Salutamassòreta

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Fine lockdown


Fine lockdown

Intanto, per colpa del virus ma molto di più per la politica coi suoi scarsi e confusi interventi, la ripartenza - o, il "rilancio", come l'hanno battezzato i nostri cervelloni - traballa parecchio. E poi, i casini per i sussidi, i redditi cittadinanzi e gli aiuti economici che arrivano a... rate.
L'unico che ci ha guadagnato è stato il clima, che col blocco di auto e industrie ha visto diminuire sensibilmente le emissioni di gas Serra. 

In Sardegna, purtroppo, stiamo peggio perché abbiamo anche Porcu, Piras e poi Pintus, che ha dovuto vendere il camion e fare i traslochi col biroccio. Ora però tutti hanno ricominciato come se nulla fosse, e anche stasera c'erano le strade della città quasi intasate e in giro molti smascherati!

fonti:
https://www.ilgiunco.net/2020/05/22/lockdown-in-maremma-36mila-imprese-chiuse-e-60mila-lavoratori-a-casa/
https://www.vicenzatoday.it/attualita/qualita-aria-lockdown-studio-arpav-2020.html
https://www.trend-online.com/prp/reddito-cittadinanza-pagamenti-maggio/ 

Pistoia San Biagio in Cascheri


Pistoia San Biagio in Cascheri

Questa è la sympatica chiesupola di San Biagio in Cascheri, alla periferia di Pistoia, quando ancora non era circondata da superstrade orribili e palazzine...
E' un disegno a china, tratto da una foto scattata una quarantacinquina di anni orfurono in occasione di uno dei miei sempre più rari viaggi in quel dei miei natali, che feci a Pasqua. 😊

Cura Italia


Cura Italia

Dal decreto "Salva Italia" di Monti e le lacrime della Fornero... eravamo nel 2011, a quello "Cura Italia" di Conte sono passati nove anni di... "tiro alla cinghia". La nostra! 😖
Ma
è mai possibile che questo povero Paese sia sempre malato e non ci sia mai uno capace di curarlo davvero? 😯

fonti:
https://www.repubblica.it/politica/2011/12/04/news/manovra_palazzo_chigi-26097852/?ref=search

https://www.fiscoetasse.com/manovra-monti 
https://www.ilpost.it/2011/12/05/la-manovra-in-12-punti/ 

Fico d'India


Fico d'India

Oggi... o ieri, non ricordo perché stando chiuso in casa da febbraio ho perso la nozione del tempo, ho dipinto un fico d'India indiano. Me lo ha portato un amico che lavora nei campi per la raccolta delle robe agricole di stagione, che sennò vanno a male perché al governo non si mettono d'accordo e stanno lì a perdere tempo su come eliminare il caporalato una volta per tutte ma forse anche no. Per questo, oltre ai tavoli già apparecchiati per contrastarlo e per regolare flussi e deflussi, i tecnici informaticoministerialdigitali sono al lavoro per approntare la nuova App che si chiamerà "Siamo uomini o caporali". Tuttavia, pare che già sorgano i primi dubbi sulla privacy delle zucchine e dei broccoli, i cui rappresentanti sindacali si sono rivolti all'authority per avere maggiori garanzie sui dati salvati.
Ma tornando ai fichi d'India, quelli indiani appunto, è bene sapere che essi si distinguono da tutti gli altri prima di tutto perché crescono in India, e quindi in certi casi hanno il turbante, e poi perché le spine - alcune dette glochidi - su ciascuna delle pale a sinistra del tronco sono 167 anziché 162. Esclusi i glochidi, e il turbante che, per non confondervi, ho evitato di mettere. 
Io le ho contate, le spine, e mi sono anche punto! Da cui il nome latino: "Opuntia ficus indica", ovvero "Oh, mi sono punto col fico proprio sull'indice"...
Stando così le cose vorrei dirvi di più, ma non potendolo fare in un telegramma perché ho un tassativo (se avessi avuto un... lassativo vi avrei lasciato prima, ndr), ci vediamo dopo la pubblicità degli assorbenti, delle automobili, delle famiglie felici e dei ricostituenti con tutte le vitamine e anche di più! 

fonti:
https://www.carmillaonline.com/2015/06/28/il-tassativo/
https://it.wikipedia.org/wiki/Opuntia_ficus-indica

Crisi Italia e Europa


Crisi Italia e Europa

Mentre il governo si arrovella per rimediare alla crisi che ci attanaglia, archiviati i "coronabond", si riaffaccia la trappola del Mes coi suoi rischi nascosti e imprevedibili. Compresi i segnali che arrivano dalla Germania, ma anche da Svezia, Austria e Olanda, che non sono per nulla rassicuranti. 
Insomma, mentre l'Europa nicchia e guadagna tempo il Paese della "melina" e delle mezze verità, l'Italia, tenta di accordare il dicibile con l'indicibile continuando il suo cammino tra decreti "Cura Italia", "Rilanci", "bonus" vari per badanti, baby sitter, biciclette e monopattini (mentre il mercato dell'auto ristagna) e "fondi di emergenza" vari ed eventuali.
Belle parole e slogan azzeccatissimi a suon di miliardi(?), che però tardano a entrare nelle tasche di chi chi ne ha bisogno. Subito!
Per non parlare di quella depressione, questa volta però globale, che il Covid-19 sta portando in tutto il mondo: chiusura dei confini; limitazione del traffico extra-nazionale e altre politiche protezionistiche e autarchiche che molto probabilmente metteranno fine al mercato globalizzato. Almeno come lo abbiamo conosciuto. Compresi gli spostamenti di merci, capitali e flussi turistici, con ingenti perdite di lavoro causate dal sempre maggiore impiego dell'automazione e dalla diminuzione delle capacità di spesa da parte di un sacco di gente che causeranno inevitabili diseguaglianze economiche e sociali. Niente di cui stare allegri. Perciò, prima che diluvi, rabboniamo il comprendonio.

Ovvero, se è possibile, cerchiamo di distinguere i cefali dagli encefali... 😉
     
fonti:
https://www.eurobull.it/protesta-sociale-e-democrazia-nella-ue?lang=frhttps://www.inuovivespri.it/2019/09/28/come-ue-e-bce-hanno-tolto-ai-paesi-europei-sovranita-nazionale-e-democrazia/
https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/guinzaglio-tedesco-alla-bce/
https://www.iltempo.it/politica/2020/05/08/news/mes-trappola-condizioni-salva-stati-aiuti-lettera-paolo-gentiloni-valdis-dombrovskis-governo-rischia-giuseppe-conte-1323702/
https://formiche.net/2020/05/quadrio-curzio-europa-bce-germania-von-der-leyen/
https://www.proiezionidiborsa.it/la-sentenza-della-corte-tedesca-e-un-allarme-per-le-banche-italiane-e-per-i-titoli-di-stato/
https://www.ilsussidiario.net/news/sentenza-germania-sulla-bce-kerber-cosi-noi-tedeschi-metteremo-fine-alleuro/2019114/
https://www.ilsussidiario.net/news/decreto-rilancio-caos-bonus-governo-credit-vacanze-centri-estivi-annunci-senza-data/2020213/

Dignità e Lavoro


Dignità e Lavoro


Il Covid-19 ha scoperchiato un "vaso di Pandora" sul cui fondo, contrariamente al mito e con l'aiuto di un governo a dir poco disattento, ormai non resta più neppure la speranza.
Lo stiamo vedendo in questi giorni di "galleggiamento" generale, dove sono molti coloro che aspettano che arrivi una ciambella di salvataggio che li traghetti al sicuro. E siccome la "ciambella" tarda ad arrivare perché nessuno te la tira, i casi sono due: o affoghi, o nuoti. Tuttavia, chi prova a nuotare, continua ad essere oppresso da leggi, decreti e direttive scritti male, da una burocrazia asfissiante e da tasse sempre più esose e inique. Le quali a loro volta vengono interpretate secondo discutibili discrezionalità da parte di un sistema - e delle numerose "parrocchie" alle quali riferisce - che siccome pare evidente che non tenga conto di cosa significhino umanità, benessere e diritti costituzionali, le applica nonostante siano diventate insostenibili.
Ne sono la prova le prime manifestazioni di protesta del mondo produttivo, sceso in piazza per reclamare il diritto, sacrosanto e legittimo, a una vita degna d'essere vissuta.
E qual è la risposta dello Stato? Semplice: scattano le prime denunce per "assembramento non autorizzato", e verbali con sanzioni assurde che andranno a sommarsi ai danni economici causati da mesi di saracinesche abbassate! Perché, ricordiamolo, gli unici "flash mob" consentiti per adesso sono quelli dai balconi di casa a suon di "belle ciao" purificatrici, inni, bandiere, striscioni di "ce la faremo", applausi a orari fissi e strimpellate in solitario o in compagnia. Tutti gli altri, no. 
Bene, amici. Continuate di questo passo: con "tavoli", "concertazioni con le classi sociali", promesse d'aiuti e altre perdite di tempo aspettando d'essere graziati dal virus o dall'Europa. O dalle banche.
Ma quando la protesta avrà raggiunto dimensioni incontrollabili non ci saranno verbali e sanzioni che tengano.
E non servirà neppure lo spauracchio del coronavirus, perché la gente ormai non ce la fa più!  
 
fonti:
https://video.corriere.it/cronaca/tensione-milano-ristoratori-polizia-flash-mob-viene-interrotto-multati-partecipanti/18bd3750-8f8b-11ea-bb7f-d3d655d2211a?refresh_ce-cp
https://tg24.sky.it/cronaca/2020/05/06/coronavirus-milano-protesta-ristoratori#05
https://www.dissapore.com/notizie/ristoranti-multati-per-assembramento-gli-esercenti-in-protesta-a-milano/
https://i404.it/attualita/economia/dignita-lavoro/
https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/22463463/fase_2_giuseppe_conte_colpa_italiani_ripartenza_paese.html



Vizi e virtù


Vizi e virtù

«Il vizio è tanto necessario in uno Stato fiorente quanto la fame è necessaria per obbligarci a mangiare. 
È impossibile che la virtù da sola renda mai una Nazione celebre e gloriosa.» (da "La favola delle api", di Bernard de Mandeville)

fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/La_favola_delle_api
https://www.tempi.it/laras-vizi-virtu-potere/ 

Covid-19 Poetto


Covid-19 Poetto

ATTENZIONE !!!
Non andate al mare!
Oggi, al Poetto, è stato avvistato un Covid-19 a vela! 😲

Fase due, conferenza stampa del Presidente Conte



Convivenza Covid-19


Convivenza Covid-19

Ieri sera, all'ora di cena, quando ho acceso la tivvù ho visto che c'era il Presidente Conte che stava parlando. Inizialmente volevo cambiare canale... anzi, a dire il vero ci ho provato; ma inutilmente, perché parlava a reti unificate. E così mi sono fatto coraggio e l'ho ascoltato. Solo per un po', però, perché di più non ho resistito e sono passato subito a Focus dove c'era un servizio sulle "Armi letali dell'Oriente" e poi, a seguire, "I misteri dell'antico Egitto". Quest'ultimo, a mio avviso, molto meno "misterioso" del discorso di Conte...
Ma siccome mi sembrava giusto ascoltarlo prima di esprimere un'opinione, me lo sono cercato dopo cena sul web e l'ho trovato su Youtube. Sempre che non sia reato esprimere la mia opinione... E così ho fatto e me lo sono ascoltato tutto.
Ora, se dovessi riassumere il senso del suo discorso, durato oltre 40 minuti, lo definirei un "pistolotto" pesante, palloso e denso di retorica. Che invoca alla solita prudenza e alla responsabilità di ciascuno di noi, rispettando le distanze di sicurezza, l'uso delle mascherine e il rispetto delle ordinanze comprese, per ora, le autocertificazioni. Insomma, più o meno quello che sapevamo già e che stiamo facendo. 

A parte alcune difficoltà interpretative sui "congiunti" ai quali è concesso fare visita (chi sono?) e sulle distanze di sicurezza da rispettare visitandoli (ve l'immaginate la visita dei congiunti in un appartamento di 50 mq, dove ci vivono già quattro persone?). 
E poi sui funerali: da celebrare all'aperto (e la messa? l'altare?) con max 15 persone (congiunti e parenti stretti) regolarmente "guantate"e "mascherate". Che siccome dovranno rispettare le distanze di sicurezza le condoglianze se le faranno col megafono!
Infine, il mantenimento della distanza di almeno un metro anche nelle "relazioni familiari". Che vuol dire? Quindi anche all'interno di un'abitazione coi naturali conviventi. Che finora hanno mangiato, dormito, usato lo stesso bagno e sono stati vicini tutto il giorno dall'inizio dell'emergenza?... 😕
fonti:
https://www.corriere.it/politica/20_aprile_26/discorso-conte-fase-2-26-aprile-b42dbca2-87e6-11ea-8a3a-5c7a635a608c.shtml
http://www.umbria24.it/attualita/covid-19-fase-due-dal-4-maggio-ok-a-funerali-rientro-a-casa-parchi-take-away-e-sport-lontano-da-casa


Salvo avere il coraggio di leggersi il testo integrale del decreto del 26 aprile 2020: 70 pagine! 🤪 delle solite ordinanze, decreti, disposizioni attuative, delibere, articoli, dichiarazioni, verbali... e poi lettere, commi, postille e prese d'atto con relativi rimandi e allegati "di cui all'art. x,y,z, commi e lettere a,b,c,d,e,f,g..." che costringono il lettore a capriole investigative e perlustramenti quasi impossibili. Ma non parlavano di abolire la burocrazia? 🥱🥴😵😱
fonte:
https://www.corriere.it/politica/20_aprile_26/fase-2-bozza-decreto-riaperture-divieti-0c8e618e-87f2-11ea-8a3a-5c7a635a608c.shtml


Conclusione: dovremo imparare a convivere col virus, almeno fino a quando non si troverà un vaccino. Questo è ciò che appare... ma nella confusione generale! 😟
fonti:
https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/coronavirus-conte--fase-2-dovremo-convivere-con-il-virus-se-ami-l-italia-mantieni-la-distanza/359024/359578
https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-conte-inizia-la-fase-2-ora-convivenza-con-il-virus_17660057-202002a.shtml



Europa Mes Fase 2


Europa Mes Fase 2

Per quanto riguarda l'Europa, il Mes e la "Fase due", secondo alcuni si profilerebbe una sorta di "Piano Marshall" utile a superare il momento di grave crisi di alcuni Paesi dell'Unione Europea, tra i quali in prima linea ci dovrebbe essere l'Italia. Insomma, o l'Europa ci sostiene con prestiti rapidi, a interessi zero, da restituire "a babbo morto" e magari aggiungendo qualcosa a fondo perduto, oppure la vedo brutta. Naturalmente, da parte nostra ci dovrà essere la garanzia di spendere tutti e bene, in tempi giusti e senza i soliti sprechi, i finanziamenti accordati.
Anche se non tutti la pensano così... 🤔
fonti:
https://www.ilsole24ore.com/art/merkel-accelera-mes-bei-sure-e-piu-budget-europeo-frena-bond-extra-trattato-ADH3YCM
https://www.agi.it/politica/news/2020-04-21/conte-riaperture-lockdown-fase-2-8394848/
https://www.bergamonews.it/2020/04/19/misiani-i-sovranisti-a-due-facce-quando-leuropa-vuole-aiutarci-loro-dicono-no/367214/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/21/conte-al-parlamento-nuovo-decreto-per-50-miliardi-fase-2-complessa-ci-sara-piano-strutturato-su-trattative-ue-sostegno-a-proposte-di-francia-e-spagna-su-condizionalita-mes-attendo-r/5776997/

E poi, dopo le nomine della "task force" che dovrebbe occuparsi dei nostri problemi - tra l'altro mi chiedo cosa ci stanno a fare i politici se poi devono rivolgersi ad altri che facciano il loro lavoro -, mi viene in mente il CNEL.
Che poi sarebbe il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, anch'esso composto di tecnici esperti e rappresentanti delle varie categorie produttive. 

Il quale CNEL, essendo un organo di consulenza delle Camere e del Governo, ha iniziativa legislativa per la parte economica e sociale secondo quanto recita l'art. 99 della nostra Costituzione.
Insomma, di quanti "tecnici" abbiamo bisogno perché le cose tornino almeno alla normalità? Senza contare che più "esperti e tecnici" ci sono è assai probabile che alcune competenze si sovrappongano, generino confusione e quindi ritardi o annullamenti nell'applicazione di osservazioni e proposte (leggi Burocrazia). 😟
fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_nazionale_dell%27economia_e_del_lavoro
https://formiche.net/2020/04/cnel-task-force-consiglieri-fase-2/
https://www.italiasera.it/che-senso-ha-la-task-force-di-colao-ce-gia-il-cnel-domanda-e-si-domanda-giorgia-meloni/

Giornata della Terra 2020


Giornata della Terra 2020

A proposito della prossima apertura "in sicurezza", permettetemi di nutrire alcuni dubbi sulla "Fase due".
I quali dubbi, anche se li avevo già di mio, si sommano a quelli del servizio di Alessandro Politi su "Le Iene" dell'altra sera.
fonte:
https://www.iene.mediaset.it/2020/news/coronavirus-iena-positiva-storia_763362.shtml
Stando così le cose, salta anche il periodo d'incubazione dei "vecchi" 15 giorni, di recente portati a 28, ma che tuttavia risulterebero ugualmente insufficienti.
Si dirà che sono "casi limite" e che, avendo disturbi simili all'influenza, "tutti potremmo essere potenzialmente infetti".
Sintomi o no. Perché secondo molti virologi si può essere contagiosi lo stesso pur non avendo alcun sintomo (asintomatico).
fonte:
https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/04/20/news/coronavirus_a_vo_la_fotografia_del_contagio_il_43_2_sono_asintomatici-254527783/
Ora, se chi non ha sintomi può contagiare chi gli sta vicino (per esempio i familiari, ma non solo), capite benissimo che l'unico modo per sapere se abbiamo contratto il virus resta il tampone. 

Ma è davvero utile? E poi, lo fanno davvero a tutti? Oppure, dopo molte insistenze e Tachipirine, solo a chi ha febbre, tosse, mal di gola, di testa e dolori alle ossa? 
E dove lo fanno: dal proprio medico o in ospedale? Ma tornando al caso del servizio, siccome l'amico Politi sembra non essere l'unico, potrebbe anche non bastare... 😲😞 
Eppure, in Veneto, sono riusciti dove altri sembrano essere ancora agli inizi...
fonte:
https://www.iene.mediaset.it/video/tamponi-disobbedienza-zaia-vite_763381.shtml
Così, riaprendo alcune attività, è possibile che un sacco di persone "asintomatiche", che però non hanno fatto il tampone, sicure d'essere sanissime se ne vadano tranquillamente in giro contagiando chi sta loro vicino. Familiari compresi...
E allora, per "sicurezza", dovremo passare l'estate "mascherati", "guantati" e "disinfettati", rispettando sempre le distanze dai nostri simili come prima? 

Qual è la differenza tra ora e dopo?
Questa è la Cina... e da noi, come sarà?
fonte:
https://www.iene.mediaset.it/video/coronavirus-wuhan-cosa-successo-davvero_763729.shtml 

A Luis Sepúlveda


A Luis Sepúlveda

Qui di seguito pubblico la lettera dell'Amico Carlo Bartolini, in ricordo di Luis Sepúlveda che il virus infame s'è portato via per sempre...
Ciao Luis, arrivederci e riposa in pace! 🧡



Cari Amici,

anche Luis Sepúlveda che avevo incrociato sul cammino del “Campionato della Bugìa”, se ne è andato per sempre e adesso lo immagino nei grandi “Pascoli del Sodalizio”, dove tutto è eterno e infinito.
Federico (Sardelli ndr) una volta mi ha detto “Non dubitare, una buona storia da raccontare noi ce l’abbiamo davvero…” e così “La Nazione” di ieri ha pubblicato il mio ricordo (che vi allego) di quando, il 19 gennaio 2004, in un cinema pistoiese ora tristemente abbandonato, donammo allo scrittore cileno (con una nonna livornese… lo sapevate?) quel prezioso simbolo riservato solo agli eletti: il "Bugiardino d’argento".

Di quel gesto sono oltremodo orgoglioso perché anticipammo anche la Regione Toscana che, nel 2013, gli assegnò l’ambito "Pegaso d’Oro"

Ma noi lo sappiamo bene, in quegli anni volavamo davvero alto e incrociavamo grandi personaggi dell’umorismo e della cultura perché…“La Bugìa del Baluganti era sempre un passo avanti!”.

Un forte abbraccio a tutti!

Il Bartolyni


Alla cui lettera aggiungo oggi, scusandomi per la dimenticanza, alcune foto inviate da Carlo e una integrazione sulle origini labroniche della Nonna di  Sepúlveda...


Da “Il Tirreno” - 17 aprile 2020



La nonna di Sepulveda era una livornese emigrata nel mondo alla fine del mondo

A vent’anni da sola fa 2mila chilometri a cavallo verso la Patagonia.
Là incontrerà un capo indio che le strega per sempre il cuore.


LIVORNO. Non avremmo la gabbianella Fortunata e il gatto Zorba che le insegnò a volare, non ci saremmo lanciati a cercare il tesoro della Collezione della Mezzaluna Errante, non avremmo capito cosa c’è nella capanna di Antonio José Bolívar: non avremmo avuto, insomma, le storie di Luis Sepulveda – il grande romanziere cileno cantore degli oppressi morto con il coronavirus – se una ragazza livornese di neanche vent’anni non avesse fatto la valigia e, insieme ai fratelli, non avesse preso un bastimento per andarsene via dalla Livorno dove di lì a poco avrebbero costruito le terme liberty al Corallo, avrebbero messo i primi lampioni a elettricità nelle strade, e il figlio del viceconsole di Sua Maestà Britannica avrebbe insegnato ai livornesi in piazza Magenta un nuovo gioco bislacco con un pallone da prendere a calci.
Si chiamava Angela Manzoni ed era la nonna di Luis Sepulveda: nata forse nel 1886, forse un po’ prima. Non c’è nessuna evidenza che appartenesse al casato di quel Manzoni che ha messo ko generazioni di liceali. Eppure, detto per inciso, l’autore dei “Promessi Sposi” venne a inzuppare i panni al Porto Mediceo prima di andarli a sciacquare in Arno.
Eccoci nei primissimi anni del Novecento, la nostra Angela la ritroviamo nel porto di Buenos Aires, probabilmente Puerto Maduro che in quegli anni non era ancora in tilt. Livorno stava diventando luogo di villeggiatura chic per la borghesia toscana ed era la città dove i Lumière erano venuti a sperimentare il cinematografo ma forse le magnifiche sorti e progressive non erano per tutti: il colera del 1911 che falcidierà le classi popolari di Borgo, di Venezia e del Centro. O forse semplicemente aveva qualche guaio familiare per cui era bene metter l’oceano in mezzo o solo un’avventura da sognare nel Nuovo Mondo.
Eravamo noi i migranti.
Mica che fossero solo lei e i due fratelli: sono gli anni in cui il Departamento General de Inmigración conta 70-80mila migranti in arrivo e più della metà sono italiani. Anche da Livorno: la conferma potete andarla a cercare non nelle scartoffie d’archivio bensì in quel bel dipinto di Raffaello Gambogi nelle sale del museo Fattori (“Emigranti italiani al porto in attesa della partenza”), proprio di quegli anni. Chissà se è solidarietà fra italiani o se è un “consiglio” piuttosto spiccio per toglierseli dai piedi, fatto sta che c’è qualcuno che spiega ai nostri di sparire verso ovest. Ma molto verso ovest: mille chilometri fino a Mendoza, ai piedi delle Ande.
Il mondo alla fine del mondo.
Qui i rampolli labronici di casa Manzoni si rimboccano le maniche e aprono un forno. Ma non è ancora un “mondo alla fine del mondo”, come da titolo di Sepulveda. O perlomeno non lo è abbastanza. È Angela che pianta tutti in asso e fa rotta verso sud, in direzione opposta al viaggio di Che Guevara attraverso il continente sudamericano. Ma: 1) lo fa in sella a un cavallo anziché a una moto Norton 500 M18; 2) è da sola, e non c’è nessun Alberto Granado con lei; 3) siamo quasi mezzo secolo prima. Per capirci: la nonna di Sepulveda è una ragazza a migliaia di chilometri dalla sua Livorno, in una terra che conosce appena e della quale parla un po’ la lingua ma non benissimo, e agli inizi del Novecento in una situazione da pionieri senza tetto né legge si avventura da sola a cavallo a galoppare per giorni verso il nulla che non sa cos’è e neppure dov’è.
Duemila chilometri più a sud. Sì, adesso è abbastanza alla fine del mondo: ma la Patagonia non è la moleskine di Bruce Chatwin. Potrebbe essere il posto dove sparire, diventa il luogo dove si sentirà a casa: folgorati l’un l’altra, lei e capitan Pastene, capo indio mapuche.
Tutto questo non è un romanzo: l’ha raccontato Luis Sepulveda ai suoi amatissimi lettori italiani in un festival a Pistoia qualche anno fa. Non è un romanzo perché non ha fatto in tempo: agli amici toscani l’aveva promesso tante volte di metterlo lui nero su bianco, in forma di diario. Anzi, aveva spiegato di aver già iniziato a «scrivere di queste mie radici italiane» («solo che non so ancora quale titolo avrà»).
«È stato un amore molto forte, – raccontava nel 2005 Sepulveda alla nostra Lara Loreti – li ha accompagnati per tutta la vita: si sono sposati e hanno avuto tre figli, tra cui mia madre. Mi sarebbe piaciuto conoscere mia nonna ma è morta prima che io nascessi».
«Mia nonna era bellissima».
«Di questa mia nonna materna – aveva confidato al Tirreno in una intervista a Ilaria Bonuccelli – non ho un ricordo diretto, ma un ricordo poetico che mi è arrivato attraverso il racconto suggestivo delle mie zie, le sorelle di mia madre, e delle foto che sono un patrimonio di famiglia. Ma è evidente che la mia nonna era una donna bellissima con capelli tendenti al biondo che catturò, forse per questo suo aspetto fragile, mio nonno, un indio della Patagonia, un uomo bruno come me ed alto un metro e novanta».
Non stiamo parlando di curiosità: nell’architettura del mondo letterario di Luis Sepulveda i nonni hanno un ruolo fondamentale, e non soltanto affettivo. Sono anzi un giacimento di storie. Era lui stesso che lo diceva. Come quando ha presentato nel 2015 la sua “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”: «Questo libro colma un debito che durava da tanti anni. Ho sempre sostenuto che gran parte della mia vocazione di scrittore nasce dal fatto di aver avuto nonni che raccontavano storie, e nel lontano Sud del Cile, in una regione chiamata Araucanía». In questo caso nel Pantheon dell’immaginario c’era il prozio Ignacio Kallfukurá, che al tramonto raccontava ai bambini mapuche storie nella sua lingua, il mapudungun».
Come un libro di Garcia Marquez.
Ma più che dai romanzi di Sepulveda le loro biografie sembrano prese di peso dalle suggestioni di Gabriel Garcia Marquez. Kallfukurá (o Calfucura, a seconda della grafia che si usa) è anche il cognome della madre Irma, infermiera. Lui nasce che la mamma è ancora minorenne: durante una “fuga d’amore” rincorsi dalla polizia perché il padre ha denunciato il “rapimento”. «È strano pensare che il tuo paese sia un hotel e nemmeno 5 stelle», dirà lo scrittore ricordando un destino da esule comunista sfuggito agli sgherri del dittatore cileno Pinochet.
Livorno non c'entra nel ramo paterno dei nonni ma è una storia che vale la pena di raccontare lo stesso. Anche perché Gerardo Sepulveda Tapia («ma tutti lo conoscevano con il nome di battaglia: il compagno Ricardo Blanco») era un tipino mica meno tosto. L'aveva raccontato a Bruno Arpaia ancora il nostro Luis: «Era un anarchico andaluso condannato a morte in Spagna. Nei primi anni del secolo era evaso dal cercare di Almeria e aveva raggiunto le Filippine, di lì era passato in Ecuador e aveva ricominciato daccapo». Nuova brigata anarchica, nuova condanna, nuova evasione: poi il Cile. «A Valparaiso conobbe nonna Susana: colta, borghese, molto cattolica. Credo che nonno Gerardo le abbia perdonato quei "difetti" perché era bellissima e parlava cinque lingue. Io sono praticamente cresciuto con loro e con zio Pepe, il fratello maggiore di mio padre».
Un pezzetto d’amaranto.
Siamo nel mondo alla fine del mondo. Eppure, come racconta Enrico Mannari, studioso livornese, direttore scientifico della Fondazione Memorie Cooperative, una curiosa, inaspettata traccia di amaranto c’è anche qui dove Atlantico e Pacifico si incontrano nella Terra del Fuoco: a Punta Arenas, forse fra gli esseri umani più vicini all’Antardide, davanti all’«isola di Magdalena con i suoi 140 mila piccoli pinguini che sembrano usciti da una favola Disney», in Lautaro Navarro 1087 c’è il bar restaurante Livorno, il nome salta fuori dal fatto che un vecchio proprietario era livornese. Peccato faccia cucina cilena, su Tripadvisor lo sdraiano: avesse puntato sul cacciucchino o sul ponce…
 
                                                                                                               Mauro Zucchelli 



  Cinema Verdi di Pistoia, 19 gennaio 2004 – Ilide Carmignani (Traduttrice italiana delle opere di Sepúlveda), Luis Sepúlveda e l’assessore Giovanni Capecchi



Cinema Verdi di Pistoia, 19 gennaio 2004 - Carlo Bartolini, Luigi Brioschi (Presidente della Casa Editrice Guanda) e Luis Sepúlveda.


Cinema Verdi di Pistoia, 19 gennaio 2004 - Luis Sepúlveda con il libro di Carlo Bartolini “I Campioni della Bugìa”; dietro a lui l’assessore Giovanni Capecchi.


 Il libro di Bartolini
 Cinema Verdi di Pistoia, 19 gennaio 2004 - Luis Sepúlveda con il Bugiardino piastrese


Il Bugiardino d'oro