Salutamassòreta

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Santa Teresa di Gallura



Questa è - o dovrebbe essere - una scogliera qualunque a Santa Teresa di Gallura. Forse, nei pressi di Capo Testa...
Anzi, a proposito del nome di questo ridente e rinomatissimo paese della Gallura che si affaccia sulle Bocche di Bonifacio e che da un po' di tempo molti chiamano "Santa Teresa Gallura", omettendo, secondo me, un utilissimo "di", ritengo opportuno chiarire alcune cose. 
Prima di tutto, non secondo me ma secondo l'Italiano corretto, la preposizione semplice "di" in questo caso serve a introdurre il complemento indiretto di denominazione. Ovvero, più semplicemente, indica che Santa Teresa si trova in Gallura... che appartiene alla Gallura. E poi, agganciandomi a questa precisazione, colgo l'occasione per dire che sarebbe ora di finirla con tutti questi revisionismi, compresi quelli di boldriniana memoria a proposito dei titoli professionali abbinati al genere: "assessora", "sindaca", "consigliera" e via dicendo - che categoricamente mi rifiuterò di usare, a meno che non mi sia consentito, nel caso in cui chi guida il camion o l'autobus o l'areo fosse di genere maschile, l'uso di "camionisto", "autisto" o "piloto". E mi fermo qui.
Per venire, invece, alla modestissima pittura - o sciacquatura di piatti, come sarebbe giusto definirla - della quale mi disonora la pubblica condivisione, sappiate che l'ho realizzata in quattro e tressette oggi, prima di pranzo, tra i languori di stomaco e i morsi della fame. Tanto più che per ferragosto, che per me e la mia Signora è uguale al ferraprile o al ferraluglio, siamo rimasti a casa come facciamo da anni...




Il procedimento è semplice: col matitone grasso (di colore blu) che si vede nella foto ho tirato le linee del disegno, poi ci sono ripassato sopra col pennino intinto nell'inchiostro stilografico. Infine, dopo aver aspettato che l'inchiostro asciugasse, ho acquerellato velocemente il tutto con due pennelli: uno piatto e uno tondo (rosicchiato dai topi), cercando di non sporcarlo troppo con l'inchiostro che, bagnato, si sarebbe espanso (si può dire, o è meglio sparso?). 
Ah... dimenticavo... la carta. Che vi devo dire della carta? Mi pare che fosse un cartoncino - di quanti grammi non lo so perché non l'ho mai pesato - trovato sul fondo di una scatola di biscotti acquistata per fare un regalo di Natale a qualcuno, e che invece ci siamo mangiati noi perché erano troppo buoni.
Per gli auguri, invece dei biscotti, gli ho mandato un messaggino su wozzap. Tanto oggi si usa così...
  

4 commenti:

Tomaso ha detto...

Caro Francesco, io essendo niente intenditori di pittura, posso solo dire che tu lo sei dicerto!!!
Ciao e buon ferragosto con un forte abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso

luigi bluoso ha detto...

Carissimo Francesco, sempre bello e interessante leggerti, le tue righe sanno donare il sorriso, cosa per niente trascurabile in questo strano mondo in cui sembra che se non usi la violenza non vali niente. Quindi grazie per il tuo buongusto e per quei quattro sassi che cercano di resistere alle intemperie mentre le tue famose barche a vela si affidano al vento per le loro allegre scorribande. Ho letto lo scorrere del tempo, una bella parte di vita, direi, nei tuoi strumenti e... quel topolino... mah! Un abbraccio e un augurio a voi da parte mia e "di" Caterina.

Cecco Dotti ha detto...

Carissimo Tomaso, ti ringrazio!
Anche se, come dici, non ti intendi di pittura (ma io non ci credo!), mi fa piacere sapere che apprezzi i miei "pasticci"...
D'altra parte, aspettando che la sfuriata ferragostana passi del tutto portandosi via turisti e bagnanti per godermi anch'io un po' di mare, non avendo di meglio da fare m'invento la giornata come posso...
Un forte abbraccio, grazie ancora, e buone vacanze estive anche a te e alla tua Famiglia,
Francesco

Cecco Dotti ha detto...

Carissimo Luigi, grazie come sempre per la tua presenza e le belle parole che mi dici.
Come ormai sai già, non amo eccessivamente quello che faccio, e tutte le volte che ci provo i risultati li trovo sempre deludenti. Qualcuno mi pare che abbia detto, prima di me, che il quadro più bello è quello che devo ancora dipingere... Ed è proprio così. Ce l'ho in mente... ma poi, mentre lo dipingo, è come se l'immagine finale lentamente svanisse...
E poi sono svogliato... preoccupato per gli anni che passano e per gli acciacchi - che invece restano -, e per cosa, come e quando, accadrà. Se avrò il tempo di accorgermi...
Così oggi mi sono messo a frugare dentro gli scatoloni dove ho conservato i miei quadri (ancora da sistemare a distanza di sette anni dal trasloco), e ne ho fotografato una parte con l'intenzione di pubblicarli sul blog. Almeno, oltre a me che li conosco, li vedono altri...
Sono lavori a olio, acrilico e tempera, su carta o su altri supporti di... risulta di varie dimensioni, trovati qua e là in qualche falegnameria, che risalgono a 20-30 anni fa. Quando dipingevo con maggior lena, anche dal vero, accompagnandomi a un amico di Roma, valentissimo pittore, che mi ha insegnato molto. Poi li vedrai, e magari mi dirai cosa ne pensi.
Ormai sono diversi anni che non dipingo più con l'impegno e la costanza di allora, e questo fatto, anche se mi addolora, tuttavia non mi è da sprone per ricominciare... Anche per il timore di restare deluso dai risultati...
Grazie per l'affetto, che ricambio di cuore, e un forte abbraccio a te, Caterina e Famiglia,
Francesco