faro!
E pure brutto!

 

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